2012/Olimpiadi: l'Italia nel G8 dello sport, Bolt nella leggenda

Ventotto medaglie, una in piu' rispetto a Pechino 2008. Il 2012 e' stato l'anno dei Giochi Olimpici di Londra. L'Italia chiude all'ottavo posto. ''Siamo nel G8 dello sport'', commentera' con soddisfazione il presidente del Coni Giovanni Petrucci. La classifica finale delle Olimpiadi vede gli Stati Uniti confermarsi la nazione piu' premiata in assoluto con 104 medaglie, di cui 46 d'oro. Il secondo posto va alla Cina con 87 medaglie, di cui 38 d'oro. Quella di Londra restera' come un'estate magica, ricordata dagli amanti dell'atletica nella firma storica impressa da Usain Bolt: il giamaicano, nell'arco di pochi giorni, bissa nei 200 dopo l'oro ottenuto nei 100 battendo il connazionale e amico Yohan Blake. Cosi', una volta per tutte, dissipa i dubbi: Bolt e' l'uomo piu' veloce della Terra. Lo dimostra conquistando il mondo in 9 secondi e 63 centesimi, il suo secondo tempo di sempre dopo il record mondiale di 9''58 a Berlino 2009. Lo fa a modo suo, spingendo nei 100 quei 94 kg oltre il traguardo, volando sulle speranze di Justin Gatlin, l'ex dopato, il piu' veloce in semifinale. Il mondo lo immaginera' per sempre saltellare sulla pista mentre mima il suo gesto dell'arciere diventato un copyright. Il ''fulmine'', come lo chiamano oggi, e' e restera' per molti anni ancora lo sprinter piu' vincente della storia dei Giochi. La leggerezza della sua corsa, la muscolatura non eccessiva ma armoniosa, la facilita' con cui morde la pista, l'imperfezione della sua partenza (quasi sempre ''inciampata'') che gli restituiscono un senso di profonda umanita', fanno ritenere che Sua Velocita' sia un talento puro e, tutto sommato, naturale. Dal canto suo il made in Italy registra un paio di note stonate. A Londra gli azzurri naufragano tra invidie e colpi bassi in un vortice che dal nuoto al canottaggio, passando al fioretto maschile individuale riflette debolezze e scarse simpatie tra i team del Belpaese. La seconda riguarda la vicenda del marciatore Alex Schwazer: il 6 agosto 2012 viene annunciato che l'atleta e' stato trovato positivo all'eritropoietina ricombinante in un controllo antidoping a sorpresa effettuato dall'Agenzia Mondiale Antidoping il 30 luglio e viene escluso dal Coni dalla squadra della 50 km di marcia. Il prossimo appuntamento e' fra 4 anni, a Rio. 
eurosport

Bomber del 2012, lo scettro è di Cavani. Nell'anno solare il Matador ha segnato 43 reti

Nel calcio, spesso, i numeri non raccontano tutta la verità di un campionato. Ma quando si contano i gol fatti, allora, non si scappa. E così nel 2012 lo scettro di bomber del campionato italiano va a Edinson Cavani. In totale, l'attaccante del Napoli negli ultimi 12 mesi ha firmato 43 reti. Dietro di lui Antonio Di Natale, che ha siglato 30 gol, soltanto uno in più di Diego Milito.Più indietro Ibrahimovic, El Shaarawy e Klose.
Dati alla mano, dunque, nel 2012 Cavani ha fatto meglio di tutti. Il Matador ha segnato 27 reti in Serie A, 6 in Coppa Italia, una nelle qualificazioni dei Mondiali, 7 in Europa League, una in Champions League e una in Supercoppa italiana. Alle sue spalle Totò Di Natale ha realizzato 23 in Serie A, 5 in Europa League, uno in Coppa Italia e uno a Euro 2012. Nella speciale classifica dei bomber dell'anno, si piazza poi Diego Milito. L'attaccante dell'Inter ha realizzato 29 gol: 28 in Serie A e uno in Champions League.

