Sport Land News

Basket: Olympiakos vince Eurolega

L'Olympiakos Pireo ha vinto l'Eurolega di basket battendo in finale a Istanbul il Cska Mosca 62-61 (7-10, 20-34, 40-53). Per la squadra greca si tratta della seconda vittoria nel torneo ed e' giunta inattesa al termine di un incontro che ha sempre visto avanti la squadra russa, favorita della vigilia. Il miglior marcatore dell'incontro e' stato Papanikolau, con 18 punti. L'ex stella dell'Nba Kirilenko, eletto miglior giocatore della Eurolega, ha chiuso con 10 punti e 10 rimbalzi.

ansa

ManCity, scudetto col batticuore. Tecnico e Balo festeggiano con tricolore

Il campionato più pazzo del mondo finisce con l'happy end del Manchester City, in un modo che nemmeno Alfred Hitchcock avrebbe potuto immaginare, con due reti al 92' ed al 94' che consegnano il titolo alla squadra di Roberto Mancini. Il City è campione d'Inghilterra a 44 anni dal titolo del 1968, quando è cambiato il mondo ma non le sorti di un team vincente solo per quella stagione. E' dovuto cominciare un nuovo millennio e sono dovuti arrivare gli sceicchi, primo fra tutti il 42enne Mansur bin Zayed Al Nahyān, che dopo la Fa Cup dell'anno scorso comincia a raccogliere anche in Premier League i frutti dei 400 milioni di sterline spesi sul mercato.
Ma al 90' della sfida in casa contro il Qpr dell'ex Mark Hughes, proprio il tecnico che nel dicembre 2009 venne cacciato per far posto a Mancini, il Manchester City (17 vittorie ed un pareggio su 18 match interni prima di oggi) si profila un'immensa delusione, e la vendetta perfetta per Hughes: i 'Citizens' sono sotto per 1-2, e sugli spalti molti tifosi hanno le mani fra i capelli o gli occhi lucidi. Soffrono per quella che sembra essere un'amarissima beffa, per l'amarezza di dover sopportare l'ennesima festa dei 'cugini' di provincia dello United, la squadra per cui tifano gli immigrati o i 'mancuniani' venuti da fuori, e invece succede l'imprevedibile.
Quello del City è un assalto all'arma bianca: Dzeko, Silva, Aguero e Balotelli che Mancini ha messo dentro nel finale, ci provano in tutti i modi ma il muro del Qpr sembra invalicabile. Ma al 92' Dzeko si ricorda che il colpo di testa è una delle sue specialità ed apre la prima breccia: 2-2. La folla urla e spinge ancora avanti i suoi, così al 94' Balotelli serve in area un pallone ad Aguero che va via e poi segna mandando letteralmente in delirio la gente, tutti impazziti nell'Etihad stadium a cominciare da Mancini. E' l'apoteosi in una partita da crepacuore, "il più grande finale di stagione nella storia del campionato inglese" come commenta la Bbc. In tutto lo stadio le lacrime sgorgano davvero, ma sono diventate di gioia, nel frattempo Mancini diventa il secondo tecnico italiano a vincere la Premier dopo Carlo Ancelotti con il Chelsea, in questo 2012 in cui per l'Italia in terra d'Albione hanno trionfato anche Roberto Di Matteo nella Coppa d'Inghilterra (e il bello potrebbe ancora venire...) e Paolo Di Canio in quarta serie.
"Non ho mai smesso di crederci", urla capitan Kompany, mentre Balotelli dice "siamo i migliori, e per questo abbiamo vinto. Tanta gente che parla male di me ora deve chiudere il becco, perché ho vinto il titolo. Il futuro? Non mi vedo lontano da Manchester". In questa grande festa durante la quale Mancini e lo stesso Balotelli si presentano alla premiazione con la bandiera tricolore sulle spalle, il più emozionato è proprio Mancini, innaffiato con lo champagne da Dzeko. "E' incredibile, mai vissuta una cosa del genere - dice -. A cinque minuti dalla fine non pensavo che avremmo vinto il titolo, ma lo volevamo fortemente e alla fine è arrivato. E' stato incredibile, impossibile, e sono felice per tutti noi e per i tifosi: è stato il perfetto finale di una pazza stagione. Ora il City avrà anche un grande futuro". Infatti lo sceicco non si ferma: il prossimo obiettivo è la Champions League, Mancini è avvisato.
RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

