Sport Land News: mondiali
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Mondiali basket: contro gli Usa di Banchero niente da perdere, per questo l’Italia può sognare

Paolo Banchero 

 Sulla frontiera spesso fatale nei grandi tornei d’era recente, i quarti di finale dove si separano i lavori ben fatti dalle vere imprese, l’Italia gioca oggi a Manila contro gli Usa (14.40, RaiDue, Sky e Dazn a reti unificate) la partita che ai Mondiali le manca da 25 anni: quella che ammette ai sogni di medaglia. Già questo ne premia i meriti, reclamati alla vigilia da Pozzecco, condivisi dal senso comune. Si poteva preferire la Lituania, nemica di più conosciuta scuola europea, anche se qualcuno suggerisce che, sbatacchiati proprio dai baltici, gli americani sono scesi da Marte mostrando qualche fragilità. Sarà, ma non c’è da crederci. repubblica.it

Calendario Mondiali atletica 2023 oggi: orari martedì 22 agosto, programma, tv, streaming, italiani in gara

Oggi martedì 22 agosto va in scena la quarta giornata ai Mondiali 2023 di atletica leggera. A Budapest (Ungheria) prosegue la rassegna iridata e ben 10 azzurri saranno in gara. Tutta l’attesa è per Gianmarco Tamberi, impegnato nella Finale di salto in alto: il Campione Olimpico è chiamato a una sfida campale con il qatarino Mutaz Essa Barshim, lo statunitense JuVaughn Harrison e il sudcoreano Woo per provare a conquistare una medaglia. Nell’atto conclusivo sarà impegnato anche Marco Fassinotti.

Daisy Osakue cercherà di esprimersi al meglio nella finale del lancio del disco e Ludovica Cavalli cercherà di ben figurare nell’atto conclusivo dei 1500 metri. Ayomide Folorunso insegue la qualificazione alla finale dei 400 ostacoli, attenzione a Simone Barontini e Catalin Tecuceanu nelle batterie degli 800 metri.

Di seguito il calendario completo, il programma dettagliato, gli orari, gli italiani in gara, il palinsesto tv e streaming dei Mondiali 2023 di atletica leggera nella giornata di oggi (martedì 22 agosto). L’evento sarà trasmesso in diretta tv su Rai 2 e RaiSportHD, Sky Sport Summer e Sky Sport Arena, Eurosport 1; in diretta streaming su Rai Play, Sky Go, NOW, Eurosport.it, Discovery+, DAZN; in diretta live testuale su OA Sport.

CALENDARIO MONDIALI ATLETICA OGGI

Martedì 22 agosto 

18.40 100 ostacoli, batterie 

19.20 800 metri (maschile), batterie 

19.55 Salto in alto (maschile), finale 

20.20 Lancio del disco (femminile), finale 

20.25 400 ostacoli (femminile), semifinali 

21.00 400 metri (maschile), semifinali 

21.30 1.500 metri (femminile), finale 

21.42 3000 siepi (maschile), finale 

ITALIANI IN GARA OGGI MONDIALI ATLETICA

19.20 800 metri (maschile), batterie: Simone Barontini, Francesco Pernici, Catalin Tecuceanu

19.55 Salto in alto (maschile), finale: Gianmarco Tamberi, Marco Fassinotti

20.20 Lancio del disco (femminile), finale: Daisy Osakue

20.25 400 ostacoli (femminile), semifinali: Ayomide Folorunso, Rebecca Sartori

21.00 400 metri (maschile), semifinali: Davide Re

21.30 1.500 metri (femminile), finale: Ludovica Cavalli

PROGRAMMA MONDIALI ATLETICA OGGI: COME VEDERLI IN TV E STREAMING

Diretta tv: Rai 2 dalle ore 18.35 alle ore 20.30, dalle ore 21.00 alle ore 22.00; RaiSportHD dalle ore 20.30 alle ore 21.00; Sky Sport Summer (canale 201) dalle ore 18.35 alle ore 21.00; Sky Sport Arena (canale 204) dalle ore 18.35 alle ore 22.45; Sky Sport Action (canale 205) dalle ore 19.45 alle ore 21.20 per il tematico del salto in alto; Eurosport 1 dalle ore 18.30 alle ore 22.30.

Diretta streaming: Rai Play, Sky Go, NOW, Eurosport.it, Discovery+, Sky Go, DAZN.