Senza contare le reti realizzate in francia, poi tocca a Ibrahimovic (23 centri). Lo svedese ha segnato 17 gol in Serie A, uno in Champions League, uno in Coppa Italia, due a Euro 2012 e 2 nelle qualificazioni ai Mondiali. Con 22 gol totali, si piazza poi proprio il suo sostituo nel Milan: El Shaarawy. Il gioiellino rossonero ha firmato 15 gol in Serie A, due in Champions League, due in Coppa Italia e 3 nelle qualificazioni degli Europei U21.

A quota 20 centri c'è poi Klose. Il tedesco della Lazio ha segnato 14 reti in Serie A, tre durante le qualificazioni ai Mondiali, due in Europa League e uno a Euro 2012. Miccoli poi chiude la graduatoria dei bomber dell'anno.Il Fenomeno del Palermo ha marcato il taccuino 19 volte, 17 in Serie A e due in Coppa Italia.
tgcom24

James aspetta l'intervallo: "Vuoi sposarmi?"

La proposta di nozze di James (Ciamillo)

Singolare proposta di nozze del playmaker della Reggiana che durante l'All Star Game di basket all'italiana disputato a Biella, ha chiesto alla sua fidanzata di sposarlo

 

Un Natale speciale con i libri di sport Dodici libri di sport per il fine anno, dodici suggerimenti per cominciare bene il 2013

TUTTO IL BELLO DELLA JUVE
Dalla famosa panchina torinese di Corso Re Umberto I, da cui tutto nacque quel primo novembre del 1897, all’esultanza di Pogba, l’ultimo giovane talento bianconero; 115 anni di Juventus celebrati da un bellissimo libro che ripercorre i tanti trionfi e le poche cadute con storie, aneddoti, curiosità (c’è anche il testo del primo inno sociale bianconero, anno 1910), statistiche e soprattutto tante fotografie. Da notare le immagini delle formazioni che hanno vinto lo scudetto (naturalmente sono trenta...), la classifica degli 11 juventini di tutti i tempi e una ricca sezione dedicata all’organico della stagione 2012/13.
JUVENTUS 115 E LODE; di Maner Palma, edizioni Priuli & Verlucca, 224 pagine, 28 euro.


LA CAVALCATA DEL NAPOLI
Dal giorno della presentazione al San Paolo il 28 agosto scorso - officianti il sindaco De Magistris e l'attore Alessandro Siani - al trionfo romano in Coppa Italia contro la Juventus, la splendida cavalcata del Napoli dell'ultima stagione rivissuta attraverso 150 splendide foto a colori e in bianco e nero. I protagonisti e i comprimari, i momenti più belli o spettacolari, l'avventura in Champions League, i tifosi sempre con la squadra. Per ricordare, e per emozionarsi ancora.
CUORE AZZURRO, il Napoli in 150 emozionanti istantanee; di Antonello Perillo, foto di Gino Conte, Edizioni CentoAutori, 110 pagine, 22 euro.



TOTTI PARTITA PER PARTITA
«La partita era quasi finita, ma ero troppo emozionato e troppo contento». Il 28 marzo del 1993, sostituendo Rizzitelli al 42' del secondo tempo, Francesco Totti debuttava in serie A. Quasi venti anni dopo, il capitano giallorosso ha battuto ogni record nella storia della Roma ed è diventato uno dei giocatori più importanti nella storia del nostro calcio. In questo bel libro, riccamente illustrato, viene vivisezionata ogni partita ufficiale giocata dal numero 10, nazionale compresa. Un bellissimo omaggio all'ultima bandiera del nostro calcio.
FRANCESCO TOTTI MINUTO PER MINUTO, di Francesca Spaziani Testa; Castelvecchi Ultra Sport, 384 pagine, 24,90 euro.



