Sport Land News: #Italia
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mercoledì 1 aprile 2026

Italia sconfitta ai rigori dalla Bosnia dopo una brutta partita. Si tratta della terza eliminazione consecutiva e non è più un caso, o l'errore di un ct, ma il fallimento di un sistema

 


Dobbiamo farcene una ragione, questa non è più una Repubblica fondata sul pallone, ma una nazione affondata dal pallone. Con noi ormai passa qualsiasi straniero. L’Italia è come San Marino, umile, impaurita e sconfitta con un solo gol (1-1 al 120’, il resto si consuma ai rigori, 4-1) nella tana dell’acerrima Bosnia e come i sanmarinesi anche gli italiani vedranno il Mondiale 2026 da casa. Va così da 12 anni a questa parte e la colpa non può essere sempre dei ct battuti e mazziati, Ventura, Mancini e ora Gattuso. Dimarco e qualche federale che adesso è chiamato a un dignitoso autodafé aveva esultato al cospetto della Bosnia finalista di questi sciagurati playoff, ai quali siamo arrivati ancora con la lingua di fuori per la terza volta consecutiva.
C’avevano avvertito: sarà una bolgia al Bilino Polje di Zenica, lo stadio da subbuteo (capienza di 10mila spettatori) con terrazzi dei palazzoni vista campo, roba da Licata di Zeman. Location scelta ad hoc dalla Federazione bosniaca al posto dell’impianto della capitale, l’Asim Ferhatović Hase (31mila posti). Strategia della tensione messa in atto contro i poveri ricchi italiani sistemati nello spogliatoio degli ospiti che sembra quello dei nostri vecchi stadi di periferia appena finita la guerra. Del resto per il sottoscritto e quelli della mia generazione pronunciare Bosnia Erzegovina è sinonimo di guerra fratricida, un genocidio iniziato nel 1992 con ripercussioni forti anche sul piano calcistico. Quell’estate del ’92 venne definitivamente sciolta l’ex nazionale jugoslava e agli Europei fu ripescata la Danimarca che a sorpresa si aggiudicò il primo e unico titolo continentale. Storie passate e dimenticate, del secolo scorso, ora siamo nell’era del gigantismo calcistico: Mondiale a 48 squadre fortissimamente voluto dal Maga-Presidente della Fifa Gianni Infantino che per l’occasione, è diventato anche “InfanTito”, omaggio dei suoi seguaci alla memoria dell’ex dittatore slavo.
Gli slavi volano ai Mondiali di SuperTrump e noi nomadi votati alla sconfitta non ci saremo. Abbiamo perso in 10 uomini e adesso anche Bastoni capirà una volta per tutte che chi sbaglia paga. Paga un popolo intero, quello italiano, che comunque da tempo ama molto di più la propria squadra di club che la Nazionale. L’azzurro è un colore che piace e diventa patrimonio nazionale appunto solo ed esclusivamente quando vince. Dopo la vittoria dell’Europeo del 2021 pensavamo che si aprisse un ciclo vincente con gli oratoriani di Roberto Mancini e invece abbiamo assistito all’involuzione della specie. Facciamo un calcio davvero oratoriale e basta e avanza una piccola Bosnia per eliminarci alla grande. Possiamo solo vivere di rimpianti e guardare al passato, consolandoci con quelle 4 Coppe del mondo in bacheca. Ai nostalgici ricordiamo che a luglio mentre gli altri giocheranno tra i campi di Usa, Messico e Canada, noi festeggeremo il ventennale dall’ultima vittoria ai campionati del Mondo, finale di Berlino 2006.
Il pessimismo cosmico lascia spazio agli esperti di geopolitica del football, i quali parlano del primo Mondiale di Risiko all’orizzonte. L’America sovrana e sovranista che mette in palio il titolo iridato ha allestito la kermesse planetaria assieme ai miseri cugini del Messico e gli algidi parenti nordici del Canada. E già questo fa presagire frizioni e scenari apocalittici, ai quali già si aggiunge l’appello disperato del nemico iraniano che chiede di giocare in Messico le partite della nazionale di Teheran. Infantino ha già detto che bomba o non bomba l’Iran arriverà negli Usa e giocherà solo su green americano e non messicano. Lo scopriremo solo vivendo, ma noi non ci saremo perché dopo la Svezia e la Macedonia del Nord ci siamo fatti buttare fuori dalla Bosnia. Quel «temiamo solo Dio, siamo pronti a dare una lezione agli italiani», urlato dal baluardo difensivo bosniaco Tarik Muharemovìc (gioca nel Sassuolo) si è materializzato. Il vecchio bomber Edin Džeko che fino a gennaio condivideva allenamenti e partite nella Fiorentina di Moise Kean a 41 anni atterrerà al Mondiale. Kean no, nonostante il “black italian” sia andato in gol sia con l’Irlanda che con la Bosnia, alla quale avrebbe potuto segnare una doppietta e adesso saremmo qui a raccontare un’altra storia. Invece il pari di Tabakovic a 10 minuti dalla meta mondiale ci ha trascinati alla roulette dei rigori per uscire ancora di scena. Tutti a casa, qui è sempre più azzurro tenebra.
Avvenire


