Sport prima di colazione

Prima lo sport, poi la colazione. Una camminata a passo svelto che precede la “prima colazione” aiuta a bruciare più grassi e a mantenere pulite le arterie. Una regola che vale per gli uomini ma forse non per le signore. Lo spiega uno studio condotto dall'Università di Glasgow, in Scozia, pubblicato sul British Journal of Nutrition, che ha investigato gli effetti dell'attività fisica a digiuno, scoprendo che muoversi prima prima di cappuccino e cornetto aiuta a consumare un terzo di grassi in più. Passeggiata mattutina – A fare da “cavie” sono stati 10 uomini, sottoposti a tre visite in tre momenti diversi: una volta non avevano fatto alcun esercizio fisico, un'altra avevano camminato a passo svelto per 60 minuti prima di colazione, la terza dopo colazione. Il confronto ha confermato che fare esercizio fisico prima di colazione aiuta a consumare il 33% di grasso in più rispetto a quando l'attività segue la colazione. Anche i parametri del rischio cardiovascolare migliorano. In poche parole, meno grassi nel sangue e arterie più pulite. Nessun effetto-lampo – La regola sembra avere i suoi indiscutibili vantaggi su pancetta e girovita, “ma non aspettatevi risultati lampo – spiega Jason Gill, autore della ricerca – perché con 60 minuti di camminata al giorno per 10 giorni consecutivi si dimagrisce di mezzo chilo”. Nessun rischio, invece, di cali di zuccheri, se non si soffre di diabete o altre patologie. Se si svolge un'attività moderata a stomaco vuoto, un metabolismo meno affatticato sembra funzionare meglio, anche spingendosi un po' più in là. “Durata e carichi di lavoro possono essere aumentati senza timore – afferma ancora Gill -, il corpo ha risorse per sopportare anche 90-120 minuti a digiuno”. di Cosimo Colasanto (31/10/2012)
salute24

Prima pagina: "La Gazzetta dello Sport" 31 ottobre


Prima pagina de "La Gazzetta dello Sport" dedicata all´anticipo di serie A giocato ieri sera tra Palermo e Milan, gara terminata 2-2: "ORGOGLIO MILAN" è il titolo del quotidiano rosa, che sottolinea come i rossoneri di Allegri abbiano subito i padroni di casa per oltre un tempo di gioco, andando sotto 2 reti a 0. Poi il tecnico ha cambiato modulo e interpreti, cambiando l´inerzia del match e riuscendo dell´impresa di recuperare lo svantaggio. Altro spazio dedicato a Inter e Juventus, con i bianconeri che faranno un ampio turn over contro il Bologna in vista del big-match di sabato sera contro i nerazzurri. (Mediagol.it) (SO) 31/10/2012 08.00 www.mediagol.ii

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Mazzola: la mia vita, una maglia con i baffi

​ «C’era una volta, un’Italia bella che usciva dalla guerra e che aveva tanta fame, come me e mio fratello Ferruccio. In Porta Ticinese, da ragazzini vendevamo le sigarette di contrabbando per tirare su qualche lira… C’era una volta, un popolo che si divertiva a mettere contro Coppi e Bartali e poi ha fatto lo stesso con me e Rivera... Questo oggi non può più accadere, per una ragione molto semplice, perché questo Paese, forse, è meno bello di ieri, ma soprattutto non ha più personaggi. O vogliamo mettere Balotelli contro Cassano?».
Comincia così, nella sua casa monzese (a Vedano al Lambro) che guarda al giardino della Villa Reale, il viaggio alla ricerca del tempo vissuto dal “principe” interista Sandro Mazzola. Un viaggio lungo 70 anni (li compie l’8 novembre) che non può che iniziare nel “nome del padre”, il mito del Grande Torino e del calcio italiano, Valentino Mazzola. Un padre perso troppo presto, a 7 anni, nella sciagura aerea di Superga, il 4 maggio 1949. «Dopo una perdita del genere impari a non piangere più... Spesso papà l’ho ritrovato nei sogni, che faccio ancora, ad occhi aperti. Rivedo di quando palleggiavamo assieme in allenamento o mentre ci cambiavamo felici nello spogliatoio del Torino: avevo il mio stipetto di fianco al suo, ci tenevo la maglia granata e i calzoncini bianchi.
A volte ho risentito il calore della sua mano sulla mia testa, per me bambino era come la mano di Dio che mi proteggeva e mi diceva: “Sandrino, non ti può succedere niente di male”. E invece…». Invece, un destino crudele era in agguato. E il giorno della morte del padre, il piccolo Sandro era con la “dama bianca” e accadde un fatto molto strano. «La compagna di mio padre mi mise su un’auto e partimmo da Torino, non so per dove. Ricordo solo che mi tenne nascosto in un mulino... Crescendo ho capito che, in pratica, quel giorno ero stato rapito. Mia madre, che viveva a Cassano d’Adda, aveva allertato carabinieri e tifosi. Mi vennero a cercare e quando mi trovarono accadde un fatto ancor più strano: nessuno che mi abbia detto, “sai, il tuo papà è morto”… Quel giorno ho scoperto di avere un fratello più piccolo, Ferruccio».
Due ragazzini cresciuti assieme a Milano e finiti all’Inter sotto l’ala protettiva di Benito Lorenzi, detto “Veleno”. «Benito era perfido in campo, quanto un pezzo di pane nella vita. Secondo la sua religione se avesse fatto del bene, allora Dio l’avrebbe ricompensato. Fece di me e Ferruccio le mascotte dell’Inter, così dal cielo gli arrivarono due scudetti di fila...». Sorride Mazzola che, invece, si rabbuia quando ripensa alla prima volta che tornò a Torino, allo stadio Filadelfia con i ragazzi dell’Inter. «Nessun dirigente del Torino mi venne a salutare. Neanche il presidente Novo si scomodò. Eppure papà aveva chiamato mio fratello Ferruccio in omaggio a lui. Solo il magazziniere Zoso si era ricordato, venne con le sue figlie a farmi festa e mi disse: “Sandrino vieni a vedere nello spogliatoio...”. Aveva conservato il mio stipetto. Poi giocai la peggior partita della mia vita. Alla fine il mio allenatore, il grande Giuseppe Meazza, mi accompagnò nello spogliatoio dicendomi: “Ho capito tutto Sandro, ma lassa stà”». Le parole tenere del maestro di vita. «Avevo 15 anni, giochiamo al Bramante, io ala con il numero 7 che non mi è mai piaciuto e la mezzala era il Galli che sento ancora, lavora in ospedale. Insomma, io gli passavo la palla in velocità, ma il Galli, un ragazzone grosso e macchinoso, non chiudeva un triangolo che fosse uno.
Così lo prendo a mal parole. Non lo avessi mai fatto… Meazza mi chiama a bordo campo e mi fa uno shampoo in dialetto milanese: “Tì pastina, io ho vinto due campionati del mondo e non mi sono mai rivolto così a un compagno di squadra”. Una lezione che mi sono portato dietro fino all’ultimo giorno che ho giocato». Eppure dicevano che Mazzola fosse un “padrino”. Oreste del Buono lo scrisse anche: fa quello che vuole nello spogliatoio dell’Inter e della Nazionale. «La storia del “padrino” nasce da una battuta di Aldo Biscardi che durante un ritiro della Nazionale mi incontra e mi saluta nel suo dialetto dicendomi, “ueh Pandrì”. Da lì in poi ci hanno giocato in tanti. Io in campo per carità, ho sempre messo tutta la grinta possibile e quel pizzico di cattiveria agonistica che non guasta. La verità è che all’epoca dava fastidio il calciatore parlante e per di più fondatore di un sindacato». Il sindacato calciatori, messo in piedi con il grande antagonista sull’altra sponda del Naviglio, Gianni Rivera. Il Gianni della “staffetta” in Nazionale, quella tra l’abatino rossonero e il “baffo” nerazzurro. «Brera non dava dell’abatino solo a Rivera, ma anche a me e a Giacomo Bulgarelli.
Di quel nostro dualismo a pagare è stato proprio Giacomo: gran giocatore, più completo anche di Gianni e del sottoscritto. Io e Rivera, comunque, mai stati contro, anzi ci divertivamo a leggere e sentire che eravamo nemici... – si ferma e sorride –. Un giorno, dopo una riunione del sindacato usciamo assieme dalla Stazione Centrale e i tifosi dell’Inter mi urlano: “Sandro vieni via, cosa cammini con quel milanista lì?”. Un minuto dopo, dei milanisti rimproverarono Gianni allo stesso modo. La staffetta di Valcareggi poi, mah… Poteva succedere solo in Italia, perché calcisticamente eravamo ancora antichi e catenacciari nell’anima. Però se andiamo a guardare una quarantina di partite assieme io e Rivera le abbiamo comunque giocate». Nereo Rocco la staffetta non l’avrebbe mai concepita, il Paròn infatti sognava un Milan con Rivera e Mazzola in tandem fisso. Ma all’Inter era arrivato il “Mago” Helenio Herrera che con il patron, Angelo Moratti, stravedeva per Mazzola. «Segnai il gol della bandiera in quel 9-1 (10 giugno 1961) contro la Juve di Sivori e Charles in cui il presidente Moratti per protesta fece giocare noi ragazzi.
Ma il mio debutto vero fu a Palermo, l’anno dopo. Faccio l’assist dell’1-1 e a fine gara il Mago mi mette una mano sulla spalla e davanti a tutti proclama: “Tu d’ora in poi sei un jogator dell’Internazionale e io farò de te una grande prima punta”. Aveva ragione. Mi faceva giocare come Crujff all’Ajax, ma in anticipo di dieci anni. Del resto il più grande degli allenatori in circolazione, José Mourinho, si ispira a lui e ancora oggi il 50% di quello che si insegna a Coverciano è il sunto delle lezioni di Herrera». Lezioni che a Mazzola sono servite per diventare un fuoriclasse. La bandiera dell’Inter, quella di Picchi «che destino crudele anche il povero Armando», Corso «che mancino ragazzi», Facchetti «un galantuomo, mai stati nemici... Altra diceria», Suarez «il mio modello, mi ha insegnato a vivere».
Campione d’Europa e del mondo con la maglia nerazzurra, a 21 anni: «Sottolineo, capocannoniere, con 7 gol, della Coppa Campioni del ’64... Neanche Messi è arrivato a tanto a quell’età. Eppure a me il Pallone d’Oro non me l’hanno mica dato». Uno dei due rimpianti di una carriera stellare, l’altro, «il Mondiale perso a Messico ’70. Venivamo da Italia-Germania 4-3, ma con 24 ore di riposo avremmo battuto anche il Brasile di Pelè». Il grande Pelè, ma il suo idolo era e rimane Alfredo Di Stefano. «Inarrivabile. Quando l’ho battuto nella finale di Coppa dei Campioni stavo per andare a chiedergli la maglia, ma in mezzo al campo mi ferma Puskas e mi fa: “Bravo ragazzo, ho giocato contro tuo padre, sei il degno figlio. Scambiamoci la camiseta”. Così la maglia di Di Stefano me la sono giocata per sempre». Anche il posto da dirigente all’Inter di Massimo Moratti se lo giocò per sempre, in un altro triste 4 maggio. «Mi invitano in tv e Giorgio Tosatti attacca il presidente. Penso che la cosa migliore sia non raccogliere e cambiare discorso... Moratti il giorno dopo mi telefona amareggiato, mi dice che non l’avevo difeso a dovere. A fine stagione non mi rinnova il contratto. Oggi penso che aveva ragione... E a distanza di tempo ho capito tante altre cose: come quel rigore negato a Ronaldo contro la Juve... Calciopoli era già cominciata».
Un interismo degno dell’avvocato Prisco. «Grande Peppino, quanto manca un personaggio così. Eravamo a un funerale quando a un certo punto passa un tizio che gli grida: “Prisco ci dovresti essere tu dentro quella bara…” e lui pronto gli ribatte: “Dall’intelligenza che mostri nella circostanza sei sicuramente un milanista”». L’Inter una fede, «il club a cui devo tutto», ma quella vera, parte dall’oratorio della Basilica di San Lorenzo alle colonne e arriva fino a San Giovanni Rotondo. «Eravamo in ritiro a Foggia e il giorno prima della partita, all’alba, io e Picchi saliamo da Padre Pio. Mi confessa nella sua cella e gli dico: Padre io credo di aver peccato. Fin da piccolo ho sempre chiesto a Dio che mi facesse diventare un campione, poi potevo anche morire giovane, come mio padre.
Lui mi sorrise, mi diede la benedizione e sulla porta mi salutò dicendomi: “Prega sempre figlio mio, prega…”. Oggi prega sempre che l’Inter vinca. «Stramaccioni? È presto, ma è sulla strada giusta. Può diventare un altro “Mago”», Ma soprattutto Mazzola prega per la sua famiglia, la moglie e compagna di una vita, Graziella, «siamo sposati dal ’64», per i 4 figli e i sette nipoti. E per uno di loro ha una premonizione, simile a quella paterna. «In una lettera che ho ritrovato, a un suo tifoso di Palermo papà scrisse: “Sento che un giorno il mio Sandrino farà strada nel calcio, lo vedo da come calcia il pallone”. Potrei dire lo stesso di mio nipote che ha cinque anni…». Come si chiama? «Secondo lei? – gli occhi adesso diventano lucidi –: Valentino…».

