Sci: gigante Soelden, Moelgg per ora 3/o

L'azzurro Manfred Moelgg terzo in 1'18''64 dopo la 1/a manche del gigante di Soelden, prima gara della stagione di Cdm uomini. Al comando il francese Thomas Fanara in 1'18''48 davanti allo statunitense Ted Ligety in 1''18''52. Fuori subito Max Blardone, Davide Simoncelli e' 16/o in 1'20''18. Gara al limite della regolarità per le condizioni di tempo e pista molto diverse per vari atleti. Nella notte sono caduti sulla pista, a 3.000 m sul ghiacciaio Rettenbach, 40 cm di neve fresca.
ansa




Moto Gp: Pedrosa cade, Lorenzo e' campione

Il pilota della Yamaha, Jorge Lorenzo, si e' laureato campione del mondo della Classe MotoGp al termine del Gran Premio d'Australia vinto da Casey Stoner su Honda. L'altro contendente per il titolo, lo spagnolo Dani Pedrosa (Honda), e' caduto al primo giro della gara spalancando le porte del trionfo al connazionale. Valentino Rossi su Ducati si e' classificato al settimo posto.


Caso Armstrong, qualche domanda

Come mai ha passato indenne tanti controlli? Come si sono comportate le federazioni competenti? Giusto togliergli tutte le vittorie? Ecco le risposte.

27/10/2012
Armstrong: ascesa e caduta di un mito (Ansa).
Armstrong: ascesa e caduta di un mito (Ansa).
Il caso Armstrong merita e anzi impone alcune osservazioni “extra”, che mettiamo avanti dopo avere raccolto le spiegazioni ad esse attinenti con gente diciamo dell’ambiente. Lo facciamo auspicando che la vicenda cambi in maniera ovviamente positiva il mondo dello sport e intanto temendo che non accada nulla di sostanziale.

Come è possibile che Armstrong abbia superato indenne circa cinquecento controlli in sette anni, con una spesa enorme visto che i controlli stessi da 500 euro l’uno sono passati a 1000, senza che nulla sia emerso? Possibile, ci dicono: le armi di offesa lasciano sempre indietro quelle di difesa, studiate “dopo”. Però urine e sangue sono sempre controllabili, se le provette vengono conservate bene, anche a distanza di tanti anni, e adesso si possono scoprire cose che allora non si rilevavano. Sono poi migliorati alla grande i sistemi di accertamento dell’assunzione di prodotti cosiddetti coprenti, per mascherare l’assunzione di sostanza illecite: e soprattutto questo ha “tradito” Armstrong e C.

Possibile allora che tutti i controlli, non solo quelli su di lui, dal 1999 siano stati fasulli,
compresi quelli sui suoi compagni di squadra coinvolti – lo dicono essi stessi – nelle medesime irregolarità? E cosa possono dire quelli che sono stati invece scoperti e puniti? E casomai non siamo di fronte ad una versione stavolta sportiva della rivalità vasta e cronica tra Francia e Stati Uniti? L’imbarazzo, ci dicono, esiste, lo ammettono tutti, quelli della federazione internazionale come quelli del Tour de France, quelli dell’antidoping francese come quelli dell’antidoping mondiale. Però i corridori scoperti non hanno recriminazioni da avanzare: hanno sbagliato, giusto che paghino. Quanto a Francia vs Usa, lasciamo ai film di James Bond le storie della Spectra e affini.

Le condizioni particolari di Armstrong, reduce vittorioso dalla guerra contro un cancro con metastasi, devono avere avuto qualche peso nella vicenda?
Ci dicono che lui ha sempre goduto di una sorta di licenza speciale relativamente alla per lui necessaria assunzione speciale di ormoni, licenza che comunque non contemplava certamente i suoi abusi e la sua organizzazione criminosa estesa o imposta ai compagni di squadra. Si colpevolizza molto, anche da parte del Tour, la federazione internazionale, che avrebbe indagato poco e coperto molto. Possibile? Possibilissimo. Basti pensare a come, nell’atletica leggera, i campioni statunitensi ufficialmente non si sono quasi mai dopati ufficialmente sino all’outing coatto di Marion Jones, la sprinter che fece vedere il verminaio, prima dei Giochi di Sydney 2000.
Stiamo parlando di federazioni nazionali e internazionali: ma e il Cio, e la giustizia ordinaria? Il Cio per troppo tempo si è fidato delle federazioni, ora sta rimediando con organismi suoi. La giustizia ordinaria idem. E pure con tanti controlli a sorpresa, oltre che con il passaporto biologico che presto o tardi ogni atleta professionista dovrà avere, in ogni sport. Questione anche di soldi. Si dice: meglio tardi che mai. E si lasciano in vita tanti dubbi su tanta complicità. Di fronte all’organizzazione di Armstrong per pratiche illecite e intanto sicure, anche il doping di stato, di regime della famigerata Germania Est appare meno efficiente. Possibile? Qui tutto si è concentrato su un solo gruppo di atleti, là si lavorava su migliaia di concorrenti, con dispersione delle forze e anche dei segreti.

