Atletica: Donato vince triplo a Zurigo

Nemmeno una serata fredda e piovosa e' riuscita a fermare il bronzo olimpico del triplo, Fabrizio Donato. Il 36enne delle Fiamme Gialle al Weltklasse di Zurigo - la prima delle due finali della Samsung Diamond League 2012 - si e' tolto la bella soddisfazione di battere anche il campione olimpico Christian Taylor. L'azzurro ha operato l'acuto e il sorpasso proprio all'ultimo salto 'sfoderando' un 17,29 (+1.6) che gli ha assegnato la vittoria contro il 17,16 (vento nullo) dell'americano.
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Da Sydney offerta formale per Del Piero

Nonostante la concorrenza di Sion e Celtic il Sydney FC non molla la presa su Alessandro Del Piero. Il club australiano ha annunciato la presentazione di un'offerta formale per reclutare l'ex numero 10 juventino.
"Nella notte tra mercoledì e giovedì abbiamo avuto due contatti in videoconferenza, della durata di quasi due ore, per parlare della possibilità che Del Piero arrivi al Sydney" ha detto Tony Pignata, direttore esecutivo del club.
"Abbiamo parlato di calcio, ma anche di come si vive a Sydney - ha aggiunto il dirigente - e dell'opportunità che ci sarebbe per lui di lasciare una traccia nel football australiano. Noi gli offriamo un insieme di possibilità che riteniamo interessanti e dovremmo avere una risposta entro le prossime 48 ore".
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Champions: Juve e Milan, buon sorteggio



L'urna di Monte Carlo è stata benevola con le due squadre italiane in corsa in Champions League. Le avversarie

Bianconeri con Chelsea, Shakhtar e Nordsjaelland; Diavolo con Zenit, Anderlecht e Malaga. Il "gruppo della morte" quest'anno è quello del Real Madrid, che pesca Manchester City, Ajax e Borussia Dortmund

Us Open: Vinci al secondo turno

Roberta Vinci si qualifica per il secondo turno degli Us Open. La tarantina, testa di serie n.20, ha battuto con un doppio 6/1 la polacca Urszula Radwanska, sorella della n.2 del mondo Agnieszka.
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Udinese fuori dalla Champions

L'Udinese non ce la fa neanche questa volta. Per il secondo anno consecutivo il sogno Champions dei friulani sfuma nel preliminare, a un passo dalla qualificazione nella fase a gironi. Colpa di un cucchiaio tentato da Maicosuel nella lotteria dei calci di rigore. L'Italia comincia male la sua avventura nella coppa europea più prestigiosa. Per la prima volta dal 1998-99, quando il torneo ha assunto la denominazione attuale, si presenterà alla massima competizione europea soltanto con due squadre, Juventus e Milan. Da allora l'Italia aveva sempre avuto almeno tre squadre in Champions League. Chi sorride è il Portogallo e José Peseiro. Dopo 7 anni dall'eliminazione nello spareggio Champions proprio per mano dell'Udinese, il tecnico portoghese, all'epoca sulla panchina dello Sporting Lisbona, si prende la sua rivincita. Molto amareggiato, invece, Francesco Guidolin che lascia intravedere perfino un possibile addio: "é colpa mia, ora devo riflettere sul futuro", dice amareggiato l'allenatore -.  Evidentemente non sono in grado di guidare una squadra in Champions League perché ci sono arrivato troppe volte vicino e, dopo non averla mai presa, bisogna che uno si renda anche conto che forse non è capace di raggiungerla".
L'Udinese sente la tensione della partita, quella "della vita", come l'ha definita alla vigilia l'allenatore bianconero. I friulani partono contratti, il centrocampo filtra poco. Sulla fascia sinistra manca la pressione necessaria a spingere la squadra in avanti. Inevitabile, dunque, che l' Udinese scopra il fianco ai tentativi di rimonta dei portoghesi, costretti dall'1-1 dell'andata a dover trovare il gol a tutti i  costi, ma apparentemente più tranquilli sul rettangolo verde. Non è un caso se la prima palla gol del match arriva al 9' per la formazione di Peseiro. Willians sbaglia un appoggio, Mossorò ne approfitta e imbecca Lima, davanti a Brkic che compie il miracolo. Come era già successo all'andata, è l' Udinese a sbloccare il risultato, al 25', con un inserimento di Armero che, di testa, spinge in rete un assist di  Basta, uno dei pochi a salvarsi in un centrocampo in evidente difficoltà.
Il vantaggio sblocca i friulani, pericolosi nel finale di tempo. Il colpo del ko, invece, non arriva e la gara resta quanto mai aperta, con il Braga a stringere d'assedio la difesa friulana nella ripresa. Brkic fa l'impossibile. Si oppone a un paio di punizioni insidiose di Hugo Viana. Para tutto quello che può, ma con una squadra schiacciata davanti alla sua porta è costretto a capitolare su Ruben Micael al 26' della ripresa. Il pareggio fa saltare tutti gli schemi, l'Udinese ha paura e si vede. Inevitabile arrivare ai supplementari. E poi, dopo un finale al cardiopalma, ai calci di rigore.
Le speranze per i bianconeri si infrangono sullo sciagurato tentativo di cucchiaio di Maicosuel, nel quarto rigore, e l'Udinese esce dalla competizione con le ossa rotte. E il contentino dell'Europa League  non serve a placare l'amarezza dei bianconeri. "Ringrazio la squadra per quello che ha fatto in queste due partite. Ha speso tutto. Faccio i complimenti allo Sporting Braga, ha meritato più di noi -  attacca un Guidolin più arrabbiato che mai, con parole che suonano quasi come un addio - sono estremamente amareggiato. Dispiace per i giocatori; per me, perché era la mia ultimissima occasione; per la città e per i tifosi. Evidentemente la Champions è stregata, almeno per me. E' difficile amalgamare subito e sostituire i giocatori se ne vanno via tanti. Un allenatore deve prendersi anche le sue responsabilità. Se non ce la faccio, vuol dire che non sono in grado di andare oltre. Ora devo andare a casa e fare delle riflessioni approfondite sul futuro". Peseiro, invece, si dice "molto soddisfatto, orgoglioso della squadra che allena".
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Doping: Kostner, Alex soffriva molto

''L'avevo visto soffrire tantissimo negli ultimi tempi. Lui e' una persona molto introversa: anche per questo ha scelto uno sport in cui passi ore e ore da solo''.

Carolina Kostner racconta al periodico 'Vanity Fair', in edicola domani, il suo rapporto con il marciatore Alex Schwazer, risultato positivo a un test antidoping. ''Tante cose gli hanno fatto male - aggiunge la pattinatrice - Quando ha vinto l'oro a Pechino e la notizia piu' importante sembrava il fatto che io fossi la sua fidanzata''.
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Nuova Inter ma stessa ambizione

L'Inter di Andrea Stramaccioni - ritoccata e migliorata a mercato quasi concluso - sbanca l'Adriatico di Pescara e pone la sua candidatura nella corsa al titolo: dopo la Juventus (data per favoritissima)- stando ai primi e parziali 'exit poll' che arrivano dopo la gara d'esordio - i nerazzurri confermano le ambizioni di sempre e puntano in alto. L'arrivo psichedelico di Antonio Cassano, la maturità tattica di Walter Gargano, l'estro di Wesley Sneijder, la grinta di Guarin, la crescita di Coutinho e soprattutto i gol di Diego Milito fanno sognare l'Inter del nuovo corso, quella che si sta rinnovando dopo i dispiaceri accumulati l'anno scorso. Le premesse sono buone, anzi ottime: il gruppo è tonico e carico di entusiasmo. La guida di Stramaccioni appare salda e convincente: l'Inter, come ha detto Cassano nella sua conferenza stampa di presentazione, non è seconda a nessuna altra squadra. Restano da definire le uscite con Julio Cesar e Maicon praticamente già agli addii per poter piazzare l'ultima zampata in vista del 31 con la caccia al cosiddetto vice-Milito per il quale circola il nome di Gilardino. L'Inter - il 30 a San Siro - deve affrontare il Vaslui in Europa League, una gara da giocare in scioltezza vista la vittoria messa a segno all'andata. Poi arriva il primo vero impegno importante di campionato contro la Roma di Zeman. Un test adatto a capire la nuova Inter a metà tra passato e futuro, la sua stabilità e la sua compattezza. Una volta evaporata l'euforia e smaltito il 'deep impact' di Cassano, il quadro sarà più chiaro. Stramaccioni resta saldamente ancorato alla realtà, spiegando che c'é ancora molto lavoro da fare: in ogni caso, la rinascita nerazzurra passa per le qualità di questo tecnico al suo primo campionato. Il salto dalla Primavera alla prima squadra è gesto da coraggiosi ma - al di là dei sentimenti e delle sensazioni positive - alla fine parleranno solo i risultati. Molte cose sono cambiate rispetto alla passata stagione che iniziò male con l'immediata caduta di Gasperini. Un brutto segnale, assaggio di un periodo travagliato e opaco, necessario però per ridisegnare la nuova Inter e procedere con un rinnovamento indipensabile. Il post Mourinho forse sta per iniziare adesso con Stramaccioni che ha conquistato prima il presidente Massimo Moratti, poi lo spogliatoio e infine tutto l'ambiente. Giovane, ambizioso, spigliato, simpatico. Doti che gli saranno certamente d'aiuto anche se per lui la storia è ancora tutta da scrivere.
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Real, Psg, Milan, inizio choc per big

Inizio choc per le 'grandi' del pallone in Europa. E se il Milan può semmai recriminare per un po' di sfortuna nel finale di incontro contro la Sampdoria - e comunque si trattava della prima partita di campionato - per Psg e Real Madrid la partenza fa davvero venire i brividi, se si pensa che i parigini hanno archiviato già la terza gara di Ligue 1 e gli spagnoli due, con zero vittorie in due. I numeri (e la classifica) al momento parlano chiaro con i 'miliardari' francesi gia a -6 dal Marsiglia battistrada, mentre Mourinho deve già rincorrere (-5) l'eterno rivale Barcellona, già a punteggio pieno. "E' vero, fa un certo effetto vedere il Real così dopo due giornate: ma magari le prossime trenta non si ferma più", la scaramantica frase di Pique, difensore simbolo del Barcellona.
Da Parigi invece Ancelotti invita tutti "a non perdere la fiducia", e ha una spiegazione semplice: in questo mometno alla sua squadra di supercampioni manca solo "velocità". I parigini, reduci da un fastosissima campagna acquisti (140 milioni) che ha fatto arrivare sotto la Torre Eiffel Ibra, Thiago Silva e Lavezzi, non sono ancora riusciti a vincere e soprattutto, nelle ultime due gare, nemmeno a segnare un gol. Anche ieri, nel posticipo contro il Bordeaux l'attacco stellare di Carlo Ancelotti (senza Lavezzi, squalificato) ha fatto flop, frutto anche di un gioco che ancora latita e di una manovra spesso leziosa. L'allarme non è ancora scattato in società, ma il tifo ha già fatto sentire rumorosamente il suo stato d'animo, salutando con una bordata di fischi la squadra al rientro negli spogliatoi. "Non è stato un buon inizio di campionato - ha ammesso Ancelotti - e sicuramente speravo meglio perché abbiamo qualità, ma ora possiamo solo migliorare. La pressione non deve privarci della fiducia nei nostri mezzi, visto che sappiamo bene che il nostro obiettivo resta lo scudetto". Una ventata di ottimismo condivisa da Zlatan Ibrahimovic: "Sono sicuro che basterà infilare due vittorie per imboccare la strada giusta".
Ben più acceso invece lo stato d'animo di Mourinho in Spagna, dopo il clamoroso ko nel 'piccolo derby' contro il Getafe (2-1). Per ritrovare i blancos all'asciutto di vittorie dopo due partite di Liga bisogna risalire alla stagione 2001-02, quando il Real concluse il campionato al terzo posto. Al di là del risultato (che fa il paio col pareggio rimediato in casa contro il Valencia una settimana fa), a Mourinho non è andata proprio giù la scialba prestazione dei suoi ieri sera al 'Coliseum Alfonso Perez': "Una prestazione orribile e inaccettabile" ha tuonato un Number One nervosissimo in conferenza stampa, forse anche per sensibilizzare la dirigenza che finora gli ha negato i rinforzi richiesti (ma proprio oggi é arrivata l'ufficializzazione di Modric dal Tottenham). "Abbiamo strameritato la sconfitta - ha urlato Mou - Sono tanti anni che sono nel calcio ma scopro sempre cose nuove. Oggi ho visto una partita orribile, dopo che l'anno scorso mi era capitato di fare 100 punti in campionato. Non ho detto nulla ai giocatori ma lo farò perché devono sapere quello che penso. Adesso voglio solo far sapere che è stata più una sconfitta meritata del Real Madrid che una vittoria meritata del Getafe". Per vedere se la sfuriata del portoghese avrà avuto gli effetti sperati su CR7 e compagni basterà attendere poco: il 29 è in programma al Bernabeu la gara di ritorno della Supercoppa spagnola contro il Barca.
Ma non ci sono solo la Serie A, la Ligue 1 e la Liga spagnola a tenere banco nella crisi delle big: in Premier League non vanno meglio le cose per altre due 'blasonate' d'Europa, come Liverpool e Arsenal che insieme hanno incamerato appena 3 punti su 12 disponibili nelle prime due giornate di campionato. Oggi come oggi Arsenal e Liverpool sono l'immagine della fatica, due squadre che "non vanno". Se è vero che Wenger ha dovuto fare a meno di un calibro come Van Persie, è altrettanto vero che all'Emirates Stadium sono arrivati Giroud, Cazorla e Podolski, ma il risultato sono stati finora due pareggi senza reti. Il Liverpool, a dir la verità, la vittoria contro il City di Roberto Mancini se l'era anche guadagnata (se non fosse stato per un disgraziato retropassaggio di Skrtel) ma resta il fatto che dopo due giornate ha appena un punto in classifica, complice il pesante scivolone (3-0) rimediato nella partità d'esordio.
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La più grande bugia dell'Olimpiade 2012

