L'Inter porta Benitez in tribunale. A giugno torna Mourinho? Mercoledì primo vertice per scegliere il nuovo tecnico. In rialzo anche Leonardo.

Smaltita la gioia del Mondiale per club vinto ad Abu Dhabi e coi giocatori partiti per le vacanze, i vertici societari dell'Inter sono al lavoro per risolvere la questione allenatore: le possibilità di ricucire con Benitez sono minime, mercoledì, di rientro da Madrid, il presidente Moratti avrà un vertice con Branca e gli altri più stretti collaboratori per decidere il da farsi.

QUELLE VOCI SU MOURINHO - Il viaggio a Madrid del presidente nerazzurro non è passato inosservato, sebbene fosse legato agli affari della Saras e non all'Inter. Secondo indiscrezioni, infatti, Moratti avrebbe avuto modo di incontrare Josè Mourinho, segnalato in rapporti non idilliaci con la dirigenza madridista. L'ipotesi di un ritorno a Milano del portoghese è vicina alla fantascianza, anche se con lo Special One di mezzo nulla è mai escluso a priori. E' anche possibile che Moratti si sia limitato a chiedere consiglio al suo "mentore" in vista della scelta del nuovo tecnico. L'attacco frontale alla dirigenza del Real Madrid, è assimilabile a quanto fatto da Benitez nei confronti dell'Inter, così come le reazioni dell'opinione pubblica sono inequivocabili in Italia come in Spagna: rottura insanabile. Tutti i quotidiani sportivi iberici hanno accusato Mou di smontare uno stile più che centenario come quello del Real Madrid.

VIE LEGALI CON BENITEZ? - L'ultima novità riguarda la ventilata ipotesi che l'Inter, dopo la conferenza stampa di Benitez ad Abu Dhabi che hanno sancito definitivamente la rottura, possa adire alle vie legali per tutelare l'immagine del club, considerata danneggiata. Gli avvocati nerazzurri sono pronti a lavorare sulla base delle dichiarazioni rilasciate dallo spagnolo sabato. Qualora questa strategia non andasse a buon fine, visto che Rafa non ha intenzione di lasciare spontaneamente, un esonero dello spagnolo costerebbe 8 milioni di euro più i premi.

SPALLETTI E LEONARDO SU - Stante che in cima alla lista dei desideri di Moratti continua ad esserci Fabio Capello, il cui contratto con la Federazione inglese fino al 2012 è anche il più difficile da risolvere, perde quota l'ipotesi di un traghettatore (Zenga o Beppe Baresi) fino a giugno a favore di una soluzione definitiva. Ed in questo senso i nomi caldi restano quelli di Luciano Spalletti e di Leonardo. Il tecnico toscano va preso subito, intanto che il campionato russo è finito (ma va affrontata una trattativa delicata con Gazprom, con cui la Saras ha interessi comuni), quello brasiliano è libero.

BENITEZ TORNA A LIVERPOOL? - Intanto la notizia dell'avvenuta iscrizione della figlia di Rafa in una scuola di Liverpool ha dato adito sulla stampa d'Oltremanica all'ipotesi che lo spagnolo possa tornare ad Anfield e rilevare Roy Hodgson, la cui conduzione tecnica dei reds fino a questo momento è ai limiti del disastroso.

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Inizia Calciopoli 2: Bergamo interrogato da Palazzi. A breve il procuratore federale dovrebbe ascoltare anche Moratti.

Martedì 21 dicembre ha preso ufficialmente il via Calciopoli 2: in queste ore, infatti, il procuratore federale Stefano Palazzi ha iniziato ad ascoltare l'ex designatore arbitrale Paolo Bergamo e ha così dato il via al procedimento per analizzare il nuovo materiale audio arrivato dal processo civile a Calciopoli in svogimento a Napoli, che insieme all'esposto presentato dalla Juventus hanno spinto la Figc a tornare sui fatti del 2006.