domenica 8 febbraio 2026

8 febbraio Olimpiadi invernali #milanocortina2026: bronzo per Sofia Goggia!

 

SCI ALPINO

La classifica definitiva: 

1 Johnson Breezy (Stati Uniti d’America) — 1:36.10
2 Emma Aicher (Germania) — 1:36.14 (+0.04)
3 Sofia Goggia (Italia) — 1:36.69 (+0.59)
4 Jacqueline Wiles (Stati Uniti d’America) — 1:36.96 (+0.86)
4 Cornelia Huetter (Austria) — 1:36.96 (+0.86)
6 Laura Pirovano (Italia) — 1:37.04 (+0.94)
7 Kajsa Vickhoff Lie (Norvegia) — 1:37.08 (+0.98)
8 Ariane Raedler (Austria) — 1:37.20 (+1.10)
9 Kira Weidle-Winkelmann (Germania) — 1:37.26 (+1.16)
10 Federica Brignone (Italia) — 1:37.29 (+1.19)
11 Mirjam Puchner (Austria) — 1:37.65 (+1.55)
11 Nicol Delago (Italia) — 1:37.65 (+1.55)
13 Laura Gauché (Francia) — 1:37.98 (+1.88)
14 Corinne Suter (Svizzera) — 1:38.01 (+1.91)
15 Ilka Štuhec (Slovenia) — 1:38.08 (+1.98)

oasport


sabato 7 febbraio 2026

Tutte le medaglie vinte dagli italiani ai Giochi olimpici invernali di Milano Cortina

Francesca Lollobrigida durante la gara dei 3000 metri di pattinaggio di velocità, nella quale ha vinto la medaglia d'oro / Reuters/Piroschka Van De Wouw
Tutte le medaglie vinte dagli italiani ai Giochi olimpici invernali di Milano Cortina.

Francesca Lollobrigida oro nel pattinaggio di velocità

Sotto gli occhi del figlio di tre anni Tommaso, ad ammirarla sugli spalti, Francesca Lollobrigida ha vinto la prima medaglia d'oro per l'Italia ai Giochi di Milano Cortina. La pattinatrice azzurra si è imposta nei 3000 metri, la prima gara del programma all'Ice Park a Rho. E subito è corsa ad avvolgersi nel tricolore e a prendere in braccio proprio Tommaso.

Argento e bronzo per Franzoni e Paris


Giovanni Franzoni e Dominik Paris, argento e bronzo nella discesa libera olimpica sulla pista Stelvio di Bormio / Afp Jeff Pachoud
Subito una delle gare più attese, e subito medaglie per l'Italia: nella discesa libera maschile sulla difficile e spettacolare pista Stelvio di Bormio il giovane emergente Giovanni Franzoni e l'esperto Dominik Paris non deludono le aspettative e si aggiudicano rispettivamente la medaglia d'argento e quella di bronzo. Oro allo svizzero Franjo von Allmen, campione del mondo in carica; beffata la stella elvetica Marco Odermatt, quarto. «È bellissimo, su una pista così difficile, riuscire a fare una sciata del genere», ha commentato Paris, mentre per Franzoni «è incredibile quello che sto facendo quest'anno, a inizio stagione partivo con pettorali altissimi e poi sono arrivate Wengen, Kitzbühel e ora questa medaglia. Un grazie speciale ai ragazzi che hanno preparato la pista, non era facile ma hanno fatto un grande lavoro».

