Tennis: Djokovic vince torneo di Madrid, in arrivo a Roma

(ANSA-AP) - MADRID, 8 MAG - Il serbo Novak Djokovic ha vinto il Master 1000 di Madrid battendo in finale lo scozzese Andy Murray per 6-2, 3-6, 6-3, in 2 ore e 6 minuti di gioco. Per il n.1 del mondo si tratta del primo torneo vinto su terra dagli Internazionali d'Italia del 2015, e ora Djokovic è in arrivo proprio a Roma per l'edizione di quest'anno.
    Per Djokovic quesllo di oggi è il 29/o Masters 1000 in carriera: è un record. Ora nella classifica Atp ha 9025 punti di vantaggio sul secondo in classifica, che torna ad essere Roger Federer: si tratta del maggiore divario mai registrato nelle classifiche Atp da quando è in vigore l'attuale sistema di compilazione del ranking.
    Quanto a Murray, è la seconda finale persa nell'anno dopo quella di Melbourne, dove fu battuto sempre da Djokovic.(ANSA).

Giro: 3/a tappa; Kittel fa il bis, è la nuova maglia rosa

Il tedesco Marcel Kittel (Etixx - Quick Step) si è aggiudicato la terza tappa del Giro d'Italia, da Nijmegen ad Arnhem di 190 km, ed è la nuova maglia rosa. Anche ieri aveva vinto allo sprint.
Sul traguardo di Arnhem, il tedesco che si era già aggiudicato la tappa di ieri, ha regolato in volata gli italiani Elia Viviani, Giacomo Nizzolo e il connazionale Andre' Greipel, giunto quarto.
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MotoGp in Francia: Lorenzo vince a Le Mans, Rossi è secondo

Ancora una vittoria per Jorge Lorenzo: lo spagnolo della Yamaha ha conquistato il Gp di Francia sul circuito di Le Mans, mentre Valentino Rossi ha chiuso al secondo posto. Fuori Dovizioso e Iannone, protagonisti di altrettante cadute.

Moto2, vince Rins, ottimo Corsi 2/o  - Ancora un italiano sul podio nella giornata delle moto sul circuito di Le Mans. Simone Corsi (Speed Up corsa) è infatti giunto secondo nella prova della Moto2, alle spalle dello spagnolo Alex Rins (Paginas Amarillas HP 40). Terzo posto per Thomas Luthi (Garage interwetten), poi un altro italiano, Franco Morbidelli (Estrella Galicia), quinto il giapponese Nakagami (Idemitsu Honda). E' stata una gara molto combattuta, e a lungo il pilota italiano ha reso la vita difficile a Rins, che solo a tre giri dal termine è riuscito a effettuare l'allungo decisivo per imporsi al 29enne centauro azzurro. Con la vittoria di oggi Rins conquista anche la leadership mondiale, e approfitta a mani basse della caduta di Johann Zarco campione del mondo in carica e rivale per la vittoria finale del titolo. Giornata da dimenticare anche per un altro protagonista della Moto2, Sam Lowes, che non è riuscito ad andare oltre al sesto posto, staccato di oltre dieci secondi e mezzo dal vincitore. Quanto agli altri italiani, Luca Marini, fratello di Valentino Rossi, si è classificato al 12mo posto, Mattia Pasini è 16mo, deludente Lorenzo Baldassarri soltanto 17mo, dopo un'ottima partenza.

Moto3, vince Binder, Fenati 2/o  - Ottimo secondo posto per l'italiano Romano Fenati (Sky Racing Team VR 46) al gran premio di Francia di Moto2, alle spalle del sudafricano Brad Binder (Red Bull KTM Ajo) che dopo aver vinto a Jerez si è imposto dunque anche sul circuito di Le Mans. Terzo posto per lo spagnolo Jorge Navarro (Estrella Galicia). Buona la prova degli altri italiani in gara, Nicola Bulega è quinto, Andrea Migno settimo, Niccolò Antonelli ottavo, e Andrea Locatelli decimo. Fenati è andato al comando della corsa fin dal sesto giro, ma il sudafricano non lo ha mai perso di vista, e poi al 23mo giro ha dato la toccata decisiva per la conquista della vittoria.
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Viaggio all'inferno e ritorno: da Schwazer a Pablito, i redenti dello sport

Viaggio all'inferno e ritorno: Alex SCHWAZWER ha marciato, dentro sè stesso e fuori, per un percorso di redenzione che pare la sublimazione dello sport come metafora di vita. Ma l'atleta altoatesino non e' certo il primo al quale la vittoria arride dopo una catarsi del genere. Ce la fece ad esempio Paolo ROSSI, capace di essere l'eroe eponimo dei Mondiali '82 dopo avere conosciuto la gogna della squalifica per il calcioscommesse. Ma ce l'ha fatta anche l'uomo del giorno del calcio britannico, James VARDY, il bomber del Leicester che qualche anno fa girava con il braccialetto elettronico dopo una condanna per rissa e ora è un idolo degli stadi e si appresta a giocare il suo primo Europeo. In Francia non ci andrà invece l'attaccante del Watford Troy DEENEY, che prima di indossare la maglia del club dei Pozzo ha vestito la tuta da galeotto. Uscito dal carcere è però tornato a giocare, e nel novembre scorso ha segnato uno spettacolare gol al Manchester United: e tanto è bastato ai suoi tifosi per andare in delirio e considerare la sua storia l'ennesimo remake della parabola del figliol prodigo. 