Massimiliano Castellani - avvenire.it

La Juve combina un "48", Lorenzo concede il bis


Un tempo a Catania si sarebbe detto, “clamoroso al Cibali”. Ora lo stadio siciliano è intitolato al vulcanico e storico ex patron Massimino, ma quello che è accaduto domenica tra il Catania di Maran e la Juve di Conte ha sicuramente del clamoroso. Gli etnei segnano un gol sacrosanto con Bergessio e l’arbitro, il signor Gervasoni dopo serrata e lunga consultazione con i suoi 4 assistenti - più di 40 secondi, un’eternità nel calcio -  e concitata protesta di tutta la panchina della Juve, annulla la rete. Nel secondo tempo fuorigioco netto dell’oggetto misterioso Bendtner e in questo caso Gervasoni non vede e non sente, soprattutto, le proteste degli etnei, e Vidal realizza il gol della vittoria bianconera. Morale: Juve imbattuta che allunga la sua striscia di risultati positivi a 48 di fila.

Ma il vero 48 è quello che ha combinato, involontariamente. «Oggi abbiamo assistito alla morte del calcio…», tuona il presidente del Catania Pulvirenti che non ha gradito l’annullamento del gol su “chiamata della panchina”. Noi non vogliamo andare a caccia di fantasmi, né ricamare sui vecchi merletti profumati d’arsenico e viriamo subito sul Napoli che senza Cavani fatica a segnare (Insigne deve ancora crescere, non gioca più in B diteglielo), ma tiene almeno il passo della Vecchia Signora: gli basta l’1-0 contro i generoso e rigenerato Chievo di Corini, per restare a meno 3 punti dalla vetta. Attenzione all’Inter di “Stramancinho” . Nuova versione nominale di Stramaccioni  che di domenica in domenica appare sempre più come la fusione degli ultimi due maghi della storia interista. Mancini e Mourinho. A Bologna il tecnico ragazzino rinuncia a Cassano dal primo minuto (poi inserirà FantAntonio nel finale), ma la sua Inter è cinica, spietata e anche provinciale al punto giusto, per infilare l’ottavo successo consecutivo - tra Coppa e campionato - in trasferta. Terzo posto per i nerazzurri che sorpassano una Lazio che a Firenze crolla, colta da  un’improvvisa crisi di nervi (finisce in nove: espulse le “menti” della banda Petkovic, Ledesma e Hernanes) e la ragazzaglia viola di Montella, trascinata da Jovetic e Ljajic e il sigillo finale della vecchia volpe d’area di rigore Luca Toni, sale a ridosso della zona Champions.

Quella zona per ora proibita al Milan che deve ringraziare il piccolo “Faraone” El Shaarawy che nel giorno del suo 20° compleanno (sabato) si regala il gol n° 6 (capocannoniere con Klose e Cavani) e dona i tre punti salvifici ad Allegri (sempre in bilico) e ai rossoneri che si portano a distanza di sicurezza dalle sabbie mobili della zona retrocessione. Se fa strano vedere un Milan così in basso (- 15 dalla Juve), non ci si stupisce più invece a vedere la Roma double face di Zeman. I giallorossi non hanno ancora capito che la parte difensiva è fondamentale nel calcio, specie quello italiano e che una partita così come un po’ la vita del resto, è fatta anche di secondi tempi, in cui tra il prendere o lasciare, ci può stare anche il pareggio. All’Olimpico si è vista ancora una Roma da estasi e tormento: dopo mezz’ora l’Udinese apparsa in disarmo, rimonta e si permette persino di vincere con un “cucchiaio” (su rigore) alla Totti dell’eterno bomber Totò Di Natale. Corsi e ricorsi storici, come il ritorno sul trono della classe regina del motociclismo da parte del maiorchino Jorge Lorenzo. Nel giorno in cui Casey Stoner sul circuito di casa di Phillip Island vince e  da il prematuro addio (a soli 27 anni) al circo delle moto, Lorenzo concede il bis iridato: secondo mondiale vinto in MotoGP, il quarto della sua carriera. Ancora cinque per raggiungere Valentino Rossi che il prossimo anno tornerà ad essere suo “compagno” - sì fa per dire -  di team in Yamaha. In attesa di assistere al duello del Motomondiale 2013, siamo curiosi di capire come andrà a finire in Formula 1 quello tra la Red Bull del campione in carica Sebastian Vettel e la Ferrari di Fernando Alonso. Quarto successo di fila per  Vettel che a tre GP dalla fine del Mondiale comanda con 13 punti di vantaggio su Alonso. E il 13,  purtroppo per la Ferrari, di solito porta bene...

avvenire.it

Nba: in edicola l'album Panini

E' in edicola ''Nba Sticker Collection 2012-2013'', la nuova collezione di figurine Panini dedicata alla principale competizione del basket mondiale. E' la prima realizzata a seguito del rinnovato accordo di licenza tra l'azienda modenese e la National Basketball Association, che viene ufficialmente annunciato oggi negli Stati Uniti. La Nba, infatti, ha confermato Panini come partner su scala mondiale per la pubblicazione e la commercializzazione di raccolte di card e figurine.
ansa

Brevettato nuovo regime antinvecchiamento made in Italy

Le Spa cambiano pelle. Abbandonata l'acqua e i percorsi nelle piscine, e' la volta del massaggio kabat, tecnica di stimolazione neuromuscolare impiegata nella riabilitazione post-traumi neurologici, impiegato come antinvecchiamento. La metodica, infatti, sembra potenziare l'efficacia di creme e sieri antieta' rinforzando i tessuti cutanei e l'elasticita' dei muscoli facciali. Associato ad una dieta ad alto contenuto vegetale, promette una pelle sana e giovane a lungo. L'associazione di massaggio-dieta e cosmetici e' la base di un nuovo sistema antieta' brevettato dalla societa' italiana Davines, specializzata in cosmesi e presente nelle Spa di 60 paesi nel mondo. Il sistema 'longevity complex-skin regimen' si basa sull'uso combinato di sieri, creme e integratori alimentari che promettono di ridurre le rughe del 17% ed aumentare l' idratazione del 26%. Ha partecipato alla messa a punto del nuovo sistema per la longevita' Massimo Gualerzi, cardiologo alla Fondazione Don Carlo Gnocchi, universita' degli Studi di Parma che spiega:''Ci sono molti legami fra patologie della pelle e del cuore. Sedentarieta', junk food e cattivo stile di vita innescano infiammazioni, stress ossidativo e metilazione del dna. Cio' induce invecchiamento sia al cuore che alla pelle e ci sono composti efficaci per entrambi, come gli omega 3 contenuti nel pesce, isemi di chia ricavati dalla salvia hispanica antinfiammatori e l'astaxantina antiossidante. Poi meditazione, massaggi e attivita' fisica si usano in cardiologia e sono efficaci anche come antinvecchiamento cutaneo''.

Mariuccia Bucci, dermatologa specializzata in nutrilipidomica e vice Presidente Isplad precisa: ''La linea contiene semi di chia e palmitoil tripeptide 5, un micropeptide biomimetico che stimola la produzione di collagene. Il trattamento e' stato sottoposto a test di efficacia su 60 donne dai 40 ai 60 anni di eta' per tre mesi ed i risultati sono stati evidenti soprattutto per la ridensificazione cutanea''.

La dieta verde per la longevita' e' a base di succhi verdi vegetali contenenti cetrioli e sedano mescolati con mele e limone. Ma anche avena biologica, semi di chia, girasole, lino e zucca, e ancora zuppe di patate dolci, carote, cayenna, aglio, noce moscata, cardamomo e limone.

I piatti proteici sono fatti con spinaci, quinoa, mirin, olio e cetrioli. Ottimi anche frullati di barbabietole, carote e verdure verdi. Infine pesce bianco e verdure.
ansa

Lo sport fa bene al cervello, bastano 4 mesi di allenamento

L'esercizio fisico non solo fa bene alla salute ma allena anche il cervello e lo rende piu' brillante. I benefici dello sport a livello cognitivo si riscontrano anche nei non-atleti, in chi e' sedentario, in sovrappeso e a rischio di patologie cardiovascolari gia' dopo 4 mesi di allenamento. La connessione fra attivita' cerebrali e movimento e' stata indagata dai ricercatori del Montreal Heart Institute su un gruppo di soggetti, di eta' media 49 anni, tutti in sovrappeso e sedentari, sottoposti a test neuropsicologici, cognitivi e biologici. Lo studio e' stato presentato questa mattina al congresso della Canadian Cardiovascular Foundation in corso a Toronto.

Lo sport rende il cervello piu' intelligente e sveglio, migliora le capacita' di ragionamento, la memoria e la prontezza a prendere decisioni. I partecipanti all'indagine, in sovrappeso e con piu' di un fattore di rischio di patologie cardiovascolari, sono stati sottoposti a 4 mesi di allenamento 'sprint' due volte la settimana, composto da esercizi aerobici intensi di breve durata come uno scatto di corsa o bicicletta mantenuto per 30 secondi alternati a esercizi a bassa intensita', come una camminata rapida. ''Dopo 150 minuti di allenamento di tipo moderato-vigoroso a settimana, svolto per 4 mesi, non solo sono migliorati i parametri cardiaci, colesterolo, pressione del sangue e il peso ma e' incrementata l'ossigenazione del cervello e sono migliorate le capacita' cognitive'', spiega Martin Juneau, direttore del centro di prevenzione al Montreal Heart Institute e della ricerca. 
ansa

Sci: gigante Soelden, Moelgg per ora 3/o

L'azzurro Manfred Moelgg terzo in 1'18''64 dopo la 1/a manche del gigante di Soelden, prima gara della stagione di Cdm uomini. Al comando il francese Thomas Fanara in 1'18''48 davanti allo statunitense Ted Ligety in 1''18''52. Fuori subito Max Blardone, Davide Simoncelli e' 16/o in 1'20''18. Gara al limite della regolarità per le condizioni di tempo e pista molto diverse per vari atleti. Nella notte sono caduti sulla pista, a 3.000 m sul ghiacciaio Rettenbach, 40 cm di neve fresca.
ansa




Moto Gp: Pedrosa cade, Lorenzo e' campione

Il pilota della Yamaha, Jorge Lorenzo, si e' laureato campione del mondo della Classe MotoGp al termine del Gran Premio d'Australia vinto da Casey Stoner su Honda. L'altro contendente per il titolo, lo spagnolo Dani Pedrosa (Honda), e' caduto al primo giro della gara spalancando le porte del trionfo al connazionale. Valentino Rossi su Ducati si e' classificato al settimo posto.