E' Martina Stella la madrina dell'edizione 2012 della Mille Miglia che torna sulle strade italiane dal 17 al 19 maggio

FOTO di ETTORE FERRARI

E' Martina Stella la madrina dell'edizione 2012 della Mille Miglia che torna sulle strade italiane dal 17 al 19 maggio prossimi, lungo lo storico percorso Brescia-Roma-Brescia. La scelta della giovane attrice italiana è stata svelata oggi in Campidoglio, a Roma, durante la presentazione della corsa, dal presidente del comitato organizzatore Alessandro Casali e dal segretario generale Sandro Binelli, alla presenza del sindaco Gianni Alemanno.
"Anche in questa edizione- ha assicurato Casali - nonostante la crisi economica, riusciremo a mantenere un elevato livello qualitativo, perché la Mille Miglia è un volano per l'economia del nostro Paese e fiore all'occhiello dell'Italia intera. Negli ultimi anni abbiamo fatto un grande lavoro facendo diventare la Mille Miglia, non solo un grandissimo evento sportivo, ma anche una bandiera dell'Italia nel mondo. Un appuntamento eccezionale sia per immagine sia per numero di concorrenti provenienti da ogni parte del mondo".
"Sin da piccola - ha detto invece Martina Stella - ho sempre sentito molto parlare di questa gara storica. Per me è un onore essere testimonial di un evento storico come questo. Bisogna promuovere un evento come la Mille Miglia, soprattutto in un momento delicato come questo, perché è un simbolo dell'italianità in tutto il mondo e ne rappresenta l'eccellenza".

ansa 11 Maggio 2012 ore 06:26

Giro: Navardauskas nuova maglia rosa

La Garmin-Barracuda ha vinto la 4/a tappa del Giro d'Italia, la cronometro a squadre sul circuito stradale di 33,2 km a Verona, con il tempo di 37'04''. Seconda a 5'' la Katusha; terza e quarta a 22'' Astana e Saxo Bank; quinta a 24'' l'Omega Pharma-Quickstep. Solo 10/a la Bmc Racing Team dello statunitense Taylor Phinney, che ha ceduto la maglia rosa al lituano Ramunas Navardauskas della Garmin. Domani 5/a tappa tra Modena e Fano (provincia di Pesaro-Urbino, nelle Marche), di 209 km.
ansa

Calcio: licenza Uefa a dodici club italiani

La Commissione di primo grado delle Licenze Uefa, esaminata la documentazione pervenuta per la stagione sportiva 2012/2013, preso atto delle relazioni degli esperti, ha deliberato di rilasciare la licenza Uefa a dodici club italiani. Tre club, Atalanta, Catania e Lazio, hanno avuto la licenza per giocare rispettivamente a Modena, Udine e Palermo.
Questo l'elenco delle società (tra parentesi gli stadi per cui è stata rilasciata la licenza): Atalanta (Stadio A. Braglia di Modena) Catania S.p.A. (Stadio Friuli di Udine) Fiorentina (Stadio A. Franchi di Firenze) Inter (Stadio G. Meazza di Milano) Juventus (Juventus Stadium di Torino) Lazio (Stadio R. Barbera di Palermo) Milan (Stadio G. Meazza di Milano) Napoli (Stadio San Paolo di Napoli) Palermo (Stadio R. Barbera di Palermo) Roma (Stadio Olimpico di Roma) Sampdoria (Stadio L. Ferraris di Genova) Udinese (Stadio Friuli di Udine). Entro e non oltre cinque giorni dalla comunicazione del diniego della Licenza, potrà essere presentato alla Commissione di secondo grado delle Licenze Uefa ricorso motivato avverso il mancato rilascio.
ansa

