Liverpool: Aquilani in prestito alla Juve

Il Liverpool conferma sul proprio sito internet il prestito per un anno di Alberto Aquilani alla Juventus. Il centrocampista romano, 26 anni, sosterra' lunedi' le visite mediche in Italia, secondo quanto si legge sulla pagina web dei Reds. La Juve non ha ancora confermato ufficialmente il prestito: probabilmente aspettera' l'esito delle visite mediche. Da due anni a questa parte, Aquilani ha avuto una serie di problemi fisici. (ansa)

Tifosi Maribor aggrediti, 4 arresti

La Digos ha arrestato nella notte 4 palermitani che hanno tentato di aggredire i tifosi del Maribor. E' la squadra slovena sconfitta giovedi' dal Palermo, nell'andata dello spareggio di Europa League. I tifosi del Maribor sono stati scortati fino a una struttura ricettiva, nel cuore del centro storico, per trascorrere la notte. Intorno alla mezzanotte, pero', una quarantina di tifosi palermitani travisati con sciarpe cinghie, hanno tentato di aggredirli. (ansa 21 agosto 2010)

Lo stadio della civiltà che si liberò del barbaro. La Juventus nell'impianto che ha sfrattato il nome di Schwarzenegger

di Lorenzo Longhi
GRAZ

Lo spirito di Arnold Schwarzenegger non dimora più qui. Qui, a Graz, dove la Juventus giocherà questa sera contro lo Sturm la gara di andata dello spareggio preliminare per accedere alla fase a gironi dell'Europa League, in uno stadio che per alcuni anni ha portato il nome dell'attuale governatore repubblicano della California. Ma, ormai dal 2006, l'impianto si chiama Upc Arena e, secondo lo zeitgeist della nuova finanza applicata al calcio, è stato ribattezzato con il logo di un'azienda di telecomunicazioni (appunto la Upc Telekabel) che si è aggiudicata i naming rights per ribattezzare lo stadio per 10 anni, sino al 2016, per una cifra complessiva di 1 milione e 500 mila euro. Eppure non è stata una questione economica a sfrattare il nome di Schwarzenegger dallo stadio di Graz. Perché di venale, in tutta la vicenda, non c'è proprio niente: si è trattato, anzi, di una scelta di civiltà, tanto pregevole quanto poco nota al grande pubblico.
Vale dunque la pena fare qualche passo indietro per raccontare la storia dall'inizio. Spingiamo il tasto rewind e rieccoci al 1997, quando la ditta che dal 1995 si era impegnata a costruire il nuovo stadio della città consegnò l'opera, situata quattro chilometri a sud rispetto al centro storico di Graz: 27 settori per 15.400 posti, tutti a sedere e tutti al coperto, impianto di proprietà della Stadion Liebenau Betriebs GmbH, affittuari lo Sturm Graz e il Grazer Ak. Fatto lo stadio, c'era però da dargli un nome e, anche per una questione di autopromozione, a qualcuno venne un'idea: dedicarlo a Schwarzenegger, forse l'austriaco più conosciuto nel mondo, essendo nato a Thal - nel distretto di Graz Umgebung - nel 1947 ed avendo ivi vissuto i suoi primi vent'anni, per poi trasferirsi prima in Germania quindi negli Stati uniti. «Arnold Schwarzenegger stadium», ecco il nome altisonante con cui venne chiamato l'impianto di Graz, da subito dedicato al culturista che diventò una star di Hollywood, l'uomo che ottenne la cittadinanza americana nel 1983 ma mantenne anche quella austriaca. Al suo attivo, allora, c'erano decine di film che lo avevano proiettato nell'Olimpo del cinema d'azione, Conan e Terminator su tutti. E una passione politica che, negli anni '90, lo aveva visto diventare (nominato da George Bush senior) prima presidente del Consiglio in materia di sport e fitness, organizzazione facente parte del Dipartimento per la salute pubblica del Governo americano, quindi ambasciatore della Croce Rossa. Insomma, quanto basta per meritarsi uno stadio. Ma le mire politiche di Schwarzenegger erano altre e quando, il 17 novembre 2003, divenne Governatore della California, anche la città di Graz festeggiò l'elezione del suo figlio più illustre.
