Montepaschi batte Reggio e va a gara 5

La Montepaschi batte Reggio Emilia 81-85 e porta la serie a gara 5.
Subito 5-0 per la Montepaschi con i canestri di Ortner e Haynes. Kaukenas dalla lunetta segna per i suoi, ma dall’altra parte arrivano i canestri di Carter ed il libero dell’austriaco (1/2): 2-11 a 7’36″. Green allunga il break senese, poi Cervi lo chiude con due punti da sotto. Haynes realizza tre liberi sui tre assegnati; per Reggio va a segno White. Hunter trova il tap in del 6-18 a 4’40″, ma Bell dalla lunetta non sbaglia (3/3). Carter allunga dalla linea della carità, poi White trova un gioco da tre punti. Janning appoggia per il nuovo +10, ma l’ex Sassari e Pesaro accorcia ai liberi. Hunter inchioda altri due punti, ma Bell risponde seguito da Cervi (18-24 a 2′). Carter segna e realizza anche l’aggiuntivo, ma White risponde. Hunter piazza la bimane, seguito da Haynes che trova tre punti dall’arco. Cinciarini segna per i suoi ma arriva un’altra bomba dell’ex Milano. Il 20 reggiano replica dalla lunetta ed il primo quarto si chiude 23-35.
Reggio Emilia torna in campo con un break di 12-0 e pareggia i conti (35-35 a 6’40″). Green chiude il parziale casalingo con due punti ma non realizza l’aggiuntivo. Bell ha la risposta pronta. Nelson riporta avanti i suoi, ma i tre liberi di Filloy vanno a bersaglio e Reggio balza in vantaggio (40-39 a 4’40″). Haynes dalla lunetta segna per il nuovo +1 senese, ma Bell mette un piazzato. L’ex Milano appoggia per il 42-43 e poi va a piazzare la tripla. Filloy replica dall’arco, ma Haynes ha la risposta pronta (45-49 a 2′). White e Kaukenas pareggiano dalla lunetta, poi Bell sul fil di sirena realizza per il 52-49 all’intervallo.
La Grissin Bon trova un break di 7-0 in apertura della terza frazione e vola sul +10 (59-49 dopo 4′). Haynes chiude il parziale reggiano con quattro punti consecutivi, ma Silins trova la tripla del 62-53. La Montepaschi segna dalla lunetta e torna a -3 (62-59 a 3′). Bell trova altri due punti per Reggio, ma è ancora Green a rispondere. Cinciarini segna per i suoi. Carter fa 2/2 , poi Viggiano da tre impatta sul 66-66 a 1′. Il numero 4 senese manda a bersaglio entrambi i liberi assegnati e riporta Siena in vantaggio. La terza frazione si chiude 66-68.
Nelson da sotto apre la quarta frazione di gioco. Cinciarini trova un canestro in acrobazia  e con l’aggiuntivo riporta Reggio sotto di un lunghezza (69-70 a 8’20″). L’azero biancoverde allunga per Siena, ma Cervi risponde dalla lunetta. Kaukenas riporta davanti la Grissin Bon, poi Carter segna per il 73-75 dopo 4′. L’ex senese impatta, poi Cervi piazza la bimane del + 2. Carter segna il 77-78 a 4′ e Nelson allunga da sotto seguito da Haynes che piazza il canestro del 77-83 a 2’11″. Bell con quattro punti riporta Reggio a -2 a pochi secondi al termine. Nelson segna per l’81-85 a 15″ e 82 decimi. E la partita si chiude. Siena espugna il PalaBigi e porta la serie a gara 5.M
fonte: http://www.menssanabasket.it/

Grissin Bon Reggio Emilia - Montepaschi Siena 81-85

Grissin Bon Reggio Emilia - Montepaschi Siena 81-85

Basket, playoff: Pistoia non molla, concede il bis e porta Milano alla 'bella'

PISTOIA – Getta il cuore oltre l’ostacolo Pistoia e può continuare a sognare. La matricola Giorgio Tesi Group porta alla ‘bella’ la corazzata EA7 Emporio Armani Milano nella serie dei quarti di finale di play-off scudetto: i toscani si impongono in gara-4 per 84-82, battono per la seconda volta di seguito l’Olimpia al PalaCarrara e si guadagnano l’accesso a gara-5 di martedi’ al Forum di Assago, che decretera’ la sfidante, in semifinale, del Banco di Sardegna Sassari. Sotto di 16 all’intervallo, i padroni di casa si godono i 50 punti complessivi della coppia Wanamaker-Gibson, mentre l’Olimpia puo’ solo consolarsi per i 28 di Langford.

CUORE E CARATTERE, LA MATRICOLA PISTOIA GUADAGNA LA ‘BELLA’
– La ‘piccola’ Pistoia, che dodici mesi fa di questi tempi festeggiava la promozione, regge il confronto con la corazzata Milano, giocandosela a viso aperto (19-18 il primo tempino per i locali). E non si perde d’animo neppure dopo un secondo quarto da incubo, con appena 7 punti all’attivo e un pesante -16 sul groppone all’intervallo lungo. Al rientro dagli spogliatoi sono trasformati gli uomini di Moretti e, con il pubblico del PalaCarrara autentico sesto uomo in campo, cambiano l’inerzia dell’incontro chiudendo avanti di 3 al 30′ (62-59). Il finale di partita è da cardiopalma, con il canestro di Johnson e l’errore da tre di Samardo Samuels per Milano, errore che consegna la gara in mano alla squadra di Moretti.

BANCHI: “AVEVAMO IN PUGNO LA PARTITA, TROPPI LIBERI CONCESSI NEL 2° TEMPO” -
Mastica amaro al termine Luca Banchi. “Una partita che avevamo in mano, poi ancora l’inizio del terzo periodo e’ stato strano, complice un bonus bruciato in 70 secondi. Occorre dare meriti alla prova balistica degli esterni, il nostro secondo tempo è stato da troppi liberi concessi. Gli episodi hanno avuto un impatto decisivo sull’esito della gara”

PISTOIA-MILANO 84-82

(19-18, 26-42, 62-59)
PISTOIA: Daniel 7, Meini 1, Galanda, Wanamaker 28, Washington 11, Cortese, Evotti ne, Bozzetto ne, Gibson 22, Johnson 15. All. Moretti.
MILANO: Gentile 14, Cerella ne, Melli, Hackett 3, Kangur 3, Langford 28, Samuels 15, Toure’ ne, Wallace 3, Lawal 5, Moss 5, Jerrells 6. All. Banchi.
ARBITRI: Sahin, Baldini, Terreni.
NOTE - Tiri liberi: Pistoia 28/35, Milano 14/25. Tiri da tre: Pistoia 10/22, Milano 12/32. Fallo tecnico a Melli (Milano) al 21’58″, alla panchina di Milano al 25’57″, alla panchina di Pistoia, al 33’03″. Espulsione a Washington (Pistoia) al 32’20″, a Gentile (Milano) al 32’20″. Usciti per falli: Melli (Milano) al 37’00″. Rimbalzi: Pistoia 33, Milano 32. Spettatori: 4.100

repubblica.it

Giro: Aru vince 15/a tappa

ROMA, 25 MAG - Fabio Aru ha vinto per distacco la 15/a tappa del Giro d'Italia da Valdengo a Plan di Montecampione di 225 km. Aru, andato in fuga negli ultimi km, ha preceduto i colombiani Duarte e Quintana poi il francese Rolland. Il colombiano Rigoberto Uran Uran, oggi quinto a 42", mantiene la maglia rosa e ora ha un vantaggio di 1'03" sull'australiano Evans, 1'50" sul polacco Majha e 2'24" proprio su Aru. Domani seconda giornata di riposo
Brescia Oggi

A Monaco vince Rosberg, poi Hamilton e Ricciardo

Nico Rosberg su Mercedes ha vinto il gp di Monaco, sesta prova del mondiale di F1, bissando il successo del 2013. Secondo il suo compagno di scuderia Lewis Hamilton, terza la Red Bull di Daniel Ricciardo. Ai piedi del podio la Ferrari di Fernando Alonso. Per Rosberg, che con il successo sul circuito cittadino di Montecarlo torna leader del mondiale piloti, è la quinta vittoria in carriera in Formula 1. Hamilton ha conservato la seconda posizione, resistendo al ritorno prepotente di Ricciardo. Sfortunato Raikkonen. Il ferrarista è stato rallentato da un contatto con Magnussen a pochi giri dal traguardo, quando era ottavo, ed ha chiuso al dodicesimo posto.
"Il risultato fa schifo, ma non per colpa mia". Kimi Raikkonen non usa giri di parole per descrivere il suo gp di Monaco, costellato di episodi sfortunati. Partito sesto, il ferrarista era riuscito a risalire al terzo posto quando, in regime di safety car, "mi ha tamponato la Marussia di Max Chilton, distruggendomi una gomma posteriore". Scivolato al tredicesimo posto, il finlandese è risalito ancora fino all'ottavo. Ma a pochi giri dal termine una contatto con la McLaren di Magnussen lo ha rallentato, costringendolo a tagliare il traguardo solo 12/o.
ansa

BASKET, PLAYOFF SERIE A: REGGIO EMILIA-SIENA 82-74, GRISSIN BON SUL 2-1

Grissin Bon Reggio Emilia - Montepaschi Siena 82-74. I padroni di casa vanno avanti 2-1 in gara 3 nella serie playoff al meglio delle cinque partite. GRISSIN BON: White 20, Filloy 10,Brunner, Antonutti 2, Bell 12, Kaukenas 9,Cervi 11, Silins, Cinciarini 18. N.e.: Gigli, Frassineti e Pini. All.: Menetti MONTEPASCHI SIENA: Viggiano, Cournooh 2, Haynes 19, Carter 20, Janning 13, Ress 2, Ortner 1, Nelson 4, Green 13 . N.e.:Udom, Hunter e Batori All.: Crespi Arbitri: Taurino, Filippini, Lo Guzzo Parziali: 15-13, 29-30, 49-49 Note: spettatori 3500 circa; Tiri da 3: Reggio 3/11, Siena 9/26; tiri liberi: Grissin Bon 25/31, Montepaschi 9/14.
sport.repubblica.it