E che dire, in passato, di fuoriclasse del ring come George FOREMAN ed Aaron PRYOR, capaci di sprofondare nel crack e nell'alcol prima della conversione. Arrivarono a diventare predicatori evangelici, e dopo aver spiegato la Bibbia di rimisero i guantoni. Così 'Big George' si riprese il titolo di campione del mondo dei pesi massimi, all'età di 46 anni, stabilendo un record di anzianità pugilistica. Pryor non fu di nuovo campione ma vinse il match contro la vita, lui che era di padre ignoto e aveva un fratello transessuale che si prostituiva. Altro ex galeotto poi campione del mondo è stato Sonny LISTON, l'uomo contro il quale cominciò la leggenda di Cassius Clay. Un redento può essere considerato anche Kobe BRYANT, passato dalle accuse di stupro ai cinque anelli da campione Nba con i Lakers e due ori olimpici a Pechino e Londra.

Ivan BASSO invece è stato uno dei tanti 'peccatori pentiti' del ciclismo, e vinse un Giro d'Italia nel 2010 dopo aver ammesso le proprie colpe in fatto di doping e aver scontato la successiva squalifica. Idem Aleksandr VINOKOUROV, 'dopato eccellente' tornato in paradiso con la vittoria nella prova in linea su strada dell'Olimpiade di Londra. David MILLAR, scozzese, tornò competitivo dopo essere stato un 'pentito' e il paladino nella lotta contro chi vinceva con l'inganno. Il fuoriclasse australiano del tiro a volo Michael DIAMOND a Londra ha preso parte alla sua sesta Olimpiade, tornando nel Gotha di questo sport dopo aver scontato una condanna in carcere per violenze domestiche Tony ADAMS, ex difensore dell'Arsenal, ha vinto la battaglia contro l'alcol e ora fa il testimonial di varie associazioni oltre che l'allenatore di discreto successo, così come il tedesco Christoph DAUM, che la propria lotta l'ha ingaggiata contro la cocaina. Nel golf c'è stato il caso del californiano John DALY, uno dei 'drive' più potenti del circuito, che beveva e picchiava la moglie ma dopo carcere e riabilitazione vinse il British Open. Ebbe una ricaduta, si dedico' anche al gioco d'azzardo e accumulò debiti ma aggrappandosi al suo sport, e al talento donatogli da madre natura, tornò dall'inferno per la seconda volta. Ora oltre a farsi valere sul green (a 50 anni gioca nel PGA Tour Champions) ha una fondazione che aiuta gli orfani.
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Mondiali di marcia: Schwazer vince 50 km e vola a Rio

Dopo 3 anni e 9 mesi di squalifica per doping, Alex Schwazer torna in gara e si aggiudica la 50 km di marcia ai mondiali a squadre di Roma 2016, con il tempo di 3h 39.00, secondo migliore risultato stagionale dell'anno a livello mondiale, che gli consente di volare alle Olimpiadi di Rio 2016.

Trascinato dal calore del pubblico romano, il marciatore azzurro, oro a Pechino 2008, è sempre stato nel gruppo di testa rompendo gli indugi tra il 25esimo e il 30esimo km staccando gli inseguitori. Dietro di lui, l'australiano oro olimpico di Londra 2012, Jarrett Tallent (3h42'36''), terzo l'ucraino Igor Glavan (3h44'02''). Quarto posto per Marco De Luca, in 3h44'37''.

Schwazer 'mia gara più bella, non la dimenticherò mai' - "È stata una gara bellissima, con un tifo incredibile e una squadra fortissima perché abbiamo vinto a squadra, è stata forse una delle gare più belle che ho fatto: in casa, una gara importante. Non me la dimenticherò questa gara". Lo dice Alex Schwazer, al termine della 50 km di marcia ai mondiali a squadre di Roma 2016, vinta in 3h39'00'', secondo miglior tempo stagionale mondiale.

"Nella 50km - ha proseguito Schwazer - quando non sei motivato, in questa gara soffri a fare fatica. Adesso è una cosa bella, comunque è fatica ma è bella. È un privilegio fare le gare, concretizzare tutti i mesi che ho passato con chi mi è stato vicino e poi ottenere questo risultato. È stata una 50 di quelle che mi ricorderò per le belle emozioni".

"Se questa vittoria mette fine alle polemiche? Non lo so e sinceramente non mi interessa. Io quello che posso fare è fare bene le mie gare e tutti sono liberi di dire quello che vogliono. Io sono concentrato su quello che voglio fare per me, tutto il resto è relativo". Ha sottolineato Schwazer.