Sport Land News

giovedì 5 febbraio 2026

La fiaccola a Milano, Mattarella con gli atleti: i primi fotogrammi delle Olimpiadi

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella indossa la giacca delle Olimpiadi al Villaggio Olimpico

Eccoci. Alla vigilia della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, domani sera allo Stadio San Siro, i Giochi sono già entrati nel vivo. Le prime gare hanno preso il via ieri al Curling Olympic Stadium di Cortina con il torneo del doppio misto, disciplina che a Pechino 2022 regalò all’Italia l’oro di Amos Mosaner e Stefania Constantini: i campioni uscenti tornano oggi sul ghiaccio per il turno preliminare contro la Corea del Sud. Segnali incoraggianti arrivano anche dallo sci alpino, con le prove cronometrate della discesa libera maschile che hanno visto Giovanni Franzoni ottenere il secondo tempo e Dominik Paris il quinto, alimentando aspettative e fiducia. Ma in queste ore l’attenzione resta concentrata soprattutto su ciò che accadrà domani alle 20, quando si aprirà ufficialmente la XXV edizione dei Giochi. Una cerimonia destinata a un pubblico potenziale di circa due miliardi di spettatori e costruita come un grande racconto collettivo, tra spettacolo e simboli, nel segno dell’armonia. Sul palco – e idealmente in dialogo con la città – si alterneranno artisti e protagonisti della cultura italiana e internazionale: da Mariah Carey ad Andrea Bocelli, da Laura Pausini a Cecilia Bartoli, fino a Lang Lang, Pierfrancesco Favino, Sabrina Impacciatore, Matilda De Angelis e Ghali. Le prove coinvolgono da settimane centinaia di figuranti e, negli ultimi giorni, si sono concentrate anche all’interno dello stadio.La cerimonia avrà un carattere volutamente diffuso, in coerenza con la geografia dei Giochi: la sfilata degli atleti si svolgerà non solo a Milano, ma anche a Cortina, Livigno e Predazzo, per consentire a tutti i partecipanti di vivere questo passaggio simbolico. Duplice anche l’accensione del braciere olimpico, che avverrà in simultanea all’Arco della Pace, a Milano, e in piazza Dibona, a Cortina. A dichiarare ufficialmente aperti i Giochi sarà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, atteso domani sera a San Siro insieme a oltre cinquanta tra capi di Stato, di governo e membri di case regnanti.
Proprio Mattarella, questa mattina, ha visitato il Villaggio olimpico di Milano, in via Lorenzini, dove sono già ospitati oltre 1.500 tra atleti e tecnici nelle sei palazzine realizzate da Coima – un complesso destinato, dall’autunno, a diventare un grande studentato per universitari fuori sede. Accolto anche da Arianna Fontana, una dei quattro portabandiera azzurri, il Capo dello Stato ha incontrato parte della delegazione italiana, rivolgendo agli atleti parole che hanno richiamato il senso profondo dello sport olimpico. «Essere stati selezionati, essere in squadra, prendere parte alle Olimpiadi è già un traguardo di estrema importanza, un successo autentico», ha sottolineato, ricordando come la prima competizione sia «con se stessi e con i propri limiti», prima ancora che con gli altri. Un messaggio ribadito più volte: l’auspicio di molte medaglie si accompagna alla convinzione che ciò che conta davvero sia il modo di partecipare, «con impegno, lealtà, rispetto», offrendo al mondo «uno spettacolo di convivenza, amicizia, umanità e serietà». Dopo aver firmato il “Murale della Tregua”, Mattarella ha visitato uffici e residenze del Villaggio e ha pranzato nella mensa con gli atleti, che gli hanno donato una giacca con il suo nome.
Intanto Milano si prepara a reggere l’impatto di un evento di portata globale. La presenza di così numerosi ospiti internazionali ha attivato da giorni un imponente piano di sicurezza: zone rosse sono state istituite attorno allo Stadio San Siro per la giornata di domani, alla Fabbrica del Vapore – dove si terrà la cena offerta dal Cio –, alla Triennale (sede di Casa Italia) e in alcune aree centrali, tra cui Palazzo Reale, dove il Presidente riceverà le delegazioni straniere. Ne derivano limitazioni al traffico, scuole chiuse all’interno della circonvallazione e il ricorso diffuso allo smart working, oltre a deviazioni per alcune linee di superficie e fermate della metropolitana temporaneamente soppresse nelle zone sensibili. Un primo assaggio del clima olimpico lo ha già offerto oggi l’arrivo in città della fiamma, che da sessanta giorni percorre tutte le Regioni e centinaia di località. Entrata a Milano da sud, non lontano dal Villaggio olimpico, la torcia ha attraversato parte della circonvallazione e alcune aree semicentrali – da Sant’Ambrogio al Portello, fino alla zona del Policlinico – per giungere in piazza Duomo alle 19.30. Il percorso si è svolto senza particolari criticità, sebbene non siano mancate alcune contestazioni simboliche: a San Donato Milanese e lungo l’hinterland sono apparsi cartelli contro il governo iraniano; a Sesto San Giovanni manifesti con la scritta «La fiamma olimpica è sporca di sangue, fuori Israele dalle Olimpiadi»; in centro, due attivisti di Greenpeace hanno esposto un modellino dei cerchi olimpici con un messaggio contro l’Eni; in varie strade, infine, scritte “Ice Out” in riferimento alla contestata presenza di agenti dell’Ice statunitense al seguito della delegazione Usa.
Su questo punto è tornato a intervenire il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, ribadendo che gli agenti americani saranno impegnati esclusivamente in attività di analisi e scambio informativo con le autorità italiane, come avviene da anni in decine di Paesi, Italia compresa. Le opposizioni e il sindaco di Milano, Beppe Sala, continuano però a parlare di una presenza non gradita, segno di un clima che resta vigile e sensibile. Ancora poche ore, dunque, dense di appuntamenti e di attese. Poi – si spera – il rumore di fondo si attenuerà e la scena sarà tutta per lo sport, per le storie di fatica e di talento che solo i Giochi sanno raccontare. Con l’auspicio, condiviso e dichiarato, che accanto allo spettacolo e ai valori olimpici possano brillare anche i colori azzurri.
avvenire