IL FUTURO DEL CALCIO
Dal duello tra Guardiola e Mourinho alla rivoluzione arbitrale, da Totti e Del Piero alle tattiche più recenti. Gli ultimi cinque anni di calcio visti sotto la lente d'ingrandimento di Mario Sconcerti, tra provocazioni sacrosante (perché i bambini devono pagare per giocare a calcio?) a domande sul futuro del calcio. E' questa la parte probabilmente più interessante: in uno sport dove ormai il fatto economico è decisivo, c'è spazio ancora per chi non è uno sceicco o un petroliere? La risposta di Sconcerti è secca: no, però non è tutto così nero...
IL CALCIO DEI RICCHI; si potrà più vincere senza spendere un tesoro?, di Mario Sconcerti; Dalai Editore, 200 pagine, 17 euro.

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I BAD BOYS DI CUCCI
Dalla raccolta dei suoi articoli apparsi nella rubrica «La barba al palo» pubblicati da «L'Avvenire», agli interventi sul suo blog, le ultime stagioni del calcio italiano commentate da Italo Cucci, che ci racconta come è cambiato il nostro calcio, traghettandoci dalla sbornia del dopo Mondiale vinto nel 2006 fino al secondo posto nell'ultimo Europeo, partendo proprio da quei cattivi ragazzi in maglia azzurra - Cassano e Balotelli, naturalmente - che gli piacciono tanto. E poi Maestrelli e Guardiola, Ibrahimovic e la scelta australiana di Del Piero, Pirlo, Cristiano Ronaldo, Delio Rossi, Totti... Incontri e ritratti di un calcio in perenne cambiamento.
BAD BOYS, da un Mondiale vinto a un Europeo perduto; di Italo Cucci, Minerva Edizioni, 189 pagine, 15 euro


VYCPALEK, DA DACHAU ALLA JUVE
Chissà, se non lo tirasse in ballo ogni tanto il nipote, Zdenek Zeman, probabilmente si parlerebbe poco di Cestmir Vycpalek. E sarebbe un errore, perchè il tecnico ceco ha avuto una carriera calcistica importante e vissuto una vita importante, scandita dagli appuntamenti della Storia con la esse maiuscola. Come i terribili otto mesi trascorsi nel campo di concentramento di Dachau, esperienza dalla quale Vycpalek riuscì a ricostruire la sua vita fino a scegliere l'Italia come la sua terra d'elezione. Sulla panchina della Juventus il nostro ha poi vinto due scudetti, a coronamento di una vita trascorsa con onore e inseguendo la pace, proprio le due parole contenute nel suo nome (Cest: onore e mir: pace).
DA DACHAU AL TRICOLORE, Cestmir Vycpalek; di Stefano Bedeschi, Urbone publishing, 50 pagine, 7 euro.

BARBERA, UNA VITA PER (IL) PALERMO
Presidente fondamentale nella storia del Palermo calcio - che portò fino alla serie A e a due finali di Coppa Italia - e imprenditore sempre al centro della vita culturale e mondana del secolo scorso, Renzo Barbera meritava un libro così, a dieci anni dalla sua morte: che ricordasse quanto fatto per il capoluogo siciliano e soprattutto per la sua squadra, di cui era il «Presidentissimo», ma che raccontasse anche il Barbera privato, dai momenti in famiglia agli aneddoti di chi ha vissuto o lavorato con lui. Con tante bellissime foto, molte inedite, e con l’introduzione scritta dai figli, Giuseppe e Ialù.
RENZO BARBERA, una vita, un’epoca; di Roberto Gueli e Paolo Vannini; Zerotre Edizioni, 196 pagine, 15 euro.



UN SECOLO DI AVELLINO
Cento anni di Avellino, tra grandi risultati, promozioni storiche e rovesci deprimenti. Mentre la squadra allenata da Rastelli lotta al vertice della Lega Pro, ecco la storia degli irpini, divisa in tre volumi - il prossimo uscirà a marzo - scritta da chi probabilmente la conosce meglio, il nostro Leondino Pescatore. Il primo tomo parte dalla nascita ufficiale del 1912 per arrivare alla prima storica promozione in serie A del 1978. Stagione per stagione - con tutti i tabellini dal 1951/52 - il romanzo di un secolo di calcio in provincia abbellito da tante splendide fotografie.
AVELLINO CHE STORIA, 100 anni da Lupi; dal niente alla serie A (primo volume 1912-1978); di Leondino Pescatore, Lps editore, 143 pagine, 12 euro.