Con ogni probabilità, Bergamo coglierà l'occasione per ribadire quanto già dichiarato quattro anni fa nella sua prima deposizione durante le fasi iniziali di Calciopoli, ovvero che lui aveva contatti quotidiani non solo con i rappresentanti dei club condannati all'epoca (Juventus, Milan, Lazio e Fiorentina e Reggina) ma anche con dirigenti di altre società, come Inter e Roma, senza che fossero mai commessi illeciti.

Proprio l'Inter con Massimo Moratti dovrebbe essere una delle prime parti chiamate in causa nei prossimi interrogatori di Plazzi, soprattutto perché proprio sulla Beneamata verte gran parte del materiale arrivato da Napoli, con telefonate che vedevano protagonisti il patron nerazzurro che Giacinto Facchetti.

Ovviamente, la domanda che si fanno tutti è a cosa potrà portare questo nuovo "tranche" di Calciopoli qualora emergessero responsabilità sportive. Da una parte, alcuni giuristi sportivi sostengono che l'unica cosa modificabile è l’assegnazione dello Scudetto 2006 all'Inter, decisione amministrativa presa dall'allora commissario straordinario Guido Rossi, come tale revocabile, mentre altri eventuali reati sarebbero caduti in prescrizione.

Un altro filone di giurisprudenza sostiene un'ipotesi diversa, ovvero che in base all'articolo 39 del codice sportivo - che, in sostanza, prevede come la scoperta di nuovi fatti dei quali non si era a conoscenza durante il primo procedimento possa portare alla riapertura dello stesso - ci possano essere nuove incriminazioni ed eventuali punizioni, oltre che una revisione delle sentenze (ad esempio, in casa Juventus si spera ancora di riavere i due Scudetti tolti da Calciopoli).

In ogni caso, dopo un lavoro che si preannuncia piuttosto lungo tra verifica del materiale audio e deposizioni varie, toccherà alla Presidente Federale prendere una decisione definitiva sentito il parere della Consiglio Federale. L'attesa è già iniziata.

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Addio a Enzo Bearzot, ct dell'Italia Mundial nel 1982. Aveva 83 anni: 104 le partite alla guida degli Azzurri.

E' morto a Milano Enzo Bearzot: malato da tempo, l'ex commissario tecnico della Nazionale italiana aveva 83 anni.

Friulano d'origine, Bearzot era nato ad Aiello il 27 settembre 1927, dopo una buona carriera da mediano, nella quale aveva indossato anche le maglie di Torino ed Inter, Bearzot era arrivato nel settore tecnico della Figc nel 1969, guidando la Nazionale Under 23 fino al 1975, quando, dopo la delusione di Germania '74, divenne Ct con a fianco fino al 1977 Fulvio Bernardini.

Alla fine, Bearzot avrebbe guidato gli Azzurri dal 1975 al 1986 per ben 104 panchine (record) e tre Mondiali: in Argentina nel 1978, in Spagna nel 1982 e in Messico nel 1986.

Proprio al "Mundial" iberico sono legati i ricordi più belli del "Vecio", con il trionfo di Pablito e compagni: partita tra lo scetticismo generale, l'Italia fu in grado di sconfiggere consecutivamente Argentina, Brasile, Polonia e Germania Ovest, quest'ultima battuta per 3-1 nella finale del Bernabeu di Madrid davanti agli occhi dell'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

"E' stato un uomo fantastico: mi ha fatto maturare e capire cos'è il rispetto - ha raccontato Beppe Bergomi, diventato titolare in Azzurro proprio durante il Mundial '82 - Sapeva scegliere gli uomini in base alle loro qualità umane: era un gruppo bellissimo".

"E' una giornata tristissima: per me lui era come un padre, a lui devo tantissimo se non tutto e mi ha sempre trattato come un figlio, nel bene e nel male - è il commosso ricordo di Paolo Rossi - Era anche rude ma nel suo modo di fare si celava comunque amore per quelli che vivevano esperienze con lui e gli erano accanto. Il mio più bel ricordo è il giro d'onore con lui sulle nostre spalle dopo la finale del 1982".

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