SPECIALE Italrugby al Sei Nazioni

dell'inviato Martino Iannone - ansa
Continuare a migliorare confermando quanto di buono fatto sinora e, soprattutto, senza ripetere quei clamorosi errori che sono costati all'Italrugby la storica vittoria contro l'Inghilterra due settimane fa allo Stadio Olimpico di Roma. Per la terza giornata del Torneo delle Sei Nazioni gli azzurri sono volati a Dublino dove domani incontrano l'Irlanda. C'é voglia di rivincita nel clan guidato da capitan Parisse. L'anno scorso al Sei Nazioni, al Flaminio, con il XV del Trifoglio la vittoria scappò di un soffio: un drop di O'Gara allo scadere; poi l'amara sconfitta ai Mondiali in Nuova Zelanda che spedì gli azzurri a casa. Nello spogliatoio la delusione per il match perso contro l'Inghilterra ancora non si è assopita ma lo staff tecnico ha lavorato per trasformarla in energia positiva, suonando la giusta carica. E l'esordio alla mediana di Botes, autore di due errori sui calci contro gli inglesi, ne è una conferma. "Sì, sì, sì - ripete tre volte il tecnico dell'Italia, Jacques Brunel - ho pensato e ripensato molto in queste due settimane al match perso in quel mondo contro gli inglesi. Ci sono molti rimpianti, ma noi dobbiamo ancora avere delle risposte dal nostro rendimento: concediamo troppi punti facili, potevamo realizzare più calci e soprattutto ne abbiamo concessi troppi. Occorre poi sfruttare meglio le azioni alla mano che costruiamo e ci sono momenti di gioco in cui dobbiamo stare più alti". Il tecnico francese striglia gli azzurri, insomma, ma è ottimista sulla possibilità di crescita: "Mi auguro che la prestazione contro l'Irlanda sia migliore di quella vista con l'Inghilterra. Contro la Francia abbiamo fatto molto gioco ma incassato quattro mete. Con gli inglesi abbiamo avuto qualche difficoltà, ma abbiamo messo in campo una difesa migliore, almeno fino alla meta subita, poi la squadra si è disunita ed é andata come tutti sappiamo. Contro l'Irlanda - continua Brunel - sarà un match ancora più differente: hanno esperienza negli avanti, grande potenza, una terza linea molto forte e sui punti di incontro sanno dare ritmo, non dobbiamo concederglielo". Ed è una vigilia di Irlanda-Italia particolare per Sergio Parisse che domani guiderà per la trentottesima volta gli Azzurri in un test-match dopo aver indossato i gradi di capitano per la prima volta, nel 2008 proprio nella capitale irlandese. Con la presenza n.38 alla guida della squadra, Parisse diventa 'il capitano dei capitani', nessuno lo è stato più di lui nella storia della Nazionale italiana di rugby. "E' un grande onore e un importante traguardo personale - ha affermato Parisse -, ma ad essere sincero sono concentrato soprattutto sulla partita di domani. Vogliamo confermare quanto di buono fatto nelle prime due giornate del torneo e trovare regolarità nella nostra performance. Sarà una gara molto dura, vogliamo fare una grande partita"

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