Montepaschi Siena – Grissin Bon Reggio Emilia 82-85

Montepaschi Siena – Grissin Bon Reggio Emilia 82-85
Termina con una sensazione di amaro in bocca quella che potrebbe essere l’ultima serie playoff, se non della storia, quanto meno da qui a lungo tempo per la Mens Sana Siena. Dopo aver subito per trentatre minuti i perfetti giochi, difensivi ed offensivi, di Reggio Emilia i biancoverdi si svegliano e rimontano fino al -5 con un imperioso Haynes. Nel finale gli emiliani fanno confusione, ma portano a casa la vittoria che da loro il vantaggio campo e mette con le spalle al muro i Campioni d’Italia in carica. Non convincono a pieno tuttavia alcuni fischi arbitrali.
La gara della Grissin Bon entra nel vivo sul 9-6, quando un immenso James White (8/11 da 2pt, 1/2 da 3pt) ha guidato l’attacco ospite ad un lunghissimo 4-22 che ha spento l’entusiasmo degli uomini di Crespi, tramortendoli fino ad inizio quarto periodo quando, sul -19 firmato dalla schiacciata di Riccardo Cervi (5/7 da 2pt, 6 rimbalzi), Siena si è destata all’improvviso con quattro triple in due minuti che hanno riaperto la gara.
Marques Haynes (2/6 da 2pt, 4/7 da 3pt, 8 falli subiti) ha guidato i suoi fino al 69-76, prima di forzare un paio di palle perse che hanno un po’ rallentato la rimonta, ma i colpi di coda di Bell, Cinciarini e White hanno permesso alla truppa di coach Menetti di non permettere a Siena di ricucire la rimonta che ha toccato l’82-84 con Hunter nel penultimo possesso della gara. Poi una carezza di Janning su Filloy, ad un sospiro dalla sirena dei ventiquattro secondi, permette all’oriundo di infilare il libero che fissa il risultato finale, con Haynes che non vede accogliere dagli dei della pallacanestro la propria preghiera sulla sirena.
Marquez Haynes (foto Alessia Bruchi 2014)
Benissimo per Reggio Emilia, oltre ai già citati White e Cervi, Silins ed Antonutti cruciali a metà gara con ottime percentuali dalla media e lunga distanza, male Kaukenas che ha sofferto, finendo con un inusuale 1/10 dal campo la gara, il secondo ritorno a Siena. Sul fronte senese si salvano solo Haynes, Hunter ed il malconcio Janning che con il rientrante Green hanno chiuso in doppia cifra; il non pervenuto Nelson (0/4 dal campo e -16 di plus/minus) e Carter i peggiori.
Montepaschi Siena – Grissin Bon Reggio Emilia 82-85 (13-28, 27-22, 15-22, 27-13)
MPS: M.Haynes 22, E.Green 15, O.Hunter 13. Rim(27): O.Hunter 8. As(14): M.Haynes, M.Janning e J.Carter 4.
RE: J.White 22, O.Silins 14, R.Cervi e A.Cinciarini 12.Rim(32): J.White 8. As(16): R.Kaukenas 5.
eurosport.yahoo.com

Reggio Emilia trionfa a Siena in Gara 1 playoff

Spendida vittoria della pallacanestro Reggiana a Siena contro la Montepaschi.... 

La Grissin Bon si impone sulla Montepaschi con il punteggio di 85-82 dopo che aveva raggiunto alla fine del terzo tempo un vantaggio di 17 punti (72-55)...

Da sottolineare i 22 punti di White... 
Nell'altra sfida di oggi Roma batte Cantù 75-71.

Segnalazione web a cura di redazione.sport@simail.it

Diretta web Radio e Web tv Grissin Bon Reggio Emilia Siena dalle ore 20,30 di Martedì 20 Maggio Gara I playoff Basket Serie A

Un'azzurra nel cielo di Roma Errani in finale, Jankovic ko

Grande impresa di Sara Errani: la 27enne romagnola è la prima finalista degli Internazionali Bnl d'Italia grazie alla vittoria per 6-3 7-5 sulla serba Jelena Jankovic, in un'ora e 48 minuti di gioco. Sara affronterà per l'ultimo atto la vincente tra Serena Williams e Ana Ivanovic.

"Quando un italiano è in finale, sognare è d'obbligo": lo ha detto Giovanni Malagò, commentando la vittoria di Sara Errani. Quella degli Internazionali Bnl 2014 "è un'edizione record. Oggi abbiamo assistito a qualcosa che lascia il segno: uno può dire: io c'ero", ha dichiarato il presidente del Coni a Super Tennis. La vittoria di Sara "è la dimostrazione vivente di quel che può fare un atleta quando vuol raggiungere un risultato", ha aggiunto.
''Non so che è dire, è stata una partita incredibile. In alcuni momenti ero morta e pensavo di non farcela ma il pubblico è stato grandioso''. Così Sara Errani commenta il match che, nel secondo set, con l'azzurra sotto 4-1, sembrava indirizzarsi a favore della serba. Poi cosa è cambiato? ''Ho parlato con Pablo (Lozano, coach dell'azzurra, ndr) e mi ha detto di giocare punto su punto e così è stato''. Una vittoria per 6-3 7-5 ottenuto davanti alla sua famiglia e alla compagna di doppio e amica Roberta Vinci. ''Avere loro qua è fondamentale - rileva la 27enne romagnola -. Mi dà la carica in più perché non lotto solo per me ma anche per loro e questo mi rende ancora più forte''.
''Oggi è stato un match storico, ce lo ricorderemo per tanto tempo. Perché tanto tempo abbiamo aspettato, 38 anni. Oggi Sarà ha fatto una prestazione esemplare. Non ha sbagliato una palla. Ha giocato con caparbietà, deve essere presa d'esempio per tutti i nostri giovani, non solo per quelli che praticano il tennis''. Così il presidente della Federtennis, Angelo Binaghi, commenta la storica vittoria di Sara Errani su Jelena Jankovic che le permette di accedere alla finale degli Internazionali Bnl d'Italia. Domani, tra la 27enne romagnola e uno storico successo sulla terra rossa del Foro Italico ci potrebbe essere Serena Williams, n.1 al mondo, impegnata nel pomeriggio contro l'altra serba Ana Ivanovic. ''Avremo di fronte un mostro come Serena Williams - dice Binaghi a Supertennis -, dovremmo creare una categoria solo per lei. Ma Sara e il suo allenatore troveranno il modo per farci divertire anche domani''.

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Basket, Serie A: le 8 migliori d’Italia pronte alla volata scudetto

In attesa di gustarsi ahinoi soltanto da spettatori la Final Four di Eurolega, da lunedì sarà nuovamente tempo di basket tricolore, con i play off scudetto che inizieranno dai quarti di finale. Rispetto alla Final Eight di Coppa Italia cambia solamente una partecipante, l’ultima, la splendida Pistoia capace di raggiungere la post season sul fil di sirena che ha preso il posto dell’Umana Venezia.
Ma facciamo il punto sulle “magnifiche” 8…
Emporio Armani Milano: è la super favorita per il titolo e deve riscattare anche l’opaca uscita di scena in Eurolega e Coppa Italia. Rinforzata dall’arrivo di Hackett, la strada verso la finale sembra in discesa, ma ci saranno da superare prima gli ostacoli Pistoia e nell’eventuale semifinale contro la vincente tra Sassari e Brindisi.
Montepaschi Siena: la vincitrice degli ultimi 7 campionati sta facendo i conti con la crisi del budget ridimensionato e l’assenza di stelle, ma in una ipotetica finale sono un osso duro: prima però c’è la sfida apertissima con la Grissin Bon Reggio Emilia…
Acqua Vitasnella Cantù: la finale manca da tre stagioni e quest’anno appare un obiettivo non insormontabile. Ma Aradori e compagni devono prima superare l’ostacolo Roma nei quarti di finale.
Dinamo Sassari: un titolo in bacheca lo hanno già messo, ma per rendere epica una stagione storica servirà un’impresa impossibile, ma con il Drake Diener di questi tempi sognare non costa nulla. Per mantenere i piedi sulla terra però bisognerà prima superare l’esame Brindisi.
Enel Brindisi: la sorpresa della prima parte di stagione si è già spenta e tra le 8 partecipanti sulla carta è quella meno in forma di tutte. Ma i play off si sa sono un campionato a parte…
Acea Roma: stagione di transizione per i capitolini dopo la partenza di Datome e la finale dello scorso anno con annessa rinuncia all’Eurolega causa spending rewiew di patron Toti. Ma coach Dalmonte ha potuto preparare i play off senza assilli e da mina vagante.
Grissin Bon Reggio Emilia: come Sassari anche loro hanno già scritto il loro nome nella storia con lo splendido successo in Eurochallenge. L’incrocio con Siena è duro ma non impari, ma alla lunga potrà incidere la stanchezza fisica e mentale dopo una stagione esaltante.
Giorgio Tesi Group Pistoia: i play off sono il premio ad una seconda parte di campionato con i fiocchi per il quintetto del top coach Moretti, oltre che l’Oscar alla carriera per Jeck Galanda. La preventivabile sconfitta con la capolista Milano non sarebbe quindi una figuraccia.
olimpiazzurra.com

Ecco i 30 preconvocati da Prandelli per i Mondiali




 

Cesare Prandelli ha fatto le sue scelte. Le prime. Non ancora definitive perchè i 30 di oggi verranno ridotti a 23 entro il 2 giugno, tre giorni prima della partenza per il Brasile e dopo due settimane di raduno a Coverciano.

Ecco i 30 preconvocati per la Coppa del Mondo FIFA:


Portieri Buffon (Juventus), Perin (Genoa), Sirigu (Paris Saint Germain), Mirante (Parma) (non inserito nell'elenco dei 30 pre-convocati per il Mondiale, ma convocato a scopo precauzionale per il raduno di Coverciano)


Difensori Abate (Milan), Barzagli (Juventus), Bonucci (Juventus), Chiellini (Juventus), Darmian (Torino), De Sciglio (Milan), Maggio (Napoli), Paletta (Parma), Pasqual (Fiorentina), Ranocchia (Inter)

Centrocampisti Aquilani (Fiorentina), Candreva (Lazio), De Rossi (Roma), Marchisio (Juventus), Montolivo (Milan), Motta (Paris Saint Germain), Parolo (Parma), Pirlo (Juventus), Romulo (Verona), Verratti (Paris Saint Germain)

Attaccanti Balotelli (Milan), Cassano (Parma), Cerci (Torino), Destro (Roma), Immobile (Torino), Insigne (Napoli), Rossi (Fiorentina).
C'è quindi Pepito Rossi, l'attaccante della Fiorentina che si è ritagliato uno spazio tra i 30 pre-convocati per il Mondiale, grazie ai tre spezzoni di gare che gli ha concesso il tecnico della Fiorentina, Vincenzo Montella: la prima nella finale di Coppa Italia, le altre due in campionato con Sassuolo e Livorno. L'italo-americano ha risposto con un gol e un assist dimostrando che dopo il grave infortunio al ginocchio deve recuperare solo la condizione, la classe no, quella è rimasta intatta. Del resto Rossi è stato sempre nei piani del ct che fino a qualche tempo fa riteneva la coppia formata dall'ex Villarreal e da Mario Balotelli quella ideale per la sua Nazionale.