Atletica, Marcell Jacobs vola in semifinale sui 100 metri ai Mondiali di Budapest


Marcell Jacobs si è qualificato per le semifinali dei 100 metri dei Mondiali di Budapest, in programma  domenica, 20 agosto -, piazzandosi al terzo posto della sesta batteria con il tempo di 10”15. Davanti al campione di Tokyo, Sani Brown (10”07) e Watson (10”11). Non ce l’ha fatta, invece, Samuele Ceccarelli: l’azzurro si è piazzato al quarto posto nella sua serie, correndo in 10″26, tempo insufficiente per raggiungere le semifinali. Il campione olimpico ed europeo dei 100 metri ha vissuto due anni tormentati a causa di problemi muscolari. In questa stagione ha corso una sola volta. Il suo tempo è il 200esimo al mondo e il 51esimo degli iscritti ai Mondiali.
Open

Basket: 85-84 alla Georgia, Italia qualificata ai Mondiali

 

- L'Italia ha battuto la Georgia 85-84 a Tbilisi e si è matematicamente qualificata ai Mondiali 2023 di pallacanestro, in programma dal prossimo agosto in Giappone, Filippine e Indonesia.

Diventano così ininfluenti per gli azzurri guidati da Gianmarco Pozzecco le due gare dell'ultima finestra, nel febbraio 2023, contro l'Ucraina e in trasferta contro la Spagna.

(ANSA).

Mondiali: Roma; Curva Sud contro Qatar 2022, vergogna mondiale

 


- "Migliaia di lavoratori morti, devastazione ambientale.

Qatar 2022 vergogna mondiale".

È lo striscione esposto in curva Sud dai tifosi della Roma contro gli organizzatori dei Mondiali in Qatar durante la partita con il Torino.
Così anche la tifoseria romanista ha preso posizione sulla questione dei diritti e le tutele per i lavoratori nel paese che sta per ospitare il torneo iridato. In precedenza a distinguersi era stato in particolare la tifoseria del Borussia Dortmund che più volte, in occasione delle partite in casa della squadra giallonera, aveva esposto striscioni per per protestare sul fatto che i Mondiali si svolgano in Qatar.
A denunciare i metodi di lavoro degli organizzatori era stata anche la stessa Amnesty International che in un comunicato chiede alla Fifa di intervenire affinché la situazione venga monitorata. (ANSA).

Geopolitica dei mondiali in Qatar

 

Le monarchie arabe del Golfo – dei cosiddetti petromonarchi – sono molto interessate allo sport. L’ultima riprova viene dal golf, in cui i sauditi stanno investendo, corposamente, per portare il torneo da loro promosso – il LIV Championship – al primo posto nel mondo.

L’ospitalità ricevuta, per la seconda volta, nel complesso di proprietà di Donald Trump ha aiutato. Ma l’esempio più importante viene dal calcio e dal Qatar, tanto ricco quanto ostile, da anni, ai sauditi: base militare, nella regione, della marina militare statunitens, vicino al turco Erdogan e alla Fratellanza Musulmana, con proficue relazioni diplomatiche con Teheran.

L’ossequio del calcio

In questi giorni, naturalmente, i Campionati del mondo in Qatar sono oggetto di grandi attenzioni da parte degli appassionati di calcio, perché rappresentano una assoluta novità.

I campionati nazionali e le grandi competizioni internazionali per club sono nel loro momento più caldo: si sono conclusi i gironi d’andata delle coppe e procedono a tappe forzate – per gli esperti sin troppo forzate – i campionati nazionali, proprio per consentire la lunga pausa invernale e lo svolgimento dei campionati del mondo in Qatar.

Chi segue il calcio sa quanto sia strano sospendere i tornei proprio ora. Di norma accade a giugno. È vero che a giugno c’è l’inverno in America Latina, l’altro enorme bacino d’utenza e di pratica del football. Ma ormai i due grandi blocchi continentali del calcio sono strutturati così, da decenni. Ora tutto viene stravolto.

Al presidente della FIFA, Giovanni Infantino, non interessano – a suo dire – i calendari sportivi e gli incassi, bensì il progresso sociale e una moderna legislazione sul lavoro in Qatar, quindi, pure in altri paesi del Golfo.

Ha detto: «il Qatar ha attuato veri cambiamenti per migliorare le condizioni dei lavoratori migranti e la Coppa del Mondo è un’opportunità per il Qatar e per tutto il Golfo Persico di mostrarsi in modo diverso e liberarsi dei pregiudizi che purtroppo esistono ancora oggi. Questi cambiamenti sono avvenuti negli ultimi anni, mentre in altri Paesi ci sono voluti decenni».

La soddisfazione di Infantino probabilmente deriva dal fatto che, nel 2020, cioè dopo otto anni di lavoro congiunto con la FIFA, il Qatar ha varato la legge sulla retribuzione minima e ha rimosso alcuni ostacoli al passaggio da un lavoro a un altro in assenza dell’autorizzazione del primo datore di lavoro, posto che nell’emirato vige la sponsorizzazione o kalafa: è il datore di lavoro e non lo stato a garantire lo status giuridico e la residenza del lavoratore straniero. Il sistema dunque permane, ma è stato temperato.