Caso Armstrong, qualche domanda

Come mai ha passato indenne tanti controlli? Come si sono comportate le federazioni competenti? Giusto togliergli tutte le vittorie? Ecco le risposte.

27/10/2012
Armstrong: ascesa e caduta di un mito (Ansa).
Armstrong: ascesa e caduta di un mito (Ansa).
Il caso Armstrong merita e anzi impone alcune osservazioni “extra”, che mettiamo avanti dopo avere raccolto le spiegazioni ad esse attinenti con gente diciamo dell’ambiente. Lo facciamo auspicando che la vicenda cambi in maniera ovviamente positiva il mondo dello sport e intanto temendo che non accada nulla di sostanziale.

Come è possibile che Armstrong abbia superato indenne circa cinquecento controlli in sette anni, con una spesa enorme visto che i controlli stessi da 500 euro l’uno sono passati a 1000, senza che nulla sia emerso? Possibile, ci dicono: le armi di offesa lasciano sempre indietro quelle di difesa, studiate “dopo”. Però urine e sangue sono sempre controllabili, se le provette vengono conservate bene, anche a distanza di tanti anni, e adesso si possono scoprire cose che allora non si rilevavano. Sono poi migliorati alla grande i sistemi di accertamento dell’assunzione di prodotti cosiddetti coprenti, per mascherare l’assunzione di sostanza illecite: e soprattutto questo ha “tradito” Armstrong e C.

Possibile allora che tutti i controlli, non solo quelli su di lui, dal 1999 siano stati fasulli,
compresi quelli sui suoi compagni di squadra coinvolti – lo dicono essi stessi – nelle medesime irregolarità? E cosa possono dire quelli che sono stati invece scoperti e puniti? E casomai non siamo di fronte ad una versione stavolta sportiva della rivalità vasta e cronica tra Francia e Stati Uniti? L’imbarazzo, ci dicono, esiste, lo ammettono tutti, quelli della federazione internazionale come quelli del Tour de France, quelli dell’antidoping francese come quelli dell’antidoping mondiale. Però i corridori scoperti non hanno recriminazioni da avanzare: hanno sbagliato, giusto che paghino. Quanto a Francia vs Usa, lasciamo ai film di James Bond le storie della Spectra e affini.

Le condizioni particolari di Armstrong, reduce vittorioso dalla guerra contro un cancro con metastasi, devono avere avuto qualche peso nella vicenda?
Ci dicono che lui ha sempre goduto di una sorta di licenza speciale relativamente alla per lui necessaria assunzione speciale di ormoni, licenza che comunque non contemplava certamente i suoi abusi e la sua organizzazione criminosa estesa o imposta ai compagni di squadra. Si colpevolizza molto, anche da parte del Tour, la federazione internazionale, che avrebbe indagato poco e coperto molto. Possibile? Possibilissimo. Basti pensare a come, nell’atletica leggera, i campioni statunitensi ufficialmente non si sono quasi mai dopati ufficialmente sino all’outing coatto di Marion Jones, la sprinter che fece vedere il verminaio, prima dei Giochi di Sydney 2000.
Stiamo parlando di federazioni nazionali e internazionali: ma e il Cio, e la giustizia ordinaria? Il Cio per troppo tempo si è fidato delle federazioni, ora sta rimediando con organismi suoi. La giustizia ordinaria idem. E pure con tanti controlli a sorpresa, oltre che con il passaporto biologico che presto o tardi ogni atleta professionista dovrà avere, in ogni sport. Questione anche di soldi. Si dice: meglio tardi che mai. E si lasciano in vita tanti dubbi su tanta complicità. Di fronte all’organizzazione di Armstrong per pratiche illecite e intanto sicure, anche il doping di stato, di regime della famigerata Germania Est appare meno efficiente. Possibile? Qui tutto si è concentrato su un solo gruppo di atleti, là si lavorava su migliaia di concorrenti, con dispersione delle forze e anche dei segreti.

Giusto azzerare dei sette Tour de France vinti da Armstrong tutto, senza trasferire la vittoria su altri? Purtroppo sì, visto che dal 1998 del successo di Pantani, seguito dal “settebello” di Armstrong, non solo ci sono i vincitori di dodici edizioni (sette Armstrong, tre Contador, una Landis, una Pantani) scoperti in colpa di doping, ma ci sono anche sei corridori arrivati secondi, otto arrivati terzi e via scendendo, sempre trovando rei confessi o scoperti sino al decimo posto. E ci fermiamo lì. Ma allora muore il Tour de France? Macché. Compie nel 2013 i cent’anni, convoca sempre folle immense anche se i francesi non lo vincono dal 1985 di Hinault. E’ un fatto culturale, letterario, poetico e anche mediatico e pubblicitario.

Muore il Giro d’Italia, allora? E tutto l’altro ciclismo? Deciderà la gente, al traino dei corridori e delle loro imprese. Il Giro dovrebbe tenere, ha radici popolari più forti di ogni banditismo. Il ciclismo tutto, poi, paradossalmente non è mai stato bene come ora, e forse anche per questo si è permesso di calare la scure sul caso Armstrong: si è ormai diffuso in quasi tutto il mondo, presto avrà anche l’Africa, parla inglese e non più francese o italiano, attrae i media per ragioni spettacolari assortite, convince sponsor di levatura planetaria, ha nella bicicletta una strepitosa arma ecologica. E ormai può portare il suo antidoping come un fiore all’occhiello, mentre nessun altro sport può farlo.
Gian Paolo Ormezzano - famigliacristiana.it

Coppa America: varato nuovo Luna Rossa

Il catamarano è stato messo in acqua ad Auckland, in Nuova Zelanda. A lanciare la bottiglia di champagne benaugurale la madrina Miuccia Prada, insieme al marito Patrizio Bertelli.

26/10/2012
Ad Auckland la festa per il varo del nuovo catamarano AC 72 Luna Rossa.
Ad Auckland la festa per il varo del nuovo catamarano AC 72 Luna Rossa.
Il catamarano AC 72 Luna Rossa, sfidante alla 34a edizione dell’America’s Cup,  è stato varato oggi a Auckland, in Nuova Zelanda.

La celebre stilista Miuccia Prada, madrina del varo, con al fianco il marito Patrizio Bertelli, presidente di Luna Rossa Challenge 2013, ha rotto la bottiglia di champagne, dando il via al varo del maxi catamarano di 22 metri: scafi a specchio e ala di 40 metri di altezza.


L’AC 72 Luna Rossa è la sintesi di un lavoro che ha impegnato i settanta membri del team per quasi un anno durante il quale ricerca, sperimentazione e costruzione sono andate di pari passo, utilizzando le tecniche più sofisticate e all’avanguardia.


Alla costruzione hanno partecipato 300 persone per un totale di 52.000 ore di lavoro. Sono stati utilizzati 500 chili di titanio e a bordo ci sono circa 2.000 metri di cime, tra scotte, drizze, eccetera. Patrizio Bertelli ha dichiarato: «Siamo alla nostra quarta sfida in Coppa America, certamente la più rivoluzionaria rispetto alle precedenti. L’emozione del varo rimane invariata e, in questo caso, particolarmente forte per via di questa barca così tecnologicamente estrema, frutto di una ricerca all’avanguardia e di un enorme lavoro di tutto il team».

 
Tutto il team Luna Rossa schierato in occasione del varo.
Tutto il team Luna Rossa schierato in occasione del varo.
Max Sirena, skipper di Luna Rossa Challenge 2013, ha invece dichiarato: «Oggi per noi è un giorno di festa. Da domani inizieremo i primi test strutturali in acqua cui seguiranno gli allenamenti, non appena avremo finito tutte le verifiche. Ringrazio tutto il team, e in particolare lo shore team e il design team, che hanno lavorato senza sosta per mesi, consentendoci così di rispettare le scadenze che ci eravamo prefissati».

Alla cerimonia, seguita da un’animata festa cui hanno partecipato tutte le famiglie del team, erano presenti, tra i 350 invitati, Agostino Randazzo, presidente del Circolo della Vela Sicilia (n.d.r. yacht club sfidante), Grant Dalton (CEO di ETNZ Emirates Team New Zealand), Steve Burrett (Commodoro del Royal New Zealand Yacht Squadron), l’ambasciatore italiano in Nuova Zelanda Alessandro Levi-Sandri e il rappresentante della comunità Maori, Alec Hawke del Ngāti Whātua o Orākei.


Miuccia Prada e Patrizio Bertelli rompono la bottiglia di champagne in segno di buon augurio.
Miuccia Prada e Patrizio Bertelli rompono la bottiglia di champagne in segno di buon augurio.
Il team Luna Rossa è stato creato nel 1997 da Patrizio Bertelli con il nome di "Prada Challenge for the America's Cup 2000". Al suo esordio ha conquistato la Louis Vuitton Cup 2000,   ovvero la serie di regate di selezione tra gli sfidanti dell'America's Cup, con un record di 38 vittorie su 49 regate.

Luna Rossa ha quindi partecipato anche nel 2003 e nel 2007, raggiungendo in quest'ultima edizione la finale della Louis Vuitton Cup. Nel 2011 ha vinto l'Extreme Sailing Series, circuito internazionale riservato ai catamarani della classe Extreme 40. Nel 2012 ha preso parte al circuito di regate dell'America's Cup World Series con due imbarcazioni AC45 (Luna Rossa Piranha e Luna Rossa Swordfish), vincendo le regate di flotta delle tappe di Napoli e Newport e dimostrandosi molto competitiva.

Nel giugno 2012 l'armatore Patrizio Bertelli è stato introdotto - primo italiano, nell'America's Cup Hall of Fame, riconoscimento per i risultati conseguiti individualmente nell’ambito della vela e in particolare dell’America’s Cup.
Giusi Galimberti - famigliacristiana.it

Sport malato: Calcioscommesse, Napoli a giudizio

Anche il Napoli entra ufficialmente nel vortice del calcioscommesse. La procura della Figc ha deferito Il club di De Laurentiis alla Disciplinare per responsabilità oggettiva. Deferiti per illecito sportivo Matteo Gianello e Silvio Giusti, e per omessa denuncia Paolo Cannavaro.

La gara finita nel mirino degli inquirenti sportivi è Samp-Napoli del 16 maggio 2010. Tra i deferiti dal procuratore Palazzi c'è anche Gianluca Grava, all'epoca dei fatti e attualmente tesserato per il Napoli: nei suoi confronti il provvedimento è scattato "per aver violato il dovere di informare senza indugio la Procura Federale, omettendo di denunciare i fatti riguardanti la gara Sampdoria Napoli". Stesso provvedimento nei confronti di Gianello, ex della squadra di Mazzarri e attualmente svincolato, e Giusti all'epoca dei fatti allenatore di base, per avere, in occasione della partita in questione, in concorso tra loro, posto in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento ed il risultato della gara al fine di effettuare scommesse sul risultato sicuro di vittoria della Sampdoria, offrendo il secondo del denaro per la realizzazione dell'illecito e contattando il primo i compagni di squadra Paolo Cannavaro e Gianluca Grava, dai quali riceveva un rifiuto".

