Sport Land News

domenica 27 settembre 2026

La Dolomiti Energia Trentino conquista l'anticipo della 1ª giornata contro la UNA Hotels Reggio Emilia con il punteggio finale di 78-8

 

Sono gli ospiti che cercano di tirare il primo strappo alla gara sfruttando l’atletismo di Bayehe e le accelerazioni degli esterni D.Brown ed Olivari, volando sul 14-24 grazie anche al contributo di Bigelow. Ci pensano allora gli esterni Barford e Smith a caricarsi la UNA Hotels sulle spalle, riportandola vicina a un possesso di distanza sul finale del primo tempo, con Rossato che risponde poi a Bertini chiudendo i 20’ iniziali sul 43-46. Con Charles e Darius Brown, la Dolomiti Energia riesce a respingere inizialmente gli assalti dei cecchini Thor e Rossato mantenendo il controllo del match, fino a quando proprio Rossato infiamma il PalaBigi con le due triple consecutive che valgono il sorpasso sul finire del terzo quarto (61-60). Successivamente, le squadre si scambiano continui sorpassi e controsorpassi, con Olivari che si riaccende annullando gli effetti di una bomba e di un’incursione di Rossato firmando due triple consecutive (75-77 a 3’ dal termine). Proprio il numero 8 bianconero, in seguito, spegne l’entusiasmo biancorosso acceso da una tripla di Severini e Bigelow in contropiede punisce un errore di Barford con il libero del +3. Nei minuti finali, Barford e Thor falliscono i tentativi dall’arco che sarebbero valsi il riaggancio e Darius Brown si invola in contropiede per appoggiare il canestro che sigilla la contesa sul 78-83.

I bianconeri sono stati guidati dai 23 punti e 7 rimbalzi di Olivari, i 13 punti e 7 rimbalzi di Bigelow e gli 11 punti di Bayehe. Ai biancorossi non sono bastati i 22 punti e 6 rimbalzi di Barford, i 16 punti di Rossato e i 10 punti a testa di Thor e Severini.

Lega Basket

Italia, così piccola e fragile. Speriamo nei tiri Mancini alla Turchia

 