Liu Xiang? Era tutta una bugia

In Cina gira la voce di un infortunio già maturato da giorni per l'ostacolista che, apparantemente, si sarebbe invece fatto male all'esordio in pista



La sfortuna di Liu Xiang aveva commosso il mondo. Per la seconda volta in carriera, alla seconda olimpiade consecutiva, è arrivato l'infortunio al momento decisivo, nella sua gara dei 110 ostacoli. Una storia incredibilmente commovente, se non fosse che, forse, abbiamo tutti assistito a una grande presa in giro.
La voce è iniziata a circolare proprio in Cina. Il quotidiano Oriental Guardian è uscito allo scoperto nei giorni scorsi rivelando che sia Liu Xiang che il governo fossero già al corrente dell'infortunio dell'atleta. Un infortunio che era stato appurato già all'arrivo a Londra. Qualche dolore, gli accertamenti del caso e la scoperta che il tendine d'Achille era andato ko ancora una volta.
Liu Xiang e lo staff sapevano tutto, ma addirittura anche alcuni giornalisti. Compreso il commentatore della tv cinese, proprio l'uomo che con le sue parole è riuscito a commuovere un popolo intero. In diretta, apparentemente in modo spontaneo, era riuscito a descrivere ai limiti del pianto il dramma dell'atleta. Ma, forse, era tutta un'immensa bugia.

Tragedia: il giavellotto uccide un giudice


Brutto incidente durante il festival dello sport, un meeting giovanile di Atletica a Duesseldorf, in Germania. Un giudice di gara è morto dopo essere stato colpito alla gola da un giavellotto. La lancia si è conficcata sulla carotide del 75enne.
Secondo una prima ricostruzione il giudice si sarebbe mosso per la misurazione prima che la lancia cadesse a terra calcolando male la traiettoria. Immediati i soccorsi, il trasferimento in ospedale e l'operazione all'ospedale di Dusseldorf. Sette persone, tra cui il lanciatore 17enne, sono dovuti ricorrere alla consulenza di uno psicologo dopo il brutto incidente.
Cinque anni fa, nel corso del Golden League di Roma, il francese del salto in lungo Salim Sdiri fu colpito dalla lancia del finlandese Tero Pitkameki ma non ci furono gravi conseguenze

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Harem e spese folli in megafeste Ronaldinho


Musica funk a tutto volume, cibo, alcol e donne a volontà: una media di cinque per ogni partecipante uomo. Sono gli ingredienti principali delle megafeste organizzate da Ronaldinho nella sua villa a Belo Horizonte, in base alle informazioni raccolte dal quotidiano 'O Estado de Sao Paulo'.
L'ex milanista - tornato a brillare in campo, stavolta con la maglia dell'Atletico Mineiro, dopo essere stato allontanato per indisciplina dal Flamengo - non avrebbe dunque perso la predilezione per la vita notturna agitata e la compagnia del sesso femminile: nella sua casa, in un condominio di lusso della città 'mineira', il due volte Pallone d'Oro non bada a spese, quando si tratta di divertirsi.
Secondo la stampa locale, per garantire la baldoria e accontentare gli amici invitati ai suoi esclusivi 'party', Ronaldinho farebbe venire alcune delle giovani più belle addirittura da Santa Catarina, Stato nel sud del Brasile che ha dato i natali anche alla 'top model' Gisele Bundchen. Ogni ragazza - riferiscono i giornali - si fa pagare, in media, 1.200 euro per garantire la presenza alle feste promosse dal giocatore.
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Serie A: che Napoli, e che Inter! Risultati del campionato di calcio di serie A dopo gli incontri della prima giornata.

Subito sorprese. A invertire i pronostici del calcio d'agosto, Juve a parte, ecco la prima giornata di serie A. E' la domenica delle vittorie in trasferta, e tutte pesanti. Stecca la prima il Milan senza più campioni, e non ride neanche la Roma di Zeman che riacciuffa in extremis il risultato pareggiando in casa col Catania nel finale. Ma partono a razzo l'Inter e il Napoli, con due 3-0 fuori casa, rispettivamente a Pescara e a Palermo.
Alla Juve chesabatoiaveva cominciato come aveva finito, ovvero a mille, rispondono tra il lotto delle squadre di prima fascia proprio le formazioni di Stramaccioni e di Mazzarri.
A Pescara in nerazzurro subito esordio per Cassano, e l'uno-due iniziale di Sneijder e Milito mette la partita sulla strada più agevole, fino al 3-0 di Coutinho.
A Palermo è invece Hamsik - gran botta allo scadere del recupero del primo tempo - ad aprire la strada. Maggio nel finale chiude i conti, Cavani sigla il 3-0 che mette già in difficoltà Sannino.
Il Milan perde in casa con la Samp. Se Ferrara sorride per il gol di Costa che subito annulla la penalità di un punto, Allegri deve fare i conti con una squadra senza campioni né fortuna. Due pali, è la recriminazione del tecnico rossonero mentre il Meazza prima se la prende con Cassano 'cuore ingrato' e poi fischia la squadra. Servono rinforzi: oramai lo dice anche Allegri. Ma Galliani assicura che Kakà arriverà dal Real solo se sarà in prestito.
Soffre e recrimina invece all'Olimpico la Roma di Zeman: per i buchi difensivi e per le decisioni della terna arbitrale - tra i fuorigioco e un rigore reclamato -. A conti fatti, spettacolo poco, difficoltà tante. Dopo il gol di Marchese e il pari di Osvaldo, Gomez aveva riaffondato la squadra giallorossa. Negli ultimi minuti il pari di Nico Lopez, quando già i 50.000 dell'Olimpico ripensavano all'inizio dello scorso anno, 1-2 in casa con Luis Enrique. Sul 2-2 il Catania coglie una traversa.
In controtendenza rispetto alle attese anche la vittoria della Lazio a Bergamo: il gol di Hernanes stende l'Atalanta. Per Petkovic una vittoria contro gli scetticismi.
Col pari a Siena, il Torino annulla il -1 di penalità, mentre i toscani sono lontani dalla risalita (restano a -5).
Vincono in casa il Chievo (2-0 al Bologna) e il Genoa: i due gol al Cagliari portano la firma di Merkel e Immobile. Rivoluzione giovani, appunto.
Risultati del campionato di calcio di serie A dopo gli incontri della prima giornata.
A Bergamo: Atalanta-Lazio 0-1
a Verona: Chievo-Bologna 2-0
a Firenze: Fiorentina-Udinese 2-1 (giocata sabato)
a Genova: Genoa-Cagliari 2-0
a Torino: Juventus-Parma 2-0 (giocata sabato)
a Milano: Milan-Sampdoria 0-1
a Palermo: Palermo-Napoli 0-3
a Pescara: Pescara-Inter 0-3
a Roma: Roma-Catania 2-2
a Siena: Siena-Torino 0-0
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Vuelta: 9/a tappa a Gilbert

Il belga Philippe Gilbert (Bmc) conquista la sua prima vittoria stagionale aggiudicandosi sullo spagnolo Joaquim Rodriguez (Team Katusha) la 9/a tappa della Vuelta di Spagna, da Andorra la Vella a Barcellona (196 km).

Terzo l'italiano Paolo Tiralongo (Astana). Gilbert e Rodriguez hanno sferrato l'attacco sulle rampe dell'Alto de Montjuic, nel finale di tappa. Lo stesso Rodriguez consolida il proprio primato in classifica generale: 53'' su Chris Froome (Sky) e 1' su Alberto Contador (Saxo).

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Melandri nuovo leader mondiale

Colpo doppio di Marco Melandri (BMW) che vince gara 2 a Mosca e balza al comando del Mondiale Superbike, con 308,5 punti contro i 290 di Max Biaggi (Aprilia) a tre gare dal termine. Biaggi e' caduto al 10/o giro dopo aver toccato Haslam (BMW). Tom Sykes (Kawasaki), vittorioso nella corsa d'apertura, ha resistito per 15 giri, poi ha dovuto cedere a Melandri. Sul terzo gradino del podio e' salito Chaz Davies (Aprilia).
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La Juve ricomincia da Juve, bene anche la Fiorentina

di Tullio Parisi

Comincia male e finisce bene la prima Juve senza Conte e con lo scudetto al petto. Un rigore sbagliato alla mezzora da Vidal poteva condizionare testa e gambe della squadra, che invece è rientrata in campo completamente trasformata, segno che anche senza Conte in panchina (il tecnico era chiuso in un box oscurato) la carica c'é, perché in gran parte è nel Dna di giocatori navigati e vincenti come quelli in campo stasera. Se nel primo tempo la squadra di casa aveva prodotto solo un paio di accelerazioni in area di Vucinic e una decisiva di Lichtsteiner, che si era procurato il rigore con Mirante, nella ripresa la squadra di Carrera è partita a tavoletta e in un quarto d'ora era in doppia cifra. Prima Asamoah (la novità più bella della serata bianconera e l'acquisto più azzeccato) ha sfondato la difesa ospite mettendo in mezzo una comoda palla che il cronometro svizzero Lichtsteiner non poteva fallire nemmeno di un secondo. Poi Pirlo ha regalato la prima celebrità alla novità arbitrale dell'anno, il giudice di porta che, consultato correttamente dall'arbitro, ha convalidato la palla del regista bianconero, che a tutti era parsa dentro di mezzo metro.
Il Parma nel primo tempo aveva infastidito soprattutto con le veloci puntate di Biabiany la difesa bianconera, priva di Chiellini, Lucio, Caceres ma con un Marrone (che non è un difensore) assolutamente padrone della situazione. Quando Donadoni ha cambiato lo spento e acerbo Pabon, qualcosa di più si è visto, ma i gialloblù si sono resi pericolosi solo due volte, una su errore di Bonucci e l'altra con superiorità numerica (3 contro 1) ma Biabiany egoista e sprecone. Troppo poco per impensierire questa Juventus, incerottata e arrugginita, ma pur sempre campione d'Italia. La delusione della serata juventina si chiama Giovinco: mai decisivo, né nelle iniziative, né nelle conclusioni. Forse Marotta si sta chiedendo se valeva la pena riscattarlo alla cifra di undici milioni.
Ma anche il centrocampo ha tardato assai prima di produrre la solita qualità-quantità: Pirlo non è ancora al meglio e Vidal denuncia qualche sintomo di stanchezza. Problemi che Carrera-Conte cercheranno di risolvere in fretta, perché incombono la trasferta di Udine e l'asordio in Champions, dove la Juventus non vuole fallire. Il top player continua a non vedersi e a questo punto tutti si chiedono se Matri e Quagliarella insieme a Vucinic potranno bastare a rendere produttivo un attacco che alle spalle ha il centrocampo potenzialmente più forte del campionato. Ma l'urgenza principale resta quella di ritrovare la difesa che ha blindato lo scudetto giornata dopo giornata. Il Parma dell'attacco giovane va aspettato senza fretta perché potrebbe riservare qualche buona sorpresa. Stasera mancava Amauri, che in condizioni accettabili di forma, il suo peso ce l'ha.
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Moto: Rep.Ceca, Rossi terzo nel warm up