 

sabato 30 agosto 2025

I 28 giocatori convocati da Gattuso per gli impegni dell'Italia di settembre


 La prima Italia di Gennaro Gattuso. Il commissario tecnico degli azzurri ha diramato l'elenco dei 28 giocatori convocati per le due gare di settembre di qualificazione al Mondiale 2026. Nonostante la situazione particolare con il PSG, il ct italiano ha voluto chiamare Gianluigi Donnarumma, capitano e colonna portante della Nazionale. Nel reparto difensivo spunta il nome del giovane Leoni, passato recentemente al Liverpool, mentre a centrocampo è stato chiamato Sandro Tonali nonostante l'infortunio alla spalla subito nell'ultimo match con il Newcastle. Prima chiamata anche per il giovane Pio Esposito, talento dell'Inter tornato in nerazzurro dopo l'ottima stagione in Serie B con lo Spezia. Tra i nomi c'è anche Retegui, che ha lasciato la Serie A quest'estate.

Il club più rappresentato è l'Inter con cinque giocatori: dai difensori Bastoni e Dimarco ai centrocampisti Barella e Frattesi fino all'attacco con Esposito. Ben quattro giocatori arrivano invece dall'Atalanta (senza considerare Retegui). I Campioni d'Italia invece garantiscono tre calciatori alla Nazionale: Meret, Di Lorenzo e Politano. Nessun calciatore del Milan invece fa parte della lista azzurra.

La lista dei convocati dell'Italia per le gare di settembre 2025

Portieri: Carnesecchi, Donnarumma, Meret, Vicario

Difensori: Bastoni, Bellanova, Calafiori, Cambiaso, Di Lorenzo, Dimarco, Gatti, Leoni, Mancini

Centrocampisti: Barella, Fabbian, Frattesi, Locatelli, Rovella, Tonali

Attaccanti: Pio Esposito, Kean, Maldini, Orsolini, Politano, Raspadori, Retegui, Scamacca, Zaccagni

L'articolo originale è stato pubblicato da 90min.com/it come I 28 giocatori convocati da Gattuso per gli impegni dell'Italia di settembre.

Fonte: 90min

giovedì 28 agosto 2025

Italvolley, l'avversaria negli ottavi dei Mondiali sarà la Germania


Sarà la Germania del CT italiano, Giulio Bregoli, l’avversaria dell’Italia negli ottavi di finale dei Campionati del Mondo in svolgimento in Thailandia. Le tedesche, battute nell’ultimo turno della Pool G dalla Polonia nel match spareggio per la vetta del girone, affronteranno dunque le azzurre sabato 30 agosto alle ore 12:00 italiane al PalaHuamark di Bangkok nella prima sfida a eliminazione diretta del mondiale. Capitan Danesi e compagne, che oggi hanno goduto di un giorno di assoluto riposo per ricaricare le batterie in vista della fase finale, domani, giovedì 28 agosto, lasceranno Phuket per volare alla volta della capitale thailandese. È tempo dunque di voltare pagine per andare all’assalto delle partite da dentro o fuori.

A commentare l’incrocio con la Germania agli ottavi è la regista azzurra, Carlotta Cambi, oramai prossima al recupero totale dal piccolo fastidio muscolare alla gamba che l’ha tenuta, precauzionalmente, lontana dal campo nei match con Cuba e Belgio: “Il mio recupero sta procedendo bene, lo staff medico ha lavorato molto bene con me, i tempi sono stati rispettati e quindi posso affermare di essere oramai pronta per una ripresa totale. Adesso a Bangkok iniziano le partite da dentro o fuori, sarà una lotta a partire dalla sfida con la Germania. Loro giocano una pallavolo particolare e soprattutto fatta bene. Mi aspetto una partita complessa alla luce anche delle difficoltà affrontate nel match di VNL disputato a inizio giugno a Rio. Per questi motivi credo che Italia-Germania sarà una partita davvero combattuta”.