I PARENTI D’ORO DELLO SPORT
Macchè parenti serpenti. Dai Montano agli Abbagnale, dai Meneghin ai Maldini, dai Menichelli ai Mazzola; e poi le dinastie D’Inzeo, Dibiasi, Sentimenti, Baresi, Gentile, Duran, Conti, Cannavaro, Inzaghi, Damilano, Panatta, Stecca... Olimpiadi, Campionati del Mondo, scudetti e Champions League: il romanzo emozionante dello sport italiano rivissuto in modo originale, attraverso le vicende delle grandi famiglie italiane, delle stirpi d’oro che hanno regalato trionfi e medaglie al Tricolore. Una storia di nonni, padri, figli, fratelli, sorelle, nipoti...
NEL NOME DEL PADRE DEL FIGLIO E DELLO SPORT, un secolo di grande Italia; di Franco Esposito, Absolutely Free Editore, 350 pagine, 16 euro.


IL LATO NERO DEL CALCIO
Da Calciopoli e dal processo di Napoli fino all'ultima bufera, Scommessopoli. Il lato oscuro del calcio dell'ultimo terribile anno riemerge nel lavoro di Felici, vero e proprio seguito de «Le pagine nere del calcio». Il processo alla Gea, la lite tra Inter e Juventus sullo scudetto revocato ai bianconeri e attribuito ai nerazzurri, le inchieste di Bari e Napoli. Nel mezzo, tanto per non farci mancare niente, la misteriosa e terribile fine di Bergamini e il caso Padovano. Una ricostruzione rigorosa e avvincente, nella speranza che questo libro sia davvero la cronaca degli ultimi dribbling sbagliati del nostro calcio.
DA PORTA A PORTA, gli ultimi dribbling dei furbetti del calcio; di Antonio Felici, Iacobellieditore, 230 pagine, 25 euro.

THE FAN, CHE THRILLER!
Chi si ricorda il film girato da Tony Scott e interpretato da Robert De Niro, ritroverà quelle atmosfere inquietanti e la suspence crescente nel libro di Abrahams, scrittore americano di thriller, ripubblicato in Italia a distanza di quasi venti anni dalla prima edizione. E' la storia di due uomini, il fanatico del baseball Gil e l'asso del diamante Bobby. Due vite che scorrono a distanza di sicurezza fino a che la situazione non precipita: Gil perde il posto di lavoro e la stella di Bobby comincia velocemente a declinare. Il resto, è tutto da leggere.
THE FAN, di Peter Abrahams; edizioni 66THA2ND, 378 pagine, 17 euro.



BOLOGNA 1964, PUGILI E MISTERI
Mentre a Miami Cassius Clay e Sonny Liston si preparano al loro match di pugilato, «il più importante del secolo», in un bar della provincia bolognese - tra biliardi, reclame di digestivi e sigarette senza filtro - un tredicenne va incontro al suo destino, sfidando sul ring un ragazzo più grande di lui. Tra il fascino di un'America ancora lontanissima e la nebbia della Bassa Padana, un toccante viaggio a ritroso nella Bologna di mezzo secolo fa, tra i filmati da Settimana Incom e la passione per lo squadrone di Fulvio Bernardini, che ricorda le atmosfere di certi film di Pupi Avati.
1964, MISTERI, PUGILI, SCOMMESSE; di Mauro Curati, edizioni Pendragon, 214 pagine, 15 euro.