Ben Spies e' stato il migliore nel warm up della MotoGP per il GP della Repubblica Ceca. Lo statunitense della Yamaha ha fatto 2.06.906, meglio di Dani Pedrosa (Honda) staccato di 0,240s e Valentino Rossi (Ducati), che sull'asfalto bagnato ha segnato un ritardo di 339 millesimi. Se le condizioni meteo dovessero mantenersi come questa mattina, Rossi potrebbe giocarsi il podi. Quarto tempo per Jorge Lorenzo che e' proprio davanti ad Andrea Dovizioso (entrambi su Yamaha).
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Doping: esperto francese accusa Armstrong. ''Veniva avvisato per tempo quando c'erano i controlli''


Lance Armstrong veniva avvisato per tempo dei controlli. Lo sostiene, in un'intervista con 'Le Monde', un esperto dell'Agenzia francese per la lotta al doping.

Cosi', secondo Michel Rieu, si spiegherebbe il fatto che il corridore non sia mai risultato positivo nonostante i tanti test eseguiti. Con anche solo 20' di preavviso, e' la tesi di Rieu, Armstrong aveva il tempo di fare molte cose, come ''diluire il proprio sangue con qualche siero o rimpiazzare la propria urina con quella d'un altro''.
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Calcio: serie B, Modena-Verona apre la stagione

(AGI/ITALPRESS) - Roma, 23 ago. - Modena-Verona, in programma domani sera sul campo del club emiliano, apre il sipario del campionato di serie Bwin edizione 2012-13. L'elenco delle formazioni che prenderanno parte alla stagione e' stato definito solo un giorno prima dal via. Le vicende legate al calcioscommesse hanno, infatti, modificato in extremis la griglia delle squadre che saranno impegnate nel lungo e spettacolare campionato. Il Lecce scivola in Lega Pro, riprende invece l'ascensore per il torneo cadetto il Vicenza. Lo ha annunciato il presidente della Lega di serie D e vice presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio, al termine della riunione in Figc tra il presidente federale Giancarlo Abete, il presidente della serie B Andrea Abodi e quello della Lega Pro Mario Macalli. Ieri, invece, la Corte di Giustizia Federale aveva accolto il ricorso presentato dal presidente del Grosseto, Piero Camilli, annullando le sanzioni decise dalla Disciplinare. In primo grado i giudici avevano punito Camilli con 5 anni di inibizione per la partecipazione alla combine della partita Ancona-Grosseto dell'aprile 2010, mentre la societa' toscana era stata esclusa dalla serie B. Domani, quindi, si parte e il calendario presenta un interessante anticipo. Alle 20.45 lo stadio di Modena ospita la sfida tra i "canarini" di Marcolin (nuovo) e il Verona di Mandorlini. Dopo aver eliminato il Genoa ai rigori in coppa Italia, i gialloblu' veneti sono pronti all'esordio al Braglia. Sabato sera (20.45) altre nove partite. Il Bari, targato ancora Torrente, debutta al San Nicola contro il Cittadella. I veneti di Foscarini hanno puntellato l'organico con l'obiettivo di rincorrere la salvezza. Esordio in trasferta per il Brescia, tra le squadre favorite per la promozione. Le "rondinelle" di Calori volano in Calabria, a far visita al Crotone guidato dal tecnico Drago. La prima giornata del campionato 2012-13 presenta subito un match clou: allo stadio Castellani di Empoli va di scena la sfida tra i toscani di Sarri e la Reggina di Dionigi. Anche in questo caso si tratta di formazioni decise a tornare nella massima categoria. In sede di campagna di rafforzamento, con calciomercato ancora in piena attivita', Empoli e Reggina hanno infatti messo a segno acquisti preziosi per affrontare la lunga stagione. Il Novara, retrocessa dalla A, ha voglia di tornare subito nella massima serie. Alla guida dei piemontesi e' stato confermato il tecnico Tesser e la dirigenza non ha voluto stravolgere l'organico. Novara che debutta in trasferta, sul campo del Grosseto. Il club toscano ha temuto il peggio: ha rischiato la serie C ma alla fine e' tornata a splendere la luce. Grosseto che in attesa di conoscere il proprio futuro sportivo si era mosso con cautela in sede di mercato. Il tecnico che guidera' la squadra, Moriero, puo' contare su un buon gruppo, impreziosito dall'arrivo di calciatori esperti (Obodo e Quadrini). Debutto "caldo" (non solo per il meteo!) per il Livorno dell'esordiente Nicola che giochera' la prima gara stagionale sul campo della Juve Stabia. Le "vespe" campane guidate da mister Braglia cercheranno di far valere il buon rendimento casalingo apprezzato nella scorsa stagione. Il Padova vuole tornare in serie A e prova a dimenticare il precedente campionato. L'esordio dei biancorossi veneti (in panchina il nuovo volto e' l'ex Sassuolo Pea) e' in casa contro la matricola Lanciano. Quest'ultima si affida alla grinta del tecnico Guatieri e all'entusiasmo dei tifosi per l'approdo nel torneo cadetto. Un'altra neopromossa, la Pro Vercelli, inizia in casa il cammino verso la nuova stagione. La sfida che segna il debutto dei piemontesi di Braghin e' contro un'altra matricola, la Ternana. Gli umbri di Toscano hanno messo a segno "colpi" importanti come gli arrivi di Alfageme, Botta, Dumitru e Lauro e cercano di iniziare nel migliore dei modi. Il Vicenza, come detto, prende il posto del Lecce nel calendario 2012-13. I biancorossi veneti in poche ore si ritrovano dalla Lega Pro alla B con debutto lontano dai propri tifosi. Il Vicenza, infatti, giochera' i primi 90' stagionali sul campo della neopromossa Spezia. I liguri di Serena hanno un organico molto interessante e potrebbero rivelarsi tra le sorprese del torneo. Lo stadio Ossola di Varese ospita il match tra i biancorossi lombardi e l'Ascoli. Campionato a corrente alternata per entrambe nella scorsa stagione e tanta voglia di puntare alla parte alta della classifica nel futuro dei due club. Varese che si affida ad un tecnico esperto, che ben conosce la categoria, l'ex Cesena Castori. Ascoli che riparte dalla guida di Silva. Lunedi' la prima giornata si completa con il posticipo serale in programma allo stadio Manuzzi (20.45).
  Il Cesena padrone di casa e' deciso ad iniziare l'avventura (senza Mutu: il rumeno ha rescisso in contratto ed e' volato in Ligue 1 all'Ajaccio) con il piede giusto. Il primo avversario stagionale e' pero' un osso duro: il Sassuolo, infatti, e' reduce da una brillante stagione nello scorso campionato e, pur privo di qualche gioiello ammirato nel precedente torneo, punta decisamente ai piani alti della classifica. Serie Bwin al via, quindi, con un torneo in continuo progresso di qualita' e appeal. Ingredienti giusti per divertire gli appassionati del pallone.

Canottaggio: mondiali, 2 ori per Italia

Due titoli mondiali ed un bronzo per l'Italia nell'ultima giornata dei Mondiali Junior, Senior e Pesi Leggeri. Sono l'otto Junior ed il due senza Pesi Leggeri a conquistare l'oro nel bacino di Plovdiv (Bulgaria).


Prima medaglia dell'otto nella storia del canottaggio femminile azzurro. Questi risultati si sommano ai tre ori (due senza Junior femminile, quattro senza e quattro di coppia Junior maschile), all'argento e al bronzo conquistati ieri.
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Scommesse: lunedi' l'appello, Conte forse in aula

Non può sedere in panchina durante le partite della sua Juventus, ma Antonio Conte scenderà in campo nel match più importante dell'intera stagione: il processo d'appello al Calcioscommesse che prenderà il via lunedì pomeriggio al Foro Italico. Manca ancora l'ufficialità, ma l'allenatore bianconero sta valutando seriamente di presentarsi davanti ai giudici della Corte di Giustizia federale che dovranno sentenziare sul suo ricorso contro la squalifica di 10 mesi inflittagli dalla Commissione Disciplinare poco più di una settimana fa. Conte ne ha parlato con i suoi legali Giulia Bongiorno e Antonio De Rensis in un summit tenuto ieri nel centro sportivo di Vinovo, ma la decisione definitiva, come confermano fonti vicine al club, la prenderà domani o, al massimo, lunedì mattina. Devono essere valutati prima tutti i pro e i contro: la sua presenza, che sicuramente catalizzerà l'attenzione dei media, vuole essere di supporto e non, in qualche modo, intralciare il lavoro dei suoi legali (del collegio fa parte anche l'avvocato della società campione d'Italia, Luigi Chiappero). L'obiettivo è far vacillare la credibilità del pentito Filippo Carobbio, facendo leva sulle incongruenze delle sue deposizioni, ribadendo, anche nel secondo grado, l'acredine che c'era tra l'allenatore e il suo ex giocatore che lo accusa di essere stato a conoscenza delle presunte combine di Novara-Siena e AlbinoLeffe-Siena, risalenti alla stagione 2010/2011, quando entrambi erano tesserati della squadra toscana. Il precedente lo ha offerto la Disiciplinare che, nel processo di inizio mese, non ha ritenuto credibile completamente il pentito Andrea Masiello. Il procedimento era quello relativo al filone barese dell'inchiesta (sarà discusso in aula martedì), ma i sette proscioglimenti sanciti dall'organo presieduto da Sergio Artico fanno ben sperare se non nell'assoluzione piena, quantomeno, in una riduzione della pena (si punterebbe a ridurla a sei mesi) per poi limarla ulteriormente al Tnas. Fa parte del procedimento cremonese anche il difficile caso del Grosseto, estromesso dalla Serie B (di fatto retrocesso in Lega Pro) per responsabilità diretta del club nella presunta combine di Ancona-Grosseto. Il patron, Piero Camilli, cercherà di dimostrare l'infondatezza dell'accusa tentando di cancellare l'inibizione di cinque anni rimediata in primo grado. Vicenza e Nocerina attendono speranzose di poter occupare presto il posto dei toscani e quello del Lecce (in aula martedì) che con il club maremmano ha condiviso, almeno in primo grado, la stessa pena (con l'inibizione dell'ex presidente Pierandrea Semeraro). Sempre lunedì tornerà dinanzi ai giudici il calciatore del Siena, Emanuele Pesoli, giunto alla ribalta della cronaca nazionale per lo sciopero della fame che ha condotto per quattro giorni, incatenato davanti alla sede romana della Federcalcio. Ieri al presidente della Figc, Giancarlo Abete, ha assicurato la sua innocenza e manifestato la delusione di non poter avere il confronto in aula con i suoi accusatori: i pentiti Carobbio e Gervasoni. Sul Calcioscommesse è intervenuto oggi il presidente dell'Assocalciatori, Damiano Tommasi, chiamato più volte da Pesoli a prendere posizione."Con i legali dei tesserati - ha dichiarato ai microfoni di Radiouno - stiamo valutando quali sono le problematiche che hanno affrontato. Ci vuole prima di tutto chiarezza per capire chi è realmente coinvolto, quindi bisogna essere duri il giusto e salvaguardare la credibilità dell'ambiente". "Al prossimo consiglio direttivo tratteremo anche l'aspetto normativo e legale per vedere se le procedure attuali vanno ancora bene - ha assicurato-. Quando esce un nome che per i media diviene da titolo diventa difficile: non è semplice approfondire questo tema in un momento di piena bagarre di processi e novità che continuano ad arrivare giornalmente"
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L'Inter pensa a Ganso e Vargas

