SASSUOLO-CARPI 1-0... Alla vittoria ha fatto da cornice uno speranzoso tramonto rosa immerso nel cielo azzurro e sereno

Domenica 8 Novembre 2015 è stata una giornata ricamata pienamente dai raggi di sole autunnali. Era bello passeggiare tra gli alberi di pioppi che conducono dal parcheggio al Mapei Stadium... tra foglie cadute che in volo, come idee spensierate, giocano con  le allegre farfalle bianche...

Proprio all stadio di Reggio Emilia si è disputala la gara tra il Sassuolo e il Carpi valevole per la dodicesima giornata della Serie  A Tim 2015 -16.

E' stata una giornata carica di emozioni non solo per i tifosi di calcio ma anche per gli appassionati di moto Gp: alle 14, prima di Sassuolo-Carpi, è stato trasmesso sul maxischermo del Mapei Stadium il gran premio di Valencia che ha assegnato il titolo mondiale di MotoGP a  Jorge Lorenzo. Il Sassuolo ha ringraziato Sky per la disponibilità.

Non è stata solo una giornata di sport ma domenica 8 novembre anche il mondo del calcio si è schierato compatto al fianco dell’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro con Un Gol per la Ricerca, iniziativa promossa in collaborazione con FIGC, Lega Serie A, TIM e AIA. Negli ultimi cinquant’anni la ricerca oncologica ha raggiunto straordinari traguardi, contribuendo a rendere il cancro sempre più curabile: il tasso di mortalità è diminuito del 18% per gli uomini e del 10% per le donne negli ultimi due decenni. Una persona su quattro può considerarsi guarita, perché torna ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale, cioè di chi non ha mai avuto una diagnosi di tumore.
Calciatori, allenatori e arbitri hanno  invitano i tifosi a sostenere AIRC con un SMS al 45509


Il Tabellino: SASSUOLO-CARPI 1-0 
Il Sassuolo mantiene la propria imbattibilità casalinga ma soprattutto continua a vincere restando in scia alle pretendenti allo scudetto. La prestazione non è stata eccellente, ma Di Francesco si tiene stretti questi tre punti. "Partita complicata come immaginavo, passati in vantaggio abbiamo gestito la situazione anche se il Carpi ha fatto di tutto per metterci in difficoltà. La squadra ha ribadito una certa maturità, ma dobbiamo continuare a restare umili anche davanti ad una classifica così importante. Ci manca un po’ di brillantezza sulla tre quarti”. 

MARCATORE Sansone al 28’ p.t.
SASSUOLO (4-3-3) Consigli; Vrsaljko (dal 25’ s.t. Gazzola), Ariaudo, Acerbi, Peluso; Pellegrini (dal 19’ s.t. Biondini), Magnanelli, Missiroli; Berardi, Falcinelli (dal 22’ s.t. Defrel), Sansone. (Pegolo, Pomini, Longhi, Antei, Fontanesi, Laribi, Duncan, Politano, Floccari). All. Di Francesco
CARPI (4-4-1-1) Belec; Zaccardo (dal 32’ s.t. Wallace), Romagnoli, Gagliolo, Gabriel Silva; Letizia, Marrone (dal 15’ s.t. Di Gaudio), Bianco, Pasciuti (dal 21’ s.t. Matos); Lollo; Lasagna. (Benussi, Brkic, Bubnjic, Cofie, Lazzari, Gino, Wilczek) All. Castori
ARBITRO Valeri di Roma
NOTE paganti 3.954, incasso di 40.150; abbonati 6.310, quota di 55.677; ammoniti Marrone (C), Pellegrini (S), Biondini (S), Lollo (C), Di Gaudio (C) e Zaccardo (C) per gioco scorretto; Consigli (S), Wallace (C) e Falcinelli (S) per comportamento non regolare. Recuperi: 0' p.t., 6' s.t..

Alla fine della gara grandissima soddisfazione per tutti a motivo dei 22 punti quando si è giocato quasi un terzo delle gare del campionato, 12 su 38, con una proiezione a lungo termine che lo porterebbe a quota 69 al termine della stagione: il Sassuolo continua a mantenere un ritmo da Europa League, rafforzato dalla vittoria nel primo derby di serie A con il Carpi e soprattutto da numeri che ne certificano una maturità ormai raggiunta.

La vittoriosa fine della gara per il Sassuolo ha avuto anche la cornice scenografica di uno speranzoso tramonto rosa immerso nel cielo azzurro e sereno.

di Albana Ruci

 
 

Sassuolo, merito della nuova mentalità. E ora non dipende più dai gol di Berardi

Le cifre parlano chiaro e certificano la nascita del nuovo Sassuolo: che non rischia più, che segna di meno ma subisce pochissimo (quarta difesa del campionato con 10 gol), che ormai risiede stabilmente nei quartieri alti della classifica: dopo la 5a giornata era terzo dietro Inter e Fiorentina, ora è “soltanto” quinto, comunque in zona Europa League. Un inizio travolgente soprattutto se si fa il confronto con i due precedenti campionati di A: un anno fa dopo 12 giornate il Sassuolo aveva 7 punti in meno, due anni fa erano 8. L’impatto con la nuova categoria era stato terribile: un filotto di 4 sconfitte iniziali (con l’umiliante 7-0 in casa con l’Inter), poi 4 pareggi e solo 2 vittorie. Nel 2014 è andata leggermente meglio: 3 pareggi e un k.o., un altro 7-0 con l’Inter stavolta a San Siro, ma la prima vittoria è arrivata soltanto all’8ª giornata e alla 12ª il bilancio era di 15 punti.
Nicola Sansone, 24 anni, con Domenico Berardi, 21. Ansa
Nicola Sansone, 24 anni, con Domenico Berardi, 21. Ansa
NUOVA MENTALITA’ La sensazione, al di là delle statistiche, è che qualcosa sia cambiato nella mentalità della squadra, come ha sottolineato Di Francesco dopo la vittoria sul Carpi: “La squadra sta diventando sempre più matura”. Significa che, consolidata la categoria, il Sassuolo comincia a sentirsi adulto ed è pronto a lasciare ad altri l’etichetta di sorpresa. Lo si capisce anche da come ha gestito gli ultimi impegni: a Udine, terza partita in 8 giorni, si è risparmiato portando a casa un poco esaltante 0-0, domenica ha vinto il derby puntando sul ragionamento più che sulla frenesia agonistica: possesso palla e gara di attesa, sapendo che comunque era in grado di colpire senza scompensi in copertura. Il contrario dello scorso campionato chiuso con 57 gol incassati e soprattutto del primo (72, seconda peggior difesa dietro al Livorno retrocesso), cominciato in puro stile zemaniano, pressing e difesa altissima e salvezza conquistata in extremis.
SEGNALE Un altro segnale di svolta è che la squadra non dipende più da Berardi, che dopo aver toccato la notevole quota di 31 gol in due anni, ora è fermo a due. Colpa di un infortunio che l’ha frenato all’inizio della stagione e merito degli altri attaccanti che si sono divisi il bottino in parti più o meno uguali: 3 per Floro Flores e Sansone, 2 per Defrel, uno per Floccari e Politano. Completano il gruppo di centrocampisti Missiroli e Magnanelli. Totale: 14 centri. Tra le prime cinque, ha fatto peggio soltanto l’Inter di Mancini, non a caso indicata da Di Francesco come modello di opportunismo e concretezza. L’allievo del boemo si sta trasformando in un difensivista? Beh, ora non esageriamo, ma è certo che non subire gol da 3 partite è un altro segnale di svolta. Quale sarà il prossimo?
 Guglielmo Longhi