Del resto, da un paio di anni la stessa cittadina della Stiria, sotto l'aspetto politico e dell'immagine proiettata nel mondo, aveva ottenuto un riconoscimento altamente significativo: nel 2000, infatti, il Ministro degli Esteri austriaco, la signora Benita Ferrero-Waldner, aveva annunciato alla 55esima Assemblea generale delle Nazioni Unite l'intenzione di fare diventare Graz «prima città dei diritti umani in Europa», impegno sottoscritto dalla municipalità della città che nel febbraio del 2001 ha votato all'unanimità una mozione per dichiarare Graz, appunto, «Città dei diritti umani». Uno slogan ufficialmente e legalmente riconosciuto dall'Onu, anche perché Graz si è spesa per la causa, modificando la legislazione cittadina in modo da prendere in considerazione qualsiasi istanza in materia.
Il problema nasce qui. Graz «città dei diritti umani», Arnold Schwarzenegger - dedicatario del nome dello stadio - governatore di quella California la cui legislazione ancora prevede la pena di morte. C'è qualcosa che non va. E, per quanto narcotizzata per un paio di anni, la contraddizione è esplosa fragorosamente nel dicembre 2005. Nel braccio della morte del carcere californiano di San Quintino c'era Stanley Williams, detto «Tookie», fondatore dei Crips, una delle più note e violente gang della Los Angeles anni '70 e '80. Arrestato e processato, nel 1981 Williams venne condannato alla pena capitale, ritenuto responsabile di quattro omicidi, pur avendo sempre proclamato la propria innocenza. Tookie, durante il periodo di carcerazione, fu artefice di uno straordinario percorso di redenzione e di attivismo sociale, riconosciuto anche da George W. Bush (che lo lodò in una lettera divenuta pubblica), da una candidatura al Nobel per la pace del 2001 e da un film - Redemption - dedicato alla sua storia. Dopo 24 anni nel braccio della morte, l'esecuzione di Williams era programmata per il 13 dicembre 2005. E quando, nel novembre di quell'anno, la Corte suprema della California decise di non riaprire il caso, l'unica persona a poter cambiare il corso degli eventi, concedendogli la grazia, era il governatore dello Stato, Schwarzenegger. Che, l'11 dicembre, a Sacramento, diede udienza a chi chiedeva un provvedimento di clemenza per Williams. «Quando si tratta di decidere della vita o della morte di una persona, è il momento più difficile per un governatore», dichiarò alla stampa.
La città di Graz si schierò con il movimento per i diritti umani, ovviamente. Ma Schwarzenegger non concesse la grazia: fu eseguita l'iniezione letale, Williams morì. E a Graz cominciò il dibattito: possibile che la «città dei diritti umani» mantenesse il proprio impianto sportivo principale con il nome di chi non aveva bloccato una esecuzione capitale? No, naturalmente, e si prepararono le delibere per ribattezzare lo stadio: la decisione era già stata presa, si trattava solo di procedere agli atti formali. La notizia arrivò in California, dove Schwarzenegger non la prese bene. Arnold prese carta e penna e, in tedesco, mandò al sindaco di Graz una risentita lettera di diffida: «Ho negato la richiesta di grazia a un quadruplice omicida, legalmente detenuto, dopo un attento e scrupoloso esame, secondo le leggi del nostro Stato. Per evitare imbarazzi ai politici della città di Graz, ritiro con effetto immediato il diritto di utilizzare il mio nome per lo stadio. In materia riceverete presto una lettera dai miei avvocati», scrisse. E, nel giro di pochi giorni, Schwarzenegger rispedì al mittente a mezzo posta anche l'anello di cittadino onorario di Graz («Ormai per me non ha nessun valore») consegnatogli in una cerimonia pubblica nel 1999.
Così, il 26 dicembre 2005, gli operai rimossero le gigantesche lettere con il nome dell'ex Conan il barbaro dall'entrata dello stadio e dovunque ve ne fosse traccia: rimase solo la dicitura «Stadion Graz-Liebenau», sino all'accordo del 2006 con la Upc Telekabel. La Upc Arena ora mette d'accordo tutti. E pazienza se «The Governator» - un gioco di parole fra «Governor» e «Terminator» - non vi metterà mai più piede.
ilmanifesto.it