Il Manchester City ha un'idea fissa: Daniele De Rossi. Potrebbe essere questo l'argomento caldo dei prossimi giorni del calciomercato, perché il club campione d'Inghilterra potrebbe alzare l'offerta per avere 'Capitan Futuro', portandola a 35 milioni di euro per la Roma e 9 all'anno al giocatore. Il quale però a suo tempo ha fatto capire da che parte sta firmando il rinnovo contrattuale con il club in cui è calcisticamente nato. Ma di fronte a una proposta del genere, quella dei 35 milioni per il cartellino, la dirigenza giallorossa accetterebbe di discuterne. La Roma lavora, a fari spenti, anche sul fronte Borriello, che potrebbe tornare al Milan anche se il tecnico Allegri ha fatto capire di preferire Matri. Sul fronte delle entrate, non è da escludere che possa arrivare un esterno destro, mentre per il portiere potrebbe tornare d'attualità Julio Cesar, se si abbasserà l'ingaggio e se nel frattempo sarà stata trovata una soluzione adeguata (al valore del giocatore) per Stekelenburg. Sull'altra sponda del Tevere sono da registrare le parole del d.s. Igli Tare, secondo il quale Zarate rimarrà in biancoceleste, e la richiesta del Tottenham alla Lazio per Hernanes, segno che Modric sta per lasciare la squadra londinese per trasferirsi al Real Madrid. Sarà questo l'unico colpo del presidente Florentino Perez, che ha preso atto della rinuncia del Milan a Kakà, viste le cifre dell'affare. Da Madrid partiranno invece Sahin e Ricardo Carvalho, ma non dovrebbe esserci l'Italia nel loro futuro. L'Inter sta sempre lavorando su Alvaro Pereira, e cerca una soluzione per Pazzini: vorrebbe comunque evitare di dare l'attaccante ex viola alla Juventus. Dal Brasile Ganso ha fatto sapere di aver ricevuto offerte solo da società del suo paese, ma in realtà c'é stato un ritorno di fiamma dei nerazzurri, che per far spazio all'asso della Selecao sono disposti a cedere Alvarez. Il problema è che il Santos non fa sconti: vuole 30 milioni di euro. Sempre l'Inter ha respinto la proposta di un intermediario che offriva Nené, brasiliano che vuole lasciare il Paris SG. Potrebbe invece essere presa in considerazione l'ipotesi di chiedere Vargas al Napoli, ma per il cileno c'é una folta concorrenza, visto che piace anche a Catania, Genoa e Fiorentina. Proprio i viola trattano con lo stesso Genoa e il Torino per Cerci, mentre il tecnico Montella insiste per avere Gomez dal Catania. In casa Juventus si è preso atto delle parole di Carlo Ancelotti, secondo cui Lichtsteiner non interessa al Paris SG. Marotta e Paratici avevano già pronta l'alternativa allo svizzero in caso di cessione: l'interista Maicon. Rimane in piedi l'ipotesi Llorente per l'attacco, rafforzata dal fatto che il bomber non è stato convocato dal tecnico Bielsa per la prima partita di campionato dell'Athletic Bilbao. Il problema è che per il basco si è fatto sotto anche l'Arsenal. Per la fascia sinistra continuano i contatti, ben avviati, con l'Atalanta per Peluso, mentre Gabbiadini dovrebbe essere preso e poi girato in prestito al Bologna. A Napoli il tecnico Mazzarri ha escluso che possa arrivare il difensore brasiliano Bruno Uvini. Ma l'idea della società è di prenderlo comunque, e poi darlo in prestito al Siena o al Parma. IndietroStampa Invia Scrivi alla redazione precedentesuccessivaL'Inter pensa a Ganso e Vargas 19 agosto, 14:29 Ritorna al dossier


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Milan scommette su Pato, sara' il suo anno

Sei mesi dopo la sfida passata alla storia dell'ultimo scudetto per il 'gol fantasma' di Muntari, domenica è di nuovo Milan-Juventus al Meazza. In palio c'é solo il 'Trofeo Berlusconi', ma di sicuro per i rossoneri di Massimiliano Allegri sarà un esame importante, anche perché arriva dieci giorni dopo la batosta rimediata negli Stati Uniti dal Real Madrid e a una settimana dall'inizio del campionato. Domenica gli occhi saranno puntati su Alexandre Pato, che probabilmente è il più in forma fra gli attaccanti milanisti dopo l'estate olimpica con la Selecao che gli ha permesso di ritrovare fiducia dopo una stagione fitta di infortuni. "Il Milan deve credere in Pato: penso che si sia messo allaß spalle tutti i suoi problemi fisici, per noi è importante", ha spiegato a Sky Daniele Bonera. "Nessuno discute le sue qualità, Pato deve stare tranquillo e sereno, quest'anno farà un sacco di gol", ha aggiunto Antonio Nocerino, e molti a Milanello pensano che il brasiliano debba finalmente decollare ora che non c'é più Ibrahimovic a monopolizzare il gioco offensivo. Con la cessione dello svedese e di Thiago Silva il club di via Turati ha dato una sistemata ai conti, ma impoverito notevolmente la squadra. "La storia - ha tranquillizzato Nocerino ai microfoni di SportMediaset - insegna che il Milan in passato ha superato cessioni importanti come quelle di Shevchenko e Kakà. Spero sia l'anno di El Shaarawy, Robinho, Cassano, Pato e Boateng, perché c'é bisogno di tutti. Sono contento che ci danno per morti, lo vedranno quando ci incontreranno...". Anche Pippo Inzaghi, rimasto rossonero ma in veste di allenatore degli Allievi nazionali è ottimista: "Magari bisognerà soffrire nei prossimi mesi, ma il Milan tornerà a vincere perché ha questo nel suo Dna". Eppure Allegri aspetta rinforzi con una certa ansia, e forse anche lui spera in buone notizie dopo la crescita in Borsa registrata in giornata dal titolo di Mediaset (+2,94%) sull'ipotesi di un possibile interesse di investitori arabi o russi. Probabilmente ne saprà di più domenica dopo la partita, nella cena in cui Berlusconi e Galliani potrebbero decidere le strategie per ottenere il massimo al minimo prezzo negli ultimi giorni d'agosto. C'é un piano per riportare a Milanello Kakà (Nocerino gli ha lasciato la maglia 22: "E' un fenomeno, se arriva siamo tutti contenti") ma per ora il Real Madrid non fa sconti, e non è certa la permanenza di Antonio Cassano. "Sta bene, è un giocatore che all'inizio forse aveva qualche problemino, più che altro nel ritrovare un po' se stesso - ha osservato a Sky Bonera -, ma sul campo si è sempre impegnato e ha fatto una buona preparazione. Resterà? Ad oggi immagino di sì. Poi, si vedrà". A Milano si vocifera di uno scambio con l'Inter che porterebbe il barese in nerazzurro e Pazzini in rossonero. Ma l'attaccante interista è anche nel mirino della squadra di Antonio Conte, e ad Allegri piace molto lo juventino Alessandro Matri. Ecco perché, a sei mesi di distanza, in questo Milan-Juventus il ricordo dei veleni è offuscato dalle vicende di mercato.
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Juve: offerta per Llorente, caccia a top player

"Staremo attenti alle occasioni di qualità". Il presidente Agnelli è stato chiaro, a Villar Perosa: la rosa della Juventus sarà ulteriormente migliorata, sempre restando nei parametri di spesa previsti. Ormai i petali della margherita bianconera per l'attaccante di livello, sono rimasti pochi, sebbene se ne siano aggiunti un paio nelle ultime ore: Llorente, Dzeko, Jovetic, più Hernandez e Berbatov (Manchester United). Il preferito da Conte resta sempre lo spagnolo, ma la società non intende andare oltre i 16 milioni offerti all'Athletic Bilbao, poco di più di quanti potrebbe ricavarne dalla cessione di Matri al Milan. L'approdo di Van Persie all'United, ha spostato alcuni equilibri sulla scacchiera internazionale: l'Arsenal cerca una punta, ma soprattutto il City, sfumato l'olandese, è a caccia di un top player e, come ha confermato lo stesso Mancini, lo acquisterà. Potrebbe essere proprio lo spagnolo, eliminando così un altro obiettivo della Juventus, ma al tempo stesso offrendole uno spiraglio, la cessione di Dzeko, che costerebbe più o meno quanto Llorente, ma ha un ingaggio assai alto (5 miolioni). Anche gli esuberi dell'altro Manchester potrebbero fare comodo alla squadra di Conte: in primis il messicano Hernandez, punta veloce e prolifica e il talentuoso Berbatov, già però trentunenne. Marotta avrebbe chiesto notizie anche dell'altro Hernandez, quello uruguaiano del Palermo, giovane promettentissimo, ma con alle spalle un serio infortunio. E' anche spuntato il nome dello spagnolo del Siviglia Negredo, dichiarato però incedibile e non proprio una prima scelta per Conte. Sfumati i grandi obiettivi (Van Persie, Cavani, Higuain, Suarez), si cerca un giocatore che, a parità di valore tecnico ed economico, sia più adatto possibile agli schemi d'attacco della squadra campione d'Italia. In attesa del recupero degli infortunati (Chiellini forse disputerà uno spezzone a San Siro nel 'Berlusconi', Isla ne avrà ancora per una settimana e Caceres per tre), Conte cerca nuove soluzioni per un organico che molto probabilmente comincerà il campionato incompleto, in attesa di botti finali di mercato e guarigioni eccellenti. Lo scambio Quagliarella-Pazzini potrebbe essere il last minute, ma non è l'obiettivo prioritario. Il tempo stringe : c'é il Parma sabato 25, ma soprattutto la Champions alle porte, a metà settembre. Intanto questa mattina si è recata a Vinovo l'avvocato Giulia Bongiorno, neo entrata nel pool difensivo di Conte, preceduta dal suo legale, Antonio De Rensis. Il tecnico certamente non è sereno, diviso tra la partita del campo e quella giudiziaria. Bisognerà aspettare il 20 per l'appello e non saranno giorni leggeri: Conte si butta però nel lavoro del campo con un'energia raddoppiata, magari mettendoci un pizzico di rabbia in più, mitigata dall'ennesima conferma, ieri, della solidarietà dei vertici societari. Carrera, d'altra parte, ha conquistato presto la fiducia generale e Conte, da questo punto di vista, può stare davvero tranquillo
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Prandelli punta su giovani, Destro e' gia' pronto