Chiuso il capitolo attaccanti, tra i pali scelte definitive. Il futuro è di Scuffet, ma dall'alto dei suoi 17 anni il friulano può attendere. Alle spalle di Buffon la certezza Sirigu e la novità Perin, escluso Mirante che andrà comunque a Coverciano a scopo precauzionale. In difesa le sorprese sono Darmian e Pasqual. Il primo, protagonista di una grande stagione al Torino, era stato convocato da Prandelli nell'ultimo stage. Esterno tecnico e veloce, garantisce al ct una valida alternativa sulle fasce. Il secondo, capitano della Fiorentina, è stato preferito a Criscito che dopo aver perso gli Europei, resta a casa anche per i Mondiali. Non è detto che il viola faccia parte della spedizione in Brasile, così come rischia anche uno dei centrali: Andrea Ranocchia. Vista la presenza di Barzagli, Bonucci, Chiellini e Paletta, è possibile che il nerazzurro resti fuori a meno che non convinca più dei compagni Prandelli.

Come previsto c'è Chiellini, squalificato dal giudice sportivo per la gomitata a Pjanic, ma non dal codice etico del ct che non ha ritenuto un gesto volutamente violento quello del bianconero, il quale può giocare anche come esterno sinistro.

Nel frattempo sono successe tante cose. A parte l'infortunio di Pepito, l'esplosione di Immobile e Destro (entrambi convocati), il grande campionato di Cassano, tornato a respirare l'azzurro nell'ultimo stage dopo due anni di assenza, ma anche la conferma ad alti livelli di Alessio Cerci che con Immobile ha trascinato il Toro nei piani alti della classifica, facendo rivivere al popolo granata le emozioni della coppia Graziani-Pulici. Tra i 30 c'è anche Insigne, un premio all'ottimo finale di stagione.

Il grande escluso è Alberto Gilardino, campione del mondo 2006 che, a Palermo, contro la Bulgaria, segnò la rete della vittoria che, di fatto, in attesa della matematica, portava gli azzurri in Brasile. Il Gila è anche il miglior marcatore in attività della Nazionale con 19 reti, ma Prandelli ha scelto diversamente e visto il campionato di Immobile e Destro e l'intoccabile Balotelli, ci può anche stare.

Non solo Gilardino, esclusi anche il "vecchio" Toni e Osvaldo, un altro su cui Prandelli ha sempre puntato, ma che pur avendo vinto lo scudetto ha pagato il poco spazio trovato nella Juventus. Dei sette attaccanti inseriti nella lista dei 30, è probabile che solo uno non vada ai Mondiali e se Rossi dimostrerà al ct che l'infortunio è solo un brutto ricordo, allora quello maggiormente a rischio potrebbe essere Insigne.

I terzini, a parte i già citati Darmian e Pasqual, non mancano. Ci sono Abate, che con Seedorf non ha trovato molto spazio, ma anche Maggio e De Sciglio che in questa stagione hanno dovuto fare i conti con infortuni che ne hanno condizionato l'annata, mentre Astori non ha trovato posto neanche tra i 30. Qualcuno tra i difensori verrà tagliato.

La stessa cosa succederà a centrocampo: la novità è Romulo, un altro oriundo che Prandelli ha seguito per tutto l'anno e che nel Verona ha dimostrato di essere un giocatore di qualità e grande duttilità tattica. Ha "rubato" il posto a Giaccherini, insieme a Diamanti l'escluso eccelente tra i centrocampisti.

Tra i 30 gli intoccabili e indiscutibili Pirlo, De Rossi, Marchisio e Thiago Motta, tra i 23 ci sarà sicuramente anche Candreva (che può fare il trequartista e l'esterno oltre che l'interno), ha buone chance Montolivo, si giocheranno un posto il fiorentino Aquilani, che sembrava fuori da ogni gioco, il parmense Parolo e il campione di Francia, Marco Verratti.

Gli azzurri si raduneranno entro la mezzanotte di lunedì 19 maggio, martedì 20 gli incerti inizieranno la loro corsa al Mondiale, gli altri penseranno a costruire un gruppo che si presenta in Brasile come vice-campione d'Europa.
avvenire.it

 

Koten: “Lo sport mi è servito ad avere una vita migliore

Dopo sei Paralimpiadi come atleta, il novarese sta per celebrare i tre decenni alla guida dell’Ashd Novara
Giuliano Koten nella sede dell’Ashd a Novara dove si allenano gli atleti disabili
novara
Almeno un atleta novarese dal 1968 in poi ha partecipato alle Paralimpiadi, i giochi a cinque cerchi in cui i disabili possono esprimere al massimo livello le proprie doti agonistiche.  
Il primo che ha avviato questa consuetudine è Giuliano Koten. Nato a Fiume nel 1941 e costretto a lasciare con la famiglia l’Istria Giuliano Koten ha vissuto dal 1950 (per otto anni) alla caserma Perrone, adattata a rifugio per gli esuli dalmati.  

Il 26 luglio del 1965 mentre per la ditta Falconi era sul posto di lavoro da ascensorista rimase gravemente ferito: «A 24 anni, nel pieno della giovinezza, persi l’uso delle gambe - racconta Giuliano Koten -. Pensavo di essere giunto al capolinea invece il ricovero al centro spinale di paraplegia di Ostia Lido mi permise di iniziare quella che chiamo la mia terza vita, dopo la gioventù a Fiume e l’arrivo da esule a Novara». La protagonista del terzo capitolo della vita per Koten è stata l’attività sportiva praticata a livello agonistico: «Nelle fila della squadra di Ostia eravamo 20 atleti in sedia a rotelle pronti a cimentarci in discipline come il nuoto, il tiro con l’arco, la scherma, il tennis, il ping pong, la pallacanestro».  

Nel 1966 in Inghilterra, a Stoke Mandeville, nella struttura creata in origine da Ludwig Guttmann per la riabilitazione dei menomati negli eventi bellici, Koten partecipa alla prima gara: «A poco più di un anno dall’incidente che mi ha impedito di camminare con le mie gambe sono tornato a pensare di avere un futuro grazie allo sport».  
 
Nel 1968 arriva la prima la convocazione alla Paralimpiade: «I giochi olimpici per i disabili erano iniziati nel 1960 a Roma. Nel 1968 a Città del Messico gli organizzatori non ci dedicarono spazi adeguati così le paralimpiadi vennero dirottate a Tel Aviv». Il feeling di Koten con il podio e le medaglie prende subito forma: «Conquistai due bronzi, nella scherma e nel tiro con l’arco». Quattro anni dopo, seconda partecipazione paralimpica: ma non a Monaco di Baviera bensì nella città universitaria di Heidelberg.  
 
«Assaporai per la prima volta la gioia di salire sul primo gradino del podio olimpico - dice Koten - con l’oro nella scherma a squadre». Nel 1976 a Toronto vince tre bronzi di cui due a squadre e uno individuale, 5° posto nel pentathlon e 9° nel lancio del disco. In Olanda nel 1980, ad Arnhem, Koten cala il poker di paraolimpiadi: «Il 13° piazzamento nel tiro con l’arco - racconta Giuliano Koten - mi stimola a perfezionare la pratica della disciplina, l’unica, in cui tutti gli atleti, disabili e normodotati, sono sullo stesso piano».  
 
Nel frattempo, in quel 1980, a Novara l’avvocato Paolo Baraggioli creava l’Ash, l’associazione sportiva handicappati dedicata a sport, cultura e divertimento: «Nel 1981 lasciai la squadra di Ostia e venni tesserato per l’Ash di cui da quasi tre decenni sono presidente». Koten prese parte ad altre due Paralimpiadi, nel 1984 a Stoke Mandeville e nel 1988 a Seul. Era ormai decollata la missione «Ash», la fucina dei campioni che avrebbero portato la bandiera sportiva novarese in tutte le successive Paralimpiadi. 

Kinshasa: scontri e morti durante partita

Almeno 15 persone sono morte e altre 21 sono rimaste ferite ieri sera, a Kinshasa, nella Repubblica democratica del Congo, negli scontri tra tifosi delle due squadre in campo - Asv-Club Mazembe - e la polizia, che hanno causato il crollo di un muro dello stadio. "Il bilancio per il momento è di 15 morti e 21 feriti", ha detto il governatore di Kinshasa, André Kimbuta.
   
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Hamilton vince Gp Spagna, sesto Alonso

Il britannico Lewis Hamilton (Mercedes) ha vinto il Gp di Spagna di F1, suo quarto successo su 5 gare. Alle spalle del nuovo leader del Mondiale, il compagno di squadra Nico Rosberg, secondo. Sesto posto per Fernando Alonso, settimo Raikkonen.
Lewis Hamilton, nuovo leader del mondiale di Formula 1, e Nico Rosberg hanno doppiato nel finale di gara con le loro Mercedes il ferrarista Kimi Raikkonen, settimo al traguardo. Il podio della gara di Barcellona è stato completato dall'australiano della Red Bull. Daniel Ricciardo. Quarto posto per il campione del mondo Sebastian Vettel. Quinto, davanti alle Ferrari, il finlandese Valtteri Bottas (Williams). A punti sono andati anche Romain Grosjean (Lotus), ottavo, e le Force India di Sergio Perez, nono, e Nico Hulkeberg, decimo.
 Alonso, il nostro passo di gara è troppo lento - "Oltre un minuto di distacco è eccessivo, dobbiamo migliorare" ROMA (ANSA) - ROMA, 11 MAG - "Sapevamo dall'inizio che sarebbe stato un fine settimana difficile. Abbiamo un passo di gara troppo lento rispetto ai top team, un minuto è mezzo di distacco è davvero troppo. Dobbiamo migliorare, procedendo passo passo". Così Fernando Alonso ai microfoni di Sky Sport, piuttosto deluso dopo il sesto posto nel Gp di Spagna, che l'anno scorso lo aveva visto vincitore. "Da qui a Montecarlo lavoreremo molto, porteremo delle novità, come peraltro faranno gli altri, ma comunque speriamo di recuperare", ha aggiunto lo spagnolo della Ferrari. 
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I verdetti finali: ai play off Reggio (7a) e Pistoia (8a). Pesaro in salvo, retrocede Montegranaro

L’ultima giornata della Serie A Beko ha definito il nome della squadra retrocessa e cioè la Sutor Montegranaro (a parità di classifica sfavorita dalla differenza canestri favorevole con + 8 alla VL Pesaro vittoriosa con la Umana Venezia) e la posizione delle squadre in vista dei playoff scudetto che scatteranno lunedì 19 maggio: per la classifica avulsa scattata a quota 30 punti, settima è la Grissin Bon Reggio Emilia, nonostante la sconfitta di Avellino, e ottava la Giorgio Tesi Group Pistoia, vittoriosa di 5 punti sulla Pasta Reggia Caserta.
Questo il tabellone dei play off:
TABELLONE ALTO 1 EA7 EMPORIO ARMANI MILANO 8 GIORGIO TESI GROUP PISTOIA
4 BANCO DI SARDEGNA SASSARI 5 ENEL BRINDISI

TABELLONE BASSO 2 MONTEPASCHI SIENA 7 GRISSIN BON REGGIO EMILIA
 3 ACQUA VITASNELLA CANTU’ 6 ACEA ROMA
 legabasket.it

Playoff al via il 19 maggio: ecco le date

I playoff scudetto partiranno il 19 maggio con gara1 del tabellone alto (Milano-Pistoia e Sassari-Brindisi) mentre il 20 maggio toccherà a Siena-Reggio e Cantù-Roma. 