Massimo Grilli - Corriere dello Sport

SORTEGGI La Juve pesca il Celtic Al Milan ritocca il Barça


Sorteggio positivo per la Juventus. Durissimo, invece, per il Milan. Negli ottavi di finale di Champions League, i bianconeri pescano il Celtic Glasgow. I campioni d'Italia giocheranno la gara d'andata in Scozia contro un avversario che, tradizionalmente, si esalta davanti al proprio pubblico. Il Milan, dopo il secondo posto nel girone della prima fase, sapeva di poter trovare un rivale top nell'urna di Nyon: la sorte non ha assistito i rossoneri, che si troveranno davanti il super-Barcellona. I catalani, che stanno dominando la Liga con 46 punti conquistati sui 48 disponibili, avranno anche il vantaggio di giocare al Camp Nou la gara di ritorno. L'auspicio generale è che gli azulgrana possano presentarsi con Tito Vilanova in panchina.

L'allenatore in queste ore viene operato per un tumore alla ghiandola parotide e, secondo quanto reso noto dal Barça, dovrebbe riprendere gradualmente l'attività professionale nelle prossime settimane. Al di là delle vicende tricolori, il tabellone degli ottavi propone una sfida degna di una finale: il Manchester United di Sir Alex Ferguson incontrerà il Real Madrid di Josè Mourinho. I blancos giocheranno in casa la gara d'andata e il duello, con ogni probabilità, si deciderà nei secondi 90 minuti in programma all'Old Trafford. 

Promette spettacolo anche l'abbinamento tra l'Arsenal, l'altra inglese superstite, e il Bayern Monaco, assoluto dominatore della Bundesliga. Il Paris Saint-Germain di Carlo Ancelotti chiede strada al Valencia in una sfida non impossibile per i transalpini, che giocheranno fuori casa il primo match. Bel gioco e gol non dovrebbero mancare tra lo Shakhtar Donetsk e il Borussia Dortmund. Meno appeal, invece, negli accoppiamenti Galatasaray-Schalke 04 e Porto-Malaga.

Questi gli accoppiamenti (andata 12-13 febbraio e 19-20 febbraio, ritorno 5-6 marzo e 12-13 marzo, finale il 25 maggio a Wembley):
Galatasaray-Schalke 04
Celtic-JUVENTUS
Arsenal-Bayern
Shakhtar Donetsk-Borussia Dortmund
MILAN-Barcellona
Manchester Utd-Real Madrid
Valencia-Psg
Porto-Malaga 

INTER FORTUNATA IN EUROPA LEAGUE
Per l'Inter il sorteggio di Nyon è stato benevolo: i nerazzurri hanno pescato i romeni del Cluj. Più difficile l'impegno della Lazio: la sorte le ha riservato i tedeschi del Borussia Moenchengladbach, mentre al Napoli è toccato il Viktoria della Repubblica ceca. Ecco gli accoppiamenti (andata il 14 febbraio, ritorno il 21):

Bate Borisov (Bie)-Fenerbahçe (Tur)
INTER-Cluj (Rom)
Levante (Spa)-Olympiakos (Gre)
Zenit S. Pietroburgo (Rus)-Liverpool (Ing)
Dinamo Kiev (Ucr)-Bordeaux (Fra)
Bayer Leverkusen (Ger)-Benfica (Por)
Newcastle (Ing)-Metalist Kharkiv (Ucr)
Stoccarda (Ger)-Genk (Bel)
Atletico Madrid (Spa)-Rubin Kazan (Rus)
Ajax (Ola)-Steaua Bucarest (Rom)
Basilea (Svi)-Dnipro (Ucr)
Anzhi (Rus)-Hannover (Ger)
Sparta Praga (R. Cec)-Chelsea (Ing)
Borussia Moen. (Ger)-LAZIO
Tottenham (Ing)-Lione (Fra)
NAPOLI-Viktoria Plzen (R. Cec)

avvenire.it

La Serie A soccombe allo spread

Lo spread non è solo la bestia nera della nostra economia, ma anche del sistema calcio italiano. Tra le quattro grandi Leghe europee, la Serie A recita il ruolo scomodo del fanalino di coda con un pesante -265 punti di spread rispetto alla Germania che detta legge con la Bundesliga, modello finanziario del pianeta football. Non dorme sogni tranquilli neanche la Premier con i suoi -199 punti di spread nei confronti del campionato tedesco e non si può parlare neppure di andamento da inseguitrice della Bundesliga registrando il -165 della Liga spagnola. Frau Merkel può gongolare dinanzi ai conti in attivo della serie A di Germania. La Bundesliga è il “benchmark” per tutti i campionati, gridano gioiosi da Berlino.

