Sport Land News: Tadej Pogacar
Visualizzazione post con etichetta Tadej Pogacar. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Tadej Pogacar. Mostra tutti i post

mercoledì 23 luglio 2025

Tour de France 2025, il Mont Ventoux ha un nuovo padrone: Pogacar abbatte ogni record

Mont Ventoux (Francia), 22 luglio 2025 - Storicamente, il Mont Ventoux non delude mai dal primo all'ultimo metro, e non è un modo di dire. Nel finale della tappa 16 del Tour de France 2025 succede di tutto: vince la fuga nella figura di Valentin Paret-Peintre, che sblocca così il digiuno transalpino, ma alle sue spalle è lotta serratissima tra Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard. Il danese, stamattina attardato in classifica generale di 4'13", è chiamato ad attaccare a ripetizione e lo fa per ben tre volte a fronte delle due rasoiate della maglia gialla, che l'unico buco lo crea al traguardo, di 2". Finita qui? Macché: dopo la linea d'arrivo succede di tutto, tra cadute, malori e un nuovo record da aggiornare.
Il record di Pogacar, la caduta di Vingegaard e il malore di Johannessen

Forse quest'ultimo è il capitolo meno a sorpresa scritto sul Mont Ventoux, che da oggi al Tour de France ha un nuovo padrone: il 54'41" scritto da Pogacar vale un nuovo primato, con Vingegaard a sua volta a peggiorare questo tempo di appena 2", quelli lasciati proprio sulla linea d'arrivo. Cade così dopo 21 anni il primato a firma di Iban Mayo in una cronoscalata del Giro del Delfinato 2004: un 55'51" durato tanto a dispetto dei tanti cambiamenti del ciclismo negli ultimi anni, anche grazie all'esplosione di tanti fuoriclasse. Restando al solo Tour de France, vengono abbattuti altri tempi di lunga durata: su tutti il 58'47" del 2013 di Chris Froome, che tre anni dopo sempre sul Monte Calvo avrebbe vissuto un momento tragicomico (ed iconico), con l'ormai mitica corsa a piedi dopo che la sua bici era rimasta danneggiata da una caduta, e il 57'34" firmato dal compianto Marco Pantani nel 1994, che nel 2000 salì in 59'05", mentre la prova di Andy Schleck nel 2009 era stata chiusa in 58'45". Lo stesso Vingegaard nel 2021 aveva scalato il Mont Ventoux in 59'15". Il corridore della Visma-Lease a Bike non riuscì a vincere quell'edizione, ma quel giorno staccò tutti i big, compreso il futuro vincitore, nonché già maglia gialla, Pogacar, che perse ben 40" allo scollinamento prima di rimontare tutto in discesa. Per la cronaca quella tappa la vinse Wout Van Aert, oggi uno dei tanti preziosi gregari di una Visma-Lease a Bike che ha vissuto un brivido dopo l'arrivo: stando ai suoi racconti, un fotografo ha fatto cadere Vingegaard, che a quanto pare se l'è cavata con spavento e nervosismo. La paura vera la causata, suo malgrado, Tobias Halland Johannessen, ottavo in classifica generale e vittima di un malore dopo il traguardo che ha richiesto la somministrazione dell'ossigeno via mascherina: un brivido che a quelle latitudini e soprattutto altitudini riporta sempre alla mente lo sfortunato Tom Simpson, deceduto nel 1967 a causa di un malore. Quel giorno per il britannico, vincitore di un Giro delle Fiandre, una Milano-Sanremo e un Giro di Lombardia, pesarono la fatica, il caldo estremo e anche l'assunzione di anfetamina per migliorare le prestazioni: un mix letale che avrebbe trasformato il temibile Mont Ventoux nella sua tomba.
QN SPORT

lunedì 21 luglio 2025

Tour de France 2025, tappa 16 sul Ventoux: altimetria, percorso favoriti e orari tv


Montpellier, 21 luglio 2025 – Uno showdown totale a quota 1910 metri sul livello del mare. Il Tour de France riparte domani, martedì 22 luglio, con la tappa 16. Dopo il giorno di riposo arriva quindi una delle frazioni più attese.