Queste le date: QUARTI DI FINALE (al meglio delle cinque gare): Gara 1: lunedì 19 e martedì 20 maggio. Gara 2: mercoledì 21 e giovedì 22 maggio. Gara 3: venerdì 23 e sabato 24 maggio. Eventuale Gara 4: domenica 25 e lunedì 26 maggio. Eventuale Gara 5: martedì 27 e mercoledì 28 maggio.

 SEMIFINALI (al meglio delle sette gare): Gara 1: venerdì 30 e sabato 31 maggio. Gara 2: domenica 1 e lunedì 2 giugno. Gara 3: martedì 3 e mercoledì 4 giugno. Gara 4: giovedì 5 e venerdì 6 giugno.  Eventuale Gara 5: sabato 7 e domenica 8 giugno. Eventuale Gara 6: lunedì 9 e martedì 10 giugno. Eventuale Gara 7: mercoledì 11 e giovedì 12 giugno.

 FINALE (al meglio delle sette gare): Gara 1: domenica 15 giugno. Gara 2: martedì 17 giugno. Gara 3: giovedì 19 giugno. Gara 4: sabato 21 giugno. Eventuale Gara 5: lunedì 23 giugno. Eventuale Gara 6: mercoledì 25 giugno. Eventuale Gara 7: venerdì 27 giugno

Fonte: Legabasket

Basket Sidigas Avellino - Grissin Bon 82-74. Reggio Emilia nei playoff affronterà Siena

Il tabellino

Sidigas Avellino - Grissin Bon 82-74
Sidigas: Thomas 11 (4/5, 1/1), Lakovic 20 (1/2, 5/7), Goldwire 11 (3/3, 1/5), Cavaliero 12 (1/3, 2/3), Foster 10 (2/5, 1/6); Biligha 4 (1/4), Achara 14 (3/3, 1/1), Riccio (0/1), Ronconi, Morgillo. All. Vitucci
Grissin Bon: White 19 (5/11, 2/4), Gigli 7 (1/1, 171), Kaukenas 9 (2/6, 1/3), Silins 10 (0/1, 3/4), Cinciarini 9 (2/3, 0/4); Filloy 9 (0/1, 3/6), Brunner 4 (2/3), Antonutti 3 (1/2 da 3), Bell 4 (1/4, 0/2), Cervi, Pini (0/1). N.E. Frassineti. All. Menetti
Arbitri: Cerebuch, Lanzarini e Filippini
Note - Parziali tempi: 22-13, 43-39, 64-63. Tiri liberi: Sidigas 19/25, Grissin Bon 15/21. Falli tecnici a Kaukenas (36-34), Cavaliero (52-52) e White (64-63). Rimbalzi: 31-29 per la Sidigas.

La Grissin Bon  chiude al 7° posto il campionato di serie A e nei playoff, che scatteranno martedì 20 maggio, affronterà Siena.

fonte: Il Resto del Carlino

Roma-Juve domenica alle 17,45

Il Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro, dopo aver consultato la Lega Calcio, l'Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive e i rappresentanti provinciali delle forze di polizia, ha fissato l'orario d'inizio della partita Roma-Juventus di domenica 11 maggio alle 17.45
ansa

Scontri Roma, stampa estera inorridita: "Coppa della vergogna"

La stampa internazionale a muso duro sulla notte di Coppa Italia: "Follia a Roma. La finale nelle mani di un figlio di un camorrista"

dicono di noi — La Bild apre con "Follia a Roma. Spari alla finale di Coppa in Italia", lo spagnolo Marca titola "Il Napoli alza la Coppa della vergogna" e poi attacca "Vorremmo parlare di calcio. Esclusivamente del senso puro e unico dello sport. Però certi atti fragili e vergognosi come quelli vissuti sabato a Roma soffocano le storie del calcio per lasciare nell'aria le miserie che circondano tutto ciò che genera passioni eccessive". Da Mundo Deportivo stesso senso di disgusto: "La finale di Coppa Italia nelle mani di un figlio di un camorrista". "Il calcio italiano – sostiene El Pais – di nuovo ostaggio dei tifosi più violenti dentro e fuori lo stadio Olimpico". France Fooball sintetizza con "Napoli, dramma e festa", l'altro francese Le Monde titola: "Il Napoli si prende una finale di Coppa Italia segnata da feriti da arma da fuoco". L'inglese Daily mail scrive "Tre tifosi colpiti da spari per la Finale di Coppa Italia. Volenti scontri ritardano il calcio d'inizio", mentre la Bbc si produce con un video eloquente sui fatti nudi e crudi. Il New York Times, che d'abitudine non punta molto sul calcio, stavolta riserva un pezzo agli incresciosi fatti di Roma "La finale di Coppa Italia ritardata dagli scontri prima del match". Punta il dito anche dall'altra parte del mondo l'Australia, con The Sydney Morning Herald "Il Napoli vince la finale rovinata dalla violenza".
 Azzurra Saggini 

 

Calcio, Prandelli: ''Complimenti a Juve e Napoli, ma sport ha perso''

Il ct azzurro esalta la squadra di Conte. ''E' riuscita a vincere nonostante le pressioni, ma brava anche la Roma''. Sui fatti accaduti a Roma prima della finale di Coppa Italia: ''Serve dialogo, non degli aut aut''. Guardando ai Mondiali: ''Siamo subito dopo le migliori, ora bisogna decidere ultime convocazioni''
I complimenti alla Juventus per lo scudetto, lo sdegno per i fatto di Roma e la speranza di una nazionale intraprendente ai Mondiali in Brasile. E’ un Cesare Prandelli a 360° quello che interviene ai microfoni di Radio Anch’io lo Sport il giorno dopo il tricolore vinto dagli uomini di Conte senza neanche scendere in campo. “Faccio i complimenti alla Juventus, a Conte e ai giocatori, sono riusciti a vincere uno scudetto strameritato nonostante le pressioni e il dover essere costretti a vincere. Grazie anche alla Roma – continua il Ct – e al suo gioco bello e propositivo, il nostro calcio non e’ messo male nel gioco. Queste due squadre giocano un calcio propositivo e molto interessante, valorizza in pieno i giocatori ed hanno una fisionomia di gioco. Anche Napoli e Fiorentina hanno un impianto di gioco collaudato, il nostro calcio si sta ritrovando e nelle prime quattro ha una sua identita’”.

SERVE DIALOGO, NON AUT AUT -
Tornando sui fatti avvenuti a Roma prima della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina, Prandelli ammette: “E’ un problema di tutti noi, la strada e’ quella del dialogo, non dell’aut aut, gli stadi devono essere un luogo di aggregazione propositiva, non di pseudo-minacce. Nessuno deve essere protagonista, se non il calcio. E’ un problema del Paese, che deve diventare civile a tutti gli effetti – ha spiegato ancora Prandelli -. Chiaro che il calcio ha una cassa di risonanza straordinaria, ma l’immagine data al mondo non ci rappresenta. Il nostro compito e’ aiutare il Paese a crescere. Noi italiani abbiamo bisogno di toccare il fondo e di essere governati, tutto il Paese deve essere coinvolto altrimenti Fifa e Uefa ci fermeranno come successo con gli inglesi”. Sui fischi all’Inno di Mameli: “Ho provato delusione ed amarezza, ma sono convinto che i fischi sono arrivati per aver accumulato tanta tensione dopo ore di attesa tra le notizie del presunto morto. Chiaro che quando si fischia un inno non c’e’ niente di civile, non ci appartiene”.

BALOTELLI MIGLIORATO, MERITO DI SEEDORF -
Nel futuro immediato c’è il Mondiale in Brasile. “Siamo avanti – dice il tecnico azzurro -, i dati sono piu’ o meno quelli dell’anno scorso e di due anni fa, al termine di un campionato stressante con il logorio fisico. Ora inizieremo a lavorare in maniera personalizzata e questo e’ un grande vantaggio. In questi ultimi mesi abbiamo intravisto giocatori che avevamo stimolato qualche mese fa, dei giovani che si stanno mettendo in luce”. Balotelli, nel derby di ieri, ha fatto grandi cose, oltre all’assist decisivo per il gol di De Jong: “Con noi ha fatto 14 gol e non ha mai avuto un comportamento non in linea col gruppo. Io lo devo valutare quando arrivera’ a Coverciano, mi auguro non succeda nulla nelle ultime giornate, chi vuol venire ai Mondiali sa come deve comportarsi. Da lui mi aspetto prestazioni come quelle di ieri sera, non tanto i gol. E il merito e’ anche di Seedorf”.

BRASILE, TOTO ATTACCANTI -
E’ nella rosa degli attaccanti che Prandelli dovra’ scremare per la tanta concorrenza: “Ci sono giocatori che fino all’ultimo dovranno dimostrarmi di meritare la convocazione, anche dal punto di vista fisico. Insigne? E’ nei 30, in attacco passeremo da sette a cinque. Il toto e’ anche un divertimento, si parla di calcio”. Due le sorprese di questo campionato, tra veterani e giovani: “Luca Toni ha disputato un campionato straordinario, si e’ rimesso in gioco, ha ritrovato un’allegria che da anni non aveva, a dimostrazione che quando uno ha un obiettivo, negli ambienti giusti puo’ prolungare la carriera. Tra i giovani invece dico Ciro Immobile: ha dimostrato un rendimento straordinario, e’ stato continuo: non era partito con grandi pronostici, ha dovuto riconquistare tutti. E Ventura, conoscendolo, non regala nulla”.