Il Qatar e i lavoratori stranieri

Infantino ha dunque ragione? Secondo il quotidiano britannico The Guardian tutto questo è accaduto dopo che 5 Paesi – Pakistan, Nepal, Bangladesh e Sri Lanka, ossia soltanto 5 su molti altri, – hanno fornito dati ufficiali della morte di oltre 6.000 lavoratori dal momento in cui la FIFA ha assegnato al Qatar i Campionati del 2022.

Forse le parole di Infantino vanno lette alla luce del fatto che dei 6.000 decessi da incidenti di lavoro, 5.927 si sono verificati entro il 2020, segnando quindi un miglioramento avvenuto nell’ultimo periodo.

Per quanto riguarda, ad esempio, il Pakistan, i dati forniti dal quotidiano britannico citano 824 morti dall’assegnazione dei giochi al 2020, l’anno in cui sarebbe avvenuta la svolta virtuosa. Mancano totalmente però i dati sull’ultimo biennio. Nulla, peraltro, il quotidiano ha potuto scrivere dei decessi dei lavoratori provenienti da tanti altri Paesi – oltre ai 5 suddetti -, le cui ambasciate non hanno fornito informazioni utili.

Difficile dire, dunque, se, per la FIFA, sia un progresso anche il fatto che – novità di queste ultime settimane – molti lavoratori stranieri siano stati costretti a lasciare il Qatar prima dell’inizio del Campionato, a prescindere dai contratti in essere. Sempre secondo The Guardian, sarebbe stata emanata una circolare governativa in tal senso: affrettare tutto per concludere e rimpatriare quanti più immigrati entro settembre!

Molti lavoratori – contattati in Qatar dagli inviati del quotidiano – sperano di tornarvi l’anno prossimo, a giochi conclusi, lontani dagli occhi di stampa e dei turisti-tifosi. Se così non fosse, per molti di loro sarebbe un disastro: hanno pagato somme cospicue agli intermediari per ottenere l’impiego e quindi stanno rischiando persino di perderci, pur avendo lavorato. Altri sostengono di non aver ricevuto neppure la paga convenuta o di stare ad aspettare le mensilità arretrate.

La denuncia sta proiettando una luce diversa e sinistra sulla notizia sparsa il 29 ottobre scorso circa lo sgombero di centinaia di lavoratori stranieri da alcuni palazzi di Doha, la capitale. Secondo le autorità del Qatar, gli immobili non possedevano il requisito della abitabilità, perciò i lavoratori sarebbero stati alloggiati altrove. Nel mentre, alcune foto circolate sul web hanno mostrato nuclei familiari abbandonati per la strada. Stanno per essere espulsi? Lo saranno nelle prossime ore? Le domande sono del tutto giustificate, ma mancano i riscontri.

Gli interessi di Infantino

È difficile, dunque, dire se e quanto le condizioni dei lavoratori siano migliorate – soprattutto permanentemente – in Qatar. Le rimozioni forzate con il pretesto dell’abitabilità – evidentemente non verificata in precedenza – potrebbero dire che i cambiamenti non sono affatto un fatto acquisito.

Se le cose stanno come afferma Infantino, sarebbe bello sognare che il prossimo mondiale potesse avere luogo in Iran, oppure in Afghanistan. Migliorare le condizioni lavorative di milioni di operai nel mondo, senza aspettare che ne muoiano ancora a migliaia, sarebbe davvero un gran bel risultato apportato dallo sport, dal calcio in particolare.

Purtroppo, l’interesse della FIFA – più che al mercato del lavoro – sembra andare nel verso degli interessi dei petromonarchi, puntando al senso della parola immagine. Associare il Qatar ai Campionati di calcio cambia infatti l’immagine di questo Paese, straordinariamente ricco e affatto popolato, con meno di 3 milioni di abitanti e con un PIL pro-capite superiore ai 60.000 dollari del medio statunitense. Oltre al lavoro, c’è la finanza a dire cose importanti: certamente in associazione all’immagine!

I pretromonarchi e il calcio europeo

C’è una squadra di calcio che tutti ritengono sinonimo di vittoria: questa squadra è il Manchester city. Di chi è? Degli Emirati Arabi Uniti, il grande rivale politico del Qatar nella diplomazia del Golfo dei petromonarchi.

E se cerchiamo una squadra che vuol dire fenomeni calcistici – sebbene ancora non vinca secondo le aspettative – questa squadra è il Paris Saint Germain. Di chi è? Del Qatar. Il contratto del secolo risale ad anni fa, quando il PSG targato Qatar acquistò per la cifra-monstre di 222 milioni di dollari l’asso brasiliano Neymar. Ma questo non è più un caso eclatante e isolato, perché il fenomeno mondiale del tempo presente si chiama Mbappé e riceve dal PSG-Qatar uno stipendio triennale da 630 milioni di euro.

Se il campionato francese non è cresciuto in maniera tale da dare il lustro atteso agli investimenti del Qatar, non altrettanto si può dire di quello inglese, con i concorrenti Emirati che hanno sicuramente messo le mani su una gallina dalle uova d’oro, posto che il loro Manchester è la squadra con la rendita più alta al mondo (mentre il PSG è solo al sesto posto).