Giusto azzerare dei sette Tour de France vinti da Armstrong tutto, senza trasferire la vittoria su altri? Purtroppo sì, visto che dal 1998 del successo di Pantani, seguito dal “settebello” di Armstrong, non solo ci sono i vincitori di dodici edizioni (sette Armstrong, tre Contador, una Landis, una Pantani) scoperti in colpa di doping, ma ci sono anche sei corridori arrivati secondi, otto arrivati terzi e via scendendo, sempre trovando rei confessi o scoperti sino al decimo posto. E ci fermiamo lì. Ma allora muore il Tour de France? Macché. Compie nel 2013 i cent’anni, convoca sempre folle immense anche se i francesi non lo vincono dal 1985 di Hinault. E’ un fatto culturale, letterario, poetico e anche mediatico e pubblicitario.

Muore il Giro d’Italia, allora? E tutto l’altro ciclismo? Deciderà la gente, al traino dei corridori e delle loro imprese. Il Giro dovrebbe tenere, ha radici popolari più forti di ogni banditismo. Il ciclismo tutto, poi, paradossalmente non è mai stato bene come ora, e forse anche per questo si è permesso di calare la scure sul caso Armstrong: si è ormai diffuso in quasi tutto il mondo, presto avrà anche l’Africa, parla inglese e non più francese o italiano, attrae i media per ragioni spettacolari assortite, convince sponsor di levatura planetaria, ha nella bicicletta una strepitosa arma ecologica. E ormai può portare il suo antidoping come un fiore all’occhiello, mentre nessun altro sport può farlo.
Gian Paolo Ormezzano - famigliacristiana.it

Coppa America: varato nuovo Luna Rossa

Il catamarano è stato messo in acqua ad Auckland, in Nuova Zelanda. A lanciare la bottiglia di champagne benaugurale la madrina Miuccia Prada, insieme al marito Patrizio Bertelli.

26/10/2012
Ad Auckland la festa per il varo del nuovo catamarano AC 72 Luna Rossa.
Ad Auckland la festa per il varo del nuovo catamarano AC 72 Luna Rossa.
Il catamarano AC 72 Luna Rossa, sfidante alla 34a edizione dell’America’s Cup,  è stato varato oggi a Auckland, in Nuova Zelanda.

La celebre stilista Miuccia Prada, madrina del varo, con al fianco il marito Patrizio Bertelli, presidente di Luna Rossa Challenge 2013, ha rotto la bottiglia di champagne, dando il via al varo del maxi catamarano di 22 metri: scafi a specchio e ala di 40 metri di altezza.


L’AC 72 Luna Rossa è la sintesi di un lavoro che ha impegnato i settanta membri del team per quasi un anno durante il quale ricerca, sperimentazione e costruzione sono andate di pari passo, utilizzando le tecniche più sofisticate e all’avanguardia.


Alla costruzione hanno partecipato 300 persone per un totale di 52.000 ore di lavoro. Sono stati utilizzati 500 chili di titanio e a bordo ci sono circa 2.000 metri di cime, tra scotte, drizze, eccetera. Patrizio Bertelli ha dichiarato: «Siamo alla nostra quarta sfida in Coppa America, certamente la più rivoluzionaria rispetto alle precedenti. L’emozione del varo rimane invariata e, in questo caso, particolarmente forte per via di questa barca così tecnologicamente estrema, frutto di una ricerca all’avanguardia e di un enorme lavoro di tutto il team».

 
Tutto il team Luna Rossa schierato in occasione del varo.
Tutto il team Luna Rossa schierato in occasione del varo.
Max Sirena, skipper di Luna Rossa Challenge 2013, ha invece dichiarato: «Oggi per noi è un giorno di festa. Da domani inizieremo i primi test strutturali in acqua cui seguiranno gli allenamenti, non appena avremo finito tutte le verifiche. Ringrazio tutto il team, e in particolare lo shore team e il design team, che hanno lavorato senza sosta per mesi, consentendoci così di rispettare le scadenze che ci eravamo prefissati».

Alla cerimonia, seguita da un’animata festa cui hanno partecipato tutte le famiglie del team, erano presenti, tra i 350 invitati, Agostino Randazzo, presidente del Circolo della Vela Sicilia (n.d.r. yacht club sfidante), Grant Dalton (CEO di ETNZ Emirates Team New Zealand), Steve Burrett (Commodoro del Royal New Zealand Yacht Squadron), l’ambasciatore italiano in Nuova Zelanda Alessandro Levi-Sandri e il rappresentante della comunità Maori, Alec Hawke del Ngāti Whātua o Orākei.