La prima del Mancini bis, Italia-Belgio 0-2, non giriamoci troppo intorno, è una serata da dimenticare. La Nazionale dell’ex Mancio d’Arabia è sembrata la sua Samp, quella delle ultime stagioni in B, confusa e infelice, e perdente seriale: la Marassi doriana è il nuovo Bengodi per tutta la cadetteria che sale a Genova e puntualmente fa razzie. Non ce ne vogliano i tifosi sampdoriani per l’accostamento con gli azzurri (confidiamo tutti nel cambio di rotta della Samp attuale sotto la guida di mister Benny Corradi), ma questa giovine Italia al debutto in Nations League contro il Belgio è apparsa ancora “così piccola e fragile”, proprio come canta Drupi.
Con tre allenamenti a Coverciano e qualche colpo di fon al ciuffo magico del Mancio, non c’era certo da aspettarsi la luna. Però, in cuor nostro, speravamo nell’accensione di qualche lucciola, qualche stellina emergente, vedi Romano o il centralone Diego “for” Coppola. Purtroppo negli occhi conserviamo ancora quel tiki-taka all’Italiana che Mancini era riuscito ad imbastire a Euro 2020 portandosi a casa un titolo insperato a Wembley 2021. Un trionfo condiviso con il compianto “gemello del gol” Luca Vialli, che poi si è rivelato l’inizio della fine. Inutile continuare con i tormenti perenni, «mancano i campioni», «troppi stranieri in Serie A, spazio ai giovani italiani», «scarso attaccamento alla maglia azzurra»… e chi ne sa più ne dica. Lo stato dell’arte è questo, molta miseria e pochi splendori per il gioco del calcio nostrano. E’ un’Italietta in costruzione che va per tentativi ed esperimenti e va aspettata, consapevoli che intanto è inevitabile che le altre selezioni, più strutturate e con rose piene di talenti veri, ci sorpassino a destra e anche a sinistra.
Il Belgio all’Olimpico per mezz’ora ha fatto quello che voleva grazie a stelle luminose come il vecchio napoletano De Bruyne, l’atalantino De Ketelaere, il milanista Moreira, il bomber del Benfica Lukebakio (il Milan ancora se lo ricorda per il gol nell’ultima sfida di Europa League), il capitano coraggioso Tielemans e soprattutto quel “10” pazzesco che risponde al nome di Mika Godts. Very Godts sul serio e complimenti al Psg che questo 21enne tutto fosforo e fantasia (ha mandato al manicomio l’intera difesa azzurra, specie Mancini e “for” Coppola) lo ha strappato all’Ajax pagandolo 55 milioni. Una bella somma, sicuro, ma da noi sono capaci di arrivare anche fino a 70 milioni per Gonçalo Ramos e poi in campo l’effetto che fa non è certo lo stesso delle giocate di fino del finissimo Godts. «Siamo a buon punto», ha detto orgoglioso a fine gara il ct dei belgi, l’olandese Van Bommel (anche lui danzò in campo una sola stagione al Milan). Noi invece siamo messi maluccio, mentre Mancini difende le sue scelte, ovviamente, e salva il secondo tempo degli azzurri, perché, pare, abbia visto qualcosa di buono. Noi abbiamo intravisto appena qualche timido affaccio in avanti. Ma della serata, ancora da azzurro tenebra, ricordiamo solo le parate da “piovra” di Gigio Donnarumma preso a pallonate dagli attacchi del Belgique.
I 60 milioni di ct in pectore il giorno dopo sono già all’opera con le loro tastiere tigrate che rinfacciano di tutto e di più alla scellerata gestione del gruppo Mancini. I commenti più gettonati dall’’orda balorda: difesa che fa acqua da tutte le parti (via Coppola, ridateci subito Bastoni). Calafiori sopravvalutato, un arsenale di svarioni. Basta scommettere su Tonali, fuori forma, uno straccio (manda fuori squadro anche Barella) e si capisce perché il Tottenham di De Zerbi rischia di retrocedere. Kean si marca da solo. Il “pulcino” Pio Esposito ci mette il cuore ma serve il piede giusto per fare gol. Frattesi doveva entrare prima, Zaniolo per un dolorino muscolare doveva andare in tribuna? Maldini bello, ma non balla, tranne che in discoteca, a Milano. I nostalgici, non solo di fede laziale, invocano il ritorno in azzurro di Zaccagni, ma l’Italia di Mancini prevede molto colored e under 25 post-tondelliani. Per questo ha lanciato Doumbia e Zoma e Kayode è in rampa di lancio per la prossima sfida.
Lunedì sera l’Italia è di scena in Turchia all’Ataturk Spor Kompleksi di Bursa. Mancini contro Vincenzino Montella, confermato alla guida della nazionale turca nonostante un Europeo incolore con eliminazione immediata. Una sfida alla pari? Forse sì, ma solo perché la Turchia dovrà fare a meno dello juventino Yildiz e dell’interista Calhanoglu, due che da soli già avrebbero fatto scattare l’allarme alla nostra difesa che va assolutamente registrata. Cosa aspettarci da questa seconda prova? Forse sarebbe meglio fare un bel pieno di fatalismo e sperare che ci siano dei segnali, anche piccoli, di miglioramento. L’importante sarebbe non eccedere nelle rivoluzioni, peraltro sempre sbandierate e mai realizzate, e non costringere Gigio Donnarumma a snaturarsi e diventare “ottomano” (battuta di Eraldo Pecci sui portieri turchi, «i più forti, perché sono ottomani») per salvare ancora l’Italia dalla goleada, come quella appena sventata contro il Belgio.