Per Antonio Cassano le porte della Nazionale sono aperte, ma nell'immediato sembra che un posto da titolare accanto a Balotelli se lo sia conquistato Mattia Destro, mentre altri giovani sono nel mirino per preparare la squadra per il Mondiale 2014. E' questo il panorama azzurro tracciato in un'intervista a Sky Sport dal ct, Cesare Prandelli, che per quanto riguarda il campionato spera di assistere ad una lotta serrata e vedere un maggiore impiego dei giovani. "Cassano è un giocatore che farà di tutto per esserci ancora e se giocherà nel Milan sicuramente troverà posto - ha esordito il commissario tecnico -. Mi auguro che trovi motivazioni per lavorare bene, perché è ancora molto giovane e ha qualità straordinarie". Quanto a Destro, Prandelli ha ribadito gli elogi: "Già in preparazione degli Europei avevamo visto che aveva qualità ma, soprattutto, ha l'entusiasmo del giovane ed ha anche la capacità di farsi trovare pronto in zona gol. Le prossime convocazioni saranno dettate dalla presenza nel campionato e se Destro dimostrerà di meritarsi la maglia di titolare è pensabile che possa essere negli undici". Destro, ma anche Insigne e altri della Under 21 sono molto seguiti dal tecnico, che ha bisogno di innesti freschi nella squadra e per questo invita anche i club a darsi da fare: "Bisogna programmare il futuro, dobbiamo avere il coraggio di puntare sui giovani - spiega il ct -. In chiave campionato, mi auguro di assistere ancora ad una lotta a tre o quattro squadre. Più squadre ci sono e più possibilità ha il calcio italiano di uscire da una situazione un po' di difficoltà". Anche Prandelli, come molti, è curioso di vedere al lavoro Zeman: "Lui è sinonimo di qualità di gioco, di calcio offensivo e, quindi, tutti vogliamo vedere qualcosa d'importante da questo punto di vista". Infine, un annuncio: "Prima della partita di Modena (11 settembre contro Malta per le qualificazioni ai Mondiali, ndr) vorremmo fare veramente un allenamento in mezzo alla gente dell'Emilia colpita dal perché ha bisogno, comunque, di non dimenticare quello che è successo ma, soprattutto, di dare la giusta nostra presenza. L'abbiamo detto due anni fa, volevano riavvicinare la gente alla maglia azzurra e, automaticamente, noi dobbiamo avvicinarci ai problemi della gente".
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Ciclismo: Mondiali, Azzurri al via in 9


L'Uci ha ufficializzato i posti assegnati a ogni nazione per il prossimo Mondiale dei professionisti su strada, in programma a Valkenburg, in Olanda.

L'Italia di Bettini potra' schierare nove corridori, come Spagna, Gran Bretagna, Belgio, Australia, Olanda, Stati Uniti e Francia. Sette corridori per Colombia, Germania, Slovenia, Repubblica Ceca. Sei per Slovacchia, Svizzera, Marocco, Argentina, Giappone, Russia, Polonia e Ucraina. Quindi tutte le altre.
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Rossi ha deciso quando smetterà di correre. Il Dottore dopo aver annunciato il ritorno in Yamaha ha rilasciato dichiarazioni shock sul suo futuro. Le sue parole

A 24 ore dalle dichiarazioni piuttosto pesanti di Casey Stoner (che poi avrebbe cercato di smentire il tutto), tocca a Valentino Rossi prendere la parola nella conferenza stampa della vigilia del GP di Indianapolis. Nessuna presa di posizione forte da parte del Dottore, soltanto un'insolita voglia di dribblare le polemiche e pensare al futuro.
Un saluto alla casa di Borgo Panigale, però, non poteva mancare. ''Purtroppo con la Ducati le cose non sono andate come dovevano - ha dichiarato Rossi -, ed è triste per i tifosi italiani. È stato un peccato, non soltanto per me ma anche per la squadra e i ragazzi che lavorano nel team. Non si è avverato il sogno di vedere un pilota italiano vincente su una moto italiana".
Il futuro pilota della Yamaha ha anche spiegato come si è avvicinato alla decisione cruciale di dire addio alla Rossa: "Non riuscivamo a migliorare e lottare per le posizioni migliori. Allora ho deciso di dire basta, cercando l'opzione migliore per l'ultima parte della mia carriera. Ho scelto la Yamaha, la moto che ritengo la più competitiva per quelli che potrebbero essere i miei ultimi due anni nelle corse".
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Europa League: Vaslui-Inter a olandese Nijhuis

L'olandese Bas Nijhuis abitrerà la sfida d'andata del terzo preliminare di Europa League, che in Romania, nello stadio Ceahlaul a Piatra Neamt, opporrà i padroni di casa del Vaslui all'Inter. La partita è in programma giovedì 23 agosto alle 20,45. Il nordirlandese Mark Courtney, invece, dirigerà la partita fra il Mura e la Lazio, in programma lo stesso alle 21 sul terreno dello stadio Ljudski, a Maribor (Slovenia). Lo deciso l'Uefa. Le partite di ritorno si disputeranno il 30 agosto: Inter-Vaslui è stata affidata al portoghese Manuel De Sousa, mentre in Lazio-Mura 'fischiera'' il cipriota Leontios Trattou.

QUADRO ULTIMO TURNO PRELIMINARE
Ecco il quadro dell'ultimo turno preliminare di Champions League, in base al sorteggio effettuato oggi a Nyon (Svizzera), nella sede dell'Uefa.
PARTITE D'ANDATA
Martedì 21 agosto
: Basilea (Svi)-Cluj (Rom) Helsingborg (Sve)-Celtic Glasgow (Sco) Spartak Mosca (Rus)-Fenerbahçe (Tur) Borussia Moenchengladbach (Ger)-Dinamo Kiev (Ucr) Copenaghen (Dan)-Lilla (Fra)
Mercoledì 22 ago: Bate Borisov (Bul)-Kiryat Shmona (Isr) Limassol (Cip)-Anderlecht (Bel) Dinamo Zagabria (Cro)-Maribor (Slo) Sporting Braga (Por)-Udinese (Ita) Malaga (Spa)-Panathinaïkos (Gre)

PARTITE DI RITORNO
Martedì 28 agosto: Kiryat Shmona (Isr)-Bate Borisov (Bul) Anderlecht (Bel)-Limassol (Cip) Maribor (Slo)-Dinamo Zagabria (Cro) Udinese (Ita)-Sporting Braga (Por) Panathinaïkos (Gre)-Malaga (Spa) Mercoledì 29 agosto Cluj (Rom)-Basilea (Svi) Celtic Glasgow (Sco)-Helsingborg (Sve) Fenerbahçe (Tur)-Spartak Mosca (Rus) Dinamo Kiev (Ucr)-Borussia Moenchengladbach (Ger) Lilla (Fra)-Copenaghen (Dan)
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Basket: Italia a valanga, parte bene corsa a Europei

Parte con il piede giusto la Nazionale di basket di Pianigiani nella prima gara delle qualificazioni per gli Europei 2013 in Slovenia. A Sassari contro il Portogallo di Mario Palma non c'e' stata mai partita e il risultato finale, 97-45, e' eloquente. Gli azzurri hanno chiuso il primo quarto 24-7 tenendo inizialmente in panchina l'Nba Danilo Gallinari, autore di 10 punti e da subito la vittoria degli azzurri non e' mai stata in discussione. I portoghesi hanno provato a impegnarsi, ma il divario era quasi imbarazzante. Il pubblico di casa, non numerosissimo a causa della giornata di festa, ha comunque sostenuto gli azzurri. Il ct ha dato spazio a tutti i dodici che ha portato in panchina, trovando risposte da tutto il roster. Miglior marcatore dell'Italia e stato Aradori con 21 punti, miglior marcatore dei lusitani Joao Gomes con 11. La Nazionale si trasferisce ora a Chomutov, in Repubblica Ceca, dove sabato prossimo affrontera' i cechi, e poi fara' rientro in Sardegna per la gara contro la Turchia in programma, sempre sul parquet del pala Serradimigni di Sassari, martedi' 21 agosto.

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America's Cup: 2 mesi di regate nel 2013

Gli sfidanti sono Luna Rossa, Emirates, Artemis e Team Korea
 Il programma della 34/a America's Cup di vela, l'anno prossimo a San Francisco, e' stato suddiviso in 55 giorni, fra regate della Louis Vuitton Cup (4/7-1/9), dell'America's Cup (7-22/9) e della Red Bull Youth America's Cup. Quattro i team in gara per conquistare il diritto di sfida al 'defender' Oracle Team Usa, che nel 2010 ha strappato il trofeo agli svizzeri di Alinghi: gli svedesi di Artemis Racing, i 'kiwi' di Emirates Team New Zealand, gli italiani di Luna Rossa e Team Korea

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Volley accordo per diritti tv esteri

Intesa quadriennale con la MP & Silva

La Lega Pallavolo Serie A ha concluso un accordo con l'agenzia tv MP & Silva, per la cessione dei diritti televisivi esteri per i prossimi quattro anni.

Mentre la visibilita' in Italia resta affidata a RaiSport, per la prossima stagione all'estero la Lega puo' gia' contare sui contratti in essere con Al Jazeera Sport (due dirette a settimana) e, per quanto riguarda lo streaming live, con Sportube.tv (un match a settimana) e con il circuito Bwin.com (che ospita due dirette streaming).
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Prandelli svela la formazione

Cesare Prandelli non nasconde le carte.


In conferenza stampa, il commissario tecnico della Nazionale ha infatti annunciato chi scenderà in campo dal primo minuto nell'amichevole con l'Inghilterra: "Sirigu, Abate, Ogbonna, Astori, Balzaretti, De Rossi, Nocerino, Aquilani, Diamanti, Destro, El Shaarawy".

"Ho convocato tanti giovani ragazzi per far fare loro esperienza ma anche per capire se possono essere pronti per un'avventura come le qualificazioni ai Mondiali del 2014", ha spiegato Prandelli che nella ripresa potrebbe far esordire qualcun altro dei giocatori alla prima chiamata (oltre ad El Shaarawy), ovvero De Sciglio, Acerbi, Perin, Consigli, Peluso, Poli e Gabbiadini.

"Se dopo la partita di domani contro l'Inghilterra torneremo a casa con la consapevolezza che due o tre sono maturi, sarò già molto soddisfatto", ha concluso il ct azzurro
sport.itmsn

Rio 2016: proteste ad arrivo bandiera


Non solo orgoglio e gloria per l'arrivo della bandiera olimpica da Londra a Rio de Janeiro, la citta' che ospitera' i Giochi del 2016: un gruppo di manifestanti ha accolto con fischi e cartelli di protesta il sindaco della metropoli, Eduardo Paes, alla discesa dall'aereo.


I dimostranti hanno criticato soprattutto l'eccesso di spese per le Olimpiadi, senza che questo, a loro dire, si trasformi in qualcosa di concreto per il bene pubblico e per la popolazione.
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Balotelli salta Inghilterra-Italia. Azzurri in campo con maglia Mondiali '82

Mario Balotelli non giocherà la prima partita della stagione della nazionale, l'amichevole contro l'Inghilterra in programma mercoledi a Berna. L'attaccante del Manchester City, infatti, è alle prese con una congiuntivite - secondo quanto si apprende in ambienti della federcalcio - e non sarà presente al raduno degli azzurri alle 12,30 a Coverciano.

Al posto di Mario Balotelli, Cesare Prandelli ha convocato Diego Fabbrini dell'Udinese. Fabbrini parteciperà all'allenamento di questo pomeriggio alle 17, a Coverciano, mentre i suoi compagni si stanno radunando nel Centro tecnico federale.

"Balotelli deve sapersi assumere ogni tipo di responsabilità, voglio dargli un ruolo importante, chi è campione può riuscire ad assumere questo ruolo e io credo che lui ne abbia le qualità". Lo ha detto Cesare Prandelli, nel primo giorno del raduno a Coverciano che apre la nuova stagione, con l'amichevole di Ferragosto a Berna contro l'Inghilterra. Test in cui, però, l'attaccante del Manchester City non ci sarà, bloccato da una congiuntivite. "Mi è dispiaciuto, anche Mancini con cui ho parlato pensava di recuperarlo per la sfida di ieri con il Chelsea - ha spiegato il Ct azzurro - purtroppo il problema di Mario anziché migliorare è peggiorato". Al suo posto, Prandelli ha chiamato il giocatore dell'Udinese Diego Fabbrini, uno dei tanti nuovi di questa Italia: "Al di là delle tante novità - ha detto Prandelli - voglio subito un impatto forte, voglio subito una squadra che stia al passo coi tempi e regali emozioni, voglio subito iniziare un progetto per i prossimi due anni, vogliamo continuare a regalare emozioni perché la gente ci chiede questo".