MONDIALI, CALDO NEMICO NUMERO 1 -
L’esordio degli azzurri ai Mondiali, contro l’Inghilterra, si avvicina e a preoccupare, oltre all’avversario, e’ il caldo: “La prima partita e’ quella che preoccupa di piu’, e conta arrivarci bene piu’ dal punto di vista mentale che fisico, anche perche’ l’Inghilterra avra’ i nostri problemi. Sara’ affascinante giocare in Amazzonia, forse non succedera’ piu’, sara’ un momento storico. Sono convinto che arriveremo preparati”. L’Italia, nonostante un ranking non esaltante, sara’ ancora protagonista: “Ci sono almeno sei squadre molto forti ed attrezzate, noi veniamo dopo il sesto-settimo posto, dipende poi da come si arrivera’ al Mondiale e come si affronteranno le grandi nazionali. Vorrei vedere sempre nella mia squadra non solo il coraggio, ma anche un’idea di gioco. L’altra sera a Roma, nonostante le difficolta’, Napoli e Fiorentina hanno giocato a calcio con una fisionomia, senza improvvisare”.

repubblica.it

BRASILE: NELLA PATRIA DEL CALCIO, LA COPPA DEL MONDO NON PIACE PIÙ

37634 BRASILIA-ADISTA. Iniziato il conto alla rovescia per il campionato mondiale di calcio in Brasile (la partita d’apertura, Brasile-Croazia, si giocherà all’Arena Corinthians di São Paulo il 12 giugno), il governo di Dilma Rousseff sta correndo ai ripari per contrastare l’immagine negativa prodotta tanto dai ritardi nella costruzione degli impianti e delle infrastrutture, quanto soprattutto dalle modalità profondamente antisociali con cui tali opere sono state realizzate e dai costi esorbitanti del doppio appuntamento sportivo (i mondiali del 2014 e le Olimpiadi del 2016), oggetto di proteste culminate inaspettatamente e clamorosamente nel giugno del 2013 (v. Adista n. 25/13). Una sgraditissima sorpresa per il governo, che, certo di solleticare l’orgoglio nazionale sul terreno della distrazione più cara ai brasiliani (quella calcistica), si attendeva un grande ritorno in termini di prestigio e deve al contrario fronteggiare un calo di popolarità proprio nell’anno delle elezioni presidenziali (previste per il prossimo ottobre).
Nel tentativo di invertire il trend, il governo ha incaricato il ministro della Segreteria Generale della presidenza della Repubblica, Gilberto Carvalho, di stabilire, in realtà con grande ritardo, un dialogo con la società, impegnandosi a smontare, a suo dire, la “disinformazione” imperante attorno all’evento. Così, mentre il ministro dello Sport Aldo Rebelo va in giro a inaugurare impianti che in vari casi, a cominciare dallo stadio di Manaus, resteranno praticamente inutilizzati dopo la Coppa, Carvalho è impegnato a visitare le 12 città che ospiteranno le partite, con l’obiettivo di mobilitare le organizzazioni sociali in difesa dei mondiali. Un compito assai arduo: il 29 aprile, in un incontro a Rio de Janeiro, il ministro è stato più volte interrotto e pesantemente fischiato, come quando, a una donna minacciata da una delle tante rimozioni legate alla costruzione delle opere, ha pensato bene di dire: «Esca un po’ dal suo orticello, pensi al Paese» (O Estado de S. Paulo, 29/04).

Cose della vita
Non giovano sicuramente al governo le polemiche sui ritardi nell’esecuzione delle opere, sebbene, come spiega Tuto Beat Wehrle, responsabile in Brasile del programma “A chance to play” (un’iniziativa solidale di sostegno ai bambini e adolescenti delle favelas di São Paulo promossa dalla sezione tedesca di Terre des hommes), in un’intervista pubblicata su Argenpress.info il 25 aprile, non si tratti di una questione di inefficienza, bensì di «un freddo calcolo economico» da parte delle imprese private, le quali, quanto più grave è il ritardo, tanto più possono avanzare pretese rispetto a «pagamenti aggiuntivi», con il risultato che le spese per gli impianti, stimate inizialmente attorno ai 2,4 miliardi di reais, hanno già oltrepassato gli 8 miliardi: un investimento superiore a quelli dei mondiali in Germania e in Sudafrica messi insieme. E considerando che la Coppa del Mondo costerà oltre 30 miliardi di reais (10 miliardi di euro), la cifra più alta nell’intera storia dei mondiali di calcio, non c’è da stupirsi che, stando a un recente sondaggio dell’Istituto Datafolha, il 55% dei brasiliani sia convinto che i mondiali produrranno più costi che vantaggi. Ancor più grave, tuttavia, è che, per ultimare in tempo utile la costruzione degli impianti, le imprese impongano agli operai estenuanti giornate di lavoro, fino a 18 ore, aumentando il rischio di incidenti anche mortali. Nove lavoratori hanno già perso la vita nei cantieri (sette in seguito a incidenti e due per infarto), l’ultimo dei quali, il 23enne Fábio Hamilton da Cruz, è morto cadendo da un’altezza di oltre 8 metri, il 29 marzo, mentre lavorava all’installazione delle tribune provvisorie dello stadio Itaquerão (Arena Corinthians), a São Paulo. «Cose della vita», è stato il micidiale commento di Pelè: un incidente che «può succedere», qualcosa di «normale».
Vittime della “pacificazione”
Neppure giovano al governo le proteste relative alla questione della sicurezza e del controllo del territorio, soprattutto rispetto all’azione di “pacificazione” delle favelas, culminata agli inizi di aprile con l’occupazione da parte dell’esercito del Complesso della Maré, la più grande favela di Rio de Janeiro (costituita da 17 comunità per un totale di 130mila persone), per introdurvi, come già avvenuto altrove, un’Unità di Polizia Pacificatrice (Upp).
«Per quanto possa valutarsi positivamente – scrive Beat Wehrle – la strategia diretta a sottrarre territori al crimine organizzato, il sollievo delle famiglie che abitano nelle favelas “pacificate” ha ben presto ceduto il passo alla sofferenza dinanzi all’azione ugualmente arbitraria, repressiva e violenta delle polizie militari». In realtà, come ha commentato il sociologo Cândido Grzybowski (Canal Ibase, 7/4), l’attuale politica di sicurezza è rivolta a proteggere la città dalle favelas e dai loro abitanti piuttosto che garantire a tutti il diritto alla sicurezza: «La polizia, quando non è connivente con la criminalità per trarne vantaggi, ha sempre guardato al territorio delle favelas come a uno spazio ostile semplicemente da reprimere». È assai significativo, ha sottolineato Grzybowski, che, in relazione al Complesso della Maré, si sia parlato esplicitamente di “occupazione” – e davvero di questo si è trattato, «con blindati, armi pesanti, elicotteri e un intero arsenale di guerra» –, anziché, per esempio, di «“liberazione” da trafficanti e milizie armate». E altrettanto significativo è il fatto che non si sia nascosta la durata di tale “occupazione” militare, che andrà avanti solo fino al termine della Coppa del mondo. Non c’è allora da stupirsi che nella favela di Pavão-Pavãozinho, tra i due quartieri più turistici di Rio de Janeiro, Copacabana e Ipanema, sia esplosa una vera rivolta – con tanto di incendi, barricate e sparatorie, e con il bilancio di almeno una vittima – in seguito alla morte in circostanze non chiare di un ballerino di un varietà televisivo, Douglas Rafael da Silva Pereira, durante una perquisizione della polizia, la quale, pare, avrebbe scambiato il giovane per un malvivente, pestandolo a sangue. Non sarebbe certo una novità: secondo un recente rapporto del Forum brasiliano di sicurezza pubblica, addirittura cinque persone al giorno muoiono in conseguenza di azioni da parte della polizia (1.890 le vittime solo nel 2012).
A esprimere critiche è anche la Conferenza episcopale brasiliana, che, in un messaggio emesso lo scorso marzo, esprimendo solidarietà a «quanti, a causa delle opere legate alla Coppa del mondo, sono stati feriti nella propria dignità e colpiti dal dolore della perdita di persone care», ritiene inammissibile «che il mondiale finisca per aggravare le disuguaglianze urbane e la devastazione ambientale, giustificando l’adozione progressiva di uno stato di eccezione, mediante decreti, misure provvisorie e risoluzioni».
Se è difficile prevedere l’impatto delle rivolte delle favelas sullo svolgimento dei mondiali, è certo, comunque, che la mobilitazione legata allo slogan “Não vai ter Copa” (la Coppa del mondo non si farà) non ha più raggiunto i livelli di partecipazione di massa che hanno caratterizzato le manifestazioni dello scorso anno. E in ogni caso sono in tanti a pensare che le proteste debbano precedere (e seguire) i mondiali, ma non accompagnarli: «Non siamo contro la Coppa del mondo – ha dichiarato per esempio João Pedro Stedile, uno dei leader più autorevoli del più importante movimento sociale del Brasile, quello dei Senza Terra –: il popolo brasiliano vuole assistere ai mondiali. Per quanto i biglietti siano molto cari e i profitti andranno tutti alla Fifa, le persone vorranno seguirli da casa, in televisione». Di conseguenza, «il peggior momento per le manifestazioni è proprio durante i mondiali. Si tratterebbe di un errore da parte dei giovani: le mobilitazioni devono essere fatte prima». (claudia fanti)

Reggio Emilia si sbarazza facilmente dell’Acqua Vitasnella (83-68)

Reggio Emilia si sbarazza facilmente dell’Acqua Vitasnella (83-68) e coglie la seconda qualificazione consecutiva ai playoff: dopo un primo quarto equilibrato, la Grissin Bon ha allungato con un White inarrestabile (15 punti al riposo) concedendo alla squadra di Sacripanti solo 9 punti in 10’ (38-29). Dopo l’intervallo lungo il margine si è ampliato (53-36) ma Cantù ha provato a scuotersi con un parziale di 9-0 (61-54). Decisivo il nuovo parziale dei padroni di casa, col 6-0 firmato da White e Kaukenas (67-54). Per Reggio Emilia 23 punti di White, 15 di Cinciarini e 13 di Kaukenas. Per gli ospiti 14 punti di Ragland, 12 di Abass, 10 di Leunen e Gentile.
corrieredellosport.it