«Non siamo i peggiori, la Francia sta peggio di noi, ma il trend sta decisamente crollando», spiegano Michele Uva e Gianfranco Teotino autori del saggio Il calcio al tempo dello spread (il Mulino-Arel).
Nel libro si analizza l’indice dello spread calcisitico che mette a raffronto i ricavi medi per club, il rapporto fatturato/stipendi, il patrimonio netto medio, il rapporto fatturato/passivo, l’affluenza media negli stadi ed il ranking Uefa. E qui la consolazione con la “quinta sorella” Francia che sta peggio di noi dura pochi paragrafi. Lo spread nell’ultimo quadriennio è aumentato passando dal -172% a quel -265% preoccupante.

Colpa di problemi tutti made in Italy: nonostante la crisi economica, infatti, l’industria del calcio è cresciuta dal 2006 al 2010 del 42%. Se la Bundesliga ha 97 milioni di entrate medie per club, la serie A si ferma a 77,7 milioni. Il gap per quanto riguarda il patrimonio netto medio per club è di addirittura 41,8 milioni contro 7,5. Ma i tedeschi ci superano anche nel numero di spettatori presenti in media allo stadio (42.100 contro 23.500). «Non possiamo prendere il modello tedesco e portarlo in Italia. Ci vuole cultura e sviluppo della passione calcistico», rileva Teotino. La Serie A se la passa male anche nei confronti della Liga spagnola.

Nel 2010-2011, ad esempio, il Barcellona ha avuto 110,7 milioni di euro di entrate da gara, la Roma 17,6 milioni. Nella stagione 2002-2003 i due club avevano fatturavano rispettivamente 41,8 e 41,2 milioni. «La riforma del calcio tedesco è singolare che avvenga nel momento in cui mette mano al suo comparto manifatturiero - spiega Giuseppe Mussari, presidente dell’Abi -. Il prodotto italiano si vende all’estero per la sua qualità, quanto è avvenuto però negli ultimi mesi non è uno spot per il nostro calcio». Gli scandali del calcio fanno quindi male anche ai suoi bilanci. E poi c’è la perenne questione degli stadi. «È fondamentale il tema della patrimonializzazione delle società di calcio -  prosegue Mussari -. Uno stadio se rende diventa patrimonio utile, integrato con le attività che producono reddito, a prescindere dal calcio. Non vale però l’idea che per tanti stadi ci siano tanti centri commerciali».

A difendere con orgoglio il calcio italiano ci pensa il presidente della Figc, Giancarlo Abete. «Non tutto ciò che può essere contato conta e non tutto ciò che conta può essere contatò, affermava Einstein. Ci sono responsabilità che non sono oggetto di una valutazione quantitativa. Oggi nonostante le difficoltà l’Italia al 4° posto del ranking Fifa. Non mi risulta che il nostro Paese sia al 4° posto per condizioni ambientali e attrazione d’investimenti. Se a livello di club siamo al quarto posto in Europa, dobbiamo dire che il mondo dello sport e del calcio italiano è sempre entrato dalla porta principale.

Lo spread? Nel calcio c’è, ma opera su patrimoni privati di singole persone». È indubbio però che la crisi sgonfia il pallone italico. «Ci sono tante criticità - conferma Abete -, ma bisogna farsene carico. La posizione nel contesto intenzionale è di grande spessore. Poi ci sono alcune criticità strutturali, come gli stadi». Per questo però si deve muovere la politica. «Mi dispiace dover dire che è stata una legislatura deludente - ammette Enrico Letta, segretario dell’Arel e deputato Pd - . Speriamo che la prossima sia costituente per il mondo dello sport».

Angelo Marchi - avvenire.it