Per Cannavaro, giocatore anche oggi del Napoli, la violazione è di aver omesso di denunciare i fatti, in particolare la proposta formulata dal suo compagno di squadra Gianello". La società è stata deferita a titolo di responsabilità oggettiva per le violazioni ascrivibili a Gianello e anche a quelle di Cannavaro e Grava.
avvenire.it

Milan batte Genoa 1-0. Decide El Shaarawy

Milan batte Genoa 1-0 nel secondo anticipo della 9/a giornata del campionato di serie A.
EL SHAARAWY, E' COMPLEANNO PIU' BELLO  - "Sono un po' commosso, è stato il compleanno più bello della mia vita. Sono emozionato e contento, sia per la vittoria che per il gol": Stephan El Shaarawy commenta così, ai microfoni di Sky la vittoria del Milan contro il Genoa grazie al suo gol. "Se questo è il mio Milan? Sono contento che si dica questo - ha aggiunto- io cerco solo di dare il massimo e di mettermi a disposizione del mister". El Shaarawy è consapevole di aver dato una mano ad Allegri a salvare la panchina: "Può darsi, ci sono state tante voci su di lui, ma non credo che sia mai stato in dubbio perché la società ha sempre manifestato la sua fiducia al tecnico". E sui fischi a Pato aggiunge: "E' un grande campione che torna da un lungo infortunio e va sostenuto e non fischiato".
ALLEGRI,'VITTORIA MERITATA,CRITICHE ECCESSIVE'  - "E' una vittoria meritata. Finora le critiche sono state eccessive per quanto i ragazzi hanno fatto sul campo": Massimiliano Allegri commenta così ai microfoni di Sky il successo del suo Milan contro il Genoa. "Nel primo tempo potevamo segnare, ci sono stati diversi episodi dubbi in area di rigore: abbiamo sbagliato diversi passaggi, così come successo a Malaga. Oggi c'era un clima difficile - ha aggiunto - quindi sono contento che i ragazzi abbiano reagito". "Ero molto sereno perché la squadra le prestazioni le aveva sempre fatte - ha proseguito il tecnico rossonero - Bisogna trovare fiducia, specialmente nel fare gol. Con il gol tutto diventa più facile". Su Pato, impiegato titolare dopo otto mesi e uscito tra qualche fischio, Allegri non ha dubbi: "Ha fatto una buona prestazione, si è reso spesso pericoloso. Negli ultimi otto mesi ha giocato una partita e mezzo, è difficile che in questo momento abbia una condizione ottimale".
ansa

F1: India probabile un pit stop

''Il livello d'usura e' costante per entrambe le mescole e sia la gomma soft, sia la dura hanno mostrato buone prestazioni. Quindi, pensiamo che la maggior parte dei team optera' per un unico pit stop''. E' la previsione del direttore di Motorsport Pirelli Paul Hembery, in vista del Gp d'India. ''Le soft - aggiunge - potrebbero essere anche di un secondo piu' veloci delle hard. Il bilanciamento di quest'equazione e la velocita' che si raggiunge in pista, saranno alla base delle strategie''.
ansa

SportivaMente - Temi di Psicologia dello Sport

Si svolgerà in occasione dell’apertura del primo “Servizio di Psicologia dello Sport” pubblico nato presso il Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione dell’Università La Sapienza

(informazione.it - comunicati stampa) Il giorno 6 novembre 2012 si svolgerà presso la Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università di Roma “La Sapienza” un convegno intitolato “SportivaMente – Temi di Psicologia dello Sport”.
Il convegno nasce dalla collaborazione fra il Gruppo Sportivo del Corpo Forestale dello Stato e il Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione dell’Università “La Sapienza”.
Tale collaborazione, sottoscritta da un paio di anni mediante un protocollo di intesa, ha fra i suoi obiettivi quello di supportare gli atleti nel perfezionamento di quelle abilità mentali, specifiche per ogni disciplina sportiva, che consentano loro di esprimere tutto il loro potenziale in situazioni competitive.
Il convegno, che si svolgerà in occasione dell’apertura del primo “Servizio di Psicologia dello Sport” pubblico nato presso il Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione dell’Università “La Sapienza” (completamente gratuito per gli atleti del GS Forestale), sarà un’occasione di confronto e dialogo sulle possibili sinergie fra esperti in psicologia dello sport e atleti, allenatori, dirigenti sportivi presso associazioni sportive ed enti di promozione sportive.
In allegato
1) il programma dettagliato del convegno, la cui la partecipazione è gratuita, che vedrà intervenire ricercatori di prestigiose università internazionali e protagonisti della società civile e dello sport ai massimi vertici internazionali fra i quali alcuni esperti del GS Forestale che operano nel mondo dello sport in vesti differenti;
2) il depliant del "Servizio di Psicologia dello Sport" aperto al pubblico presso il Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione dell’Università “La Sapienza”.

Basket: mezzogiorno di fuoco Torna la partita in diretta tv

Il programma della quinta giornata di serie A inizia con il primo match della stagione tornato in calendario al mezzogiorno di domenica: con diretta su LA7d, il match è quello tra Brindisi e Venezia. Alle 18.15 sarà poi la volta di Scavolini Banca Marche-Banco di Sardegna Sassari, Sidigas Avellino-Saie3 Bologna, Acea Roma-Juve Caserta, Ea7 Emporio Armani Milano-Trenkwalder Reggio Emilia, Sutor Montegranaro-Vanoli Cremona. Infine, lunedì alle 20.30 completeranno il quadro Cimberio Varese-Chebolletta Cantù (diretta Rai Sport 2) e Angelico Biella-Montepaschi Siena.

«Vogliamo sia già la partita in cui cominciare il nostro percorso di miglioramento difensivo attraverso una presa di coscienza sia individuale che collettiva». Così il coach dell'Ea7 Emporio Armani Milano, Sergio Scariolo, alla vigilia della sfida con Reggio Emilia. «Abbiamo il massimo rispetto per loro ma dovremo continuare a fare bene quello che facciamo bene e cominciare a correggere quello che finora abbiamo fatto meno bene», aggiunge Scariolo.

Classifica: Cimberio Varese, Banco Sardegna Sassari 8; Chebolletta Cantù, Montepaschi Siena, Saie3 Bologna 6; Acea Roma, Scavolini Pesaro, Caserta 4; EA7 Armani Milano, Enel Brindisi, Sutor Montegranaro, Umana Venezia, Trenkwalder Reggio Emilia, Vanoli Cremona, Angelico Biella, Sidigas Avellino 2.
laprovinciadilecco.it

In campo Milan-Genoa. Pato torna titolare, Zapata per Mexes

Massimiliano Allegri deve assolutamente vincere contro il Genoa di Del Neri: il Milan conferma la difesa a tre e in avanti torna Pato dal 1' minuto dopo 8 mesi di assenza dovuta ai suoi tanti problemi fisici. Con lui Emanuelson ed El Sharawi. Pazzini in panchina. Non c'é Boateng a causa di un fastidio al ginocchio. In difesa Yepes, Bonera e Zapata preferito a Mexes. Confermato il centrocampo guidato da Montolivo. Del Neri debutta sulla panchina del Genoa: schiera un 4-5-1 con Immobile punta avanzata.
ansa

Sci: gigante Soelden, vittoria Maze. Migliore azzurra Denis Karbon, settima

La slovena Tina Maze ha vinto lo slalom gigante di Soelden, gara di apertura della Coppa del mondo donne e della stagione 2012-13. Si è imposta con il tempo di 2.31.41 e ha preceduto le austriache Kathrin Zettel (2.31.83) e Stefanie Koehle (2.33.12). Migliore delle italiane è stata Denise Karbon, 7/a in 2.34.14. Ci sono poi Irene Curtoni, 8/a in 2.34.23, e Lisa Magdalena Agerer 21/a in 2.37.62. Fuori sono finite Federica Brignone e Nadia Fanchini, e anche la campionessa Usa Lindsey Vonn, che ha riportato una contusione al polso sinistro dopo aver infilato il braccio in una porta. La seconda manche del gigante di Soelden è cominciata con un'ora di ritardo sul programma previsto, a causa di un banco di nebbia che aveva provocato il rinvio dello 'start'. Poi però la visibilità sulla pista era decisamente migliorata e per questo c'era stato il 'via libera' da parte dei giudici di gara
ansa

Inter-Partizan Belgrado 1-0: Palacio gol. Nerazzurri in testa al girone


E bastato un gol di Rodrigo Palacio a tre minuti dal 90° per regalare alla Beneamata vittoria e testa del girone. Inter-Partizan Belgrado finisce 1 a 0, dopo un match in cui i serbi meritavano quantomeno il pari. La temuta invasione degli ultrà non ha portato a nessuna conseguenza e il clima a inizio partita è tranquillo. La squadra di Stramaccioni si schiera con un inedito 3-4-3 con Coutinho, Livaja e Cassano là davanti. I tre fanno molto movimento, ma pure poco possesso per cui per il Partizan è piuttosto agevole puntare dritto verso la porta di Handanovic. Markovic, un talentino velocissimo classe 1994, prende il palo poco prima che Coutinho si faccia male. E il 28° e Strama inserisce Palacio e passa al 4-4-2. Il secondo tempo è appannaggio dei padroni di casa che premono maggiormente grazie ad una solidità ritrovata: Cassano e Palacio sprecano malamente e la vittoria arriva grazie ad un episodio favorevole. Markovic in contropiede pregusta il gol vittoria, ma Handanovic blocca tutto e fa ripartire l’Inter che trova con Milito (subentrato nel finale) il cross per la testa di Palacio che risulta decisivo. Vittoria che vale praticamente il passaggio del turno: la trasferta a Belgrado, temuta, sarà poco più che una gita.
ecodellosport.it

F1: Gp India, organizzatori in allarme

Gli organizzatori del Gp dell'India di F1 denunciano la vendita di falsi biglietti a prezzo scontato per il Gran Premio. La Jaypee Sports International Limited (Jpsi), societa' che gestisce la pista di Greater Noida, fa sapere 'che alcuni siti che dicono di essere partner degli organizzatori offrono biglietti a prezzo scontato'. Su Internet si trovano biglietti a 1.000 rupie (14 euro) per domani e 5.000 rupie (70 euro) per domenica, la meta' del prezzo ufficiale.
ansa

Fieracavalli: Show Jumping 2012 con Snai. Concorso vale per tappa italiana Rolex Fei World Cup


Dall'8 all'11 novembre a Verona si ripropone Fieracavalli, l'evento fieristico dedicato al cavallo, all'equitazione e all'ippica. Uno dei partner storici, Snai, sostiene il concorso ippico Show Jumping Verona 2012 - che ospita la tappa italiana della Rolex Fei World Cup, la Coppa del Mondo di salto ad ostacoli indoor - e titola il 'Piccolo Gran Premio Categoria Mista'. Nello stand riservato saranno presentate le tecnologie per scommettere anche in modalita' mobile.
ansa

Basket: Eurolega, Milano-Vitoria 85-95. Dopo buon primo tempo Armani cede alla distanza