Ma le due perle calcistiche arabe – nella corsa esteriore verso la modernizzazione – non sono sole. La stessa Arabia Saudita sembra ad un passo dal mondo del calcio europeo: si è detto dell’acquisto di un’altra squadra inglese, il New Castle. L’idea di una maglietta, per fare solo un esempio, con la foto di un asso come Ronaldo accanto a Muhammad bin Salman, entrambi sorridenti, molto aiuterebbe il regno dei Saud a rifarsi l’immagine, forse molto più di tante conferenze su presunti rinascimenti sauditi.

Il calcio come immagine geopolitica

Pioniere nel settore, ad alti livelli, è stato un altro apparato in cerca di immagine: quello russo! In quel caso, non è stato un fondo sovrano ad investire, come per gli arabi, ma un magnate amico – Abramovich – del capo supremo Putin, comprando il Chelsea.

Se ad Abramovich le cose non fossero andate come tutti sappiamo – ossia se non fosse stato costretto a vendere di corsa il Chelsea a motivo delle sanzioni alla Russia -, ora forse vedremmo una bella “Z” stampigliata sulla maglia della squadra! Un’esagerazione? Sì, ma sino ad un certo punto. Il potere dell’immagine è molto forte! Ed è una cosa – peraltro – inventata in Occidente.

Basta uno sguardo superficiale al campionato italiano per accorgersi che anche i cinesi sono entrati in questo enorme gioco del mercato e dell’immagine. A Milano si è registrato il tentativo – sinora non andato in porto – di un’altra petromonarchia – il Bahrein – di sistemarsi all’ombra della Madonnina, con l’acquisto, per più di un miliardo di dollari, del Milan.

I magnati cinesi osservano e continuano a guidare la corsa lombarda. Ovviamente non ci sono solo arabi e cinesi: la Roma è stata acquistata da statunitensi. Il peso dei fondi sovrani e dei magnati di economie poco trasparenti, comunque, impressiona.

Dunque, l’immagine non è fine a sé stessa. Interessa la collocazione in Occidente di capitali ingenti e spesso non controllati nella loro costituzione, oltre alla partecipazione ad un affare gigantesco come quello dei diritti televisivi.

Gli stati arabi e l’economia di rendita

Non si intravvede, forse, nelle cifre faraoniche che gli emiri investono nei club che abbiamo citato un aiuto di Stato a club privati? Un aiuto finalizzato a che cosa? Perché un governo tratta direttamente l’ingaggio di un calciatore? Non sembra essere questa la base del fair play finanziario di cui tanto si parla, quando calcio e finanza vengono a incontrarsi.

È importante al riguardo sapere quel che spiega uno studio di recente pubblicato dal Carnegie Institute: quando è stato acquistato dagli Emirati Arabi Uniti, il Manchester city è finito nelle mani dell’Abu Dhabi United Group che non è un normale gruppo privato, ma è proprietà del vicepremier del regno, Sheikh Mansour bin Zayed Al Nahyan.

Eravamo nel 2008, e così il principale rivale degli Emirati, il Qatar, si è dato fare e, nel 2011, ha fatto scendere in campo il Qatar Sports Investments, sussidiaria della Qatar Investment Authority: dunque il Paris Saint Germain è davvero proprietà del governo del Qatar.

Ovviamente è pieno diritto degli emiri investire i loro denari come ritengono. Resta il fatto che la loro idea di economia nazionale resta quella della rendita: i soldi del petrolio vengono prioritariamente investiti in Occidente, senza che i concittadini degli emiri ne abbiano alcun vantaggio.

È stata questa la scelta dei Saud dall’inizio del loro patto con gli Stati Uniti: sfruttamento del sottosuolo patrio e investimento dei proventi all’estero. Prima si trattava di alberghi, ristoranti e marchi nel mondo del lusso. Ora nel mirino sono i grandi club di calcio, frutto tra i più ambiti nella società dell’immagine.

Lo sviluppo di un mondo arretrato – quello della povera gente araba – nella loro visione del mondo proprio non c’è. Gli investimenti per il mondiale e gli avveniristici impianti sportivi produrranno l’immagine ricercata: e poi? A cosa serviranno per l’economia del Qatar?  A questa domanda non si trova risposta nei documenti di analisi e studio di questo evento epocale, mastodontico.

La proiezione che l’industria del divertimento si sviluppi nella regione al di là dei confini dell’odio e dei conflitti strutturali, non è così diffusa da legittimare la speranza che stia per cominciare l’epoca dei tranquilli giochi senza frontiere del Golfo.

settimananews.it

Mondiali volley: 3-0 alla Slovenia, Italia in finale

 © ANSA

- L'Italia si è qualificata per la finale dei Mondiali di pallavolo, battendo 3-0 la Slovenia nella semifinale disputata a Katowize (Polonia), col punteggio di 25-21, 25-22, 25-21.
Domani gli azzurri affronteranno la Polonia nella sfida per l'oro mondiale, mentre la Slovenia se la vedrà con il Brasile nella finalina per la medaglia di bronzo. (ANSA).