Avvenire

Motori / Per festeggiare i cent'anni la 1000 Miglia torna indietro

 

Avvenire

Per festeggiare cent’anni bisogna tornare indietro. Fino al 1927, quando quattro amici bresciani – Aymo Maggi, Franco Mazzotti, Renzo Castagneto e Giovanni Canestrini, passati alla storia come i “Quattro Moschettieri” – inventarono una corsa destinata a diventare molto più famosa di quanto probabilmente avessero immaginato.
La 1000 Miglia del Centenario, in programma dal 24 al 29 maggio 2027, ripartirà proprio da lì. Non soltanto simbolicamente: il percorso della prossima edizione recupererà infatti la logica della gara originaria, tornando al tracciato ad anello e soprattutto al senso antiorario, come accadde esattamente un secolo prima. Un viaggio di sei giorni – uno in più rispetto alle ultime edizioni – che cercherà di sovrapporre l’Italia di oggi a quella attraversata dai pionieri dell'automobile.
È questa la vera novità dell’edizione numero cento dalla nascita della Freccia Rossa, il cui percorso è stato presentato a Brescia. Più che inventare qualcosa di nuovo, gli organizzatori hanno scelto di recuperare il passato, ridisegnando il tracciato del 1927 secondo le necessità della viabilità contemporanea ma conservandone direttrice e numerosi passaggi. Un modo per ricordare anche i protagonisti della prima edizione, a cominciare dai vincitori Ferdinando Minoja e Giuseppe Morandi sulla bresciana OM 665 “Superba”, fino a Gastone Brilli-Peri e a un Tazio Nuvolari che già allora era tra gli uomini da battere, al volante di una Bianchi Tipo 20.

Il percorso e le date

Il rito comincerà alle 18 di lunedì 24 maggio dalla tradizionale rampa di viale Venezia a Brescia. Dopo le prove cronometrate del Castello e il passaggio in piazza Vittoria, la carovana attraverserà la pianura in direzione di Castiglione delle Stiviere, città natale proprio di Giuseppe Morandi, prima di raggiungere Parma. Qui si concluderà la prima delle sei tappe, con la cena nella cornice del Palazzo della Pilotta.
Il giorno successivo la 1000 Miglia farà rotta verso Reggio Emilia e Modena, dove è prevista la sosta per il pranzo, prima di affrontare uno dei tratti più suggestivi e storicamente significativi dell'intero percorso. La traversata dell’Appennino riporterà infatti le vetture sui passi della Raticosa e della Futa, strade che appartengono alla memoria più autentica della corsa e che per decenni hanno rappresentato uno dei suoi scenari più spettacolari. Da lì la discesa verso Firenze, con arrivo in piazza Santa Croce.
Mercoledì 26 maggio sarà invece la giornata di Roma. Partenza da Firenze, attraversamento del Chianti e passaggio da Arezzo, quindi Siena, dove le auto torneranno ad allinearsi in piazza del Campo per la tradizionale sosta del Tartarugone. La coincidenza aggiunge un altro anniversario al Centenario della corsa: nel 2027 anche l’Automobile Club di Siena compirà cento anni. Lasciata piazza del Campo, la Freccia Rossa attraverserà le Crete Senesi, Pienza e il lago di Bolsena prima di raggiungere Roma, giro di boa storico della 1000 Miglia.

La via Adriatica

Da giovedì 27 inizierà la lunga risalita verso Brescia. Dopo Assisi e Perugia, le vetture affronteranno la Madonna della Cima, altro passaggio recuperato direttamente dal percorso del 1927. Poi Gubbio, Macerata, Ancona e la Riviera del Conero, seguendo per buona parte la direttrice della vecchia Statale 16 Adriatica.
La giornata si concluderà a Cervia, ma prima ci sarà una delle parentesi più scenografiche dell’edizione del Centenario: la cena a Gradara, tra Rocca e Castello, accompagnata da rievocazioni storiche in costume. Una concessione allo spettacolo all’interno di una manifestazione che ormai da tempo non è soltanto competizione di regolarità per automobili storiche, ma anche evento itinerante capace di trasformare per qualche ora città, piazze e borghi italiani.
Venerdì 28 maggio la quinta tappa porterà la corsa da Cervia a Verona. Il percorso toccherà Ferrara, Rovigo e Padova, dove il pranzo sarà ospitato in Prato della Valle, quindi Treviso e le colline di Valdobbiadene. Anche qui il Centenario riporterà alla luce un pezzo della vecchia 1000 Miglia: le Scale di Primolano, con i loro tornanti che furono teatro delle sfide delle prime edizioni. Superato il valico, le auto attraverseranno Bassano del Grappa e Vicenza prima dell’arrivo a Verona.