CHAMPIONS LEAGUE: Voeller contesta Platini per finale di sabato

Rudi Voeller, direttore sportivo del Bayer Leverkusen, ha attaccato il presidente dell'Uefa Michel Platini, contestandogli la decisione di spostare dal mercoledì al sabato la finale di Champions League. Per l'ex romanista sarebbe: «Un delitto contro le leghe nazionali, tutti i club devono girarsi i pollici per due settimane a causa di due squadre che disputano la finale di Champions League». «Un'assurdità, è il più grande torto che si potesse fare alle leghe». Platini, ex juventino ed ex nazionale francese, ha promosso il trasferimento dal mercoledì al sabato della finale della massima competizione europea per permettere un maggior afflusso di tifosi e una maggiore audience televisiva.

Calcio/Rieccole: Inter e Roma atto IV, c'é la Supercoppa

Oggi a San Siro nerazzurri e giallorossi aprono la stagione
Roma, 21 ago. (Apcom) - Dopo la brevissima interruzione della sfida (persa) contro la Lazio un anno fa, l'Inter ritrova quello che nelle tre precedenti stagioni era stato il suo tradizionale avversario nella sfida di Supercoppa italiana, il trofeo che apre la stagione calcistica: la Roma. Battuta nella corsa scudetto e nella finale dell'ultima Coppa Italia, la squadra giallorossa sarà questa sera (ore 20.45 a san Siro) il primo ostacolo dei campioni d'Italia e d'Europa nella rincorsa al clamoroso record del Barcellona 2008-09, vincitore di 6 trofei, ovvero di tutte le competizioni (nazionali e internazionali) alle quali ha partecipato. "Cominciamo col pensare a portare a casa il primo trofeo, poi penseremo agli altri, sempre uno per volta", ha detto il nuovo allenatore nerazzurro, lo spagnolo Rafael Benitez. Che, con la grande classe che da sempre lo contraddistingue, ha dribblato con eleganza le gratuite frecciate del suo predecessore, il portoghese Jose Mourinho. "Benitez non può vincere quello che ho vinto io e se vince la Supercoppa e il Mondiale per club lo deve a me", aveva detto pochi giorni fa il "vate" di Setubal. "Non vinco io, non vince Mourinho, vincono la società e i giocatori, che da 5 anni stanno vincendo tutto", ha replicato Benitez. Che per bon-ton ha evitato di ricordare che Mourinho ha deciso da solo di andarsene, nonostante fosse legato da un contratto: se ci teneva a questi trofei, poteva restare, avrebbe potuto rispondere lo spagnolo. "Mourinho non mi manca, forse manca di più ai giornalisti", ha detto poi Ranieri. Che ora dall'altra parte si ritrova un collega-avversario degno di stima: "Con Benitez ci conosciamo da tanto tempo, lo stimo molto, è un grande professionista e un grande allenatore, una persona seria". La Roma ha perso due delle tre finali di Supercoppa giocate contro l'Inter, sempre a San Siro. E anche questa volta, secondo Ranieri, "l'Inter è favorita". Ma non è escluso che poi in campo si possa sovvertire il pronostico: "E' una partita secca, c'é una coppa in palio, ci proveremo con la nostra qualità e con l'orgoglio".