Completata la prima fase dei Campionati del Mondo. Nella Pool E la Turchia ha battuto il Canada conquistando il primato nel girone con 3 vittorie in altrettanti match disputati mentre la Spagna ha chiuso la propria permanenza in Thailandia superando la Bulgaria. Nel girone F la Cina ha superato la Repubblica Dominicana staccando il pass da prima ai danni proprio delle caraibiche (seconde) mentre il Messico ha avuto la meglio sulla Colombia al tiebreak. Nella Pool G, quella di Polonia e Germania, il Kenya ha salutato la Thailandia con il sorriso del successo ottenuto sul Vietnam. Infine nel Girone H il Giappone ha vinto la sfida con la Serbia ottenendo la testa di serie 1 della propria pool mentre l’Ucraina ha avuto la meglio del Camerun.

Sportla.it

lunedì 28 agosto 2023

ATLETICA Classifica a punti Mondiali atletica 2023: Italia ottava con 13 finalisti, miglior risultato dopo 24 anni!

L’Italia ha conquistato quattro medaglie ai Mondiali 2023 di atletica leggera: l’oro di Gianmarco Tamberi nel salto in alto, gli argenti di Leonardo Fabbri nel getto del peso e nella 4×100 maschile, il bronzo di Antonella Palmisano nella 20 km di marcia. Si tratta di un bottino sontuoso per il Bel Paese, che non andava così bene da addirittura 22 anni: quattro podi vennero raggiunti a Edmonton nel 2001, ma con una distribuzione di 1-1-2 (l’oro di Fiona May nel salto in lungo, l’argento di Fabrizio Mori sui 400 ostacoli, i bronzi di Elisabetta Perrone nella 20 km di marcia e di Stefano Baldini nella Maratona). Tredicesimo posto nel medagliere finale.

Si è fatto meglio soltanto in due occasioni: a Goteborg 1995 con addirittura 6 medaglie (2 ori, 2 argenti, 2 bronzi, tra cui i sigilli di Fiona May e di Michele Didoni nella 20 km di marcia) e nell’edizione casalinga di Roma 1987 con 5 medaglie (2 ori, 2 argenti, 1 bronzo con le apoteosi di Francesco Panetta sui 3000 siepi e di Maurizio Damilano nella 20 km di marcia). L’Italia ha confermato di essere un punto di riferimento nel panorama internazionale e si lancia con grande ottimismo verso le Olimpiadi di Parigi 2024, dopo i cinque memorabili ori conquistati a Tokyo 2020.

La bontà del movimento di un Paese non si valuta però soltanto dalle medaglie, ma soprattutto con il numero di finali conquistate, ovvero da quanti atleti si sono piazzati nelle prime otto posizioni. Per valutare il benessere di ogni Nazione si fa un semplice conteggio: ai primi classificati vengono assegnati 8 punti, ai secondo 7, ai terzi 6 e così a scendere fino al punto previsto per l’ottavo. Si tratta della classifica a punti, che restituisce una cartina di tornasole più completa e articolata del rendimento avuto in una rassegna internazionale.

L’Italia ha collezionato ben tredici finalisti ai Mondiali 2023 andati in scena a Budapest: eguagliato il risultato di Siviglia 1999, non si andava così bene da 23 anni! Oltre ai quattro medagliati vanno aggiunti: il quarto posto della 4×100 femminile, il quinto posto di Larissa Iapichino nel salto in lungo, il sesto posto di Ayomide Folorunso sui 400 ostacoli, il sesto posto di Sara Fantini nel lancio del martello, il settimo posto della 4×400 maschile, il settimo posto della 4×400 maschile, il settimo posto di Massimo Stano nella 35 km di marcia, l’ottavo posto di Darya Derkach nel salto triplo, l’ottavo posto di Emmanuel Ihemeje nel salto triplo.