L’ultimo giorno e il traguardo

Per l’ultima tappa, sabato 29 maggio, la 1000 Miglia smetterà quasi di essere un viaggio attraverso l’Italia per diventare soprattutto un omaggio alla terra dove tutto cominciò. Il percorso disegnerà infatti una sorta di grande anello intorno a Brescia, partendo dal Basso Garda e attraversando Valtenesi e Val Sabbia. Tornerà anche la sosta per il pranzo a Lumezzane, che nel 2027 condividerà con la Freccia Rossa il proprio centenario come Comune. Poi Valtrompia, lago d’Iseo e Franciacorta prima dell’ingresso nel capoluogo.
Qui gli organizzatori hanno previsto un ultimo passaggio in piazza Vittoria, nel cuore della città, dove il pubblico potrà vedere da vicino le vetture prima dell’atto conclusivo. Il traguardo sarà naturalmente in viale Venezia, nello stesso luogo dal quale la corsa sarà partita sei giorni prima. E forse è proprio questo il modo più coerente per festeggiare il primo secolo della 1000 Miglia: arrivare nel futuro percorrendo, almeno in parte, le stesse strade sulle quali tutto era cominciato.
Il conto alla rovescia partirà ufficialmente il 6 ottobre, quando si apriranno le iscrizioni per gli equipaggi e le vetture candidate a partecipare all’edizione del Centenario. Cento anni dopo Minoja e Morandi, Brescia tornerà così a dare il via alla sua corsa. Nella direzione di allora.
 

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sabato 26 settembre 2026

GP Azerbaijan. Qualifica da dimenticare per Kimi, costretto a rimontare come a Monza

 

George Russell ha ottenuto la pole position del GP dell'Azerbaijan di F1. Sul circuito di Baku il pilota della Mercedes ha preceduto la Ferrari di Charles Leclerc. Seconda fila per Oscar Piastri (McLaren) e Hadjar (RedBull).

Solo ottavo Max Verstappen.  Giornata da dimenticare per Kimi Antonelli, che ha toccato il muro nel Q1 chiudendo subito la sua sessione: il leader del Mondiale sarà  costretto a partire dalla sedicesima posizione.

Rai News

Italia sconfitta 2-0 dal Belgio. Prestazione deludente degli azzurri



Parte male la nuova avventura di Roberto Mancini sulla panchina dell’Italia. Gli azzurri sono stati sconfitti 2-0 dal Belgio nella prima giornata della Nations League.

Davanti al pubblico di casa – all’Olimpico di Roma – la nazionale gioca male, poco convincente, troppi errori. Alla fine, il risultato è giusto.

Per il Belgio un gol per tempo. Entrambi prendendo in contropiede la difesa azzurra. Per l’Italia c’è tanto lavoro da fare. Anche se il tempo è poco: il prossimo appuntamento è per lunedì, sempre alle 20.45, in Turchia.

La partita
Subito si gioca ad alta intensità. L’Italia del nuovo corso di Mancini spinta dal tifo dell’Olimpico. Il Belgio con il desiderio di non fare il tipo ruolo dell’ospite. Così già al settimo minuto De Bruyne trova sulla sinistra con grande precisione De Ketelaere, che controlla e prova a incrociare, ma Donnarumma è pronto e para in tuffo.

