A Belfast con Emiliano Viviano tra i pali e Marco Borriello al centro dell'attacco. Il ct azzurro Cesare Prandelli ha scelto l'undici che stasera affronterà in trasferta l'Irlanda del Nord per la terza giornata delle qualificazioni ai prossimi Europei del 2012

A Belfast con Emiliano Viviano tra i pali e Marco Borriello al centro dell'attacco. Il ct azzurro Cesare Prandelli ha scelto l'undici che domani sera affronterà in trasferta l'Irlanda del Nord per la terza giornata delle qualificazioni ai prossimi Europei del 2012 in Polonia e Ucraina. A centrocampo spazio anche per Stefano Mauri, uno degli uomini più in forma del campionato di serie A. Nel 4-3-3 scelto da Prandelli, oltra a Viviano in porta, la linea difensiva sarà composta da Mattia Cassani e Domenico Criscito sugli esterni, Leonardo Bonucci e Giorgio Chiellini al centro; il trio di centrocampo sarà formato da Daniele De Rossi, Andrea Pirlo e, per l'appunto, Mauri. In attacco Simone Pepe e Antonio Cassano agiranno ai lati di Borriello. L'attaccante della Roma "sta bene - spiega Prandelli in conferenza - come anche Giampaolo Pazzini. Ma per la gara di domani penso che Borriello possa essere l'attaccante giusto, e non solo come punto di riferimento davanti". La decisione di schierare Viviano è stata invece "una scelta difficile. In questo ruolo sono tanti quelli che stanno facendo bene, ma ho la sensazione che Viviano, per personalità e partecipazione, ora abbia qualcosa più degli altri".

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La tentazione del numero 2: Quasi quasi mi candido

Tra Sepp Blatter e il quarto mandato alla presidenza della Fifa si alza un nuovo ostacolo asiatico. O meglio, si potrebbe alzare. Il vicepresidente della Fifa, il sudcoreano Chung Mong-Joon, ha fatto sapere di meditare una candidatura alle elezioni in programma nel maggio del prossimo anno segnalando tuttavia di essere indeciso sul da farsi. Dopo l'improvviso ripensamento del presidente della confederazione asiatica, Mohamed bin Hammam, Blatter si era ritrovato nella comoda posizione di unico candidato alla carica di massimo dirigente del pianeta calcio. Oggi, invece, la sorpresa. "Per tenere in salute una grande organizzazione come la Fifa occorre una sana competizione", ha detto il 58enne Chung preannunciando la sua possibile candidatura. L'intenzione è concreta? Chung fa capire di essere incerto e manda messaggi: "Prima non ci pensavo seriamente, ma ora ci voglio riflettere. E' ancora presto", ha detto, "per dire che a maggio non ci saranno sfidanti". Blatter, 74 anni, è presidente della Fifa dal 1998. Nel 2007 ottenne la riconferma senza candidati antagonisti.

C'e' l'ombra di Marcello Lippi dietro Claudio Ranieri?

Allo sfogo, sia pure mai esplicito, di qualche giorno fa, dell'allenatore romano, risponde indirettamente l'ex presidente della Juventus, Giovanni Cobolli Gigli. ''Io penso di si' - ha spiegato ai microfoni di Sky riferendosi al periodo juventino - Blanc aveva proposto a Lippi di venire a fare l'allenatore della Juventus prima di ingaggiare Ranieri. E Lippi decise di non venire perche' voleva stare ancora fuori dall'ambiente calcistico per aspettare la sentenza del processo che riguardava suo figlio. E quindi il Pensiero di Lippi era un pensiero oggettivo. Che poi ci fosse anche un altro retro-pensiero che poteva vedere Lippi, alla fine del proprio impegno azzurro, di nuovo occuparsi della Juventus con qualche ruolo importante, questo lo suppongo''. Il tecnico romano si riferiva sia ai tempi del suo esonero, nella primavera 2009, sia alle voci delle ultime settimane, che lo vorrebbero a rischio di panchina. Sul primo frangente, Cobolli aggiunge: ''Credo che Ranieri abbia fatto un ottimo lavoro alla Juventus. E che nelle ultime settimane in cui e' andato via, avesse percepito che da parte delle proprieta' non c'era piu' il cento per cento di fiducia e che pensasse, come spesso capita, che ci fosse dietro di lui l'ombra di Lippi''. Cobolli si pronuncia anche sul famoso ''pranzo di Recco'', in cui Jean Claude Blanc incontro' Lippi. ''A posteriori si puo' dire che fu una piccola imprudenza. Si poteva cercare un ambiente piu' riservato. Fu una superficialita', dovuta anche alla non conoscenza dell'attenzione che gli italiani danno a queste cose. Ranieri poi ando' avanti, fece ottime cose, ma quando ci trovammo con la Juventus che stava gradualmente scivolando, con la sensazione che i calciatori cominciassero a non ascoltare piu' Ranieri, prendemmo la decisione di sostituire il tecnico. Lui ci rimase male, ma io devo ringraziarlo per tutto quello che ha fatto''.

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