L’Italia ha così raccolto 51 punti e ha concluso all’ottavo posto nella classifica a punti, alla pari con Australia e Olanda. La squadra guidata dal DT Antonio La Torre è così risultata la terza compagine europea alle spalle esclusivamente di Gran Bretagna (quarta con 102 punti) e Spagna (settima con 55 punti, merito dei quattro ori nella marcia con due atleti). Dominio incontrastato degli USA (277) davanti a Giamaica (139) e Kenya (112). L’Italia si lascia dietro Paesi di grandissima tradizione del Vecchio Continente come Germania (dodicesima con 36 punti, senza medaglie), Francia (sedicesima con 29 punti, una medaglia agguantata in extremis) e Polonia (quindicesima con 31 punti). Di seguito la classifica a punti dei Mondiali 2023 di atletica leggera.

CLASSIFICA A PUNTI MONDIALI ATLETICA 2023

1. USA 277
2. Giamaica 139
3. Kenya 112
4. Gran Bretagna 102
5. Etiopia 96
6. Canada 70
7. Spagna 55
8. Italia 51
8. Australia 51
8. Paesi Bassi 51
11. Giappone 37
12. Germania 36
13. Norvegia 35
14. Cina 33
15. Polonia 31
16. Francia 29
17. Cuba 27
17. Svezia 27
19. Uganda 23
19. Ucraina 23
21. India 19
22. Brasile 18
23. Belgio 17
24. Botswana 16
25. Finlandia 15
25. Perù 15
25. Slovenia 15
28. Repubblica Ceca 14
28. Grecia 14
28. Irlanda 14
28. Marocco 14
28. Nuova Zelanda 14
33. Bahrain 13
34. Ecuador 12
34. Israele 12
36. Ungheria 11
37. Burkina Faso 10
37. Repubblica Dominicana 10
37. Estonia 10
37. Lituania 10
37. Serbia 10
42. Saint Lucia 9
42. Venezuela 9
44. Algeria 8
44. Bahamas 8
44. Nigeria 8
44. Romania 8
44. Svizzera 8
49. Colombia 7
49. Isole Vergini Britanniche 7
49. Pakistan 7
49. Filippine 7
49. Porto Rico 7
54. Austria 6
54. Barbados 6
54. Costa d’Avorio 6
54. Grenada 6
54. Portogallo 6
54. Qatar 6
61. Azerbaijan 5
61. Guatemala 5
61. Lettonia 5
61. Lesotho 5
65. Dominica 4
65. Messico 4
67. Corea del Sud 3
68. Burundi 2
68. Sudafrica 2
70. Albania 1
70. Eritrea 1

Foto: Lapresse in oasport.it

giovedì 25 agosto 2022

L'Italia centra una vittoria importante contro l'Ucraina nelle qualificazioni ai Mondiali 2023. Bel secondo tempo degli azzurri, che rimontano e fanno loro la partita


 

martedì 23 agosto 2022

Calcio femminile, Milena Bertolini confermata C.T. dell’Italia. Diversi cambi in panchina nelle nazionali giovanili



La FIGC ha annunciato quest’oggi i nomi degli allenatori che guideranno nella prossima stagione le Nazionali Femminili italiane di calcio. Milena Bertolini è stata confermata C.T. dell’Italia nonostante i deludenti risultati dell’ultimo Europeo, mentre nelle selezioni tricolori giovanili sono stati apportati alcuni cambi in panchina.

Per esempio, Nazzarena Grilli è stata promossa dall’Under 17 all’Under 23 mentre cambiano squadra anche Selena Mazzantini e Jacopo Leandri, che passano rispettivamente dall’Under 23 all’Under 19 e dall’Under 16 all’Under 17. Viviana Schiavi, nella scorsa stagione allenatrice in seconda nell’Under 19, sarà invece C.T. dell’Under 16.

Il prossimo grande obiettivo del movimento azzurro è adesso quello di conquistare il pass per i Mondiali 2023, con le ultime due sfide del girone di qualificazione in programma il 2 e il 6 settembre con Moldavia e Romania. L’Italia è attualmente prima nel suo raggruppamento con due punti di vantaggio sulla Svizzera, di conseguenza vincere gli ultimi due incontri proietterebbe le ragazze di Milena Bertolini alla rassegna iridata.