Si corre infatti la Montpellier-Mont Ventoux, che presenta solo una salita, quella dell’arrivo, sul mitico ‘Monte Ventoso’ di petrarchiana memoria, al termine di 15 chilometri durissimi. Si entra nella fase calda della Grand Boucle, quella decisiva, anche se Tadej Pogacar sembra aver consolidato il suo margine di vantaggio sul suo avversario più pericoloso, ovvero quel Jonas Vingegaard che in passato lo ha battuto più volte ma che qui appare un gradino sotto lo sloveno. Oltre 4 minuti il vantaggio di Pogacar che da qui a Parigi può anche imbastire una semplice tattica difensiva. Il danese, invece, se vorrà provare a ribaltare la corsa, dovrà escogitare qualcosa di diverso e fuori dallo spartito ordinario di una Visma non sempre perfetta dal punto di vista tattico. La terza stella di questo Tour, Remco Evenepoel, ha dovuto arrendersi a una condizione non ottimale, che già si era palesata nelle prime tappe di montagna, scegliendo la via del ritiro concordato con la squadra. Così, la via del podio si apre a tutti gli altri contententi.
La situazione in classifica

Il Tour 2025, a meno di clamorosi colpi di scena, appare nelle mani di Tadej Pogacar. Il campione in carica ha accumulato un vantaggio di 4’13” su Jonas Vingegaard, l’unico ancora in lotta per la vittoria, e di 7’53” sull’ottimo tedesco Florian Lipowitz, ora terzo con buon margine su Oscar Onley (quarto a 9’18”) e sul francese Kevin Vauquelin (quinto a 10’21”). Un Tour poco brillante per Primoz Roglic, solo sesto e staccato di 10’34”, mentre a completare la top ten Felix Gall a 12’00”, Tobias Johannesen a 12’33”, Carlos Rodriguez a 18’26” e Ben Healy a 18’41”.
Le dichiarazioni

Remco Evenepoel fuori dal Tour de France. Il campione olimpico non arriverà a Parigi e ha detto basta sul finire della seconda settimana. Nessun malanno o infortunio, semplicemente una condizione non sufficiente per competere con i migliori a causa di un ritiro in altura non andato secondo i piani. A spiegare la situazione è stato il grande capo di Soudal Quick Step Patrick Lefevere: “Remco ha avuto ragione a ritirarsi perché non ha passato un inverno semplice – le sue parole – Il suo ritiro in quota dopo il Delfinato è stato pessimo e ci sarebbe voluto un miracolo. Ha fatto bene a fermarsi”. Nessuna sorpresa dunque in seno alla squadra, la situazione era chiara: “Avevo visto le sue difficoltà a Hautacam e Peyragudes – ancora Lefevere – Fisicamente era a pezzi ma ha combattuto coraggiosamente. Nella tappa di Hautacam tutti pensavano che avrebbe perso trenta minuti invece ha lottato fino alla fine”. Problemi per Remco dopo il Delfinato, evidentemente il ritiro in quota non ha dato le risposte che servivano per competere contro i migliori delle corse a tappe. Solo una sessione completa di allenamento per il belga: “Il Delfinato era andato bene, ma il ritiro in altura non è stato buono e così il suo Tour è stato altalenante. E’ stato molto bravo nella prima metà e ha vinto la cronometro, peccato solo non sia riuscito a indossare la maglia gialla”. Chi invece è molto soddisfatto, chiaramente, è Tadej Pogacar. Lo sloveno comanda nettamente la classifica e solo una crisi potrebbe metterlo in difficoltà dato il margine importante su Jonas Vingegaard: “Non posso riposarmi troppo perché arriva subito il Mont Ventoux e voglio tenere la maglia gialla fino a Parigi, questo è abbastanza chiaro, ma credo sarà ancora difficile e dura. Sono pronto a lottare”, il commento dello sloveno che poi ha lanciato una piccola stoccatina alla Visma sulla tattica di gara delle ultime tappe, “Se fossi Jonas non sarei il più contento, è secondo in classifica e può ancora vincere il Tour e nell’ultima tappa di montagna aveva una grande forma. Capisco che la Visma voglia vincere tappe ma può ancora vincere il Tour e non sarei contento al suo posto…”.
Percorso

Tappa di 171 chilometri la sedicesima da Montpellier fino al Mont Ventoux, ma con un finale infuocato. Nulla da segnalare per circa 140 chilometri passando dalle regioni dell’Herault, del Gard e della Vaucluse, poi in località Aubignan la strada inizia a salire leggermente ma solo al chilometro 155, a Saint Esteve a quota 536 metri, parte ufficialmente il Mont Ventoux. Sono 15.7 chilometri di salita al 8.8% con massime del 10% a metà salita e nell’ultimo chilometro con traguardo situato a 1910 metri sul livello del mare. Caratteristici gli ultimi chilometri di salita praticamente in assenza di vegetazione, l’ascesa viene ricordata anche per il duello tra Lance Armstrong e Marco Pantani nell’edizione del 2000. A tagliare per primo il traguardo fu il Pirata per pochi centimetri sult texano.
Favoriti