Miuccia Prada e Patrizio Bertelli rompono la bottiglia di champagne in segno di buon augurio.
Miuccia Prada e Patrizio Bertelli rompono la bottiglia di champagne in segno di buon augurio.
Il team Luna Rossa è stato creato nel 1997 da Patrizio Bertelli con il nome di "Prada Challenge for the America's Cup 2000". Al suo esordio ha conquistato la Louis Vuitton Cup 2000,   ovvero la serie di regate di selezione tra gli sfidanti dell'America's Cup, con un record di 38 vittorie su 49 regate.

Luna Rossa ha quindi partecipato anche nel 2003 e nel 2007, raggiungendo in quest'ultima edizione la finale della Louis Vuitton Cup. Nel 2011 ha vinto l'Extreme Sailing Series, circuito internazionale riservato ai catamarani della classe Extreme 40. Nel 2012 ha preso parte al circuito di regate dell'America's Cup World Series con due imbarcazioni AC45 (Luna Rossa Piranha e Luna Rossa Swordfish), vincendo le regate di flotta delle tappe di Napoli e Newport e dimostrandosi molto competitiva.

Nel giugno 2012 l'armatore Patrizio Bertelli è stato introdotto - primo italiano, nell'America's Cup Hall of Fame, riconoscimento per i risultati conseguiti individualmente nell’ambito della vela e in particolare dell’America’s Cup.
Giusi Galimberti - famigliacristiana.it

Sport malato: Calcioscommesse, Napoli a giudizio

Anche il Napoli entra ufficialmente nel vortice del calcioscommesse. La procura della Figc ha deferito Il club di De Laurentiis alla Disciplinare per responsabilità oggettiva. Deferiti per illecito sportivo Matteo Gianello e Silvio Giusti, e per omessa denuncia Paolo Cannavaro.

La gara finita nel mirino degli inquirenti sportivi è Samp-Napoli del 16 maggio 2010. Tra i deferiti dal procuratore Palazzi c'è anche Gianluca Grava, all'epoca dei fatti e attualmente tesserato per il Napoli: nei suoi confronti il provvedimento è scattato "per aver violato il dovere di informare senza indugio la Procura Federale, omettendo di denunciare i fatti riguardanti la gara Sampdoria Napoli". Stesso provvedimento nei confronti di Gianello, ex della squadra di Mazzarri e attualmente svincolato, e Giusti all'epoca dei fatti allenatore di base, per avere, in occasione della partita in questione, in concorso tra loro, posto in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento ed il risultato della gara al fine di effettuare scommesse sul risultato sicuro di vittoria della Sampdoria, offrendo il secondo del denaro per la realizzazione dell'illecito e contattando il primo i compagni di squadra Paolo Cannavaro e Gianluca Grava, dai quali riceveva un rifiuto".

Per Cannavaro, giocatore anche oggi del Napoli, la violazione è di aver omesso di denunciare i fatti, in particolare la proposta formulata dal suo compagno di squadra Gianello". La società è stata deferita a titolo di responsabilità oggettiva per le violazioni ascrivibili a Gianello e anche a quelle di Cannavaro e Grava.
avvenire.it

Milan batte Genoa 1-0. Decide El Shaarawy

Milan batte Genoa 1-0 nel secondo anticipo della 9/a giornata del campionato di serie A.
EL SHAARAWY, E' COMPLEANNO PIU' BELLO  - "Sono un po' commosso, è stato il compleanno più bello della mia vita. Sono emozionato e contento, sia per la vittoria che per il gol": Stephan El Shaarawy commenta così, ai microfoni di Sky la vittoria del Milan contro il Genoa grazie al suo gol. "Se questo è il mio Milan? Sono contento che si dica questo - ha aggiunto- io cerco solo di dare il massimo e di mettermi a disposizione del mister". El Shaarawy è consapevole di aver dato una mano ad Allegri a salvare la panchina: "Può darsi, ci sono state tante voci su di lui, ma non credo che sia mai stato in dubbio perché la società ha sempre manifestato la sua fiducia al tecnico". E sui fischi a Pato aggiunge: "E' un grande campione che torna da un lungo infortunio e va sostenuto e non fischiato".
ALLEGRI,'VITTORIA MERITATA,CRITICHE ECCESSIVE'  - "E' una vittoria meritata. Finora le critiche sono state eccessive per quanto i ragazzi hanno fatto sul campo": Massimiliano Allegri commenta così ai microfoni di Sky il successo del suo Milan contro il Genoa. "Nel primo tempo potevamo segnare, ci sono stati diversi episodi dubbi in area di rigore: abbiamo sbagliato diversi passaggi, così come successo a Malaga. Oggi c'era un clima difficile - ha aggiunto - quindi sono contento che i ragazzi abbiano reagito". "Ero molto sereno perché la squadra le prestazioni le aveva sempre fatte - ha proseguito il tecnico rossonero - Bisogna trovare fiducia, specialmente nel fare gol. Con il gol tutto diventa più facile". Su Pato, impiegato titolare dopo otto mesi e uscito tra qualche fischio, Allegri non ha dubbi: "Ha fatto una buona prestazione, si è reso spesso pericoloso. Negli ultimi otto mesi ha giocato una partita e mezzo, è difficile che in questo momento abbia una condizione ottimale".
ansa