Mondiali 2022: Italia-Svizzera 1-1 all'Olimpico Jorginho sbaglia rigore, la qualificazione si deciderà lunedì



Italia e Svizzera hanno pareggiato 1-1 in una partita del gruppo C delle qualificazioni europee del Mondiale di Qatar 2022, giocata all'Olimpico, rimanendo appaiate in testa. Il primo posto che qualifica direttamente al Mondiale si deciderà lunedì con l'Italia che a Belfast affronta l'Irlanda del Nord e la Svizzera che se la vedrà con la Bulgaria. Gli elvetico sono andati in vantaggio con Widmer e Di Lorenzo ha pareggiato poco dopo la mezz'ora del primo tempo. Nel finale di gara, Jorginho ha sbagliato un rigore, mancando l'occasione per la vittoria. (ANSA).

Mondiali di calcio, stasera l'Italia affronta la Svizzera

  

Una serata indimenticabile che però ora deve rimanere solo un bellissimo ricordo, è tempo di guardare avanti. E di vincere.

E' questa la filosofia di Roberto Mancini, che già ad ottobre avrà la chance di conquistare un altro trofeo, visto che l'Italia ospiterà le finali di Nations League, ma intanto deve pensare alle qualificazioni per il Mondiale in Qatar. Gli azzurri sono primi nel gruppo C della zona europea, con dieci punti in quattro partite, inseguiti dalla Svizzera, già rivale a Euro 2020, che di punti ne ha messi insieme 6 vincendo le due partite che ha giocato finora.
    Ecco allora che domani a Basilea i padroni di casa avranno a disposizione la chance di fare un bel passo in avanti verso i rivali, per poi magari superarli quando il conto dei match giocati diventerà pari.

    Insomma, è già tempo di calcoli, compresi quelli sulla formazione che Mancini potrebbe cambiare rispetto a quella vista a Firenze contro la Bulgaria. Di sicuro rientrerà capitan Chiellini al centro della difesa, prendendo il posto di Acerbi, mentre Verratti è alle prese con un colpo al ginocchio che gli provoca ancora dolore. Mancini attenderà le ore prima della partita per decidere se sia il caso di rimpiazzare la mezzala del Psg con Locatelli o Pellegrini, per il resto dice che "non ci saranno stravolgimenti" anche se quello del centravanti rimane un rebus che forse potrebbe costare il posto, in questa circostanza, a Immobile, magari a beneficio di un giovane (Raspadori o Kean) o magari con Zaniolo dall'inizio nel ruolo di 'falso nove'.

    L'importante, spiega il ct, è che non si viva di ricordi: "Nel calcio non si può - spiega Mancini -, e quindi non possiamo pensare alla serata dell'11 luglio. E' stata bellissima ma non dobbiamo pensarci più. E' lì, tutti saranno ricordati per questo, ma il futuro è diverso e tutti dobbiamo lottare per vincere ancora. Sappiamo che dobbiamo vincere perché due giorni fa abbiamo perso dei punti. Ora abbiamo le qualità per farli, e se giochiamo come sappiamo possiamo vincere. Sarà una gara difficile, ma non perché siamo campioni d'Europa, ma semplicemente perché tutte le gare contro la Svizzera sono sempre state difficili".

Sarà così anche questa volta, nonostante le assenze pesanti (come Xhaka e Shaqiri) fra i padroni di casa, anche perché gli svizzeri vogliono vendicare quel 3-0 agli Europei che sia Mancini che Chiellini ammettono alla vigilia essere stata una vittoria con margine troppo ampio rispetto ai valori espressi in campo. "Quella di domani sarà una nuova partita, con una nuova formazione e un nuovo commissario tecnico. Vogliamo fare molto meglio", ammonisce il capitano e portiere degli elvetici Yann Sommer, e per stare tranquilli sarà bene prendere sul serio le sue parole. Il Qatar non è lontano ma, come dice Mancini, per arrivarci bisogna vincere.  

 ansa

Sci: Mondiali Cortina per 50-60.000 spettatori

 

"Stiamo lavorando con le autorità sanitarie per accogliere gli spettatori in sicurezza. E' difficile dare numeri, diciamo che, per ora, rispetto ai 120.000 spettatori che ci aspettavamo nei 15 giorni prima del Covid, la capacità massima a disposizione sarà di circa la metà: 50-60.000 persone complessive, cioè 5.000 nei giorni di massima frequenza".