L’Italia prova a reagire. Al minuto 9 Barella scodella una palla invitante per Pio Esposito, che tira e colpisce il palo. Ma tutto inutile: fuorigioco. E allora al 18esimo ci prova Kean da fuori: la conclusione è debole, parata facilmente.

Intanto sale la pressione del Belgio. E induce all’errore Romano che sbaglia un passaggio in fase di disimpegno. De Bruyne ne approfitta, la palla arriva a Godts, ancora sulla sinistra, controlla, converge al centro, fa sedere 2 difensori azzurri, e piazza la palla dove Donnarumma non può nulla. Belgio avanti 1-0.

L’Italia accusa il colpo. Il Belgio si carica. E così al 23esimo De Ketelaere prova la conclusione da fuori, Donnarumma respinge, si avventa sulla palla Raskin ma il portiere della Nazionale è bravo a fare muro.

Così al 28esimo gli ospiti ci riprovano, una azione prolungata dove la difesa dell’Italia è incapace di mettere un argine. Fino poi ad un cross dalla desta morbido sul secondo palo dove Godts si fa trovare tutto solo e colpisce di testa: ancora Donnarumma salva la porta.

Brivido azzurro al 36esimo con Kean, conclusione da destra: ma del gol c’è solo l’illusione, visto che la palla colpisce il lato esterno della rete.

C’è ancora il tempo per un tentativo di De Bruyne in ottima giornata. Poi l’arbitro chiama 1 minuto di recupero e tutti negli spogliatoi. Parte male la nuova stagione di Mancini: vediamo cosa accadrà dopo l’analisi negli spogliatoi.

L’Italia torna con un altro spirito in campo nella ripresa. C’è voglia di riscatto. E di ottenere subito risultati. Così al 47esimo Cambiaghi trova Kean al centro, che prova la conclusione: il portiere belga è pronto.

Di nuovo Italia al 53esimo. Questa volte è Pio Esposito che gira verso la porta una intuizione di Cambiaghi, ma ancora una volta l’estremo difensore dice no.

Mancini prova a dare una scossa e al 65esimo ordina un triplice cambio: entrano Scalvini, Frattesi e Maldini, fuori Coppola, Romano e Pio Esposito.

Ma al 69esimo arriva la doccia fredda. Nel momento migliore dell’Italia, il Belgio cala un contropiede perfetto con Lukebakio che si fa una grande galoppata, poi si accentra e tira sul sdecondo palo: Donnarumma – forse non impeccabile – battuto. Il Belgio fa 2-0.

Cambia il clima della partita. Si torna al canovaccio del primo tempo. Italia sottotono, Belgio padrone del gioco. E così il risultato resta invariato. Dopo i 3 minuti di recupero, si va a casa: per l’Italia tanta delusione. Il Mancini bis parte male.

Rai News

Slitta il rientro del n.1 Sinner: 'Il ginocchio non va ancora bene'. Jannik alle sfilate a Milano

 

"Il ginocchio non va ancora bene, non sono in grado di competere". Così Jannik Sinner, su X, ha annunciato che non parteciperà nemmeno al torneo ATP in Cina. Slitta ancora dunque il rientro ddel campione. Il "China Open", Atp 500 comincerà il 30 settembre a Pechino. “Il mio ginocchio non è ancora nelle condizioni in cui vorrei che fosse e non sono ancora pronto per competere, ma farò tutto il possibile per tornare in campo il prima possibile”. 

Si allunga dunque lo stop dell'azzurro, il cui ultimo match giocato rimane la finale di Wimbledon vinta contro Zverev lo scorso 12 luglio. Poi l'infiammazione al ginocchio destro che lo ha costretto a saltare tutta la stagione sul cemento americano, compresi i Masters 1000 di Montreal e Cincinnati oltre allo Us Open. A questo punto il prossimo torneo utile per sperare di vedere in campo il 25enne altoatesino diventa il Masters 1000 di Shanghai, al via il 7 ottobre e al quale è già iscritto, dove Alexander Zverev potrebbe soffiargli la prima posizione nel ranking.

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