F1: India probabile un pit stop

''Il livello d'usura e' costante per entrambe le mescole e sia la gomma soft, sia la dura hanno mostrato buone prestazioni. Quindi, pensiamo che la maggior parte dei team optera' per un unico pit stop''. E' la previsione del direttore di Motorsport Pirelli Paul Hembery, in vista del Gp d'India. ''Le soft - aggiunge - potrebbero essere anche di un secondo piu' veloci delle hard. Il bilanciamento di quest'equazione e la velocita' che si raggiunge in pista, saranno alla base delle strategie''.
ansa

SportivaMente - Temi di Psicologia dello Sport

Si svolgerà in occasione dell’apertura del primo “Servizio di Psicologia dello Sport” pubblico nato presso il Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione dell’Università La Sapienza

(informazione.it - comunicati stampa) Il giorno 6 novembre 2012 si svolgerà presso la Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università di Roma “La Sapienza” un convegno intitolato “SportivaMente – Temi di Psicologia dello Sport”.
Il convegno nasce dalla collaborazione fra il Gruppo Sportivo del Corpo Forestale dello Stato e il Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione dell’Università “La Sapienza”.
Tale collaborazione, sottoscritta da un paio di anni mediante un protocollo di intesa, ha fra i suoi obiettivi quello di supportare gli atleti nel perfezionamento di quelle abilità mentali, specifiche per ogni disciplina sportiva, che consentano loro di esprimere tutto il loro potenziale in situazioni competitive.
Il convegno, che si svolgerà in occasione dell’apertura del primo “Servizio di Psicologia dello Sport” pubblico nato presso il Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione dell’Università “La Sapienza” (completamente gratuito per gli atleti del GS Forestale), sarà un’occasione di confronto e dialogo sulle possibili sinergie fra esperti in psicologia dello sport e atleti, allenatori, dirigenti sportivi presso associazioni sportive ed enti di promozione sportive.
In allegato
1) il programma dettagliato del convegno, la cui la partecipazione è gratuita, che vedrà intervenire ricercatori di prestigiose università internazionali e protagonisti della società civile e dello sport ai massimi vertici internazionali fra i quali alcuni esperti del GS Forestale che operano nel mondo dello sport in vesti differenti;
2) il depliant del "Servizio di Psicologia dello Sport" aperto al pubblico presso il Dipartimento di Psicologia dei Processi di Sviluppo e Socializzazione dell’Università “La Sapienza”.

Basket: mezzogiorno di fuoco Torna la partita in diretta tv

Il programma della quinta giornata di serie A inizia con il primo match della stagione tornato in calendario al mezzogiorno di domenica: con diretta su LA7d, il match è quello tra Brindisi e Venezia. Alle 18.15 sarà poi la volta di Scavolini Banca Marche-Banco di Sardegna Sassari, Sidigas Avellino-Saie3 Bologna, Acea Roma-Juve Caserta, Ea7 Emporio Armani Milano-Trenkwalder Reggio Emilia, Sutor Montegranaro-Vanoli Cremona. Infine, lunedì alle 20.30 completeranno il quadro Cimberio Varese-Chebolletta Cantù (diretta Rai Sport 2) e Angelico Biella-Montepaschi Siena.

«Vogliamo sia già la partita in cui cominciare il nostro percorso di miglioramento difensivo attraverso una presa di coscienza sia individuale che collettiva». Così il coach dell'Ea7 Emporio Armani Milano, Sergio Scariolo, alla vigilia della sfida con Reggio Emilia. «Abbiamo il massimo rispetto per loro ma dovremo continuare a fare bene quello che facciamo bene e cominciare a correggere quello che finora abbiamo fatto meno bene», aggiunge Scariolo.

Classifica: Cimberio Varese, Banco Sardegna Sassari 8; Chebolletta Cantù, Montepaschi Siena, Saie3 Bologna 6; Acea Roma, Scavolini Pesaro, Caserta 4; EA7 Armani Milano, Enel Brindisi, Sutor Montegranaro, Umana Venezia, Trenkwalder Reggio Emilia, Vanoli Cremona, Angelico Biella, Sidigas Avellino 2.
laprovinciadilecco.it