Lo ha detto l'amministratore delegato di 'Cortina 2021', Valerio Giacobbi, facendo il punto della situazione a 151 giorni dall'inizio dei Mondiali di sci nel capoluogo ampezzano, fissato per il 7 febbraio. L'avvio del ticketing, ha inoltre annunciato, sarà il 19 ottobre.  Giacobbi ne ha parlato al Lido di Venezia, durante la giornata dedicata ai partner dei Mondiali cortinesi, tenutasi all'hotel Ausonia Hungaria. L'appuntamento, organizzato in occasione della 77/A edizione della Mostra del Cinema, ha offerto l'occasione di rinsaldare il vincolo tra il capoluogo veneto e Cortina d'Ampezzo. "Venezia è con voi - ha detto il sindaco, Luigi Brugnaro, aprendo i lavori - ed è pronta a dare una mano per la comunicazione ed eventuali iniziative specifiche". "Penso che il legame tra Venezia e Cortina - ha risposto il presidente di Cortina 2021, Alessandro Benetton - sia tanto tangibile quanto intangibile. C'è un'occasione di scambio di visibilità, in concomitanza con i grandi eventi come il Festival del Cinema e il Carnevale. Ma, a lungo termine queste iniziative serviranno a rafforzare il concetto di fare le cose insieme, come Paese. Possiamo dimostrare che, anche nel nostro Paese, un grande evento può fare la differenza nel lancio del territorio, con il cosiddetto effetto palla di neve". ((ANSA)

I 90 anni dei Mondiali di calcio

Sono 21 i Mondiali di calcio disputati dal 1930 ad oggi


Il 13 luglio 1930 iniziava la prima competizione intercontinentale dello sport più praticato al mondo. I Mondiali in Uruguay aprirono le porte del globo al calcio, rendendo questa competizione negli anni seconda solo alle Olimpiadi. L’intervista a Riccardo Cucchi, giornalista e radiocronista italiano

Andrea De Angelis - Città del Vaticano

C’è chi, ripensando alla propria vita, lo fa aiutandosi con le edizioni dei Mondiali di calcio, perché in fondo quattro anni sono un lasso di tempo sufficiente per dei cambiamenti importanti. A mutare, novant’anni fa, fu sicuramente il mondo dello sport: la prima edizione, svoltasi in Uruguay, segnò l’inizio di un cammino trionfale, rendendo paragonabile tale competizione, per seguito e fama, alle Olimpiadi. Oggi i Mondiali compiono novant’anni. Un numero che si fa ordinale quando si pensa al rettangolo di gioco: il novantesimo minuto è, salvo recupero, l’ultimo a disposizione per cambiare l’esito di una partita. Novant’anni e non sentirli, verrebbe da dire, visto che il calcio continua ad attraversare le generazioni.
Il 13 luglio 1930

La genesi porta indietro di quasi dieci anni. Il progetto ideato già all’inizio degli Anni Venti da due dirigenti sportivi francesi - il presidente della FIFA, Jules Rimet, ed il futuro segretario generale dell’UEFA, Henry Delaunay, - vide la luce ad Amsterdam, nel 1928, quando nella città olandese la FIFA approvò l’idea di un torneo che coinvolgesse le nazionali provenienti da tutto il mondo. Rimet sostenne in particolare la candidatura dell’Uruguay, che proprio nel 1930 avrebbe celebrato il centenario della sua Costituzione. Nel 1929 l’assegnazione al Paese sudamericano venne ufficializzata. La gara inaugurale si disputerà a Montevideo, ma in realtà tutte le partite furono giocate in questa città: si trattò dell’unica volta nella storia. Altro particolare non da poco: a dare il via al torneo furono due sfide e non una sola. Alle 15:00 del 13 luglio scesero in campo sia Francia e Messico (risultato finale 4-1) che Stati Uniti e Belgio (3-0 l’esito) e fu il francese Lucien Laurent a segnare la prima rete nella storia della Coppa del Mondo di calcio.
Iscrizione volontaria

Il Mondiale del 1930 fu l’unico senza qualificazioni. Le nazionali infatti potevano iscriversi alla competizione volontariamente, ma soprattutto, a causa della crisi del ’29, furono poche le squadre in grado di recarsi in America per disputare il torneo. Così furono tredici le compagini ad iscriversi, di cui nove americane e quattro europee. Oltre al Paese ospitante, per l’America del Sud erano presenti Argentina, Bolivia, Brasile, Paraguay, Cile e Perù. Sempre dal continente americano anche Stati Uniti e Messico. Quindi Francia, Belgio, Jugoslavia e Romania. La finale si disputò il 30 luglio allo Stadio del Centenario di Montevideo, con una neve tanto copiosa quanto rara per la capitale. In campo Uruguay ed Argentina, con i padroni di casa in grado di imporsi per 4-2 dopo aver chiuso il primo tempo sotto di un goal. Tra le curiosità, va ricordato che entrambe le squadre vinsero nettamente la semifinale, battendo con il punteggio di 6-1 rispettivamente Jugoslavia e Stati Uniti. Per la finalissima, entrambe le squadre scesero in campo con un modulo a dir poco offensivo: un 2-3-5 che con il passare degli anni sparì dal rettangolo di gioco.