Il Caja Laboral Vitoria si conferma bestia nera dell'Ea7 Olimpia Milano che cede in casa agli spagnoli per 95-85 per la sua prima sconfitta in Eurolega. Giocano meglio nel primo tempo gli uomini di Scariolo che arrivano anche sul +11 a metà del 2/o quarto ma i baschi che vanno all'intervallo con un solo punto da recuperare. Nel finale non bastano Bourousis (22 punti) e Hairston (19) perché Nemanja Bjelica (20) e San Emeterio (18) non sbagliano niente e danno al Caja la sua prima vittoria.
ansa

Podista record: a 70 anni 19.100 chilometri in 239 giorni, 80 al giorno

a 70 anni 19.100 chilometri in 239 giorni, 80 al giorno
Si concluderà domenica l'avventura di un podista bergamasco di 70 anni, Battista Marchesi, soprannominato "Tista": il suo record consiste nel percorrere in 239 giorni 19.100 chilometri, con una media di 80 chilometri al giorno.
avvenire.it

Milan sconfitto a Malaga 1-0

Notte di Champions amara per le grandi d'Europa. Il Milan e' stato sconfitto 1-0 a Malaga, il Real Madrid cade 2-1 in casa del Borussia Dortmund. Sconfitto anche il Manchester City di Mancini, vince l'Ajax 3-1
ansa

Ferrari a Gp India con bandiera Marina

La Ferrari correra' il gp dell'India, in programma domenica prossima, con il simbolo della Marina Militare sulle monoposto. L'atto simbolico e' stato deciso dalla Scuderia di Maranello per testimoniare vicinanza ai due maro' italiani prigionieri in India.
ansa

Gol-fantasma: Fifa, ok a tecnologia


Via libera definitivo all'uso delle tecnologie sui campi di calcio. La Fifa ha reso noto di aver ufficialmente autorizzato le ditte GoalRef e Hawk-Eye ad installare "in tutto il mondo" i loro sistemi di controllo della linea di porta (Glt) contro il gol fantasma. La firma dell'accordo completa un percorso avviato un anno fa e volto all'individuazione di apparecchi che possano effettivamente chiarire se il pallone ha superato o meno la linea di porta.
"Tra ottobre 2011 e lo scorso giugno - si legge in un comunicato della Federazione internazionale - i due sistemi hanno superato una serie di esami sia in laboratorio sia in campo, prima di essere testati in match simulati e anche in partite ufficiali".
Ai primi di luglio, la Fifa ha approvato l'uso delle Glt (Goal line technologies) e ora, con l'accordo firmato on le due società, il processo ha raggiunto il suo culmine. La Fifa sottolinea però che ciascun sistema dovrà essere testato negli stadi dove sarà installato prima di essere impiegato per partite ufficiali. Ad ulteriore garanzia, ci sarà un'ispezione finale per il controllo della funzionalità condotta da un istituto indipendente e solo dopo il suo "via libera" potrà finalmente essere usato. Secondo i piani della Fifa, il debutto delle Glt dovrebbe avvenire al Mondiale per club in programma a dicembre. I due sistemi approvati finora dalla Fifa sono stati realizzati da due diverse aziende, l'inglese 'Hawk eye' (Occhio di falco ) e la danese 'Goal Ref'.
Il primo, ideato per il tennis e il cricket. Si fonda su 14 telecamere (sette dietro ogni porta) che ricostruiscono l'esatta posizione della palla. Quando ha superato la linea di porta, viene trasmesso un segnale all'orologio dell'arbitro. GoalRef, sviluppato per la federazione internazionale di pallamano, prevede il montaggio di dieci antenne sulle porte per creare un campo magnetico mentre nel pallone sono installate tre microchip. Quando la sfera varca la linea, un segnale viene trasmesso all'orologio dell'arbitro. Le tecnologie costano dal 150.000 ai 250.000 dollari per ogni stadio.
ansa

Simoncelli, il ricordo del milan. Il club su Twitter 'ciao Sic, rossonero vero'

'E' passato un anno ma non ti abbiamo dimenticato. Ciao Sic, rossonero vero!'. Il Milan, squadra di cui Marco Simoncelli era tifoso,ricorda su Twitter il pilota romagnolo morto il 23 ottobre 2011 a Sepang. 'Era stato difficile -si legge sul sito- per tutto il Milan scendere dal pullman quella domenica a Lecce. La testa e il cuore erano tutti per lui e con lui. Da quel giorno il Milan si e' stretto alla famiglia di Marco Simoncelli, un campione del suo sport che era grande tifoso rossonero'.
ansa
 

15mila biglietti per Italia-Australia

Il test match di rugby tra Italia e Australia del 24 novembre si avvicina e cresce l'attesa tra i tifosi. Per la sfida che si giochera' allo stadio Artemio Franchi di Firenze sono gia' stati venduti oltre 15.400 biglietti e molti sono ancora disponibili. Anche per questo l'azzurro Mauro Bergamasco lancia un appello ai tifosi: ''Venite al Franchi, sarete il nostro XVI uomo. Venite allo stadio, sarete l'uomo in piu' che ci aiutera' a spingere la palla l'ovale in meta''.
ansa

Armstrong cancellato dal ciclismo Revocati i sette Tour de France




L'Uci, l'Unione ciclistica mondiale, ha revocato i sette Tour vinti da Lance Armstrong, come chiesto dalla Agenzia antidoping statunitense. Armstrong ha vinto i suoi sette Tour de France dal 1999 al 2005, in quest'ultimo anno precedendo l'italiano Ivan Basso. Il presidente dell'Uci Pat McQuaid, nel corso della conferenza stampa con la quale ha annunciato la revoca delle sette vittorie del texano, a causa dell'uso di sostanze dopanti, ha inoltre annunciato che non si dimetterà. "Lance Armstrong non ha più alcun posto nel ciclismo" ha chiosato.
avvenire.it

La Juve non la ferma nessuno ma qualcuno fermi gli ultrà

«Chi fermerà la musica?» si chiedevano  i Pooh. Chi fermerà questa Juve? È la domanda che si fa l’altra metà d’Italia non-bianconera. Il Napoli sabato ci ha provato, c’ha messo tutto l’impegno possibile, ha preso anche una traversa baciata con l’inesauribile e divino Cavani (arrivato a Torino dopo un volo aereo lungo 9mila chilometri) eppure non è bastato. L’invincibile armata Juventus è giunta a quota 46 partite (47 complessive) senza sconfitte in campionato sotto la gestione Conte. I bianconeri non conoscono rivali. Possono tenere il loro tecnico in “gabbia”, mettere in panchina il vice dei vice Carrera, riportarci il vice “scontato” (con Conte ha ottenuto lo sconto di pena per Scommessopoli) Alessio, che tanto il risultato non cambia: passa sempre e comunque la Vecchia Signora.

E lo fa grazie a un’officina calcistica piena di ricambi di prima scelta, vedi i Caceres e i Pogba, marcatori di turno. Tutto l’oro di Napoli, valutato alla Borsa virtuale del calcio intorno ai 180 milioni di euro, non è bastato contro quello bianconero che con i suoi 220 milioni di pregiatissimi gioielli non conosce spread, almeno in campo nazionale. Due numeri per identificare la manifesta superiorità juventina: solo 4 gol subiti in 8 partite e Buffon (contro il Napoli giocava Storari) che si sporca i guanti per una parata ogni 42 minuti.

Gli scettici dicono: Juve padrona, ma solo in Italia, dove l’Inter di “Stramourinho” Stramaccioni cresce gradualmente, ma non ha ancora il physique du role della capolista. Stesso discorso vale per la discontinua Lazio di Petkovic che ha vinto 6 delle otto partite fin qui disputate, ma sul 3-0 con il Milan ha rischiato di mandare all’aria un match chiuso e archiviato.

A proposito del Milan, giorni davvero poco Allegri a Milanello. Senza le penalizzate Siena e Atalanta, con 7 punti i rossoneri sarebbero al penultimo posto. E come tali, mercoledì sera si presenteranno in Champions, sul campo di un Malaga che di questi tempi può far perdere ai tifosi milanisti quel poco d’amore che ancora conservano per la squadra più triste e più indietro degli ultimi 70 anni (una partenza così negativa del Milan risaliva alla stagione 1941-’42).

Con altro piglio invece si rituffa in Europa la Juve che domani a Copenaghen trova gli umili danesi del Nordsjaelland.  Juve ancora imbattuta anche in Coppa e uscita indenne anche da Stamford Bridge, la tana dei campioni d’Europa del Chelsea. Cosa che il prode Mazzarri, tecnico triste e anche un po’ stanco (forse l’anno prossimo si prenderà un anno sabbatico alla Guardiola, ma il tosco Walter ha vinto solo una Coppa Italia finora) del Napoli, aveva sottolineato alla vigilia della grande rivincita di Pechino.

Già, quel trionfo juventino in Supercoppa italiana, che da Napoli considerano ancora un ratto storico in perfetta regola, complice l’arbitraggio del signor Mazzoleni di Bergamo. Nel dopo Juve-Napoli di sabato, “piangina” Mazzarri che con il suo presidente De Laurentiis vanta il record assoluto di lamentele contro i direttori di gara, il primo complimento non lo ha fatto alla squadra, ma al signor Damato di Barletta. Un bel gesto di pace e di sano fair-play, sciupato dalla teppaglia napoletana che non ha trovato niente di meglio che sfasciare i bagni del modernissimo e accogliente Juventus Stadium.

Non bastano le tessere del tifoso per tenere lontana la violenza dai nostri stadi e quando non è fisica è verbale. Come i cori oltraggiosi contro Piermario Morosini urlati bestialmente da quella sporca dozzina di pseudotifosi dell’Hellas Verona in trasferta a Livorno. Ricordiamo a queste “mele marce” (purtroppo ancora presenti in ogni Curva) che Morosini, questo piccolo eroe esemplare dello sport, è morto su un campo di calcio (a Pescara) nell’aprile scorso, a 25 anni, per un improvviso attacco cardiaco.