Un arrivo in cima al Mont Ventoux merita un nome di prestigio, motivo per il quale Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard dovrebbero entrare a duello non solo per la classifica generale ma anche per la vittoria di tappa. In salita sono i più forti e la morfologia della tappa, tutta pianura a parte la salita finale, non dovrebbe dare modo agli scalatori puri di tentare un attacco da lontano. Le squadre dei due big dovrebbero essere in grado di tenere chiusa la corsa fino all’imbocco del Mont Ventoux.
Percorso

Tappa di 171 chilometri la sedicesima da Montpellier fino al Mont Ventoux, ma con un finale infuocato. Nulla da segnalare per circa 140 chilometri passando dalle regioni dell’Herault, del Gard e della Vaucluse, poi in località Aubignan la strada inizia a salire leggermente ma solo al chilometro 155, a Saint Esteve a quota 536 metri, parte ufficialmente il Mont Ventoux. Sono 15.7 chilometri di salita al 8.8% con massime del 10% a metà salita e nell’ultimo chilometro con traguardo situato a 1910 metri sul livello del mare. Caratteristici gli ultimi chilometri di salita praticamente in assenza di vegetazione, l’ascesa viene ricordata anche per il duello tra Lance Armstrong e Marco Pantani nell’edizione del 2000. A tagliare per primo il traguardo fu il Pirata per pochi centimetri sult texano.
Favoriti

Un arrivo in cima al Mont Ventoux merita un nome di prestigio, motivo per il quale Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard dovrebbero entrare a duello non solo per la classifica generale ma anche per la vittoria di tappa. In salita sono i più forti e la morfologia della tappa, tutta pianura a parte la salita finale, non dovrebbe dare modo agli scalatori puri di tentare un attacco da lontano. Le squadre dei due big dovrebbero essere in grado di tenere chiusa la corsa fino all’imbocco del Mont Ventoux.

QNSport

domenica 20 luglio 2025

Tour, Arensman vince a Superbagnères. Vingegaard attacca Pogacar, ma perde la volata per il 2° posto

La maglia gialla lascia fare: vittoria dell’olandese della Ineos nell’ultima tappa pirenaica. Marcamento tra i due big della classifica

SUPERBAGNERES – Stavolta Pogacar non ha esagerato, ha lasciato sfogare Vingegaard, non ha mai perso la ruota e poi l’ha battuto in volata, che però valeva per il secondo posto nell’ultima tappa pirenaica, a Superbagnères. Ha vinto grazie a una fuga nata ai piedi del Tourmalet l’olandese della Ineos Thymen Arensman, quarto successo in carriera. Pogacar e Vingegaard si sono marcati e sono arrivati in quest’ordine a 1’08” e 1’12”. Non il solito Pogacar, questa volta calcolatore e dispensatore di un gentile omaggio alla Ineos – magari la ritroverà amica più avanti -. Vingegaard ci ha provato davvero per la prima volta in questo Tour a 6 km dall’arrivo: gruppo maglia gialla frantumato, ma proprio la maglia gialla non gli ha mai lasciato la ruota, nemmeno di un centimetro. In viso non è sembrato il Pogi delle grandi occasioni, ma a volte serve anche fare qualche calcolo. Si è ritirato Remco Evenepoel, che non ha nemmeno raggiunto la vetta del Tourmalet e ha lasciato libero il terzo posto del podio, ora occupato da Lipowitz. Nella nuova classifica Pogacar ha 4’13” su Vingegaard e 7’53” sul tedesco della Red Bull. Domani tappa mista, da fughe, con arrivo nella suggestiva Carcassonne prima dell’ultimo giorno di riposo e dell’inizio di una durissima ultima settimana tra il Ventoux e le Alpi.

La cronaca

Prima dei fuochi in montagna, Jonathan Milan trova l’occasione per puntellare la sua classifica a punti vincendo il traguardo volante. Poi inizia il Tourmalet: dalla fuga del mattino si stacca Lenny Martinez, che passa primo sulla mitica salita dedicata a Jacques Goddet, si butta in discesa e scollina da solo anche sull’Aspin. Prima del Peyresourde sul francese tornano Kuss e Paret-Peintre, con il gruppo maglia gialla a 2’40”, con la UAE scatenata: Pogacar vuole vincere un’altra tappa. Ma sul Peyresourde transita da solo Arensman, con 3’20” sul gruppo Pogacar. L’olandese inizia da solo la salita finale verso Superbagnères con un buon vantaggio. Un gruppetto con Kuss e Simon Yates lo insegue a 1’30”, il gruppo a 3’30”. La salita finale non cambia l’ordine delle cose: Arensman riesce a tenere poco più di un minuto e nonostante gli attacchi di Vingegaard porta a casa la vittoria.