sabato 31 gennaio 2026

Athletica vaticana ai Giochi di Milano-Cortina: un tempo di grazia e profezia

Gli atleti del team vaticano hanno consegnato nella chiesa di San Babila a Milano la "Croce degli sportivi" all'arcivescovo Delpini, il quale ha auspicato che le Olimpiadi e Paralimpiadi possano essere “una scuola di ascesi, di morale, di umanità, di vita, di audacia e fantasia”. Al via anche il progetto “For Each Other”

Vatican News

Giochi in tempo di guerra. Ancora una volta. Le Olimpiadi e Paralimpiadi che dal 6 febbraio al 15 marzo si svolgeranno tra Milano e Cortina fanno i conti con conflitti, tensioni e ingiustizie su scala mondiale. Ma proprio “queste giornate di sana competizione” sono un’opportunità per “costruire ponti tra culture e popoli, promuovendo l’accoglienza, la solidarietà e la pace” secondo l’auspicio espresso da Leone XIV nel telegramma – a firma del cardinale segretario di Stato – nel giorno in cui Milano ha rilanciato questa visione accogliendo – giovedì 29 gennaio, con la messa celebrata nella centralissima basilica di San Babila – la “Croce degli sportivi”. Alla vigilia dell’inizio del tempo della tregua olimpica.

“Amicizia e fraternità” sono i sentimenti fondanti, olimpici e paralimpici, che rinsaldano “la consapevolezza del valore dello sport al servizio dello sviluppo integrale della persona umana” ha scritto il Papa nel telegramma inviato all’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini. Proprio dallo sport può arrivare un vento originale di speranza che non fermerà le armi – nonostante la proposta della tregua olimpica votata all’Onu da 165 Paesi - ma suggerisce la possibilità di un’umanità più fraterna. Attraverso il linguaggio sportivo - composto di gesti semplici, popolari, a tutti comprensibile - raccontato anche dalla Croce degli sportivi che dai Giochi di Londra 2012 sta raccogliendo attese e speranze espresse in preghiera dalle donne e dagli uomini che condividono esperienze professionistiche e amatoriali.

Leone XIV: le Olimpiadi invernali promuovano i valori autentici dello sport

Nel capoluogo lombardo si allestisce il braciere olimpico, simbolo dei 25.mi Giochi invernali di Milano-Cortina 2026.

In un telegramma al vescovo di Como, il cardinale Cantoni, a firma del segretario di Stato Parolin, Leone XIV esprime l’auspicio che i Giochi olimpici di Milano-Cortina possano offrire alle comunità locali un'"occasione di testimonianza cristiana". Il messaggio letto dal porporato durante la Messa presieduta nella chiesa parrocchiale di Bormio, presenti molti giovani volontari e società impegnate nell'organizzazione

Vatican News 

 Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina siano "occasione propizia per favorire i valori autentici dello sport: la lealtà, il rispetto, lo spirito di squadra e di sacrificio, come pure l’inclusione sociale e la gioia dell’incontro”. È l'auspicio espresso da Leone XIV in un telegramma di “cordiale e beneaugurante saluto alle popolazioni del vicariato di Bormio, coinvolte nella preparazione e nello svolgimento delle Olimpiadi”, indirizzato al cardinale Oscar Cantoni, vescovo di Como. Il messaggio, a firma del segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, viene letto durante la Messa che il vescovo della diocesi lombarda presiede questa sera, venerdì 30 gennaio, alle ore 18, nella parrocchia di Bormio, per affidare a Dio i 25.mi Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026. Alla celebrazione, nella chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, partecipano i giovani atleti delle associazioni sportive invernali del territorio, insieme ai loro dirigenti, allenatori e formatori, nonché quanti sono coinvolti nell’organizzazione e nell’accoglienza dell’evento.