"Ogni rivoluzione ha bisogno di un'utopia, e furono due francesi a sognare quella che oggi è una realtà". Lo afferma nell’intervista a Vatican News Riccardo Cucchi, noto giornalista sportivo e tra i telecronisti italiani più conosciuti dal grande pubblico. "I Mondiali di calcio sono nati - sottolinea - con un fermo principio di base: quello dei valori dello sport, di tutti gli sport, ovvero la fratellanza, il rispetto dell'avversario che in quanto tale non è mai un nemico". Oggi il calcio, però, è cambiato. Non solo negli schemi, ma a rischio è la sua essenza. "Se diventa un business ed uno spettacolo fine a se stesso, perdendo il suo lato passionale e popolare, non è più ciò che conosciamo", dice senza giri di parole il giornalista sportivo. Ma perché un bambino dovrebbe ancora appassionarsi davanti al rettangolo di gioco? "Perché il calcio è innanzitutto puro divertimento - risponde Cucchi -, inoltre quei novanta minuti di gioco sono un po' lo specchio della nostra vita, in quell'ora e mezza succede di tutto, si esulta, si cade, ci si rialza". 
La storia del Mondiale

Furono quattro i Mondiali disputati nei primi vent’anni: dopo l’edizione dell’Uruguay, si giocò in Italia nel 1934 e quattro anni dopo in Francia. Poi l’interruzione a causa del conflitto mondiale e la ripresa in Brasile nel 1950. Da allora la Coppa del Mondo si è sempre disputata, ogni quattro anni per un totale di 21 edizioni. La nazionale ad aver vinto più titoli è il Brasile, ben cinque, seguita ad una sola lunghezza da Italia e Germania. Queste tre squadre, dunque, hanno ottenuto da sole il 60% dei successi. Un valore, questo, che si conferma anche nel XXI secolo: le cinque edizioni disputate dal 2002 al 2018 hanno visto vincere una volta a testa Brasile, Italia e Germania, più i successi di Spagna e Francia. Sono due i Mondiali vinti dai transalpini, così come Uruguay ed Argentina. Un titolo a testa, infine, per Spagna ed Inghilterra.

Adottata nel 1998, la formula della fase finale del Mondiale di Calcio, prevede la partecipazione di 32 squadre che si affrontano in un torneo della durata di circa un mese in uno o più Paesi (come nel 2002 con Corea del Sud e Giappone) ospitanti. Due le parti: una fase a gironi seguita da una griglia ad eliminazione diretta. Questa formula sarà utilizzata per l'ultima volta nel 2022 in Qatar, dato che dal 2026 il numero delle squadre partecipanti aumenterà del 50%, salendo a 48

vaticannews

MONDIALI DI NUOTO: OGGI L'ITALIA A CACCIA DI DUE MEDAGLIE


 QUADRELLA NEGLI 800 STILE, POI IL SETTEBBELLO IN FINALE L'Italia del nuoto va a caccia di altre due medaglie ai Mondiali di Gwangju, in Corea del Sud. Alle 11:30 il Settebello prova l'impresa storica nella finale contro i favoriti della Spagna. Più tardi, alle 14:25, Simona Quadarella cercherà di conquistare la seconda medaglia, dopo l'oro dei 1.500, nella finale degli 800 stile libero. (ANSA).

Deltaplani pronti al decollo per il titolo mondiale nei cieli del Friuli

Comunicato stampa per news.oggi@yahoo.it

 
La XXII edizione dei Campionati del Mondo di deltaplano è pronta a spiccare il volo.
Per la quarta volta l’Italia ospita la massima competizione mondiale dopo quelle del 1999, 2008 e del 2011 tutte volate in Umbria. Questa volta, dal 13 al 27 luglio, toccherà ai cieli del Friuli e non solo perché non si può escludere sconfinamenti nelle vicine Austria e Slovenia. Dipenderà dai percorsi di gara che in buone condizioni possono superare i 100 km e anche dalla meteo che condizionerà pure la scelta del sito di decollo e quello di atterraggio. A disposizione il monte Crostis in Carnia, il Cuarnan sopra Gemona e il Valinis a Meduno (Pordenone); atterraggio ufficiale a Bordano e base operativa a Tolmezzo entrambe in quel di Udine. Grazie al sistema live tracking i voli, uno al giorno meteo permettendo, potranno essere seguiti momento per momento sulla pagina facebook, e nel sito ufficiale dell’evento, oltre che su un mega schermo al centro operativo.