La sua memoria va difesa e nessuno può permettersi di insultarla. Il motociclismo invece non dimentica, ma anzi celebra il “Sic”, Marco Simoncelli, a un anno esatto dalla sua morte avvenuta il 23 ottobre 2011 sulla pista del circuito di Sepang. Domenica su quella stessa pista del GP di Malesia, in cui Pedrosa ha battuto ancora Lorenzo (primo, ma con soli 23 punti di vantaggio),  tanti piloti sono scivolati per via della pioggia e ad ogni caduta è stato un tuffo al cuore... E il ricordo di tutti non poteva che andare al nostro grande “Sic” che adesso lassù insegna agli angeli ad andare più veloci.
avvenire.it

Etica anche nello sport, al via a Verona il Congresso Europeo del Fair play

Le parole di un campione olimpico, poi un film in anteprima nazionale e quindi l'apertura della mostra di vignette di uno dei più noti umoristi di tutto il mondo. Si è aperta così la settimana del 'Congresso Europeo del Fair Play', l'evento che coinvolge quaranta paesi provenienti da tutta Europa in corso a Verona. Una manifestazione che ha aperto i battenti con il campione olimpico Daniele Molmenti, protagonista della mattinata davanti ad un pubblico composto dagli studenti delle scuole veronesi.
Dopo i saluti del presidente nazionale del Comitato Italiano Fair Play, Ruggero Alcanterini, dell'assessore al decentramento e con delega al fair play del Comune di Verona Antonio Lella e del dirigente dell'Ufficio Scolastico Provinciale Giovanni Pontara, Molmenti ha mostrato a tutti la splendida medaglia d'oro conquistata nella canoa slalom a Londra soltanto pochi mesi fa. "Il mio vuole essere un messaggio di sport ma non solo" ha affermato il campione olimpico aggiungendo che "essere campioni non vuole dire esserlo solo nella disciplina che si pratica ma nella vita. Assieme ad altri sportivi abbiamo deciso di girare per le scuole per diffondere idee e valori positivi su come affrontare lo sport ma soprattutto la vita, non poteva esserci che occasione migliore di questo importante congresso che ha i nostri stessi obiettivi". Dopo la consegna del riconoscimento a Molmenti assegnato dal Comitato Nazionale Italiano Fair Play e da Unione Stampa Sportiva Italiana-Gruppo Veneto spazio alla proiezione del film 'Il sole dentro', del regista Paolo Bianchini e vincitore del secondo premio al Giffoni film Festival 2012. E' un viaggio di due adolescenti del sud, uno italiano e l'altro africano, entrambi vittime del mondo dei grandi e del mercato dei bambini-calciatori, con storie così diverse eppure così simili che li legheranno per tutta la vita. Dopo la proiezione del film spazio all'inaugurazione della mostra di vignette 'Humor & Arena', ad opera di Gianfranco Tartaglia, in arte Passepartout e conosciuto come uno dei piu' noti vignettisti e umoristi a livello internazionale. A chiudere la mattinata di eventi la presentazione dei nuovi Centri Giovanili Don Mazzi, un nuovo progetto ideato da don Antonio Mazzi e presentato dal nipote Giovanni Mazzi che ha spiegato gli obiettivi di questa ulteriore iniziativa del fondatore di Exodus. Questi centri, ha spiegato Giovanni Mazzi a ragazzini, istituzioni e media accorsi all'evento, "vogliono essere luoghi di incontro, di sport, in cui deve essere protagonista la 'tremenda' voglia di vivere dei ragazzi. Vogliamo aiutare i nostri giovani a capire quanto sia importante impegnarsi in quello che conta davvero, creando una rete fra le varie agenzie educative del territorio per ricordare a tutti che solo se si è insieme si raggiungono risultati".
adnkronos

Juve e Milan, due pianeti diversi Sono entrambe in Champions, ma una scoppia di salute, l'altra soffre di anemia ed è dietro di 15 punti. E ormai c'è poco da stare Allegri...

Le due squadre italiane che hanno dominato il campionato scorso, Juventus prima e Milan secondo, divise stando ai rossoneri soltanto dal gola ingiustamente negato al milanista Muntari in uno dei due scontri diretti, giocano in questi giorni nella Champions League: la Juventus martedì in Danimarca, a casa del Nordsjaelland, il Milan mercoledì in Spagna, a Malaga. Nel suo girone la Juventus ha appena due punti (pareggio diciamo glorioso, a Londra in rimonta, con il Chelsea campione d’Europa, e inglorioso a Torino con gli ucraini dello Shahktar Donetz), il Milan quattro (pareggio moscio in casa con i belgi dell’Anderlecht, bella vittoria esterna sui russi dello Zenit di San Pietroburgo). In campionato dopo appena otto giornate la Juventus ha 15 punti di vantaggio sul Milan, quindicesimo a quota 7 e ormai tagliato fuori dalla lotta per lo scudetto e dalle speranze serie per almeno il posto in Champions League 2012-13.

La Juventus ha sconfitto a Torino il Napoli isolandosi in testa alla classifica e portando a 46 le sue partite senza sconfitte in campionato sotto la guida di Conte (più una sotto Del Neri) e inseguendo il record del Milan, 58 partite dal maggio1991 al marzo 1963. Il Milan ha patito la Lazio, pur risalendo da 0-3 a 2-3: non fosse per la pesante penalizzazione precampionato che ha handicappato il Siena, adesso con suoi 7 punticini in classifica sarebbe sedicesimo, insieme con Bologna Pescara e Chievo e davanti al solo Palermo, dunque in ancor più serio pericolo di retrocessione. La Juventus scoppia di salute, il Milan soffre di anemia per le perdite estive di giocatori importanti come Ibrahimovic, Thiago Silva, Seedorf, Gattuso, Nesta. La Juventus sta lavorando sul mercato per prendere a gennaio il famoso top player sempre annunciato e mai arrivato, il Milan sogna Kakà, minestra riscaldatissima, e spera nel pieno recupero di Pato che ha appena 23 anni ma già ha patito problematiche fisiche impressionanti, in negativo. 

La Juventus due anni fa era una sorta di cronicario per giocatori sempre infortunati, il Milan esponeva le meraviglie del suo Milan Lab, struttura sanitaria ad alto livello scientifico: ora è tutto capovolto. E ancora: la Juventus riempie sempre lo stadio suo, il Milan per giocare al Meazza pieno ha dovuto contare sul derby perso ospitando l’Inter riemergente. La Juventus ha accanto eccome la famiglia Agnelli, il Milan avverte sempre meno la vis dello spentissimo Berlusconi, che è stanco di spendere e pare vicino a cedere a suoi amici russi una parte del suo impero rossonero, contrastato peraltro dalla figlia Barbara che, sempre  fra l’altro, è fidanzata di Pato. E sommando i punti calcistici di Torino (Juve e Toro) e Milano (Milan e Inter), si vede che il calcio grande si è di nuovo trasferito sotto la Mole. Paradossalmente la Champions League potrebbe spingere avanti il Milan e diventare una trappola per la Juventus, se la Signora (abbonata ai pareggi, otto consecutivi, in Europa, dove l’ultimo successo risale al 26 agosto 2010, quando affrontò lo Sturm Graz austriaco in quella che allora era la Coppa Uefa) non vince in Danimarca: ma questo vorrebbe paradossalmente dire che il nostro calcio di club è ormai ridotto internazionalmente ad una piccola cosa. 

E così due partite di Champions League come quelle prossime venture, partite che ancora un paio di mesi sembravano roba da normale amministrazione e tale comunque non poter incidere nella storia di due club, diventano adesso partite che possono segnare la storia tutto del nostro calcio. E chissà che partita sarà Milan-Juventus, in programma il 25 novembre, turno n.14. Il bello è che adesso si trova chi sostiene di avere previsto tutto, mentre in realtà al massimo si poteva pensare ad una Juventus ancora forte, mai ad un Milan così debole. D’altronde uno dei massimi esperti (davvero) di calcio, Galliani viceBerlusconi al Milan e garante dell’allenatore Allegri, aveva assicurato che la campagna-acquisti rossonera era stata persino più intelligente che austera, e che i salassi, alcuni dovuti al tanto e dunque irrinunciabile denaro offerto al suo club, altri a scelte di vita calcisticamente facile di giocatori ricchissimi e stanchissimi, sarebbero stati benefici, tipo quelli che si facevano un tempo chirurgicamente o si delegavano alle sanguisughe per scacciare certi mali.
Gian Paolo Ormezzano / famigliacristiana.it

Tifosi Verona insultano Morosini, la polizia li filma

Verso la fine del primo tempo un gruppo di ultrà del Verona ha scandito un coro di insulti verso Piermario Morosini, il calciatore del Livorno morto lo scorso anno a Pescara durante una partita. Il coro è stato appena percepito dal resto dei tifosi presenti allo stadio, ma non è sfuggito alla Digos della questura livornese che ha filmato gli autori, i quali hanno concluso la performance con saluti romani e slogan fascisti. La questura ha poi fatto sapere di avere immediatamente informato gli ufficiali di campo e la procura federale del comportamento tenuto dai tifosi veronesi che sono stati ripresi dalle telecamere di sicurezza. Poco prima, invece, nella curva livornese era stato esposto uno striscione contro i veronesi sul quale campeggiava la scritta: "Fascio tesserato servo dello Stato".

IL VERONA SI DISSOCIA -
"L'Hellas Verona F.C. Spa, in seguito a un coro offensivo nei confronti di Piermario Morosini, intende porgere le proprie scuse più sentite e si dissocia da taluni comportamenti e atteggiamenti che ledono la memoria e l'onore del calciatore del Livorno scomparso". Lo sostiene la società scaligera in una nota ufficiale, apparsa anche sul sito internet. "Nonostante l'orgoglio per la propria tifoseria, da sempre sostenitrice impeccabile dei nostri colori - conclude la società calcistica -, l'Hellas Verona F.C. Spa intende debellare con forza cori di questa natura, perchè la tragedia di Piermario Morosini è un dolore che non può essere infangato".
tuttosport

Tuttosport, martedì c'è in regalo il poster di Simoncelli

A un anno di distanza dalla sua tragica morte sul circuito di Sepang, l'immagine di Marco Simoncelli è ancora vivissima tra gli appassionati di motociclismo e non solo. Anche per questo, Tuttosport martedì vuole ricordare il Sic con un poster, una delle mille immagini bellissime che il pilota romagnolo ci ha regalato nella sua purtroppo breve carriera. Prenotate dal vostro edicolante (sarà disponibile fino a esaurimento scorte; in Sardegna arriverà il giorno dopo) il poster di Simoncelli, in abbinamento gratuito con Tuttosport. Perché Sic c'è. E ci sarà sempre.
tuttosport

Caceres-Pogba, la Juve stende il Napoli ed è sola in testa I bianconeri vincono 2-0 il big-match e portano a casa tre punti...

Tutti indispensabili. Il mantra di Conte è entrato nella testa e nel cuore della Juve. Caceres e Pogba, i meno attesi, entrano in campo e in pochi minuti decidono una partita fino a quel momento molto equilibrata e in bilico. La Juve, senza Buffon e Vucinic, batte il Napoli 2-0 nella sfida più attesa e vola da sola in testa alla classifica, a quota 22: unica squadra ancora imbattuta del campionato. Alla fine è festa grande allo Juventus Stadium, con tutto lo stadio a cantare O'Surdato Nnamurato. Una beffa per i tremila tifosi del Napoli accorsi a Torino. La squadra di Mazzarri, che finora non aveva incassato nemmeno un gol in trasferta (solo tre nelle precedenti 7 gare) ne prende due in un minuto e deve cedere alla Juve anche lo scettro di miglior difesa del campionato. Il Napoli ha impostato la partita sulla fisicità e sulle ripartenze, e fino a dieci minuti dalla fine la tattica ha funzionato, anche perché l'arbitro Damato ha diretto all'inglese, sorvolando su molti interventi al limite. La Juve ha rischiato pochissimo: solo una punizione micidiale di Cavani che si è stampata all'incrocio nel primo tempo, Storari mai impegnato nella ripresa. In avanti non ha avuto molte occasioni, ma le ha sfruttate al meglio e si è portata a casa tre punti pesantissimi.

PRIMO TEMPO -
Conte sceglie Giovinco e Quagliarella per l'attacco. La novità in panchina, annunciata, è rappresentata da Alessio al posto di Carrera. Il vice di Conte ha scontato la squalifica e torna al suo posto. La partita si infiamma dopo nemmeno un minuto, grazie a una bella giocata di Giovinco che rientra sul destro e tira in porta, De Sanctis respinge di ginocchio. Il ritmo è altissimo sin dall'inizio e con tanti interventi al limite, ma Damato ha scelto di fischiare poco. Chiellini nel giro di pochi minuti prende due gomitate al volto da Pandev e Cavani. Solo il Matador si prende il giallo per proteste. La Juve prova ad attaccare, ma il Napoli si difende bene, chiudendo ogni spazio. Al 26' Vidal regala ingenuamente una punizione alla squadra di Mazzarri, stendendo Maggio vicino al limite dell'area sul lato sinistro. Ne nasce un tiro a giro magnifico di Cavani che si stampa sull'incrocio. La Juve ha la possibilità di passare in vantaggio al 46' con Marchisio che da fuori impegna De Sanctis con un tiro potente ma centrale. La gara si gioca soprattutto a centrocampo, è una vera e propria battaglia con le squadre corte, che concedono pochissimo. Ne esce una partita molto equilibrata, ma con poche emozioni da gol.