"Nessuna preclusione per Cassano, solo che volevo stavolta valutare giocatori con caratteristiche diverse". Dietro all'esclusione del fantasista del Milan c'é dunque una motivazione tecnica, come ha fatto capire Cesare Prandelli, oggi a Coverciano per preparare il primo test stagionale in programma mercoledì a Berna con l'Inghilterra. Una motivazione che potrebbe spingere il ct, in vista delle qualificazioni ai Mondiali 2014, a fare altre scelte. "A chi pensa che consideri Cassano ormai 'vecchio' rispondo ricordando la convocazione di Di Natale per Euro 2012, nessuno due anni fa lo avrebbe pensato - ha spiegato Prandelli -. Solo che ho un'idea futura da seguire e per questa seguo e tengo sotto osservazione i nuovi attaccanti, Insigne è uno di questi".

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Basket: la Nazionale a Sassari. Azzurri contro Portogallo e Turchia per qualificazioni Euro 2013

L'Italbasket e' da ieri a Sassari dove giochera' le prime 2 gare casalinghe di qualificazione agli Europei 2013, mercoledi 15 agosto contro il Portogallo e martedi' 21 contro la Turchia. 'Sassari e' una piazza capace di grandissimo entusiasmo - ha detto il ct Simone Pianigiani - La Dinamo sta facendo molto bene in Serie A e questo puo' essere un bel volano per accogliere anche la Nazionale. Se vogliamo qualificarci dobbiamo tentare in tutti i modi di vincere la prima partita in casa'.


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Storie di riscatto: i Giochi degli ultimi


Da escluso a primo, anche se è finito ultimo. È lunghissimo il passo di ferro di Oscar Pistorius, che conclude la sua straordinaria Olimpiade insieme ai compagni del Sudafrica della 4x400. Staffetta da sogno (vinta dalle Bahamas), la favola dell’uomo senza gambe: ammissione e riscatto, le protesi restano senza podio. Ma con 100mila persone in piedi ad applaudire. Bello, da non crederci. Anche Timothy Amos l’altra sera era arrivato sul traguardo con gli occhi spalancati. Voleva vederlo tutto quel momento. Lui, secondo dietro al keniano Rudisha, imprendibile e strepitoso oro negli 800 metri con primato del mondo incorporato. A 18 anni una medaglia d’argento olimpica è già tanta roba. Specie se sei nato in Botswana, che di medaglie dal 1966 (da quando cioè si chiama così) e da 32 anni (da quando partecipa ai Giochi), non ne aveva mai vinta nemmeno una. Così Timothy per l’emozione è svenuto in pista. Per portarlo via hanno fatto venire la barella, ma lui ha lasciato lo stadio con la bandiera del suo Paese stretta in mano.


Storie di ultimi, che diventano primi. O quasi. Storie di Giochi, enorme ruota a premi che regala qualcosa a tanti. Non a tutti. Perché quello delle medaglie è una specie di circolo. Non esclusivo, ma abbastanza esigente. Fino a ieri sera, in queste Olimpiadi, 80 Paesi ne hanno vinta almeno una, ma 123 non sono mai saliti sul podio. E difficilmente il 99% di loro lo faranno tra oggi e domani, quando su Londra 2012 scenderà il sipario. Non ce la farà la Bolivia, che ci prova dal 1936. E neppure il Congo, che ai Giochi ci viene dal 1964. Per non dire di Nepal, Somalia, Cambogia o Paraguay. Pezzi di mondo che rappresentano milioni di anime, che sono ultimi tutti i giorni, e lo restano anche qui. Però lo sport è un angolo a parte. Dove la Giamaica, nazione che ha meno abitanti di Roma, nella velocità si permette di tenere in scacco il mondo. E di guardare dall’alto in basso l’America. La differenza è che qui esistono le favole. E ogni tanto diventano vere.

Quella di Gabby Douglas, all’ombra dei cerchi, è una delle più belle. Da un’oscura esistenza di stenti e allenamenti, alla fama e ricchezza in un solo giorno. La sedicenne americana diventata la prima ginnasta di colore a vincere una gara individuale (nell’all-around), torna da Londra con la vita rivoluzionata. Qualcuno ha calcolato che grazie alla medaglia e alla popolarità conquistata qui, la piccola Cenerentola nera si è già assicurata almeno 2 milioni di dollari in sponsorizzazioni. Una nota multinazionale ha già chiuso con lei un contratto per mettere la sua faccia sulle scatole dei cornflakes. Un tesoro piovuto dal cielo per un’adolescente figlia di una ragazza madre della Virginia cresciuta - o che sta ancora crescendo - con tre fratelli. Una famiglia mantenuta, finora, dalla pensione di invalidità della madre, che nel 2009 ha dovuto lasciare il lavoro per ragioni di salute. «Abbiamo lottato contro la miseria per anni – ha ammesso Gabby nella sua conferenza stampa di addio alle Olimpiadi –, mentre le altre ragazze mi raccontavano di scarpe nuove o vestiti regalati dai genitori…». Ora anche Cenerentola potrà permetterseli. Ma la rivincita degli ultimi alle Olimpiadi non è uno sport che riguarda solo i poveri.

Chiedere per conferma agli Emirati Arabi: ai Giochi ci sono già venuti 7 volte, ma hanno portato via solo una medaglia in tutto, d’oro peraltro, datata 2004. La vinse, ovviamente, uno sceicco, Ahmed Al Maktoum, sparando con la carabina. Poi i campioni, come tanti altri ricchi Paesi del Golfo Persico, hanno cominciato a comprarli all’estero per farli vincere con la loro bandiera. Qualcuno c’è riuscito ad abbandonare la casella degli “zero tituli”, ma così non vale. Perché ultimo, uno deve esserlo dentro, e per davvero. Solo così puoi diventare primo, anche senza salire sul podio. Un traguardo che di diritto ha superato di certo il vogatore nigeriano Hamadou Djibo Issaka. Gli è bastato partecipare alla semifinale del singolo maschile. Prima volta alle Olimpiadi della Nigeria in questo sport: ovviamente è arrivato parecchio dopo il penultimo. Anche perché - ha spiegato - nel suo Paese si è allenato remando su una pesante barca da pesca, l’unica disponibile. Quella sottile e tecnologica che ha usato in gara, l’ha vista per la prima volta qui. Applausi, please.

Alberto Caprotti  - avvenire.it

Settebello manca oro, Cammarelle argento Altri 3 bronzi, cala sipario con 28 medaglie

Due medaglie d'argento e tre di bronzo per l'Italia, nell'ultima giornata delle Olimpiadi di Londra. Roberto Cammarelle perde la sua finale di pugilato, categoria supermassimi, contro l'inglese Anthony Joshua ed è argento. Medaglia d'argento per l'Italia della pallanuoto sconfitta 8-6 dalla Croazia nella finale: Il Settebello non riesce ad agguantare l'oro olimpico vinto l'ultima volta nel 1992.. Gli atleti tricolore salgono sul gradino più basso del podio nella pallavolo, nella ritmica e nella mountain bike.
L'Italia raggiunge così un totale di ventotto podi nei Giochi di Londra, uno in più rispetto ai ventisette ottenuti alle Olimpiadi di Pechino del 2008.
E' stato respinto il ricorso presentato dall'Italia contro il verdetto dei giudici del pugilato che nella finale olimpica, categoria supermassimi, hanno assegnato l'oro al britannico Joshua. Resta pertanto d'argento la medaglia di Roberto Cammarelle. I tre round si sono conclusi sul 18-18, ma i giudici hanno assegnato a Joshua la vittoria."Scusate, ma non basta". E' un Cammarelle molto amareggiato quello che commenta ai microfoni di Sky subito dopo la gara. "Sapevo che c'erano giudici abbastanza di parte - sottolinea -, ma pensavo di averli convinti nelle prime due riprese. Il verdetto di parità finale brucia, brucia tanto. Mi hanno dato una sconfitta che non credo di aver subito".
La nazionale azzurra del volley ha battuto la Bulgaria 3-1 nella finalina per il terzo posto.
Marco Aurelio Fontana ha conquistato il bronzo nel ciclismo mountain bike.
E bronzo anche per le 'farfalle' della ritmica. Le azzurre hanno chiuso le due rotazioni di esercizi (cinque palle, tre nastri e due cerchi) con il punteggio complessivo di 55.450. L'oro è andato alla Russia con 57.00, argento alla Bielorussia (55.500).
L'ugandese Stephen Kiprotich ha vinto la maratona olimpica con il tempo di 2h08'01". Ha preceduto i due keniani Abel Kirui, argento, e Wilson Kiprotich, bronzo. L'italiano Ruggero Pertile si è classificato in 10ma posizione chiudendo la gara con il tempo di 2h12'45".
Nella penultima giornata dei Giochi l'italiano Carlo Molfetta ha regalato all'Italia l'ottavo oro. L'azzurro del taekwondo ha battuto in finale l'atleta del Gabon Anthony Obame nella categoria +80 kg.

Clemente Russo è stato battuto dall'ucraino Usyk nella finale del pugilato, categoria 91 kg e ha vinto l'argento.

Oro e record del mondo per la Giamaica nella 4x100. Il quartetto (Carter, Frater, Blake e Bolt) ha vinto con il tempo di 36.84. Per Usain Bolt si tratta del terzo oro olimpico. Il quartetto giamaicano ha preceduto gli Stati Uniti, medaglia d'argento con 37.04, e il Canada, bronzo con 38.07.
ansa

Cammarelle battuto solo dai giudici

Clamorosa decisione dei giudici nella finale super massimi di pugilato: Cammarelle domina i primi due round, controlla il terzo ma i giudici assegnano l'oro al padrone di casa Joshua. Ricorso ufficiale presentato dalla Federazione italiana: respinto


Perdere ci sta, come sempre nello sport, e il bellissimo applauso che Roberto Cammarelle dedica al pubblico inglese dopo la clamorosa sconfitta nella finalissima olimpica di supermassimi di boxe a Londra sa tanto di una lezione di fair play. Una lezione di stile, da parte del campione olimpico in cara, scippato clamorosamente di un oro sudato e meritato sul ring, ma perso sorprendentemente solo per colpa dei giudici. Italia batte Gran Bretagna, almeno nel fair play.

La finale. Cammarelle, di dieci anni più maturo rispetto al giovane e rampante padrone di casa Antonhy Joshua, parte come un treno e non lascia un metro al suo più acerbo avversario. Il pugile di Cinisello Balsamo è un furia e chiude avanti 6-5 il primo round. Ma è solo l'inizio. Perché la seconda frazione si tinge sempre più di azzurro con Cammarelle che continua a spingere sull'acceleratore martellando senza sosta. Joshua arranca, sbanda ma non crolla: anche se il passivo, alla fine del secondo round, è ancora più pesante per il britannico. 7-5 per Cammarelle.

Si va così al terzo e ultimo round. Il campione azzurro controlla senza troppi problemi, anche se col passare dei secondi comincia a sentire la fatica. Joshua non si fa sfuggire l'occasione e prova il tutto per tutto mettendo spesso a segno colpi pensati. E' solo un momento. Perché Cammarelle, campione di tecnica, potenza ma anche esperienza, riprende in mano l'incontro e porta a casa un round non dominato ma raddrizzato verso un tranquillo pareggio nel finale.