Repubblica

sabato 19 luglio 2025

Tour de France 2025, ordine d'arrivo e classifica dopo la cronoscalata (tappa 13)


Peyragudes (Francia), 18 luglio 2025 - La tappa 13 propone la seconda e ultima cronometro del Tour de France 2025, nel giorno del 30esimo anniversario della scomparsa del mai dimenticato Fabio Casartelli. Questa volta si tratta di una cronoscalata nel cuore dei Pirenei, che emette altri verdetti in una classifica generale sempre più dominata da Tadej Pogacar, che cala il poker di successi. Alla collezione di questa Grande Boucle si aggiunge la presa di Peyragudes, scalata in 23' tondi tondi, per un'egemonia totale alla quale stavolta Jonas Vingegaard risponde bene, perdendo 'solo' 36": tanti se si pensa alle chance sempre più residue di rimonta sulla maglia gialla, pochi se invece si ragiona sulle debacle di ieri. A proposito di debacle: naufraga anche sul terreno amico della lotta contro il tempo Remco Evenepoel, che a questo punto dovrà seriamente guardarsi le spalle per difendere un terzo posto sempre più traballante: vanno invece bene Florian Lipowitz, ora attardato di soli 6" rispetto al belga, ma soprattutto Primoz Roglic, a sua volta lontano ma non più lontanissimo dal terzo gradino del podio, l'unico che sembra ad oggi attaccabile. Davanti ci sono i soliti due rivali, diversi in tutto, anche nell'approccio alla cronoscalata. Pogacar opta per la leggerezza e la consueta bici, mentre Vingegaard sceglie quella da cronometro, con annesso casco piuttosto vistoso e pesante per provare a privilegiare l'aerodinamica: vince ancora lo sloveno, ora davanti di 4'07" rispetto al danese al termine di una giornata che, grazie a una novità regolamentare dell'ultim'ora sul tempo massimo, ha visto i velocisti soffrire ma salvarsi tutti. Si continua a salire nella tappa 14, la Pau-Luchon-Superbagnères: 182,6 km con 4 GPM da scalare, di cui 2 di Hors Categorie, compreso quello iconico del Col du Tourmalet e quello che conduce all'arrivo, 1 di seconda categoria (il Col d'Aspin) e 1 di prima categoria (il Col de Peyresourde), per ben 4950 metri di dislivello ancora nel cuore dei Pirenei. Chissà se Pogacar andrà a caccia del pokerissimo e di un'altra ipoteca sulla sua maglia gialla o se si limiterà a controllare, lasciando andare un'eventuale fuga: deciderà lo sloveno, con la Visma-Lease a Bike che verosimilmente proverà a fare ancora corsa dura, con la speranza stavolta di non eliminarsi l'un l'altro anziché il rivale ormai sempre più lontano in graduatoria.

Ordine d'arrivo tappa 13 Tour de France 2025

1) Tadej Pogacar (UAD) in 23'00"

2) Jonas Vingegaard (TVL) +36"

3) Primoz Roglic (RBH) +1'20"

4) Florian Lipowitz (RBH) +1'56"

5) Luke Plapp (JAY) +1'58"

6) Matteo Jorgenson (TVL) +2'03"

7) Oscar Onley (TPP) +2'06"

8) Adam Yates (UAD) +2'15"

9) Lenny Martinez (TBV) +2'21"

10) Felix Gall (DAT) +2'22"

Classifica generale Tour de France 2025

1) Tadej Pogacar (UAD) in 45h45'51"

2) Jonas Vingegaard (TVL) +4'07"

3) Remco Evenepoel (SOQ) +7'24"

4) Florian Lipowitz (RBH) +7'30"

5) Oscar Onley (TPP) +8'11"

6) Kévin Vauquelin (ARK) +8'15"

7) Primoz Roglic (RBH) +8'50"

8) Tobias Halland Johannessen (UXM) +10'36"

9) Felix Gall (DAT) +11'43"

10) Matteo Jorgenson (TVL) +14'15"

GIUSY ANNA MARIA D'ALESSIO

qnsport

venerdì 1 luglio 2022

Tour de France, via alla crono di Copenaghen nella prima tappa: Ganna 3° dopo Van Aert e Pogacar

 


CHE CRONOMETRO PAZZESCA

Sono arrivati uno dietro l’altro: miglior tempo per il fiammingo Wout Van Aert in 15’24”, media 51,5 km/h, con 2” su Tadej Pogacar e 5” su Pippo Ganna. È la prima volta in una cronometro che Van Aert e Pogacar battono Ganna
gazzetta.it