Ai nastri di partenza un massimo di 125 piloti in rappresentanza di 29 nazioni. La squadra nazionale italiana si presenta dall’alto dei suoi nove titoli iridati, dei quali cinque consecutivi, l’ultimo due anni or sono a Brasilia, più cinque europei e una pioggia di medaglie nell’individuale. Tuttavia il CT degli azzurri, il varesino di Castiglione Olona Flavio Tebaldi, non fa mistero dell’arduo compito che i nostri si apprestano ad affrontare. Avranno di fronte nazioni come la Repubblica Ceca che in Brasile ci ha dato del filo da torcere. Anche Gran Bretagna, Australia e Austria non staranno a guardare, senza contare che qualche out sider potrebbe spuntare all’orizzonte.

La formazione italiana non si discosta molto da quella che ha vinto il titolo in Sudamerica e lo scorso anno quello europeo in Macedonia: Alex Ploner di San Cassiano (Bolzano), Cristian Ciech di Folgaria (Trento) e varesino di adozione, Filippo Oppici di Sala Baganza (Parma), Davide Guiducci di Villa Minozzo (Reggio Emilia), Tullio Gervasoni di Brescia, Suan Selenati di Enemonzo (Udine), Marco Laurenzi di Veroli (Frosinone) e l’esordiente Manuel Revelli da Cervasca (Cuneo). Aiutante in campo del team leader Tebaldi sarà Elia Piccinini di Castellarano (Reggio Emilia).
Molte e per tutti i gusti le manifestazioni di contorno ai mondiali: dallo sport alla musica, dal cinema all’enogastronomia. Sfilata delle nazioni il 13 luglio; premiazione il 27.
Ufficio Stampa FIVL

Associazione Nazionale Italiana Volo Libero

segnalazione web a cura di Giuseppe Serrone

Scherma: Mondiali fioretto, oro a Italia Azzurri battono in finale gli Usa, si chiude con 7 medaglie

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Medaglia d'oro per la squadra di fioretto a squadre maschile ai Mondiali di scherma di Wuzi, in Cina. Gli azzurri hanno battuto in finale per 45-34 gli Stati Uniti. In precedenza il quartetto azzurro, composto da Alessio Foconi, Daniele Garozzo, Andrea Cassarà e Giorgio Avola, aveva battuto in semifinale la Corea del Sud per 45-30. L'Italia chiude così la rassegna iridata con sette medaglie: 4 ori, 2 argenti e un bronzo.
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L'ITALIA PERDE A STOCCOLMA, I MONDIALI SONO PIU' LONTANI


AUTOGOL E FINISCE 1-0. SI SPERA IN RIMONTA A SAN SIRO La Svezia batte l'Italia 1-0 nell'andata dello spareggio per i Mondiali 2018, e la Russia per gli azzurri si fa più lontana. A Solna, circondati da un gran freddo e da un tifo agguerrito, gli azzurri soffrono nel primo tempo la maggiore intensità degli avversari. L'Italia si muove meglio nella ripresa, ma senza trovare occasioni favorevoli, e al 17' va sotto: Johansson batte di destro, una deviazione di De Rossi spiazza Buffon, ed è autogol. Per Ventura "una sconfitta immeritata, un risultato non corretto". Polemiche su una gomitata di Toivonen a Bonucci, col setto nasale rotto a 30 secondi da inizio partita. A Milano, lunedì, vincere sarà d'obbligo. Honduras-Australia finisce 0-0. 
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Mondiali: Messi salva l'Argentina, gli Usa eliminati

Tre gol di Lionel Messi mandano in extremis l'Argentina alla fase finale dei Mondiali. Nell'ultima gara di qualificazione del girone sudamericano l'Albiceleste ha battuto 3-1 a Quito l'Ecuador, passato in vantaggio al 1' con la rete di Romario Ibarra. Avanti anche Uruguay e Colombia, mentre il Perù se la giocherà ai playoff. La Celeste ha battuto 4-2 la Bolivia con doppietta di Luis Suarez, regalando due autogol. Finita 1-1 tra Los Cafeteros e Los Incas, con i peruviani che il prossimo mese si dovranno giocare la qualificazione sfidando la Nuova Zelanda. Il Brasile, primo del girone e già qualificato, ha battuto 3-0 il Cile con doppietta di Gabriel Jesus. Il Venezuela ha vinto 1-0 in Paraguay.
Gli Stati Uniti non superano il girone di qualificazione ai Mondiali, per la prima volta dal 1986. Nell'ultima giornata dei match Concacaf gli Usa sono stati battuti 2-1 dalla nazionale di Trinidad e Tobago, ultima del girone: a condannare gli statunitensi anche un autogol di Omar Gonzalez. La nazionale di calcio del Panama si qualifica invece per la prima volta. La Marea Roja ha battuto 2-1 il Costa Rica con doppietta di Gabriel Torres, chiudendo terza. Quarto posto e playoff contro l'Australia per l'Honduras, nonostante il 3-2 sui capilista del Messico.
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