Si attende così solo la sentenza dei giudici. E qui arriva, incredibilmente, la doccia fredda. Il pubblico di casa spinge - ovviamente - per l'oro a favore di Joshua, ben consapevole di aver applaudito un incontro dominato dall'inizio alla fine dal campione italiano. I giudici, però, spiazzano tutti con un 8-5 per il britannico nel terzo round: 18-18, che starebbe già ben stretto a Cammarelle. Ma non è finita qui. Perché l'oro finisce inspiegabilmente sul collo del pugile di casa, grazie alle preferenze dei giudici. Un mezzo scandalo. Semplicemente assurdo. Pazzesco.

Così come non sorprende la decisione degli stessi giudici di respingere l'immediata e legittima protesta ufficiale della Federazione italiana.

Una sconfitta che fa male, malissimo, non solo nel fisico ma soprattutto nello spirito per un campione immenso come Roberto Cammarelle. Al pugile milanese resta così 'solamente' l'argento londinese, ma anche - e soprattutto - l'orgoglio di aver dato una lezione di stile e fair play ai maestri inglesi. E questo, sicuramente, vale più di un oro...
it.eurosport

Vela: Enfant vince l'Audi championship


Enfant Terrible-Finnlines ha vinto l'Audi orc international World championship a Helsinki. A distanza di 13 mesi dal Mondiale orc international di Cres, le gerarchie dell'altura mondiale restano immutate. Il Farr 40 di Alberto Rossi si e' confermato campione iridato per il secondo anno consecutivo. A completare il podio del Gruppo A, dietro a Enfant Terrible-Finnlines, il Tp 52 svedese Blixt pro sailing, finito a 12 punti, e il Gp 42 Airis di Cesare Bressan e Alberto Monti, terzo.
ansa

Molfetta oro nel taekwondo, Russo argento Triplete per Bolt, Giamaica record in 4x100

Pallanuoto boxe e ritmica: prosegue la corsa all'oro azzurro. Molmenti portabandiera. Marcia oro al russo Kirdyapkin
L'italiano Carlo Molfetta ha regalato all'Italia l'ottavo oro alle Olimpiadi di Londra. L'azzurro del taekwondo ha battuto in finale l'atleta del Gabon Anthony Obame nella categoria +80 kg.

Clemente Russo è stato battuto dall'ucraino Usyk nella finale del pugilato, categoria 91 kg, alle Olimpiadi di Londra e ha vinto l'argento.

Oro e record del mondo per la Giamaica nella 4x100 ai Giochi di Londra. Il quartetto (Carter, Frater, Blake e Bolt) ha vinto con il tempo di 36.84. Per Usain Bolt si tratta del terzo oro olimpico. Il quartetto giamaicano ha preceduto gli Stati Uniti, medaglia d'argento con 37.04, e il Canada, bronzo con 38.07.


La conclusione dei Giochi di Londra si è trasformata in una rincorsa all'oro azzurro. Perché, nonostante i pronostici di vacche magre per l'Italia nella seconda settimana di gare, le Olimpiadi stanno finendo come erano cominciate: con numerose medaglie e soprattutto con inaspettate speranze di primi posti. Ha cominciato Carlo Molfetta vincendo il titolo nel taekwondo e portando l'Italia a quota otto primi posti ai Giochi.
Ora, in vista dello striscione del traguardo, con uno sprint sconosciuto ai ciclisti azzurri in questi Giochi, gli atleti italiani di tre discipline fatte di tecnica e caparbietà hanno trovato la determinazione giusta per arrivare a un pugno, un gol o un esercizio dal titolo: pugilato, pallanuoto e ginnastica ritmica possono dare definitivamente luce dorata al medagliere italiano a questi Giochi. In un finale avvincente come quello di domani, un ruolo importante gioca la suggestione. Roberto Cammarelle è il campione olimpico in carica e si giocherà il bis contro un pugile di casa, il britannico Anthony Joshua, arrivato alla finale sul ring dell' Excel grazie ad una certa 'simpatia' delle giurie. Al pugile lucano-milanese il compito di sanare le pregresse ingiustizie. Il Settebello torna a rincorrere il sogno olimpico realizzato l'ultima volta nel 1992, guarda caso con in panchina quello che domani sarà l'avversario più temibile: il ct dei croati Ratko Rudic. "E' stato un grande maestro per me, l'ho ascoltato tanto: insegnamenti d'oro..." - ha detto oggi con malizia Sandro Campagna, attuale tecnico azzurro che in Catalogna era il giocatore preferito di Rudic. E la medaglia d'oro è a un passo anche per le giovani 'farfalle' azzurre della ritmica, chiamate domani ad una sfida all'ultimo nastro contro le fortissime russe. L'Italia arriva dalle qualificazioni con un 'virtuale' secondo posto, confermato anche dopo la difficile esibizione di ieri: il podio ormai è lì, anche se nella finale a otto di domani tutto sarà azzerato: con l'auspicio che il risultato sia diverso da quello di Pechino, quando le italiane finirono quarte dopo una contestatissima decisione della giuria. Per l' intera spedizione azzurra, invece, fare pari con il bilancio aureo di Pechino (8 medaglie) già è positivo: ma è bello sognare una piccola e imprevista succursale di Fort Knox al Foro Italico.

ansa

80 mila tweet al minuto, Bolt batte altro record

Sito microblogging, e' boom messaggi col suo nome
Non ha battuto record in pista, ma su Twitter sì. Usain Bolt, il primo uomo medaglia d'oro nei 100 e 200 metri maschili, ha superato il primato dei tweet al minuto che contengono il suo nome. "Record alert!", ha twittato il sito di microblogging annunciando che le "conversazioni" riguardanti l'uomo più veloce del mondo hanno superato gli 80 mila 'tweet' al minuto dopo la vittoria sui 200 metri. (ANSA).

Pallanuoto e boxe per oro. Sarmiento vince il bronzo

I successi azzurri
Brivido Italia. In perfetta contemporanea, e con esiti opposti, pallanuoto e pallavolo emozionano mentre si arricchisce il medagliere azzurro alle Olimpiadi: il bronzo di Sarmiento nel taekwondo, una medaglia sicura dai pallanuotisti. E il conto globale va a 24.
Nel giorno dello sport di squadra, tiene solo a metà la filosofia del gruppo, ma è una metà 'nobile'. Se infatti il volley conferma la propria maledizione a cinque cerchi perdendo secco la semifinale col Brasile, in vasca invece è 9-7 alla Serbia, e finale contro la Croazia. Altra medaglia sicura. D'obbligo partire da Sandro Campagna contro Ratko Rudic: il maestro e l'allievo del Settebello che trionfò a Barcellona '92 conquistando contro la Spagna padrona di casa l'ultimo oro di quell'Olimpiade. Si ritroveranno domenica pomeriggio, ancora una volta nell'ultima giornata dei Giochi, 20 anni dopo ma stavolta da avversari.
Comunque vada, il bottino olimpico azzurro si arricchirà di un'altra medaglia: al momento sono 24 effettive (21 quelle già assegnate: 7 ori, 6 argenti, 8 bronzi), restano da colorare i podi del pugilato con Russo (oro o argento), Cammarelle  (oro o argento) e della pallanuoto appunto, mentre Mangiacapre sul ring già lo ha fatto perdendo in semifinale e prendendosi un bronzo.
Nel giorno della 'cazzimma' di Clemente Russo - vincente in rimonta e domani sul ring per l'oro - fa sognare un altro atleta campano, Mauro Sarmiento. Già medaglia d'argento quattro anni fa a Pechino, quando diede "un calcio alla camorra", è tornato a gioire stasera vincendo anche il bronzo. Tornerà invece in campo per riuscire a salire almeno sull'ultimo gradino del podio l'Italia della pallavolo di Berruto. Il 3-0 del Brasile, che eliminò gli azzurri già quattro anni fa a Pechino, conferma che per la pallavolo italiana l'Olimpiade non è cosa.
A TUNISINO MELLOULI ORO 10 KM, CLERI 17/O  - Il tunisino Oussama Mellouli ha vinto l'oro nella 10 km di nuoto di fondo ai Giochi di Londra. Già bronzo nei 1500 sl in piscina, il campione africano, squalificato per doping nel 2007, ha chiuso in 1h49'55" davanti al tedesco Thomas Lurz e al canadese Richard Weinberger. Solo 17/o l'azzurro Valerio Cleri.
BOLT CONTRO LEWIS 'NESSUN RISPETTO' - Usain Bolt contro Carl Lewis: non in una finale dei 100 metri ma nella polemica tra i due più grandi sprinter della storia. "Ho perso ogni rispetto" verso Lewis, ha detto il quattro volte olimpionico durante la lunghissima conferenza stampa finita a notte inoltrata. Motivo della polemica una recente intervista del 'figlio del vento' alla rivista Sports Illustrated in cui Lewis avanza dubbi sulle performance dei velocisti giamaicani ("mi chiedo come si possa correre un anno in 10.3 e l'anno successivo in 9.69"). Dopo aver espresso la sua ammirazione per l'americano Jesse Owens, quattro volte campione olimpico dei Giochi del 1936 e per Michael Johnson ("sono cresciuto guardandolo battere record su record"), Bolt ha risposto polemicamente alle insinuazioni: "Vorrei dire qualcosa a Carl Lewis - ha chiosato - Ho perso ogni rispetto per lui, tutto il rispetto. Il doping è una cosa seria e avanzare dubbi su un atleta mi fa davvero rabbia. Penso che lui voglia solo attirare l'attenzione su di sé perché si non parla più di lui", ha concluso il giamaicano.
PER CIO NESSUN MOTIVO SOSPETTO SU GIAMAICANI - Per il Cio "non c'é nessun motivo" di sospettare irregolarità nei controlli anti-doping sugli atleti della Giamaica. Lo ha detto oggi il direttore della comunicazione del Cio, Mark Adams, dopo i sospetti avanzati dall'ex campione olimpico della velocità Carl Lewis, al quale ha risposto duramente Usain Bolt. In particolare, ha aggiunto Adams, non vi è ragione di pensare che gli atleti dello Stato caraibico non vengano sottoposti a regolari controlli durante tutto l'anno, quindi anche fuori dai periodi di gara. Lewis aveva affermato che "Paesi come la Giamaica non hanno un programma per controlli a sorpresa, quindi i loro atleti possono rimanere mesi senza essere controllati". Bolt, nella conferenza stampa di ieri sera dopo la vittoria nei 200 metri, che ha visto altri due atleti giamaicani conquistare la medaglia d'argento e di bronzo, ha risposto affermando di avere "perso ogni rispetto" per Carl Lewis, accusandolo di volere solo "attirare l'attenzione perché nessuno parla più molto di lui". Alla richiesta di commentare la vicenda anche nella veste di ex atleta e campione olimpico, il presidente del Comitato organizzatore dei Giochi, Sebastian Coe, ha detto che la sua stima per Bolt e Lewis "rimane immutata". "Entrambi - ha aggiunto - hanno fatto molto per la globalizzazione dello sport, e Carl rimane una figura gigantesca".
SCHWAZER; MAMMA, 'MI DISSE SE VA MALE MI BUTTO' - "Se mio figlio ha preso quella roba lì è perché era disperato. Era entrato in un buco nero e non sapeva come uscirne". Così Marie Louise Schwazer parla dello scandalo doping che ha investito il figlio Alex. "Erano mesi che era in crisi, aveva paura di non farcela - ha ammesso al settimanale Oggi - Due settimane fa è venuto da me: piangeva e diceva 'mamma ho una medaglia, ma non ho piu' una vita. Andrà male, lo sento. E se va male mi butto giù, io mi butto giu".

Calcio Champions: sorteggi

Pochi rischi per Udinese. Possibili Dinamo Kiev e Spartak Mosca. In E. League Lazio e Inter
Nessuno 'spauracchio' sulla strada dell'Udinese nel sorteggio dell'ultimo turno preliminare della Champions League (21-22 e 28-29 agosto) che si svolgerà domani a mezzogiorno a Nyon, presso la sede dell'Uefa. Alle 13.30, avrà luogo il sorteggio dai playoff di Europa League (23 e 30 agosto), che interesserà la Lazio e verosimilmente l'Inter.