SECONDO TEMPO -
Il tema della gara non cambia. Il Napoli non molla un centimetro, con le buone e con le cattive. La Juve si fa pericolosa all'11' ancora con Giovinco, che riesce a liberarsi dalla marcatura ma conclude al lato dall'altezza del dischetto. Al 15' Quagliarella deve gettare la spugna, alle prese con i crampi, e al suo posto entra Matri. Al 21' sale in cattedra Pirlo con un lancio delizioso di 70 metri perfetto per Matri lanciato a rete, ma l'attaccante della Juve non aggancia davanti a De Sanctis. Al 30' Alessio si gioca la carta Pogba al posto di un Vidal in serata no. Il Napoli non tira mai in porta. Ci prova solo Cavani, con un tiro al volo spettacolare ma fuori misura. L'ultimo cambio al 32' è Caceres al posto di Asamoah, toccato duramente da un intervento al limite di Maggio non sanzionato dall'arbitro. E il destino vuole che sia proprio l'esterno uruguayano a segnare il gol pesantissimo che sblocca la partita, beffando De Sanctis di testa tutto solo in area su calcio d'angolo pennellato di Pirlo. Non passa nemmeno un minuto e Pogba raddoppia con un gol fantastico: sinistro al volo da fuori che fulmina De Sanctis. Mazzarri prova il tutto per tutto gettando nella mischia anche Insigne, ma ormai la Juve ha la gara in mano e rischia pochissimo, anche se regala un contropiede al Napoli gestito malissimo da Pandev. E' solo l'ultimo brivido, ma la festa sugli spalti è già cominciata. Può festeggiare anche Alessio, che al suo ritorno in panchina azzecca i cambi vincenti e porta a casa un risultato preziosissimo. 
tuttosport.com

A Rimini la festa dello sport italiano

Rimini ospiterà dal 26 al 28 ottobre la seconda edizione di 'Sports Days', manifestazione nata da un accordo tra Rimini Fiera e Coni Servizi per offrire al mondo dello sport la possibilità di incontrarsi in un unico contesto e confrontarsi sulle novità, i programmi e le iniziative della stagione sportiva. Ad animarla 64 organismi sportivi, 10.000 atleti in gara, 80 eventi indoor e outdoor, gare, dimostrazioni alla presenza dei campioni degli sport e 40 convegni in programma all'interno dei 14 padiglioni.
Attese le medaglie olimpiche di Londra 2012, che saranno a disposizione degli appassionati per svelare i 'segreti del mestiere' e testimoniare l'eccellenza sportiva italiana: nel corso dei tre giorni, tra gli altri, saranno presenti Jessica Rossi, oro nel tiro a volo, Ilaria Salvatori, oro nel fioretto a squadre, Clemente Russo e Roberto Cammarelle, argento nei pesi massimi e supermassimi, Vincenzo Mangiacapre, bronzo nei pesi superleggeri, e Rosalba Forciniti, bronzo nel judo. Partner dell'edizione 2012 l'Agenzia Nazionale per i Giovani che, in virtù del suo target giovanile, terrà un convegno focalizzato sull'importanza dello sport per i giovani dal titolo 'Sport, cultura e scuola', organizzato dal Coni.
Novità di questa edizione, la 'Festa di Sports Days', evento che il 27 ottobre offrirà al pubblico le dimostrazioni di alcune discipline particolarmente scenografiche: esibizioni della Nazionale Italiana di Aerobica e della Nazionale Coreana di Taekwondo, dimostrazioni di Twirling, Whushu Kung Fu e Danza Sportiva a cura del Csen. 'Sports Days' ha anche una proposta per gli operatori professionali con tre sezioni tematiche: quella del Turismo Sportivo, un'area espositiva e workshop specialistici per gli operatori che analizzeranno sia economicamente sia socialmente l'indotto generato dai grandi eventi sportivi e le vacanze orientate alla pratica sportiva; un padiglione riservato al primo Salone Professionale dell'Impiantistica Sportiva, la nuova sezione con una Borsa dell'impiantistica, organizzata per la prima volta in Italia; infine un particolare focus verrà concentrato sulle nuove tendenze dell'abbigliamento tecnico per lo sport e dei supporti all'attività fisica.
ansa

Il turismo sposa la natura Nasce «Paradiso in bicicletta»

Il progetto di ciclovie nell'Abruzzo dei parchi naturali, denominato proprio «Paradiso in bicicletta», è stato presentato ieri, nella sede di Abruzzo sviluppo, offerto all'attenzione pubblica per giungere ad un protocollo d'intesa da sottoscrivere in tempi brevi. Il progetto ha raccolto subito il favore dell'assessore regionale alle Aree montane e allo Sport, Carlo Masci. «Entro un mese sarà pubblicato un bando regionale proprio sullo sport legato anche al turismo - ha ricordato Masci - bisogna aderire a questo bando e avere fiducia nel percorso amministrativo per ottenere risultati». «Paradiso in bicicletta», presentato da Tommaso Paolini, docente di Economia del turismo nell'Università dell'Aquila e cicloamatore, può avvalersi anche dell'opportunità offerta dai fondi Fas. «Le potenzialità di rinascita economica della nostra area sono molto legate al turismo ambientale - ha sottolineato Antonio Carrara, presidente della Comunità Montana Peligna - una rete di ciclovie naturali già esiste, va solo valorizzata». Dati alla mano Paolini ha dimostrato la forte attrattiva oggi esercitata dal turismo ambientale, specie quello in bicicletta, portando nella provincia aquilana turisti anche statunitensi, tedeschi, francesi e olandesi. Le ciclovie più importanti sono l'anello Scanno-Castel di Sangro, quello di Olmo di Bobbi, anello della Forchetta e anello del Sirente. «Adesso si tratta di fare unione di prodotto, per creare, organizzare e promuovere il cicloturismo» ha precisato Massimo Colangelo, sindaco di Corfinio. Un plauso all'iniziativa è venuto anche da Camillo Ciancetta, delegato nazionale della Federazione ciclistica. 
iltempo.it

Classe '90, la «cantera» nazionale


Altro che Matteo Renzi, i veri “rottamatori”, del calcio si intende, sono i ragazzi del ’90, a cominciare da quelli della funambolica Under 21 di Devis Mangia, per arrivare alla stella luminosa di Mario Balotelli.

Da una rapida scorsa all’anagrafe, ci si accorge che gli anni ’80 sono stati davvero “vuoti”, anche di talenti. Almeno rispetto al decennio precedente, i ’70, che ha partorito la meglio gioventù del pallone azzurro. I campioni del mondo di Berlino 2006, da Buffon a Del Piero, da Pirlo fino a Totti, sono tutti nati negli anni ’70. Eccezion fatta per Daniele De Rossi, classe 1983, che è ancora il perno del centrocampo italiano.

Ma siamo sinceri, tranne il “capitan futuro” della Roma, gli anni ’80 hanno visto nascere e passare per la Nazionale solo qualche giocatore eccellente come Gilardino (che è un ’82), mentre abbiamo atteso, invano, che Antonio Cassano - anche lui un ’82 - da genio ribelle si trasformasse in campione di livello internazionale. Ma neppure gli ultimi Europei di Polonia-Ucraina forse hanno eletto FantAntonio al rango di fuoriclasse indiscusso.

Madre natura, anche nel calcio insegna che si può saltare una generazione, prima dell’arrivo dei “geni veri”. E questa dei ’90, a naso, sembra la generazione con il dna giusto. Il portabandiera naturalmente è SuperMario Balotelli (12 agosto 1990), croce e delizia del Manchester City di Roberto Mancini, ma anche punto fermo di una Nazionale in cui dopo l’ultima prova con la Danimarca (3-1 e primo posto nel Girone) forse ha scoperto di poter essere «umile e al servizio della squadra». Prandelli ci crede. Così come il ct azzurro scommette sugli altri tre gioielli: El Shaarawy, Marco Verratti, e Mattia Destro, promossi direttamente dall’Under 21.

Il “Faraone” El Shaarawy compie 20 anni il prossimo 27 ottobre, ma quest’anno al Milan ha avuto una partenza degna del maestro Ibrahimovic: 5 gol in 9 partite disputate tra campionato e Coppa. Ora gli manca solo il sigillo azzurro. Verratti con Ibra ci gioca assieme a Parigi e «le petit italien», come lo chiamano i tifosi del Paris Saint Germain, a 19 anni ha la personalità e la classe che ne fanno l’erede sicuro di Pirlo. Infine Destro (1991), uomo-mercato nell’ultima sessione estiva che se la gioca alla grande con il “cavallo pazzo” e compagno nella Roma, Pablo Osvaldo. L’oriundo genio e sregolatezza, guarda caso è un classe non di ferro, 1986.
A rinforzo della meravigliosa nidiata nostrana dei ’90 che comincia ad essere interessante quanto la “cantera” degli ’80 del Barcellona capitanata da sua maestà Messi, ci sono poi i “piccoli campioni crescono” dell’Under 21. Vedendo all’opera, sì fa per dire, il marziano danese Bendtner, si fa fatica a capire come la Juve lo abbia preferito a Ciro Immobile, cresciuto Vinovo e parcheggiato al Genoa. Lo scugnizzo di Torre Annunziata, bomber dell’Under 21 (7 presenze e 6 reti) è un ’90 come Balotelli e con i suoi gol, in Israele (dal 5 al 18 giugno 2013) potrebbe riportare gli azzurrini sul tetto d’Europa, ma nel frattempo farebbe comodo anche a Prandelli. Stesso discorso vale per l’attaccante del Napoli, Lorenzo Insigne (5 reti in 8 partite con l’Under 21) che in tandem con Immobile manda al manicomio i difensori avversari. Il ct Mangia, con loro due sta assistendo a scene già viste a Pescara, quando lo scorso anno nella squadra abruzzese allenata da Zeman, Insigne e Immobile misero assieme la bellezza di 46 gol in due.

Dunque, l’attacco azzurro del futuro è già coperto, così come il centrocampo, con altri due ragazzini in rampa di lancio: Florenzi della Roma e Marrone della Juventus. E anche la scuola difensiva italiana che si temeva non avesse ricambi adeguati, potrà contare, a breve, su almeno tre nomi: De Sciglio (Milan) Frascatore (scuola Roma, in prestito al Sassuolo) e Capuano (Pescara). E per il dopo Buffon? Niente paura, ci sono Bardi (Novara) e Perin (Pescara) che quando il Gigi azzurro esordiva in A (al Parma nel ’95), avevano solo tre anni. Due anni appena, aveva invece Nicola Leali che la Juve ha preso dal Brescia (ora è in prestito al Lanciano) e sul quale in tanti giurano: è il nuovo “Buffon classe ’93”.

Massimiliano Castellani / avvenire.it

Rugby: Italia-N.Zelanda, biglietti a ruba


Ad un mese dalla sfida, oltre 60mila biglietti sono gia' stati venduti per il test match Italia-Nuova Zelanda del 16 novembre a Roma. Ne restano ancora 12mila.