Supercoppa Italiana Tim 2010: Inter - Roma (diretta ore 20.45 su Rai 1)

Con la sfida tra le duellanti dello scorso campionato di Serie A riparte la stagione del calcio italiano che stasera a San Siro (diretta Rai 1) metterà in palio il primo trofeo ufficiale, la Supercoppa Italiana TIM 2010-2011

Sono complessivamente 11 le squadre che hanno partecipato almeno una volta alla Supercoppa di Lega. L'Inter ha vinto quattro volte la Supercoppa, nelle edizioni 1989, 2005, 2006 e 2008. I nerazzurri sono al secondo posto assoluto dell'albo d'oro, alla pari della Juventus e, in caso di vittoria odierna, diventerebbero primatisti ex-aequo con il Milan; i rossoneri vantano finora 5 titoli.

L'Inter rafforza, disputando la sesta finale consecutiva, il primato nella storia della Supercoppa di Lega Tim: quella nerazzurra è infatti l'unica squadra ad aver disputato la sfida per 6 edizioni consecutive: 2005, 2006, 2007, 2008, 2009 e 2010. La Roma invece vi ha partecipato per 5 volte con due vittorie (2001 e 2007) e tre sconfitte (1991, 2006 e 2008).

Nella precedente stagione la partita disputata l'8 Agosto 2009 in Cina allo stadio di Pechino vide la vittoria della Lazio per 2-1 sull'Inter con i gol di Matuzalem al 63', raddoppio di Rocchi al 66', per i nerazzurri accorcia inultilmente le distanze al 77' Eto'o.

"Voglio iniziare vincendo, se possiamo farlo giocando bene è perfetto". È quanto ha sostenuto, in conferenza stampa, l'allenatore dell'Inter, Rafa Benitez, alla vigilia della sfida Un titolo, ha spiegato Benitez che apparterrebbe, "alla società e ai giocatori. La società ha vinto negli ultimi cinque anni, i giocatori sono qui da anni e hanno vinto. Ora possono vincere ancora di più e questa, per loro, deve essere la sfida". "Se vinciamo la Supercoppa la vincono la società e i giocatori e, poi, tutti quelli che sono loro vicini. Ma sono la società e i giocatori i più importanti".

Sugli avversari il tecnico spagnolo: "la Roma è una squadra forte, che ha un buon allenatore e giocatori di qualità, per me la cosa più importante è la prossima partita, poi pensiamo agli altri titoli. L'Inter vuole sempre vincere e la mentalità è sempre la stessa. Parlando con i giocatori so che loro vogliono sfruttare questa opportunità e conquistare il quarto titolo, le motivazioni ci sono. Dopo il Mondiale molti giocatori sono arrivati tardi. Se sei il tecnico dell'anno prima è più facile, se sei il nuovo allenatore lo è di meno. Ma è meglio giocare una finale per il titolo che un'amichevole".

Claudio Ranieri ha tenuto a San Siro, prima della rifinitura sul terreno di gioco, la consueta conferenza stampa: "Credo che l'Inter sia favorita, ma è una partita secca e ce la giochiamo con il nostro orgoglio. Ho già incontrato Benitez in Spagna, mai in Inghilterra, ma lui era agli inizi. Ci conosciamo da tanto tempo e di lui ho grande stima. Noi stiamo bene, siamo uniti e compatti e domani lo dimostreremo, abbiamo una struttura di gioco consolidata".

Ranieri, sollecitato da domande dirette, si è poi soffermato su alcuni singoli: "Totti sta bene, ed anche Adriano sta bene, ha una voglia immensa, si sta allenando con grande umiltà, è un punto di riferimento per noi, lo stiamo facendo crescere, ha legato bene con i compagni e questa è la cosa più importante, anche Menez è un giocatore che ha classe da vendere, noi crediamo in lui e questo sarà un anno importante per lui, farà vedere il suo valore. Anche Mexes sta bene, il fatto che ricerchiamo Burdisso è dovuto ad un fattore numerico, per avere tre centrali di ruolo, ma di mercato non voglio parlare, ho fiducia in Pradè".