Al contrario della passata stagione, quando l'Udinese dovette vedersela con l'Arsenal nei playoff di Champions (e finì eliminata di poco), questa volta gli uomini di Guidolin non affronteranno una grande d'Europa. Le possibilità di ritrovare la fase a gironi della Champions League (per la quale Juventus e Milan sono già qualificate) sono elevate.

I possibili avversari dei friulani si chiamano Sporting Braga, Dinamo Kiev, Panathinaikos, FC Copenaghen e Spartak Mosca. Tutte squadre di buon livello ma nessuna inarrivabile. Lo Sporting Braga allenato da Jose Peseiro - con una vecchia conoscenza del calcio italiano, Fernando Couto, in qualità di assistente - giunse in finale dell'Europa League nel 2011 (battuto dal Porto dì Andre Villas Boas) ma non è ancora una grande del football portoghese. La Dynamo Kiev di Yuri Semin è squadra solida senza essere geniale.

Conta nei propri ranghi l'ex milanista Taiwo, nonché vari nazionali ucraini. Il Panathinaikos, ora allenato dall'ex-tecnico del Porto Jesualdo Ferreira, si affida alle 'vecchie glorie' Katsuranis e Karagunis (campioni d'Europa con la Grecia nel 2004), nonché alla stella emergente del calcio ellenico Ninis. Lo Spartak Mosca si affida al giovane ex allenatore del Valencia Unai Emery per interrompere il dominio in Russia dello Zenit San Pietroburgo di Luciano Spalletti, e per brillare in Europa.

L'avversario più agevole per l'Udinese sarebbe comunque il Copenaghen. I danesi, guidati dal belga Ariel Jacobs (ex Anderlecht), hanno eliminato il Bruges al terzo preliminare ma sembrano comunque nettamente inferiori ai friulani. Ad ogni modo, in caso di eliminazione, i bianconeri passerebbero nei gironi di Europa League. Nel torneo europeo minore, Lazio ed Inter (ammesso che si qualifichi, ma dopo il 3-0 dell'andata contro i croati dell'Hajduk, a Spalato, restano pochi dubbi) saranno teste di serie.

Il Napoli, vincitore della Coppa Italia, è direttamente ammesso alla fase a gironi. Il quadro delle partecipanti non è ancora definito - le gare di ritorno del terzo preliminare si disputano stasera - ma sembrano poche le formazioni in grado di impensierire le italiane. Da evitare comunque 'in primis' i russi dell'Anzhi Makhachkala, allenati dal 'santone' olandese Guus Hiddink (già ct della Russia) e che possono contare in attacco sull'ex interista Samuel Etòo

ansa

E. League: Inter-Hajduk 0-2, ma nerazzurri passano

L'Inter perde in casa 2-0 (1-0) contro i croati dell'Hajduk Spalato nella partita di ritorno del terzo turno preliminare di Europa League, ma si qualifica ai play-off della competizione continentale in virtù della vittoria 3-0 nel match di andata.
INTER-HAJDUK; ATTIMI DI TENSIONE FRA TIFOSERIE - Sono circa tremila i tifosi croati al seguito della propria squadra - l'Hajduk Spalato - che sta giocando contro l'Inter nella partita di ritorno valida per i preliminari di Europa League. Qualche momento di tensione fuori e dentro lo stadio.
Prima che iniziasse la partita le forze dell'ordine hanno impedito che i supporters delle 2 squadre venissero in contatto. Al momento del vantaggio dell'Hajduk la 'torcida' si è scatenata e sugli spazi qualche tifoso isolato ha creato un po' di nervosismo. La situazione è sotto controllo
ansa

Juve: non assegnato 10 Del Piero

Grande omaggio della Juventus ad Alessandro Del Piero: la maglia numero 10 del grande campione che ha appena lasciato il club, non è stata assegnata a nessuno. Lo si è appreso oggi, quando è stata resa nota la nuova numerazione sulle maglie.


ansa

Poker Bolt, da leggenda. Donato bronzo nel triplo

Un oro che significa leggenda. Non sta nella pelle Usain Bolt dopo aver stracciato tutti nella finale dei 200 e bissato la vittoria sui 100 che lo pone sul gradino più alto della velocità di tutti i tempi: è il primo atleta a vincere quattro ori individuali nello sprint. "Ero venuto qui per vincere l'oro, ci sono riuscito. Ora sono una leggenda, mi sento il più grande atleta vivente", le sue prime parole dopo aver battuto i compagni Yohan Blake, medaglia d'argento, e Warren Weir, bronzo. "Ora - ha aggiunto lo sprinter giamaicano - appartengo alla stessa categoria di Michael Johnson e per me è un onore. Sono cresciuto guardando Johnson battere record. La gara è stata più difficile di quanto mi aspettassi e quando sono uscito dalla curva ho sentito la pressione venire fuori". Con la tripletta giamaicana sul podio "abbiamo domostrato di essere il più grande paese nella velocità. E' meraviglioso". "Adesso non devo dimostrare più niente - ha aggiunto Bolt - Ho mostrato al mondo che io sono il migliore e adesso voglio solo divertirmi. Questo è il mio momento e non lo dimenticherò mai. Anche il mio allenatore sta impazzendo di gioia ora ma abbiamo lavorato tutta la stagione per questo obiettivo". Bolto semmai ha un piccolo cruccio, non essere riuscito a battere il suo record del mondo sulla distanza: "Sapevo che sarebbe stato possibile. ma sono uscito dalla curva non abbastanza veloce e poi ho sentito un po' tirare la schiena". Bolt è felice perché questa doppia vittoria arriva al termine di una stagione "molto difficile e davvero dura. Mi sono allenato duramente e sapevo cosa avrebbe significato Londra per me, per questo sono orgoglioso di quello che ho fatto". Il commiato è per ringraziare "tutti quelli che mi hanno aiutato e mi sono stati vicini, a cominciare dai miei tifosi in Giamaica. Per farlo dovrei stare qui un anno intero".




DONATO, SALTO NEL BRONZO COME GENTILE - Un bronzo anche per l'atletica, dopo quello del nuoto. Nel giorno in cui Martina Grimaldi rende un po' meno amaro il bilancio della Fin con il bronzo nella 10 km. del fondo in acque libere, arriva anche il terzo posto del 'ciociaro di Roma' Fabrizio Donato nel salto triplo. Il campione d'Europa ripete quindi, a 44 anni di distanza da Città del Messico 1968, quanto riuscito a quel Giuseppe Gentile che nelle circostanza con la sua impresa si fece notare anche da Pierpaolo Pasolini, che osservandolo in tv decise di affidargli la parte di Giasone nel film 'Medea', girato un anno dopo le Olimpiadi. Forse il quasi 36enne Donato (compie gli anni martedì 14) non arriverà a tanto, ma si consola con il ruolo di salvatore della patria in casa Fidal. Persa prima dei Giochi Antonietta Di Martino e poi il marciatore Schwazer per le note vicende, l'Italia targata Fidal trova questo saltatore quest'anno finalmente lasciato in pace dagli infortuni (ma qualche problema al tendine d'Achille sinistro lo ha avuto anche in avvicinamento a Londra) e quindi deciso a dimostrare quanto vale. Ci riesce con un'ottima condotta di gara fin dal primo salto, ottenendo 7,38. E' già una buona misura, che gli vale subito il podio, ma l'azzurro delle Fiamme Gialle la migliora costantemente (17,44, 17,45 e 17,48) fino ai due nulli finali quando ha un po' mollato sentendo odore di medaglia ("l'avevo capito, e in pedana mi veniva da piangere"), alle spalle dei due americani Taylor e Claye, ovvero il meglio della scena mondiale del triplo. Fa un'ottima figura anche l'altro azzurro Daniele Greco, 25enne leccese ed ex calciatore (ha giocato fino ai 17 anni), che nelle battute iniziali della gara è terzo, poi non scende mai al di sotto del quarto posto ("va bene, se è alle spalle di un italiano") e fa quindi meglio dell'unico altro azzurro che, nella storia dei Giochi, a parte Gentile e Donato, era stato capace di qualificarsi per la finale olimpica del triplo, quel Camossi 8/o nel 2000 a Sydney. "Realizzo il sogno di tutta una vita - dice un emozionato Donato dopo la gara - e faccio fatica ad esprimere ciò che sento. Il mio obiettivo quest'anno era di fare 18 metri, e non lo nascondo, ma avevo fastidio al tendine e quindi non ero libero nella rincorsa. Ero costante nelle misure ma non perfetto, ma ho comunque raggiunto questo risultato". Donato diventa quasi un fiume in piena. "Sono quindici anni che sono qui e sono felice di fare atletica - dice mentre sembra quasi rivolgersi a chi invece ha detto di avere la nausea -. Chi vi si dedica come noi, giorno dopo giorno, raccoglie dei risultati ma se anche non lo fa è felice lo stesso perché torna a casa e trova la famiglia. Spero che questo risultato riesca a conquistare lo spazio che in negli ultimi giorni è stato dedicato solo al doping". Ma Donato è l'erede di Gentile? "Lo conosco di persona - risponde -, per me è stato un modello e adesso che abbiamo tutti e due il bronzo olimpico vorrei incontrarlo di nuovo". E sarebbe un bel momento per tutti quelli che (Donato non è solo) ancora amano l'atletica.



NUOTO, BRONZO GRIMALDI IDEM QUINTA, NELLA STORIA - Martina Grimaldi ha vinto la medaglia di bronzo nella 10 km di nuoto di fondo ai Giochi di Londra. La medaglia d'oro è andata all'ungherese Eva Risztov che ha fermato il cronometro a 1h57'38", davanti all'americana Haley Anderson (1h57'39"). Spero di aver regalato emozioni a tutti, ci speravo e sono felice". Così Martina Grimaldi, bronzo nella 10 km di nuoto, risponde a chi gli fa notare di aver portato a casa la prima medaglia olimpica per l'Italnuoto, allontanando l'etichetta di 'salvatrice' del movimento. "I miei compagni non hanno preso medaglie - dice a Sky l'azzurra - ma hanno dato il 100%". Un terzo posto difeso con i denti sulla britannica Payne: "Con le soddisfazioni la stanchezza non si sente, ma la botta arriverà. Non ce la facevo più, e il tocco é stato una liberazione". Josefa Idem ha chiuso al quinto posto la finale olimpica del K1 500 di canoa. L'oro è andato all'ungherese Danuta Kozak. "Sono dispiaciuta perché questa era la mia ultima gara, ma sono anche contenta per essere arrivata così vicina al podio. Ora basta, veramente basta, il mio sogno è essere a Rio per raccontare le imprese gli altri". Josefa Idem annuncia così, ai microfoni Sky, l'addio alle gare dopo il 5/o posto di oggi. "E' mancato quel pochino in più, dio bono, come si dice in Romagna - ha aggiunto la canoista, 48 anni a settembre alla sua ottava olimpiade -. E' stato bello sognare con tutti voi certo se la rifacciamo domani va in un altro modo". "Non siate tristi per me". Così Josefa Idem, senza riuscire a trattenere le lacrime, ha parlato del suo addio agonistico dopo 35 anni di carriera. "Ora voglio scrivere storie di sport, storie di perdenti - ha detto la 48enne canoista - questo è il momento di smettere, era diventata troppo dura". "Spero che questo sia un quinto posto che possa ispirare: ai nostri giovani dobbiamo dare un progetto, la gioia di inseguire un futuro", ha detto Josefa. "Alla faccia dello spread - ha aggiunto l'azzurra, nata in Germania - noi italiani siamo molto, molto meglio di quello che crediamo. Siamo davvero forti, siamo grandi".
ansa