Basket Serie A. La volata playoff: tutte le ipotesi in caso di arrivo di parita’

A un turno dalla conclusione della regular season 2013/14 gia’ 3 squadre sono sicure del piazzamento: EA7 Emporio Armani Milano (1°), Montepaschi Siena (2°), Acqua Vitasnella Cantù (3°). Sicuro anche l’accoppiamento dei quarti di finale tra Enel Brindisi e Banco di Sardegna Sassari, rimane pero’ da definire chi avrà il fattore campo favorevole, e sarà lo scontro diretto dell’ultima giornata a deciderlo. Anche Acea e Grissin Bon sono già sicure dei play off, pur senza sapere ancora il piazzamento. Per l’ultimo posto in ballottaggio Pasta Reggia Caserta (nella foto Brooks) e Giorgio Tesi Group Pistoia, che saranno avversarie domenica prossima al PalaCarrara di Pistoia.
Per la retrocessione nulla è ancora deciso: Pesaro è sotto di 2 punti con Montegranaro, ma in caso di arrivo in parità la Victoria Libertas avrebbe il quoziente canestri favorevole negli scontri diretti.
Tutte le ipotesi di parita’ sono disponibili al link http://web.legabasket.it/other/PARITA_G30_STAG1314.pdf
Nota: Le ipotesi a 24 e 22 punti, ininfluenti per play off e retrocessione, saranno completate dopo il recupero
Vanoli-EA7 Emporio Armani, in programma mercoledi’ 7 maggio

Pallavolo: Macerata campione Italia 2014

(ANSA) - ROMA, 4 MAG - La Cucine Lube Banca Marche Macerata ha vinto lo scudetto 2014 di volley. I marchigiani, che conducevano 2-1 nella serie dei playoff, in gara4 hanno battuto in trasferta la Sir Safety Perugia per 3-1 (25-22, 22-25, 21-25, 33-35) laureandosi così campioni d'Italia. Macerata succede nell'albo d'oro alla Trentino Volley.

La Juventus è campione d'Italia E la festa scatta in albergo

Terzo scudetto consecutivo per i bianconeri e 30/o della storia grazie al 4-1 del Catania sulla Roma. Torino e Parma, vittorie per l'Europa. Salvezza: ko casalingo Chievo, pari Bologna
Scudetto Juve: brindisi nel ritiro bianconero (ANSA)  
Scudetto Juve: brindisi nel ritiro bianconero
ansa

Cantù scivola a Reggio Emilia

Cantù (Como), 4 maggio 2014 - C'è poco da salvare nella trasferta dell'Acqua Vitasnella Cantù a Reggio Emilia. La sconfitta 83-68 (19-20, 38-29, 59-45) rimediata dalla squadra di Sacripanti è un brutto scivolone nella corsa serrata al secondo posto. A decidere la gara la forma di Cinciarini e White che devastano la difesa brianzola, apparsa molto appannata soprattutto nella seconda parte di match. Quattro giocatori di Cantù in doppia cifra, male ai rimbalzi (-8 di differenziale).
ilgiorno.it

Solito mal di trasferta Cantù cade a Reggio

REGGIO EMILIA -  
Adesso chiamiamolo pure mal di trasferta. Niente da fare per l’Acqua Vitanella Cantù battuta (83-68) lontana dal Pianella anche a Reggio Emilia contro la Grissin Bon degli ex Cinciarini, Kaukenas e Brunner:
La squadra di Sacripanti aveva illuso nel primo quarto, con una buona partenza. Poi si è sciolta come neve al solo sotto i colpi di White (giustiziere anche in Coppa Italia) e Cinciarini.
Domenica ultima di campionato in casa contro la Granarolo Bologna.
© riproduzione riservata
laprovinciadicomo.it

Grissin Bon, festa tripla vittoria e playoff sicuri

Nel giorno in cui al PalaBigi ha fatto la sua passerella il trofeo dell’Eurochallenge, conquistato domenica scorsa a Bologna, la Grissin Bon ha battuto Cantù (seconda forza del campionato) con il punteggio di 83-68 e si è matematicamente qualificata per i playoff

La Grissin Bon, dopo l’inattesa sconfitta di giovedì a Venezia, torna alla vittoria in campionato nella difficile partita casalinga contro Cantù, terza forza del campionato. La squadra di Max Menetti, che prima del match ha fatto festa con il trofeo dell’Eurochallenge – conquistato domenisca scorsa a Bologna – ha sempre condotto il match, tenendo a distanza gli ospiti e chiudendo con il risultato di 83-68.
Miglior marcatore, per i biancorossi, è stato ancora una volta James White, autore di 23 punti. Grande protagonista del match è stato anche il capitano Michele Antonutti, che è andato in doppia cifra e ha chiuso con 12 punti. Sugli scudi anche i due ex di turno, Rimantas Kaukenas e Andrea Cinciarini, autori rispettivamente di 13 e 15 punti.
La classifica. Dopo la penultima giornata di campionato, Roma è sesta con 32 punti, Reggio è settima con 30 punti, gli stessi che ha Caserta (ottava), mentre Pistoia è nona con 28 punti.
Playoff sicuri. Grazie alla vittoria contro Cantù, e alla contemporanea sconfitta casalinga di Varese ai supplementari contro Siena, la Grissin Bon è matematicamente qualificata per i playoff, resta da capire in quale posizione. Domenica prossima, tutte con inizio alle 20.30, si giocano le partite dell'ultimo turno: Roma ospiterà Varese (tagliata fuori), la Grissin Bon sarà di scena ad Avellino mentre ci sarà lo scontro diretto fra Pistoia e Caserta.
Le combinazioni. Reggio chiuderà sesta in caso di vittoria ad Avellino e contemporanea sconfitta di Roma. La Grissin Bon sarà settima (l'attuale posizione) nel caso in cui vinca ad Avellino e Roma batta Varese o anche nel caso in cui perda ad Avellino e Pistoia batta Caserta. Se invece la squadra di Menetti verrà battuta ad Avellino e Caserta conquisterà i due punti a Pistoia, la Grissin Bon andrà ai playoff come ottavaclassificata e dovrà vedersela subito contro l'EA7 Milano.
Gazzetta di Reggio

Auto:Targa Florio,il 5/5 stop iscrizioni

(ANSA) - ROMA, 3 MAG - Lunedì 5 maggio si chiuderanno le iscrizioni alla 98/a Targa Florio, 3/a prova del Campionato italiano rally e 4/a del Campionato italiano rally autostoriche, in programma dall'8 al 10 maggio, in provincia di Palermo. La gara, organizzata dall'Automobile club Palermo e dall'Automobile club d'Italia, si aprirà in piazza Politeama, a Palermo, alle 20,30 di giovedì 8. Venerdì 9 e sabato 10 saranno le leggendarie strade delle Madonie a ospitare le sfide tra i big del panorama nazionale.

Ciclismo, la crisi dei corridori italiani


Signori si cambia. Il ciclismo scende dal treno delle classiche in linea e si appresta a salire sul convoglio delle grandi corse a tappe. Dall’adrenalina bruciata in poche ore si passa all’estenuante prova di nervi spalmata su tre settimane. Cambia lo scenario e cambiano anche i protagonisti. Per molti corridori la stagione è già praticamente finita, resta solo qualche spicciolo da spendere alla prima occasione buona, senza obiettivi prefissati, magari in una tappa del Tour o in qualche corsa in linea minore.

I corridori da corse a tappe, invece, hanno appena iniziato a carburare e i primi test li hanno effettuati proprio nelle classiche delle Ardenne, quelle disegnate su misura per chi va forte in salita.

La Liegi Bastogne Liegi ha chiuso il ciclo delle grandi classiche e per molti – corridori e squadre – è già tempo di bilanci. E un primo resoconto si trova a farlo, inevitabilmente, anche il ciclismo italiano, ancora assente dai podi che contano.

L’Italia si interroga su una crisi che non sembra trovare vie di uscita nel breve termine. Perché i corridori italiani non latitano solo nelle zone nobili degli ordini d’arrivo ma, soprattutto, nelle fasi decisive delle gare. Ed è questo il fatto più preoccupante: non vincere dopo essere stati protagonisti lascia almeno uno spiraglio di ottimismo, mentre vedersi relegati al ruolo di semplici comprimari limita fortemente le prospettive.

E non è certo il finale della “Liegi” a schiarire gli orizzonti del pedale azzurro. Giampaolo Caruso e Domenico Pozzovivo sono stati grandissimi protagonisti. Armati più di grinta e coraggio che di potenza muscolare hanno “rischiato” di far saltare il banco: sono mancati appena cento metri, il tempo di un respiro al termine di una corsa lunga e dura come la “Doyenne”. Una trentina di pedalate dopo quasi sette ore di sella. Un nonnulla nel quale, però, c’è tutta la differenza fra chi vince e chi si ritrova (ai piedi del podio) escluso dalla storia.

Caruso e Pozzovivo non sono più giovanissimi, hanno già superato i 30 anni, quello che avevano da dare lo hanno già dimostrato in tanti anni di onorevolissima carriera. Il primo è un forte gregario che ha approfittato di un giorno di latitanza dei capitani stranieri. Il secondo è un buon scalatore, libero di fare la propria corsa quando l’arrivo è in cima a una salita. La loro gara è stata straordinaria, ma non cambia la prospettiva del pedale azzurro che non riesce ancora a trovare corridori solidi e affidabili per guardare serenamente al futuro. Anche i giovani più promettenti si perdono nell’infinita attesa di una maturazione che non arriva mai. Così l’Italia resta aggrappata a Vincenzo Nibali, l’unico corridore capace di mettere paura ai grandi del gruppo, e non solo nelle corse a tappe.

Fra meno di due settimane parte il Giro d’Italia, ma il siciliano non sarà in gruppo a difendere la maglia rosa conquistata lo scorso anno. Quest’anno Nibali ha messo nel mirino il Tour de France e i tifosi italiani al Giro dovranno digerire l’ennesima invasione di truppe straniere. La massima Aspirazione per i corridori italiani sarà una vittoria di tappa o un piazzamento che ci affretteremo a definire ”onorevole” per mitigare lo sconforto. In attesa che qualche giovane, come Fabio Aru, passi dallo stato di bella speranza a concreta realtà.

