Gazzetta
Apre Scamacca nel primo tempo con una gran volée: nella ripresa pareggia la nazionale di Montella con Samsir, prima che Calafiori di testa e Pio Esposito in tap-in chiudano i conti. E il successo della Francia sul Belgio è un grosso regalo agli azzurri
Senza abito di gala, ma con un outfit comunque appropriato, la Nazionale continua il suo cammino virtuoso assicurandosi aritmeticamente l’obiettivo minimo: il terzo posto nel girone, che consentirà all’Italia di partecipare come testa di serie al sorteggio per le qualificazioni europee. Sono stati prima Scamacca e poi Calafiori, due calciatori romani, a indirizzare la vittoria contro la Turchia, prima che Pio Esposito chiudesse la pratica esaltando i 30.000 del Dall’Ara. Non è stata l’Italia scintillante di Bursa né quella scaltra di Parigi. Ma il risultato è arrivato lo stesso nonostante i 9 cambi iniziali. E adesso la corsa ai quarti di Nations League diventa apertissima: al momento gli azzurri hanno scavalcato il Belgio e potranno giocarsi le loro chance. Sarà decisivo molto probabilmente lo scontro diretto di Bruxelles in programma il 15 novembre.
ASSESTAMENTO
Il bilancio dell’ultima settimana dice 7 punti in 3 partite: niente male per Roberto Mancini. Che come previsto ha stravolto la formazione rispetto allo Stade de France: impossibile spremere troppo i giocatori, soprattutto Pio Esposito e Tonali che avevano giocato le tre partite precedenti. Quattro i titolari al debutto nel nuovo ciclo: Doumbia a centrocampo e il tridente inedito composto da Vergara, Scamacca e Maldini. Quattro anche i rilanci dopo il flop contro il Belgio: i senatori Di Lorenzo, Mancini e Barella e il giovane Romano. La nona novità era Ruggeri, che aveva giocato bene a Bursa, con Bastoni unico giocatore di movimento confermato. È fisiologico dunque che l’Italia abbia faticato a ritrovarsi come squadra. E che persino la derelitta Turchia di questi tempi, sbarcata a Bologna senza cinque pilastri, abbia creato qualche problema: Donnarumma, tanto per non perdere l’abitudine, ha dovuto subito disinnescare un destro affilato di Kabak. E Montella ha sperato nel vantaggio quando Akgun, dopo una bella combinazione collettiva, non è riuscito a scavalcare Gigio di testa.
IL LAMPO
— Ma la Nazionale è stata brava a sfruttare la prima occasione favorevole (26’): dal cross di Di Lorenzo rimbalzato su Kabak, Scamacca ha tratto la forza e la precisione per spaccare la rete con uno dei suoi tiri esplosivi: spaccarla davvero, non per modo di dire, visto che è stato necessario riannodarla durante l’intervallo. Un ottimo segnale per lui, che aveva segnato appena un gol nelle 24 precedenti partite in azzurro, tre anni fa contro l’Inghilterra. E un perfetto big bang per la squadra, che dopo l’1-0 si è sciolta e ha cominciato a prendere il controllo del gioco, anche senza creare occasioni per il raddoppio. Buonissimo il lavoro di Vergara, sia nella proposta che nei ripiegamenti (peccato per l’infortunio muscolare); apprezzabile la velocità di pensiero di Romano, che beneficiava del meccanismo del doppio play con il supporto di Barella e poi Tonali, interessanti pure i ribaltamenti di Doumbia, vigoroso nelle progressioni palla al piede.
— Dopo l’intervallo l’Italia ha tremato ancora, a causa di una disattenzione di Di Lorenzo che ha lasciato entrare Aral Simsir. L’attaccante del Trabzonspor ha gestito male la possibilità ma ha fatto suonare l’alert nella testa di Mancini, che ha immediatamente ordinato tre cambi: dentro Pio, Kayode e Calafiori per ritrovare energia sulle fasce e sponde utili davanti. Intanto l’altro Mancini, Gianluca, era costretto a respingere una scheggia temibilissima in area di rigore, sempre innescata da Simsir. Gli effetti delle sostituzioni si sono avvertiti nel brevissimo periodo, perché Esposito ha mandato in porta con una magia Doumbia, non abbastanza freddo nel calciare addosso a Cakir. Ma poi la Turchia ha pareggiato con un’azione in velocità allestita dallo juventino Celik e conclusa a porta vuota da Simsir, ancora lui. Qui l’Italia è stata lucida, non si è fatta travolgere dall’ansia, ed è stata premiata in fretta da un calcio piazzato disegnato da Barella e convertito in gioia da Calafiori, proprio l’applauditissimo ex del Bologna, alla prima rete in carriera con la Nazionale. Brividi contrastanti di una partita molto scorbutica. Montella, ancora contestato dai tanti tifosi al seguito, ha protestato molto con Marciniak per il contatto aereo con Elmali ma l’arbitro (giustamente) non ha sentito ragioni, indicando il centrocampo senza attendere neppure il Var. Lì Mancini ha aggiunto anche Tonali (fuori Barella) per congelare il pallone, spostando Romano a mezzala. Non è stato semplicissimo arrivare a dama, c’è voluto un altro intervento di Donnarumma su Ozcan, però la missione è stata compiuta e impreziosita dal tris di Esposito, ormai insostituibile certezza verso il futuro