Le statistiche della partita: Nei 91 precedenti a Milano lo score è di 52 successi interisti (l'ultimo 2-1 nella Coppa Italia 2008/09), 25 pareggi (l'ultimo 1-1 nella serie A 2008/09) e 14 affermazioni giallorosse (l'ultima 1-0 nella Supercoppa 2007). Per la quarta volta la Supercoppa di Lega Tim - che si gioca tra la vincitrice della scudetto e quella della Coppa Italia - viene assegnata tra Internazionale e Roma, ciò che fa di questa sfida la più frequente nella storia della competizione. I tre precedenti vedono due titoli assegnati all'Inter (4-3 dopo i supplementari nel 2006 e 8-7 dopo i rigori - 2-2 al 120' - nel 2008) ed uno alla Roma (1-0 nel 2007).

LE PROBABILI FORMAZIONI DI INTER-ROMA:

INTER (4-2-3-1): 1 Julio Cesar, 13 Maicon, 6 Lucio, 25 Samuel, 26 Chivu, 4 Zanetti, 19 Cambiasso, 27 Pandev, 10 Sneijder, 9 Eto'o, 22 Milito (12 Castellazzi, 2 Cordoba, 23 Materazzi, 5 Stankovic, 17 Mariga, 29 Coutinho, 88 Biabiany). All. Benitez

ROMA (4-3-1-2): 1 Lobont, 77 Cassetti, 5 Mexes, 4 Juan, 17 Riise, 11 Taddei, 16 De Rossi, 94 Menez, 7 Pizarro, 10 Totti, 9 Vucinic (32 Doni, 3 Andreolli, 30 Simplicio, 33 Brighi, 20 Perrotta, 8 Adriano, 89 Okaka). All.: Ranieri.

ARBITRO: Sarà Mauro Bergonzi di Genova ad arbitrare la sfida tra Inter e Roma con in palio la Supercoppa italiana, sabato sera a Milano. Gli assistenti saranno Nicoletti e Romagnoli, il quarto uomo De Marco. Inter e Roma sono imbattute col fischietto ligure, rispettivamente su 11 e 7 precedenti ufficiali. Il bilancio nerazzurro è di 7 vittorie e 4 pareggi (ultima direzione il chiacchierato Lazio-Inter 0-2 del 2 maggio scorso, in serie A), quello romanista di 5 vittorie e 2 pareggi (ultimo incrocio Roma-Cagliari 2-1 del 9 maggio scorso, in campionato).

LA SUPERCOPPA ITALIANA 2010 IN TELEVISIONE:

Per quanto riguarda la copertura tv della gara, appuntamento dalle 20.30 su Raiuno in collegamento con lo Stadio Giuseppe Meazza in San Siro di Milano per la diretta di Inter - Roma in programma dalle 20.45 con la telecronaca di Alberto Rimedio e commento tecnico di Fulvio Collovati. Al termine della partita appuntamento da non perdere, sempre su Raiuno dalle 22.45 per il post-partita con la cerimonia di consegna della coppa e le interviste ai protagonisti. La trasmissione dalle 23.10 proseguirà sul canale digitale Rai Sport 1.

Il match su Rai Uno, sarà visibile anche attraverso la rete digitale terrestre in tutta Italia in versione panoramica 16:9 sul mux RAI A.

Gli eventi per mancanza dei diritti internazionali potrebbero essere criptati da Rai. Ovviamente la 'codifica' riguarda la platea satellitare che non accede tramite il sistema TivùSat, l'unico con cui è possibile seguire tutta la programmazione dei canali generalisti senza interruzioni. Questo vale anche per gli abbonati Sky che durante il periodo di 'oscuramento' si troveranno in video una schermata totalmente blu. Per conoscere l'elenco completo degli eventi criptati della settimana corrente clicca qui

Gli italiani residenti fuori dai paesi europei potranno assistere all'incontro su Rai Italia che trasmetterà le immagini provenienti dal segnale di Rai1.

Articolo curato da
Simone Rossi
per "Digital-Sat.it"