Giuliano Traini

Intervista Del Piero: Ma io gioco ancora


Per descrivere cosa è stato e cos’è ancora Alessandro Del Piero per il calcio, bisognerebbe avere a disposizione un papiro lungo da Torino fino a Sydney, dove sta concludendo la sua avventura australiana in campo. Quel papiro si srotolerebbe, per raccontarci di una storia in bianco&nero che comincia da Giampiero Boniperti e Omar Sivori, prosegue fino a Michel Platini, passando per Roberto Baggio e Zinedine Zidane, per arrivare al giardino veneto di San Vedemiano, dove sotto l’occhio amorevole di papà Gino muoveva i primi passi l’ultimo vero numero 10 (assieme a Francesco Totti) del pallone italiano.

A scovarlo nel Padova quando era un 18enne esile e sbarbato fu il presidente Boniperti, che probabilmente nel giovane Alex vide il suo degno erede in campo, e forse anche dietro alla scrivania. Ma quel tempo alla Juve, dopo 705 partite e 290 gol segnati, dopo aver vinto tutto nelle 19 stagioni - dal 1993 al 2012 - trascorse in maglia bianconera (dal titolo italiano Primavera, ai 6 scudetti – «ma io ne considero 8», tiene a sottolineare lui –, una Coppa Uefa, una Champions e l’Intercontinentale) è terminato il 13 maggio di due anni fa. Un addio giudicato “ingiusto” e “inaccettabile” dalla maggioranza del popolo juventino per un uomo-bandiera rimasto sempre fedele alla causa bianconera, nella buona come nella cattiva sorte.

Ma dopo aver recitato per vent’anni il ruolo del protagonista, il seduttore di casa Juve, alla fine gli è toccato quello scomodo del sedotto e poi abbandonato. Per curare la ferita dell’innamorato deluso ha messo in mezzo un Oceano di silenzi e di altri gol segnati (24) nelle due stagioni con il Sydney Fc. E qui la parola fine - rimarrà ambasciatore fino alla Coppa d’Asia del 2015 che si disputerà in Australia - l’ha appena scritta lui. Salvo che a 39 anni, il titolo della biografia di Del Piero, “Giochiamo ancora”, è un monito sempre attuale.

Dato che per ora è ancora a Sydney, come si vede l’Italia e il nostro calcio da laggiù?
«Sarà banale, ma davvero stare lontani dal proprio Paese te lo fa apprezzare ancora di più. Così è accaduto anche a me. Non ho mai avuto crisi di nostalgia, certo la quotidianità del rapporto con gli amici e con le abitudini di casa qualche volta mi è mancato, ma nulla più del normale. Stando fuori dall’Italia ti accorgi di tutto quello che abbiamo, che talvolta non valorizziamo, ma che di certo viene riconosciuto e apprezzato anche dall’altra parte del mondo. Per quanto riguarda il nostro calcio, non appartengo alla schiera dei critici a tutti i costi. Abbiamo dei problemi, soprattutto perché alcuni grandi campioni hanno preferito altri campionati. Ma possiamo recuperare posizioni, è accaduto anche in passato. Fuori dal campo, invece, dovremmo guardarci intorno e capire che c’è da migliorare…».

Il 10 di Del Piero è “in gioco” dal 12 settembre 1993 (giorno del debutto in A con la Juve), cosa è cambiato dentro di lei in tutto questo tempo?
«È cambiato tanto, ma la mia passione no. Ho smesso con un certo tipo di calcio con la mia ultima partita nella Juventus, poi ho scelto di percorrere un’altra strada, perché non potevo avere nulla di più e cercavo qualcosa di diverso. Ma la passione, ripeto, è la stessa. Che non mi porterà a giocare in eterno, ma di certo sempre con la stessa voglia finché lo farò».

Molto prima di Chiellini lei disse: “Alla Juve vorrei essere ricordato come Gaetano Scirea”. Pensa di esserci riuscito?
«Non so se ci sono riuscito, di sicuro è stato fonte di ispirazione. Scirea è un modello da imitare e tale deve rimanere. È uno stimolo, per tutti, come lo è stato per me. Una persona da raccontare a qualunque ragazzo o ragazza si avvicini al mondo dello sport».

Delle tante etichette che le hanno appiccicato addosso, comprese quelle di “Pinturicchio” e “Godot” affibbiategli dall’Avvocato, qual è quella che più le è andata stretta?
«Le accetto tutte, perché ciascuna mi ricorda un momento importante del mio percorso professionale che non voglio cancellare. Certo quelle dell’Avvocato sono il frutto della creatività di una persona straordinaria, che ha segnato molto la mia carriera».

Ripensando al suo lungo cammino calcistico, qual è stato il momento più alto e la pagina che, invece, vorrebbe strappare e gettare nel dimenticatoio?
«A posteriori, della mia carriera non dimentico niente, né voglio dimenticare. Dovessi cancellare qualcosa, lascio scegliere a voi una delle finali perse con la Juve e con la Nazionale, a me vanno bene tutte… Mentre il momento che non si può scordare, tra i tanti, è quello che ogni calciatore sogna di vivere: la finale del Mondiale. La coppa alzata sotto il cielo di Berlino nel 2006 per me rappresenta l’apice del cammino fatto fin qui».

Ora si parla di un suo possibile approdo in Giappone o in California. Una volta smesso, cosa pensa che farà Del Piero da... grande?
«Non ho ancora preso una decisione. Non è più soltanto il contenuto agonistico che mi affascina, ma anche il progetto che c’è intorno, l’ambiente, l’opportunità di costruire qualcosa di importante dentro e fuori dal campo, come è accaduto in Australia. Il mio obiettivo è lavorare non solo per la squadra di club, ma per tutto il movimento calcistico. Di sicuro non voglio rivivere esperienze che ho già vissuto, ma qualcosa di nuovo. Questa è la mia filosofia di vita, oltre che sportiva».

Qual è il sogno che intende salvare con “Save the Dream” e cosa ha ispirato questo suo ennesimo assist solidale?
«Il legame con Save the Dream è stato naturale. Sono stato entusiasta quando mi hanno proposto di fare parte di questa squadra, come primo atleta coinvolto. Si tratta di un progetto importantissimo: è uno slancio verso lo sport vero, un modo per testimoniare che i valori dello sport sono parte fondamentale nella formazione dei giovani, e vanno preservati, prima di tutto con l’esempio di chi è riuscito a realizzare quel sogno. Arriveremo lontano e sono anche molto contento che la sede italiana dell’organizzazione sia a Torino, nel mio spazio espositivo AdpLog, che ho inaugurato un anno fa».

Oltre alla passione per il rock, ora viene fuori anche quella per l’arte e per la fotografia...
«Apprezzo molto la contaminazione dei generi. Fotografia, arte, musica, cinema e, ovviamente, sport: le porte di AdpLog sono aperte alle idee, alla creatività, all’innovazione. Il 16 maggio, a Torino, inaugureremo la nuova mostra con il grande fotografo americano Steve McCurry che presenterà alcune fotografie inedite e dedicate al calcio. Le sue immagini rappresentano esattamente il motivo per cui qualsiasi bambino si innamora del pallone e del grande sogno che ancora custodisce dentro di sé questo sport».

Qual è il sogno che deve ancora realizzare il futuro 40enne Del Piero (li compie il 9 novembre), e quello che invece ha per i suoi tre bambini, Tobias, Dorotea e Sasha
«Io ne ho ancora tanti. Non basta un’intervista per elencarli tutti. Per i miei figli, non sogno e non sognerò nulla che non sia nei loro sogni. Spero che li realizzino, come ho avuto il privilegio di fare io».

Massimiliano Castellani - avvenire.it

Cantù a Reggio Emilia «Attenzione massima In casa è micidiale»

Cantù -  
L’Acqua Vitasnella Cantù riparte con la formazione al completo, grazie ai ritorni di Gentile e Uter. Entrambi recuperati - «anche se non al massimo della forma» come ricorda coach Stefano Sacripanti -, saranno inseriti nella formazione con cui domani alle ore 17 Cantù affronterà in trasferta la Grissin Bon Reggio Emilia, con diretta su Rai Sport 1.
Lo sprint finale
Squadra al completo, quindi, per gli ultimi 80 minuti di campionato (chiusura in casa contro Bologna l’11 maggio), in cui Cantù cercherà di chiudere al secondo o al terzo posto per avere il a proprio favore il fattore campo nei quarti di finale dei playoff. «Ma non è questa corsa che mi interessa – dice Sacripanti -, l’importante è non arrivare quarti o quinti. Piuttosto, mi preme chiudere il campionato con una soglia di attenzione altissima».
E due belle risposte in questo senso, Cantù le ha date sia contro Montegranaro, sia nell’amichevole contro il Cska di Mosca: «Nelle Marche abbiamo disputato un prova pazzesca, contro un avversario motivato. Idem mercoledì sera contro il Cska, che ci ha affrontati seriamente. Da quest’ultimo test ne usciamo con un’iniezione di fiducia, visto che se fossimo stati abbastanza lucidi nel finale avremmo potuto vincere».
Più di tutto, a Sacripanti interessa aver messo un po’ di ritmo nelle gambe dei suoi giocatori: «Dopo l’uscita dall’Eurocup avevo necessità di dare concetti tattici alla squadra. Ora mi servono anche le amichevoli, compresa quella contro Torino, per abituarci al ritmo playoff».
Corsa scudetto
Testa e gambe a posto, per poter recitare un ruolo importante nella corsa allo scudetto: «Sto apprezzando l’intensità con cui stiamo affrontando ogni appuntamento. Ora siamo concentrati su due aspetti: movimento della palla e attenzione difensiva. Sul primo punto devo dire che stiamo lavorando davvero bene. Il resto dobbiamo essere bravi a migliorarlo in queste settimane. Magari capitasse di tirare sempre con il 63 per cento da tre come a Montegranaro…».
Gli avversari
Ora la trasferta di Reggio Emilia, con cui Cantù ha un conto aperto dopo l’eliminazione ai quarti di Coppa Italia e la polemica, vissuta sui social network, con il giovane Amedeo Della Valle che ha scelto di andare in Emilia e non a Cantù dopo l’esperienza negli Usa.
«Prima di tutto rivolgo i miei complimenti a Reggio per la vittoria in Eurochallenge. Come ho già detto, giudico Reggio Emilia una delle migliori formazioni del campionato. In casa è micidiale: l’ambiente del palazzetto è caldissimo e fa esaltare la squadra, che ha perso solo con Varese e Milano. È una squadra completa in tutto . Rispetto alla vittoria contro di noi in Coppa Italia, ora può permettersi di schierare Kaukenas in quintetto e ha fatto crescere Cervi».
E la polemica con Della Valle? «Per me non è mai esistita. Io avrò solo piacere nel riabbracciarlo, dopo l’Europeo vinto lo scorso anno».
Luca Pinotti  - laprovinciadicomo.it