COMMISSARI TECNICI ITALIA CALCIO FEMMINILE 2022/2023
Nazionale Femminile: Milena Bertolini
Nazionale Under 23 Femminile: Nazzarena Grilli
Nazionale Under 19 Femminile: Selena Mazzantini
Nazionale Under 17 Femminile: Jacopo Leandri
Nazionale Under 16 Femminile: Viviana Schiavi

lunedì 22 agosto 2022

#NUOTO I numeri dell'Italnuoto a Roma sono stati impressionanti, ma non è stato un fulmine a ciel sereno: è un percorso che parte da lontano con cui la Nazionale è diventata la più forte di sempre


Felicità e soddisfazione albergano nei cuori della Federnuoto dopo l’edizione trionfale degli Europei 2022 di Roma dove l’Italia è stata la dominatrice assoluta. Si stanno decantando le lodi di quanto ottenuto e i record di affermazioni e di podi sono alla luce del sole, precisate però alcune circostanze favorevoli: assenza di Russia e Bielorussa e compagini francesi e britanniche con alcune assenze. Tuttavia, quanto annotato non è un fulmine a ciel sereno, ma si deve partire da lontano.

Al termine delle Olimpiadi di Rio 2016, il bilancio del nuoto italiano era stato di un oro e due bronzi, grazie alla coppia formata da Gregorio Paltrinieri. Facendo, però, un’analisi a 360° della spedizione, si giunse alla conclusione che l’83% degli atleti nostrani in vasca aveva peggiorato il tempo di iscrizione. E i motivi? Il CT Cesare Butini fu molto diretto e onesto: “Credo che siamo arrivati qui con atleti che si sentono di serie B e mi dispiace, perché non abbiamo nulla da invidiare rispetto agli altri, né come atleti né come formazione. Abbiamo una Federazione che ci supporta, abbiamo delle società che si impegnano molto e con la Federazione condividono progetti importanti. Dal punto di vista della preparazione tutti hanno dato il massimo, non dobbiamo crocifiggerci, ma dobbiamo capire bene cosa non funziona dal punto di vista dell’approccio. A differenza di Europei e Mondiali, qui bisogna entrare ragionando che la prima gara è quella della vita. Gli americani approcciano tutto l’anno in maniera diversa, fanno il Mondiale l’anno prima in modo più tranquillo in vista dell’Olimpiade. I nostri atleti sembrano sentirsi invece un po’ inadeguati e invece è tutto il contrario. Bisogna cominciare a imparare che la gara è una cosa fondamentale, che va gestita in modo corretto, con le giuste pressioni, senza avere timori riverenziali“, le parole di Butini (fonte: Gazzetta dello Sport).

Ecco che quel riscontro ha cambiato lo spartito. Ci si è dedicati a un processo di preparazione in cui i nuotatori hanno preso parte con crescente continuità agli eventi extra Europei e Mondiali per abituarsi a competere contro i migliori e a non sentirsi “inadeguati” nel momento più importante. In seconda battuta, come confermato dallo stesso Butini in un’intervista concessa al Corriere dello Sport alcuni giorni fa, l’investimento è stato fatto anche per rendere i tecnici sempre più preparati rispetto alle evoluzione del nuoto, che va molto velocemente. Un percorso in parallelo con una miglior interazione tra i vari centri federali che si sono allargati a un contesto sempre più nazionale.

Pertanto, non stupisce che dai Mondiali 2017 di Budapest (Ungheria) si sia assistito a un cambio di rotta dal punto di vista della gestione dell’evento, che ha avuto dei riflessi chiari nei riscontri finali. Non è un caso, infatti, che dalla rassegna mondiale nella Duna Arena di cinque anni fa, gli aggiornamenti alla voce “primati di medaglie” siano stati costanti a livello continentale e iridato, senza dimenticare il record di podi di Sydney 2000 eguagliato a Tokyo 2020, andando a medaglia in specialità lontane dalla nostra tradizione.

Ecco che quanto raccolto a Roma è solo la miglior espressione di un qualcosa che già era accaduto precedentemente e le intenzioni sono quelle di non fermarsi qui, se si considera il primato nella classifica per nazioni negli Eurojunior del 2022.

oasport.it