Il volley mura anche la crisi


Francesca Piccinini ha mani magre, affusolate, sussurra le risposte. È timida, quasi in imbarazzo, di fronte a un’intervista nel corridoio di un palazzetto dello sport. Avete presente Belen Rodriguez? Tutto il contrario. Ha molto dell’avvenenza della modella argentina con cui ha condiviso uno spot televisivo ma è molto più discreta: alimenta con eleganza il suo personaggio, nonostante l’ultradecennale esposizione mediatica come donna simbolo del volley azzurro.

Francesca, domani iniziano i campionati di volley, lei resta l’icona?
«Non saprei – afferma la schiacciatrice massese, 34 anni –, peraltro sono alla ventunesima stagione da professionista. La voglia è ancora tanta. Ho anche superato i problemi alla tiroide e alla caviglia di due stagioni fa».

Il livello è in ribasso, rispetto a quando era una debuttante?
«In queste stagioni ci sono state fluttuazioni, anche in campo maschile, ma lo spettacolo resta attraente. E, questo, è un momento di ripresa. C’è anche un gran fermento perché la prossima estate l’Italia ospiterà il Mondiale femminile a Trieste e Verona, Modena e Milano, Roma e Bari: le città si stanno già preparando. A livello nazionale faremo grandi cose».

«L’Italia vinse nel 2002, poi il quarto e il quinto posto in Giappone. Lei ha speranze di rientrare nella squadra azzurra e inseguire la quinta olimpiade?
«Penso a iniziare bene la stagione con Liu-Jo Modena, dopo l’esperienza a Torino. Voglio mettere in campo quello che è Francesca».

L’Italia è abbonata ai quinti posti: al World Gran Prix, all’Europeo e a ben tre olimpiadi.
«Si sono viste tante cose buone, sia al Gran Prix che all’Europeo. Abbiamo molte giovani brave, c’è da avere fiducia: anche nel nuovo ct Marco Mencarelli».

Savani e Travica lasciano Macerata per Cina e Russia; Carolina Costagrande va a Istanbul, Martina Guiggi in Cina, Sorokaite in A2 giapponese e Caterina Bosetti in Brasile. E lo scorso anno l’ex ct Barbolini è andato Turchia. Il movimento manda segnali di debolezza?
«Dispiace, esportiamo i prodotti tipici italiani, anziché coltivarli e tenerli per noi; avviene nell’economia e pure nella pallavolo. In Turchia e Russia investono tanto per alzare il livello dei campionati. Inoltre, l’estero affascina: 15 anni fa andai in Brasile, sono stata la prima emigrante, appena 19enne».

Chi è favorita per lo scudetto?
«Le campionesse di Conegliano Veneto, Busto Arsizio e la finalista Piacenza. Sarà un campionato molto equilibrato e impegnativo».

In Serie A almeno 3 italiane devono essere in campo e non si possono tesserare più di 2 straniere dalla stessa federazione.
«Così si tutela la crescita delle giovani».

Cos’ha portato all’Italia maschile il ct antropologo Mauro Berruto?
«Un gruppo unito, ringiovanito e ambizioso, sempre sul podio».

A carriera terminata entrerà nel mondo dello spettacolo?
«Per ora ho in testa solo il volley, magari un giorno la settimana faccio qualcosa di diverso. Ho rifiutato tante proposte. Non amo i reality, preferirei Ballando con le stelle: imparerei a danzare, sono intraprendente».

Vanni Zagnoli

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