Lega A: Grissin Bon Reggio Emilia - Vitasnella Cantù, pregara

GRISSIN BON REGGIO EMILIA - ACQUA VITASNELLA CANTU’

Seconda trasferta consecutiva per l’Acqua Vitasnella Cantù che affronterà domani alle ore 17.00 al PalaBigi di Reggio Emilia (diretta su Rai Sport 1) la Grissin Bon di coach Massimiliano Menetti.
I biancorossi sono reduci dalla vittoria dell’Eurochallenge ottenuta al PalaDozza di Bologna nello scorso weekend battendo nelle Final Four prima i turchi del Royal Hali Gaziantep per 66 a 55 e poi, in finale, i russi del Triumph Lyubertsy per 79 a 65.
Per quanto riguarda il campionato i reggiani, dopo la sconfitta nel recupero di giovedì contro l’Umana Venezia per 100 a 92 nonostante i 30 punti di James White e i 20 di Rimas Kaukenas, si trovano al momento in settima posizione in classifica a quota 28 punti, in coabitazione con la Juve Caserta, e sono in piena corsa per un posto nei playoff.
Play titolare degli emiliani è l’ex canturino Andrea Cinciarini, che comanda la graduatoria degli assist della serie A con 6,6 assist di media e segna anche 12,5 punti a partita. Al suo fianco giocano il lituano Rimantas Kaukenas, che sta disputando un ottimo campionato con 12,2 punti e 2,2 assist di media a match, e lo statunitense James White, miglior marcatore della Grissin Bon con 16,4 punti di media a gara.
L’ala forte del quintetto di coach Menetti è il prospetto lettone Ojars Silins, in grande crescita in questa stagione in cui fa registrare 7 punti di media a sfida, mentre parte come centro nello starting five dei biancorossi il giovane Riccardo Cervi, protagonista di una prestazione positiva a Venezia chiusa con 9 punti e 5 rimbalzi.
Play di riserva dei reggiani è l’argentino, di nazionalità italiana, Ariel Filloy. Le rotazioni degli esterni sono garantite dallo statunitense Troy Bell, pericoloso offensivamente con i suoi 12 punti a partita, dal neoacquisto Amedeo Della Valle, ingaggiato dalla Grissin Bon alla fine del mese di marzo dopo l’esperienza in NCAA ad Ohio State, ma che non ha giocato contro l’Umana, e dal forlivese Matteo Frassineti.
L’ala friulana Michele Antonutti, temibile per il suo tiro dalla lunga distanza come dimostrato dal 43,9% da tre, sostituisce il quattro. L’americano, di passaporto svizzero, Greg Brunner, rientrato dallo stop per un infortunio muscolare al polpaccio della gamba sinistra e autore di 7,7 punti e 5,4 rimbalzi di media a match, e l’azzurro Angelo Gigli, arrivato in Emilia nel mese di febbraio dopo aver iniziato la stagione all’Olimpia Milano, cambiano invece il centro.
Per quanto riguarda l’Acqua Vitasnella hanno recuperato dai rispettivi problemi muscolari sia Stefano Gentile sia Adrian Uter. Coach Sacripanti potrà dunque contare sul roster al completo.

I PRECEDENTI

Sono 39 i precedenti tra Pallacanestro Cantù e Pallacanestro Reggiana con un bilancio favorevole all’Acqua Vitasnella che si è imposta in 23 occasioni contro le 16 della Grissin Bon.
Il trend è però differente se si considerano solamente le gare giocate in Emilia dove i biancorossi hanno vinto 12 volte contro le 6 dei biancoblu.
Il punteggio massimo tra le due formazioni è stato raggiunto nella stagione 89/ 90 quando l’allora Vismara ha sconfitto in casa le Cantine Riunite per 100 a 91.
Lo scarto maggiore per Cantù è stato fatto registrare l’anno scorso con i biancoblu di coach Andrea Trinchieri che hanno battuto in casa Reggio Emilia per 86 a 64.
Decisamente più antico il massimo divario per la Pallacanestro Reggiana che risale alla stagione 95/96. Nella Coppa Italia di quell’anno gli emiliani si erano imposti sull’allora Polti per 87 a 59.
Nella gara di andata, giocata alla Mapooro Arena il 4 gennaio, l’Acqua Vitasnella ha sconfitto la Grissin Bon per 73 a 65 grazie ai 19 punti di Stefano Gentile e ai 18 di Adrian Uter. Gli emiliani si sono riscattati eliminando i biancoblu nei quarti di finale di Coppa Italia con il risultato di 84 a 77.


GLI EX

Sono quattro gli ex della sfida tra Grissin Bon Reggio Emilia e Acqua Vitasnella Cantù e, come nella gara di andata, si trovano tutti nelle fila degli emiliani.
Andrea Cinciarini e Greg Brunner hanno vestito la maglia biancoblu nella stagione 2011- 2012. Il play ha chiuso l’annata con 4,9 punti e 1,9 assist di media a partita mentre il lungo di passaporto svizzero, arrivato in Brianza nel mese di gennaio, ha fatto registrare, nelle 17 gare di regular season, 8,8 punti e 6,4 rimbalzi di media a match, e ha chiuso la serie playoff contro la Scavolini Siviglia Pesaro con 10,6 punti e 5 rimbalzi di media a partita.
Rimantas Kaukenas, ha giocato a Cantù nella stagione 2004- 05. Il lituano, allora all’esordio in Italia, è stato uno dei pilastri della Vertical Vision e ha contribuito, con 15,9 punti di media, a raggiungere il traguardo dei playoff.
Il vice allenatore degli emiliani, Flavio Fioretti, è cresciuto cestisticamente nella Pallacanestro Cantù allenando diverse formazioni del settore giovanile biancoblu ed entrando, nel 1999, a far parte dello staff tecnico della prima squadra, dapprima come terzo assistente nella gestione di Franco Ciani, poi come vice di Stefano Sacripanti, Luca Dalmonte e di Andrea Trinchieri.


ACQUA VITASNELLA CANTU’

5  Abass Awudu
8  Adrian Uter
9  Roberto Rullo
10  Maarty Leunen
11  Michael Jenkins
15  Ivan Buva
19  Denis Marconato
20  Joe Ragland
21  Pietro Aradori
22  Marco Cusin
30  Stefano Gentile

All. Stefano Sacripanti

GRISSIN BON REGGIO EMILIA

4  James White
5  Ariel Filloy
6  Angelo Gigli
8  Greg Brunner
9  Michele Antonutti
10 Troy Bell
11  Matteo Frassineti
13  Rimantas Kaukenas
14  Riccardo Cervi
15  Ojars Silins
16  Giovanni Pini
20  Andrea Cinciarini

All. Massimiliano Menetti


Grissin Bon Reggio Emilia - Acqua Vitasnella Cantù
Arbitri: Mazzoni, Bettini, Biggi.
Domenica 4 maggio, ore 17.00, PalaBigi, Reggio Emilia.


MEDIA

La gara sarà trasmessa in diretta su Web Radio Sport Reggio Emilia


http://it.1000mikes.com/audio/1000mikes.m3u?channelId=34942

Senna: Vale Rossi, è stato un'ispirazione

(ANSA) - IMOLA (BOLOGNA), 1 MAG - Anche Valentino Rossi partecipa al 'Senna tribute 1994-2014', twittando: "Senna è stato un'ispirazione e, anche se sono passati 20 anni, il suo spirito sopravvive in tutti i piloti da corsa". E posta una bella foto del pilota brasiliano. Da oggi, e fino al 4 maggio, a Imola va in scena il 'Senna tribute'. Ieri un assaggio, con la messa per ricordare Ayrton Senna e Roland Ratzenberger che, giusto 20 anni fa, morirono nel più tragico week-end a Imola.
   
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Pallacanestro Reggiana battuta a Venezia 100 - 92: ora è settima a 28 punti con Caserta

Pallacanestro Reggiana battuta a Venezia 100 - 92: ora è settima a 28 punti con Caserta

ANTICIPATE ALLE ORE 17 LE GARE IN PROGRAMMA DOMENICA 4 MAGGIO. GRISSIN BON – ACQUA VITASNELLA CANTÙ IN DIRETTA

Pallacanestro Reggiana comunica che la Legabasket Serie A, in accordo con il Regolamento Esecutivo di Lega che stabilisce la contemporaneità delle ultime due giornate della stagione regolare su tutti i campi, ha disposto in data odierna che le gare in programma domenica 4 maggio 2014 vengano disputate alle ore 17 con la seguente programmazione televisiva: Grissin Bon Reggio Emilia – Acqua Vitasnella Cantù si giocherà alle ore 17 

Grissin Bon Reggio Emilia e Umana Reyer Venezia per i playoff

E’ un primo maggio di campionato per quattro squadre della massima serie: si giocano due recuperi della 28.a giornata, due gare molto significative per la classifica della stagione regolare, quando ormai mancano due turni alla fine. La prima (alle classiche 18.15, diretta Gazzetta.it) vedrà in campo Umana Venezia e Grissin Bon Reggio Emilia: i lagunari si giocano le pochissime residue chance di lottare per i playoff, mentre la squadra di Menetti vuole mettere al sicuro la post-season, dopo la storica vittoria dello scorso weekend in Eurochallenge. Gli emiliani hanno due punti di vantaggio sulla coppia di squadre al nono posto e, con un successo, possono raggiungere (e scavalcare per lo scontro diretto favorevole) Roma al sesto posto. Per la Reyer la situazione è praticamente disperata: oltre a vincere le tre restanti gare, dovrà sperare in un’improbabile concatenazione di risultati per andare ai playoff. E’ esattamente nello stesso stato anche Avellino: gli irpini hanno i medesimi 22 punti in classifica e riceveranno in serata (ore 20.30) la capolista Milano. Dopo l’eliminazione ai quarti di Eurolega, l’EA7-Emporio Armani ha l’occasione di mettere matematicamente in ghiaccio il primato in stagione regolare. Le basta un successo nelle quattro gare restanti (dovrà recuperare la trasferta di Cremona il 7 maggio) per vincere la regular season, come non riesce a fare dal 1991. Sarà probabilmente l’ultima gara senza Alessandro Gentile: il capitano milanese ha quasi completato il suo recupero dall’infortunio e potrebbe essere in campo domenica prossima contro Sassari.
fonte: http://www.outdoorblog.it/