Europa League, Atletico Madrid campione: 3-0 all'Athletic Bilbao

L'Europa resta un tabù per l'Athletic Bilbao. Trentacinque anni dopo la finale persa in Coppa Uefa contro la Juventus di Trapattoni, la squadra basca fallisce anche l'Europa League. La coppa va con pieno merito all'Atletico Madrid che a Bucarest centra la sua dodicesima vittoria consecutiva in coppa e stravince la finale tutta spagnola. Eroe della serata ancora una volta Radamel Falcao, che l'anno scorso trascinò al successo il Porto.
Implacabile il centravanti colombiano, autore di una doppietta magnifica, anche se la difesa del Bilbao ha avuto parecchie colpe. Nel secondo tempo a completare la festa dei madrileni il gol dell'ex juventino Diego, che riscatta così una partita tuttàaltro che brillante. Davanti a 56 mila spettatori, quasi tutti spagnoli, Diego Simeone diventa il primo tecnico argentino ad alzare il trofeo battendo il suo ex ct Marcelo Bielsa nel derby argentino delle panchine. Un trofeo che Simeone aveva già vinto da giocatore all'Inter. Una finale non bellissima ma esaltata dagli spunti di classe pura di Falcao. Al 7' del primo tempo il colombiano sblocca il risultato con un sinistro magico che si infila all'incrocio dei pali. Al 34' il raddoppio è un autentico pezzo di bravura: Falcao con una finta mette a sedere Aurtenetxe e infila, sempre col sinistro, la porta di Iraizoz. Anche in questo gol pesanti le colpe della difesa, in particolare di Amorebieta che perde palla al limite dell'area.
Dopo un primo tempo molto timido l'Athletic Bilbao nella ripresa si sblocca schiacciando i Colchoneros nella loro metà campo. Tra il 25' e 34' occasioni a raffica con Ibai Gomez, De Marcos e due volte Susaeta, sul quale il portiere dell'Atletico Courtois compie un vero miracolo. In contropiede però la difesa dell'Athletic continua a sbandare: al 35' Falcao colpisce ancora un palo, poi al 40' arriva il terzo gol di Diego, che si 'beve' di nuovo la difesa avversaria e in mezzo a tre lancia partire un sinistro che non perdona. Sfortunata anche la squadra di Bielsa che al 48' colpisce una traversa con Ibai Gomez. Finisce con la grande festa dell'Atletico Madrid, che bissa così il successo del 2010, con l'abbraccio tra Simeone e Falcao, che si consacra re dei marcatori di Europa League con 12 gol, e le lacrime dei giocatori e dei tifosi baschi. Per loro un'altra occasione persa. La speranza per i baschi è di non dover aspettare altri 35 anni.

ansa

La Juventus è campione d’Italia. Per la prima volta dopo Calciopoli

Batte il Cagliari 2-0 a Trieste, gol di Vucinic e autorete di Canini. E festeggia con una giornata d’anticipo il tricolore. 28° per l’albo d’oro, 30° per i tifosi bianconeri, mai scesi dall’Aventino, dopo Calciopoli. Da imbattuta, imbattibile in campionato, e pure in stagione, che all’orizzonte ci sono ancora due partite, compresa una finale di Coppa Italia, per frantumare tutti i record. Scudettata grazie alla vittoria dell’Inter nel derby, che ferma il Milan, e siamo al favore paradosso, vista la rivalità con i nerazzurri e le vicessitudini extracalcistiche.
UNA STORIA, DUE PARTITE — Quella, anzi quelle, del Nereo Rocco, dove il Cagliari è esiliato, e non da stasera. Le emozioni, gli umori, la "pancia", sono state influenzate dai capovolgimenti di punteggio di cui è arrivata notizia via radio, internet, tv. Qui il Cagliari se l’è giocata, eccome, e la Juve ha fatto tutt’altro che una gita, soffrendo addirittura oltre quanto era immaginabile, contro una squadra che non aveva nulla da chiedere, già salva. Ma la storia della partita ha vissuto sul filo dell’immaginario teletrasporto, a San Siro, con il Rocco contemporanea Star Trek. I giocatori bianconeri sembravano buttar giù un immaginario sorso di bevanda energetica ad ogni boato dei loro tifosi. Si abbeveravano di energia, di speranza.
VUCINIC GOL — La Juve parte forte. Come sempre, di recente. E segna, subito, e anche qui è un film già visto con Roma, Novara e Lecce. Allora: lancio in verticale di Bonucci per Vucinic che elude il fuorigioco (al pelo) e segna con un diagonale preciso, trafiggendo Agazzi in uscita. 10° gol stagionale del montenegrino. Parte il "chi non salta rossonero è" della Curva Sud dello Juventus Stadium "traslocata" al Nereo Rocco. La Juve in questo momento è campione d’Italia.
gazzetta.it