Schumacher: ex medico F1, prepariamoci al peggio. Schumi in fin di vita

Le condizioni di salute di Michael Schumacher, già critiche dopo l'incidente sulle nevi di Meribel, si sono drammaticamente aggravate a causa "di una serie di disattenzioni" durante le operazioni di soccorso. A lanciare la sorprendente accusa è Gary Hartstein, capo-medico della Formula Uno dal 2005 al 2012, che al tabloid britannico Sun ha riferito le confidenze che gli sono giunte da "fonti solitamente impeccabili". Secondo Hartstein ''sarà meglio prepararsi al peggio''. Per il medico statunitense una serie di errori prima dell'arrivo di Schumacher all'ospedale di Grenoble "potrebbero avere, e quasi certamente hanno, peggiorato le condizioni di Michael", il quale "ha sempre meno possibilità" di uscire dal coma.
"Non si trasporta un paziente con un sospetto trauma cranico in una struttura che non dispone di un reparto di neurochirurgia", ha spiegato Hartstein, con riferimento al fatto che prima di arrivare a Grenoble il sette volte campione del mondo era stato portato in elicottero al più piccolo ospedale di Moutiers. Hartstein, 58 anni, ha conosciuto e lavorato con Schumacher durante i suoi sette anni al seguito delle gare di Formula Uno, prima di stabilirsi a Liegi dove oggi guida il reparto di pronto soccorso dello University of Liege Hospital.
Da tre mesi in coma dopo l'incidente occorsogli a Meribel lo scorso 29 dicembre, Schumacher continua a non dare segni di risveglio e presto - sostiene il dottor Hartstein - l'ospedale di Grenoble potrebbe disporre il suo trasferimento in un'altra struttura specializzata in terapia intensiva. "Ho sempre saputo che Michael era adorato ovunque - le parole del medico -. Sono esterrefatto dalla profondità e dalla persistenza dell'amore dei suoi tifosi. Ma penso che bisogna cominciare a prepararsi al peggio, la mancanza di aggiornamenti da parte del suo entourage ci sta dando la possibilità di cominciare a distaccarci da lui".
   
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F1: Australia, vince Mercedes Rosberg. Quinta la Ferrari di Alonso. Sul podio Ricciardo e Magnussen

(ANSA)-ROMA,16MAR-La Mercedes di di Nico Rosberg ha vinto il primo Gran Premio della stagione 2014 in Australia precedendo la Red Bull di Daniel Ricciardo e la McLaren di Kevin Magnussen.

Quinta la Ferrari di Fernando Alonso. Quarta piazza nel Gran Premio d'Australia per la McLaren di Jenson Button, mentre è sesta la Williams di Valterri Bottas che ha preceduto la Force India di Nico Hulkenberg. Ottava la Ferrari di Kimi Raikkonen davanti alla Toro Rosso di Jean Eric Vergne e al compagno di squadra Daniil Kvyat.

F1: Australia, anche Del Piero a Melbourne

(ANSA) - ROMA, 16 MAR - Come in ogni corsa che si rispetti, anche a Melbourne oggi non è mancato il glamour nel paddock dell'Albert Park, teatro della trentesima edizione del Gran Premio d'Australia. Nel nutrito gruppo di personaggi del mondo dello sport, cinema e televisione che hanno affollato i box delle squadre iscritte alla prova c'era anche Alessandro Del Piero, ex capitano della Juventus da due anni a Sydney tra le fila del club Sydney FC. Il calcio? ''di sicuro sarò qui fino a maggio''.

'Impresa' Kvyat, tifa Totti e batte Vettel

(ANSA)-ROMA,16MAR-Romano d'adozione, romanista con il mito per Totti e già meglio di Vettel al suo esordio in Formula 1.Il giovane pilota russo della Toro Rosso, Daniil Kvyat, classificatosi al decimo posto nel Gran Premio d'Australia,ha conquistato il suo primo punto e battuto uno dei tanti record del 4 volte campione del mondo Red Bull.A 19 anni e 324 giorni, nella sua prima gara in F1, Kvyat, campione 2013 della GP3, ha superato di 25 giorni Vettel che aveva 19 anni e 349 giorni quando terminò ottavo il GP Usa 2007.
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Serie A: Milan-Juventus 0-2 nel posticipo

(ANSA) - ROMA - Con un gol per tempo, e dopo avere rischiato in diverse occasioni la capitolazione, la Juventus ha battuto il Milan a San Siro, con un gol per tempo. Al 44' sblocca il risultato lo spagnolo Llorente, nella ripresa dopo 22' raddoppia con un gran gol l'argentino Tevez, che diventa il nuovo capocannoniere della Serie A, a 15 centri. Superato lo sfortunato Giuseppe Rossi. Per la Juve un grosso passo avanti in prospettiva scudetto.

