Juve non teme nessuno, a San Siro per vincere

(LaPresse) - "Noi non abbiamo paura di nessuno. È vero che il Milan è una buona squadra: con Seedorf ora stanno cominciando a migliorare e vogliono batterci, perché noi siamo la squadra battere. Ma noi conosciamo l'importanza di questa partita: l'obiettivo è la conquista del campionato e allora vogliamo vincere a San Siro". Così l'attaccante della Juventus Fernando Llorente in un'intervista rilasciata a 'Sport Mediaset XXL' ha presentato la gara di domani sera con il Milan. "Il suo segreto è il lavoro, nient'altro. Ha una grande esperienza anche da giocatore, ma si è creato uno stile e un'idea di calcio tutta sua - ha aggiunto il giocatore spagnolo parlando del suo tecnico Antonio Conte - Mi ha sorpreso molto, è un grandissimo allenatore: nel poco tempo che ho passato con lui ho imparato tante cose e sono contento di averlo. All'inizio ho dovuto lavorare molto, assimilare il gioco della squadra, ma è stato giusto". In chiusura, una battuta sulla nazionale e sulla possibilità di far parte della spedizione spagnola al Mondiale in Brasile. ""Manca ancora tanto all'inizio dei Mondiali - ha evidenziato Llorente - Può succedere ancora di tutto, ma io devo pensare solo a fare bene con la Juve, che in questo momento è la cosa più importante".

Calcio, da oggi è possibile giocare col turbante


Giocare al calcio indossando l'hijab o un turbante da oggi si può. Come dire che la confederazione calcistica dell'Asia (Afc) e la comunità Sikh del Canada hanno vinto le rispettive battaglie dopo l'annuncio fatto oggi dal segretario generale della Fifa Jerome Valcke, al termine della riunione dell'International Board (Ifab) a Zurigo.

Per prima si era mossa la federazione asiatica, per chiedere l'abolizione dello hijab, dopo il caso (nel novembre 2011) delle ragazze iraniane escluse dalle qualificazioni per l'Olimpiade di Londra 2012 per il rifiuto di togliersi il velo prima di giocare contro la Giordania. Era arrivata la sconfitta per 3-0 a tavolino e la conseguente eliminazione.

Affermando che lo hijab non è pericoloso e che "deve essere consentito a tutti di giocare al calcio, a prescindere dal credo religioso", l'Afc aveva chiesto l'abolizione del divieto e un periodo di prova (concesso). Successivamente, l'anno scorso, c'era stato il caso di una squadra, interamente formata da giocatori di etnia Sikh, a cui era stato impedito di giocare un torneo in Canada, perché nessuno di loro aveva voluto togliersi il turbante. Allora la richiesta di abolizione del divieto di coprirsi il capo era stata estesa anche al settore maschile.

Ora l'International Board (Ifab), e quindi la Fifa, ha stabilito che "i calciatori possano giocare con il capo coperto", come ha detto Valcke, e al più presto una circolare esplicativa verrà inviata a tutte le federazione calcistiche nazionali. Veli e turbanti dovranno comunque essere conformi alle divise indossate dai giocatori e non essere d'intralcio o pericolo per gli avversari. Non potranno nemmeno formare un solo 'pezzo' con le maglie, da cui dovranno quindi essere staccati (vietati, in pratica, i cappucci come si sono visti nell'atletica). Valcke ha anche tenuto a precisare che, dopo il periodo di prova, l'Ifab ha ritenuto che l'abolizione del No al velo, e anche ai turbanti (usati da tantissimi anni nell'hockey prato senza che ci siano stati problemi), possa essere 'istituzionalizzata'.
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