Reggiana Calcio, parlano i Piazza: «Lo stadio? Nessuno ci manderà via»



REGGIO EMILIA. «Il contratto che ci viene chiesto di onorare non lo abbiamo mai firmato e non ne eravamo a conoscenza. Nonostante questo stiamo pagando 10mila euro al mese». Il presidente della Reggiana Mike Piazza e la vicepresidente Alicia Rickter replicano così al patron della Mapei Giorgio Squindi, che dalle colonne della Gazzetta dello Sport è tornato sul tema dello stadio, affermando che la Reggiana deve pagare mezzo milione di euro di arretrati.
Tra le parti non si registra dunque alcun progresso e a giugno scadrà il contratto. «Ma non sono preoccupata di questo - dice Alicia Rickter -. Nessuno manderà via la Reggiana. Da quando siamo arrivati abbiamo speso per giocare in quell’impianto, tra affitto, costi per la sicurezza, bollette elettriche, 750mila euro. Una follia per la serie C».

I coniugi americani, ieri in centro a Reggio per seguire alcune questioni legate al marketing e agli eventi futuri, hanno parlato anche del momento della squadra, impegnata nei playoff, e del futuro della società. «Con il Bassano è stata una gara importante - dice il presidente Piazza - la squadra ha combattuto duramente. C’era molta preoccupazione per questo avversario, per questioni di scaramanzia. È stata una battaglia e abbiamo subito due infortuni».
Per il proprietario granata i problemi principali risalgono al brutto avvio di stagione. «Il problema peggiore è stato il brutto inizio ma poi la squadra ha acquisito forza nel corso dei mesi e siamo arrivati dove siamo oggi. Ora andiamo a Castellammare, dove non è mai facile giocare. Ma siamo pronti a questa sfida e credo abbiamo buone possibilità di passare questo turno. Il campo è difficile, ma se giochiamo come possiamo abbiamo ottime chance di farcela, considerato anche il ritorno a Reggio».

Lo sforzo economico dei proprietari è stato sin qui notevole. L’ultimo bilancio parla di un passivo, interamente ripianato, di sei milioni di euro e di fronte a queste cifre in molti si chiedono fino a quando potrà durare questo impegno. «L’unica cosa positiva è l’amore dei tifosi, perché da un punto di vista finanziario l’operazione è senza senso, senza logica. Ma io e Alicia non consideriamo questo un cattivo investimento perché è un investimento emozionale e di amore per questa squadra. E da questo punto di vista abbiamo avuto molti ritorni positivi».

Un argomento di cui i Piazza parlano volentieri è il settore giovanile, che seguono in prima persona. «Abbiamo ridotto il budget della metà ma guarda la qualità di quest’anno - dice il presidente -. Con Davide Caprari abbiamo ottenuto ottimi risultati». E se la sforbiciata sul settore giovanile era inevitabile, ora serve oculatezza: «Dovremo essere più accorti» dice Mike.
«Adesso comunque dobbiamo andare avanti nei playoff e poi penseremo al futuro». A questo punto interviene Alicia: «Ma qualsiasi cosa succederà lasceremo la Reggiana in una condizione migliore di quella che abbiamo trovato». Concetto che il presidente spiega così: «La cosa più importante per me e Alicia è questa. In America il proprietario di una società sportiva lascia il team meglio di come lo ha trovato».
E ridendo aggiunge: «Sfortunatamente in Italia non è così. Quello che noi vogliamo è che la società sia sostenibile e in salute, sia che giochi in B o in C, dove purtroppo non si fanno soldi. Di certo non lasceremo la società in cattive acque. Come mai questa squadra da 20 anni è in C e non è stata portata in B? Cosa è accaduto? Io e Alicia abbiamo messo soldi e cuore. Abbiamo portato la famiglia qui». Un concetto che la vicepresidente ribadisce con orgoglio: «Qualcuno - chiede polemicamente - ha investito più di noi in questa squadra?».

Quale Reggiana sarà il prossimo anno i proprietari non vogliono e non possono ancora dirlo. «Come sportivo penso sempre al futuro.
Per forza di cose devo pensare anche alla prossima stagione. Ma adesso ci sono troppe variabili, stiamo giocando i playoff, non sappiamo se vinciamo o perdiamo, bisogna vedere». Una risposta diplomatica che scatena l’ironia della moglie: «Come sei politico!».
Gazzetta di Reggio

Il reggiano Melli in finale di Eurolega

REGGIO EMILIA. Il reggiano Nicolò Melli è in finale d’Eurolega.
Ieri sera a Belgrado sono state disputate le due semifinali dell’ultimo atto dell’Eurolega 2017/18, e Melli ha partecipato alla manifestazione con la maglia dei campioni in carica del Fenerbahce Istanbul che hanno battuto 76-67 lo Zalgiris. Melli è rimasto in campo oltre 31’, realizzando 4 punti, smazzando 6 assist e scaricando 3 rimbalzi. Dopo due brillantissimi anni in Eurolega con i tedeschi del Bamberg, nell’estate scorsa Melli ha deciso di accettare l’offerta del Fenerbahce e del leggendario coach Obradovic con un desiderio chiaro, provare a dare l’assalto alla massima competizione continentale.
Per farlo, ha rinunciato ad alcune proposte dalla Nba e da altri club europei dove avrebbe magari avuto maggior spazio individuale. La scelta ha pagato. La corazzata turca ha chiuso al secondo posto la lunga e durissima stagione regolare e nei quarti di finale dei playoff ha sconfitto 3 a 1 il Baskonia Vitoria, ottenendo un nuovo passaggio alle Final Four, il quarto consecutivo: da quando in panchina siede Obradovic, il “Fener” non ha mai mancato la danza. Ora anche Melli si è unito al ballo nella semifinale che ha opposto i turchi alla grande sorpresa lituana Zalgiris Kaunas allenata dalla leggenda Jasikevicius. I suoi numeri sono stati inevitabilmente meno brillanti che a Bamberg, viste le rotazioni infinite dei campioni in carica, ma la soddisfazione è di quelle notevoli.
È la prima volta che un reggiano disputa le Final Four di Eurolega, l’unico precedente – in una bella coincidenza – risale ai tempi della vecchia Coppa dei Campioni, quando ogni nazione era rappresentata da una sola squadra, la vincitrice dello scudetto. Si tratta di Piero Montecchi, che nel 1988, al primo anno con l’Olimpia Milano, vince la Coppa, già all’epoca assegnata tramite Final Four. L’allora Tracer di Meneghin, McAdoo, D’Antoni e Premier si impone sugli storici rivali del Maccabi Tel Avi per 90 a 84, dopo aver superato in semifinale l’Aris Salonicco. Sono trent’anni giusti da quell’impresa, e vent’anni da quel 1998 in cui Montecchi disse addio al basket agonistico dopo l’indimenticabile
cavalcata della Pallacanestro Reggiana sino alla semifinale scudetto contro la Fortitudo Bologna.
Domenica, nella finalissima a Belgrado, toccherà a Nicolò Melli, a bordo di una squadra ambiziosa e determinata, ripetersi nonostante la stellare qualità degli avversari.
Gazzetta di Reggio