Intanto, la promozione ''1+3'', che offre ai tifosi la possibilita' di assistere non solo alla sfida contro gli All Blacks ma anche alle gare interne dell'Italia nel 6 Nazioni 2013 e di entrare a far parte del club ''Azzurro XV'', sta riscuotendo un successo tale da spingere la FIR a prolungare l'offerta sino al 16 novembre.
ansa 

Ballerini: corsa non passa davanti cimitero: 'profonda mancanza rispetto'


''Un gesto che denota una profonda mancanza di rispetto'' anche verso la famiglia di Franco Ballerini. Il sindaco di Serravalle Pistoiese (Pistoia), Patrizio Mungai, recrimina per il mancato sopralluogo dell'Uci attesa oggi per rivedere il percorso del Mondiale di ciclismo 2013 che, per ragioni 'tecniche di corsa', esclude il passaggio da Casalguidi e Cantagrillo. Il sindaco ricorda che l'obiettivo era far passare i ciclisti ''davanti al cimitero dove riposano le spoglie del povero Franco''.
ansa

Italia batte Danimarca 3-1. In gol Montolivo, De Rossi, Balo


L'Italia ha battuto la Danimarca 3-1(2-1) in un match delle qualificazioni ai Mondiali in Brasile. Dopo una prima mezzora opaca gli azzurri passano in vantaggio grazie ad un bolide di Montolivo. Raddoppio di De Rossi (37' pt) che schiaccia in rete un cross col contagiri di Pirlo. Accorcia le distanze Kvist (46' pt), mentre chiude il conto Balotelli (9'st). Espulso Osvaldo al 1' della ripresa per una manata a Stokholm. Azzurri allungano nel Girone B a quota 10 punti, +4 sulla Bulgaria e +5 sulla Rep. Ceca.
ansa

Rally d'Italia: team sbarcati in Sardegna


I motori sono ormai accesi al Rally d'Italia Sardegna, unica tappa italiana del Campionato del Mondo Rally, organizzata dall'Automobile Club d'Italia. Le squadre sono già sbarcate sull'isola da alcuni giorni e stanno terminando gli allestimenti delle aree di assistenza e la messa a punto delle vetture di gara, già visibili nell'ampia zona del Porto Isola Bianca di Olbia riservata all'evento. Il Service Park, area di assistenza tecnica e di accoglienza sarà pienamente operativo dal prossimo giovedì.
ansa

Italia a San Siro senza Buffon


Non c’è pace tra gli azzurri. Siccome di problemi nel clan della Nazionale non ce ne sarebbero in questo momento, c’è chi spinge affinché se ne crei almeno uno. E anche bello grande quanto un portiere. Così il tormentone alla vigilia della sfida di questa sera a San Siro contro la Danimarca (valida per le qualificazioni ai Mondiali di Brasile 2014) è il “mistero Buffon”. Il portierone azzurro gioca o non gioca? In mattinata, a poche ore dal match, è arrivato il responso: il Gigi nazionale non ha superato l'ultimo provino e stasera resterà a guardare. Al suo posto il napoletano Morgan De
Sanctis. Buffon soffre di un affaticamento muscolare
all'adduttore sinistro, ma i maligni hanno insinuato il dubbio di un malanno diplomatico per risparmiarsi in vista della sfida-scudetto di sabato contro il Napoli. «Gigi gioca da 20 anni, potrà avere mille difetti come tutti noi, ma è una persona dalla assoluta limpidezza», recita la difesa del suo procuratore e amico Silvano Martina.

A Prandelli certi riferimenti al campionato non lo sfiorano proprio: «Mi auguro che i miei ragazzi siano tutti concentrati su questa partita con la Danimarca. Non parlo di club, voglio solo vincere per passare un bel Natale, poi se ne riparlerà a marzo. Gigi comunque vuole giocare, punto» aveva tagliato corto lunedì il ct, che mette la mano sul fuoco sull'attaccamento di Buffon alla magli azzurra.
In campo ci sarà invece Mario Balotelli, accolto da figliol prodigo ieri alla Stazione Centrale di Milano. SuperMario torna nel suo ex stadio, dove realizzò la sua prima rete in Serie A con la maglia dell’Inter, guarda caso proprio alla Fiorentina allenata da Cesare Prandelli. Dentro Balotelli, potrebbe rimanere fuori un altro figlio di San Siro, il milanista El Shaarawy, bloccato da un problema al ginocchio sinistro. Si va verso il tandem Balotelli-Osvaldo? «Mario e Osvaldo sono due attaccanti moderni che sanno attaccare la profondità, ma anche difendere la palla. Mario ogni tanto sa defilarsi sul centrosinistra», spiega il ct azzurro che come sua abitudine non annuncia la formazione che affronterà i ragazzi di Morten Olsen.

La massima preoccupazione del ct danese è rappresentata da Andrea Pirlo: «Se lo lasciamo giocare per noi sarà molto difficile». In seconda battuta teme molto Balotelli: «È un attaccante strepitoso, è forte sotto porta e nei passaggi, può risolvere una partita – spiega Olsen –. Comunque in mezzo al campo se Pirlo non è in serata c’è sempre un altro fuoriclasse come De Rossi». Il romanista in crisi con Zeman intanto alimenta voci di mercato che lo vorrebbero al Paris Saint Germain già a gennaio. Fantacalcio? Ancelotti fa sapere che lo aspetta a braccia aperte. Ma non pensiamo ai club, come dice Prandelli. Piuttosto occhio all’oggetto misterioso della Juventus, l’unico attaccante puro che schiererà la Danimarca Nicklas Bendtner, autore del gol del pareggio a Sofia contro la Bulgaria.

Il centrocampo danese intanto prepara la “gabbia” per Pirlo, per questo il ct avverte il suo playmacker: «Andrea non deve svariare, ma rimanere in mezzo al campo. Con la sua personalità poi, non ci sono gabbie che tengano». Ecco il valore aggiunto dell’Italia, l’organizzazione di gioco in ogni zona del campo. Quella organizzazione che, invece, manca spesso all’interno del sistema. Un sistema in cui Simone Farina, il grande accusatore di Scommessopoli, non ha trovato spazio ed è pronto a emigrare in Inghilterra (ha ricevuto la proposta di fare il dirigente all’Aston Villa).

Il pensiero finale di Prandelli va proprio all’ex difensore del Gubbio che la Nazionale lo scorso anno invitò per un giorno ad allenarsi a Coverciano. «L’Inghilterra ha scelto Farina come immagine – conclude il ct azzurro –. Ma in questo momento avremmo bisogno noi di una bella immagine».

Angelo Marchi

La Ferrari si tiene Massa


La Ferrari conferma Felipe Massa. Il brasiliano sarà il compagno di squadra di Fernando Alonso anche nel 2013: il suo contratto è stato prolungato di un anno. Decisive le belle prestazioni delle ultime gare, culminate con il secondo posto di Suzuka. La Ferrari sceglie dunque la via della continuità in un momento cruciale per le sorti del campionato. Con Alonso a -6 dal leader della classifica Vettel, l'aiuto di Massa sarà fondamentale nelle ultime quattro gare della stagione. Per il brasiliano quella dell'anno prossimo sarà l'ottava stagione a Maranello. 
avvenire.it

Azzurri tenebrosi, il "prezzemolone" Zeman e l'Alonso scavalcato

Dopo la vittoria degli azzurri a Everan (o Yeveran, fate vobis) contro la nazionale armena, nonostante il primo posto in classifica nel girone di qualificazione ai Mondiali di Brasile 2014, abbiamo avvertito qualche segnale di stanchezza  da parte della solita frangia critica che manipola la pubblica ottusità. La campagna del “rinnovamento italiano” del calcio, condotta – secondo noi magistralmente - negli ultimi due anni dal "ct più umano, più vero" Cesare Prandelli, comincia a far serpeggiare i primi malumori tra gli scettici scribi di corte. Sì sa che la gente, specie quella degli stadi, ha scarsa memoria: non ricorda più che l’Italia veniva da un Mondiale del Sudafrica (2010) disastroso (complice anche la superbia lippiana) e che era partita per gli Europei di Polonia e Ucraina (2012) con l’obiettivo “massimo” di superare almeno il primo turno.

Invece, grazie anche alla saggezza e alla serenità  oratoriale innestata dal Cesare, in un gruppo composto anche da “geni ribelli, alias ragazzi difficili” come Balotelli e Cassano (ancora non convocato), l’Italia è arrivata fino in fondo: sconfitta solo in finale dall’invincibile armata Spagnola. “L’unica squadra in grado di dettare legge e di vincere le partite già prima di giocarle”, dice Prandelli, incensando giustamente la fenomenologia della Spagna bicampione d’Europa e campione del mondo in carica. Questo a giustificare i suoi ragazzi che appena manifestano qualche calo di tensione e non offrono quel bel calcio organizzato, spregiudicato e frizzante (quasi anti-italico, perché finalmente offensivo) vengono subito ripresi per un orecchio. Prandelli giustamente non ci sta, difende il suo gruppo e il suo lavoro, tirando dritto per la strada intrapresa che è quella che siamo sicuri porterà ad altri buoni risultati. A cominciare , si spera, da domani sera a San Siro, con l’Italia che replica con la Danimarca.

A Roma e dintorni intanto il problema nazionale non sono mica gli scandali della politica regionale, ma la “punizione” inflitta da Zdenek Zeman ai due “dissidenti”  De Rossi e Osvaldo. Sempre secondo la stampa più illuminata, Prandelli ha “liberato” i due romanisti e loro per riconoscenza al Cesare salvatore gli hanno regalato i due gol decisivi nella partita con l’Armenia. La riabilitazione azzurra dei romanisti De Rossi e Osvaldo, così diventa un pretesto per mettere sempre in mezzo, come un prezzemolone, al tecnico boemo, sul quale ormai esiste una letteratura sterminata.

Persino Aldo Grasso nella prima pagina del Corrierone di domenica, sta lì ad interrogarsi sulla teoria di Alessandro Giuli che scrive: “Il problema dell’As Roma è che ha scelto Platone per la panchina, ma gli ha messo in rosa troppe stelle senza cielo, e lo ha precipitato in un sistema solare irrancidito dalla consuetudine della peggio negligenza capitolina”. D’ora in poi sfidiamo chiunque a negare la valenza altamente filosofica, nonché culturale, che possiede il gioco del calcio, specie in questa nostra Repubblica fondata sul pallone.
Tornando al campo, con la Serie A chiusa per la Nazionale, abbiamo ammirato da vicino la B e la corazzata Sassuolo (vedi link). Una realtà consolidata e un modello organizzativo da seguire la società emiliana di patron Squinzi. Il presidente di Confindustria, in un tempo di colossali beghe economiche, almeno un giorno alla settimana può rilassarsi con i suoi ragazzi del Sassuolo, autentici dominatori del campionato cadetto: 8 vittorie e un pareggio nelle prime nove gare di campionato. Record. Meglio anche della Juventus, quella della stagione 2006-2007 quando i bianconeri vennero retrocessi in B per lo scandalo di Calciopoli.

Ma non tocchiamo questi tasti e da Sassuolo sconfiniamo velocemente a Maranello, in casa Ferrari dove l’atmosfera è assai meno briosa. A Yeongam la Rossa ha vissuto la sua “Corea”. Dopo 112 giorni al comando della classifica, Fernando Alonso abdica lo scettro del capolista che torna a re Vettel. La sua Red Bull sorpassa, non a sorpresa, a più 6 (215 punti) la Rossa del paggio Fernando. Cinque Gran Premi da qui alla fine, un mini-mondiale in cui tutto può ancora accadere… E se la Ferrari di Alonso può ancora farcela, lo scoprirà solo correndo, molto più veloce di Vettel.

Massimiliano Castellani - avvenire.it