Juve non teme nessuno, a San Siro per vincere

(LaPresse) - "Noi non abbiamo paura di nessuno. È vero che il Milan è una buona squadra: con Seedorf ora stanno cominciando a migliorare e vogliono batterci, perché noi siamo la squadra battere. Ma noi conosciamo l'importanza di questa partita: l'obiettivo è la conquista del campionato e allora vogliamo vincere a San Siro". Così l'attaccante della Juventus Fernando Llorente in un'intervista rilasciata a 'Sport Mediaset XXL' ha presentato la gara di domani sera con il Milan. "Il suo segreto è il lavoro, nient'altro. Ha una grande esperienza anche da giocatore, ma si è creato uno stile e un'idea di calcio tutta sua - ha aggiunto il giocatore spagnolo parlando del suo tecnico Antonio Conte - Mi ha sorpreso molto, è un grandissimo allenatore: nel poco tempo che ho passato con lui ho imparato tante cose e sono contento di averlo. All'inizio ho dovuto lavorare molto, assimilare il gioco della squadra, ma è stato giusto". In chiusura, una battuta sulla nazionale e sulla possibilità di far parte della spedizione spagnola al Mondiale in Brasile. ""Manca ancora tanto all'inizio dei Mondiali - ha evidenziato Llorente - Può succedere ancora di tutto, ma io devo pensare solo a fare bene con la Juve, che in questo momento è la cosa più importante".

Calcio, da oggi è possibile giocare col turbante


Giocare al calcio indossando l'hijab o un turbante da oggi si può. Come dire che la confederazione calcistica dell'Asia (Afc) e la comunità Sikh del Canada hanno vinto le rispettive battaglie dopo l'annuncio fatto oggi dal segretario generale della Fifa Jerome Valcke, al termine della riunione dell'International Board (Ifab) a Zurigo.

Per prima si era mossa la federazione asiatica, per chiedere l'abolizione dello hijab, dopo il caso (nel novembre 2011) delle ragazze iraniane escluse dalle qualificazioni per l'Olimpiade di Londra 2012 per il rifiuto di togliersi il velo prima di giocare contro la Giordania. Era arrivata la sconfitta per 3-0 a tavolino e la conseguente eliminazione.

Affermando che lo hijab non è pericoloso e che "deve essere consentito a tutti di giocare al calcio, a prescindere dal credo religioso", l'Afc aveva chiesto l'abolizione del divieto e un periodo di prova (concesso). Successivamente, l'anno scorso, c'era stato il caso di una squadra, interamente formata da giocatori di etnia Sikh, a cui era stato impedito di giocare un torneo in Canada, perché nessuno di loro aveva voluto togliersi il turbante. Allora la richiesta di abolizione del divieto di coprirsi il capo era stata estesa anche al settore maschile.

Ora l'International Board (Ifab), e quindi la Fifa, ha stabilito che "i calciatori possano giocare con il capo coperto", come ha detto Valcke, e al più presto una circolare esplicativa verrà inviata a tutte le federazione calcistiche nazionali. Veli e turbanti dovranno comunque essere conformi alle divise indossate dai giocatori e non essere d'intralcio o pericolo per gli avversari. Non potranno nemmeno formare un solo 'pezzo' con le maglie, da cui dovranno quindi essere staccati (vietati, in pratica, i cappucci come si sono visti nell'atletica). Valcke ha anche tenuto a precisare che, dopo il periodo di prova, l'Ifab ha ritenuto che l'abolizione del No al velo, e anche ai turbanti (usati da tantissimi anni nell'hockey prato senza che ci siano stati problemi), possa essere 'istituzionalizzata'.
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