EUROPEI DI ATLETICA

Oggi il via: l’Italia nella gara d’apertura insegue il podio anche con Brugnetti e Rubino
La lunga marcia di Schwazer verso il sogno
DI CESARE MONETTI
Per dirla calcisticamente è un’Italia a tre punte quella che oggi all’alba apre i Campionati Eu­ropei. Giorgio Rubino, Ivano Brugnetti ed il bomber Alex Schwazer. Il gol vincente sarà la meda­glia d’oro nella 20 km di marcia. Semplice la tattica di gioco: tecnica sopraffina tacco-punta e “palla” ad Alex Schwazer che, se marcerà come solo lui sa fare, può solo vincere e continuare a sognare un record i­nedito: conquistare due medaglie d’oro (20 e 50 km) nella marcia agli Europei.
L’impresa in passato è riuscita solo al polacco Korze­niowski, ma si parla delle Olimpiadi di Sydney 2000 e c’erano ben sei giorni di recupero tra una prova e l’altra, qui sono solo tre. Alex è un cavallo di razza e non ha rivali come dice il tecnico Sandro Damilano: «Ha un solo avversario: se stesso. Per questo è arrivato solo domenica. Era ri­masto a Merano a curarsi per pre­venire i problemi di stomaco che sono il suo tallone d’Achille».
Alex, il suo nome è legato alla 50 km: bronzo ai Mondiali del 2005 e 2007, olimpionico a Pechino 2008. Perché ha scelto di fare an­che la 20 km a Barcellona?
«Qui voglio vincere due medaglie anche per prendermi la rivincita dopo quella persa l’anno scorso a Berlino quando mi sono ritirato per problemi di stomaco. So che è diffi­cile, ma il mio obiettivo è serio: nessuno ha mai vin­to due ori nella marcia agli Europei».
Cosa ha variato nella preparazione rispetto al pas­sato?
«Dopo sei anni di raduni nel centro federale di Saluzzo ho preferito stare di più in altura tra la Val Senales, Li­vigno e Tenerife. Ho anche gareggiato molto di più vin­cendo otto gare e mostrando una condizione eccel­lente sulla 20 km. Sulla 50 ho avuto sfortuna: a Signa in marzo il mio tentativo di record del mondo è sta­to vanificato dalle violentissime raffiche di vento, nel­la caldissima Chihuahua nella Coppa del Mondo a maggio non ho gareggiato per un’insolazione».
Nella 20 km lei è il leader mondiale con il tempo di 1h18’24'. Punta diretto all’oro?
«Certo, ancora di più ora che ho saputo del forfait del russo Borchin bloccato da un infortunio al piede. Campione olimpico e mondiale, per me era lui il fa­vorito. Rimangono però tre russi di altissimo livello, l’eterno spagnolo Garcia e lo slovacco Toth, vincito­re in Coppa del Mondo».
Per la 50 km che aspettative ha?
«Qui il favorito sarò io, anche se quest’anno le cose migliori le ho fatte sulla 20. Con soli tre giorni di pau­sa in mezzo tra le due gare sarà una lotta aperta per l’oro. I rivali più ostici saranno il russo Kirdyapkin campione del mondo e lo spagnolo, alla sua ultima apparizione. Senza dimenticare il campione uscen­te, il francese Yohan Diniz». Sul podio oggi potremmo gioire anche per Rubino e Brugnetti. Sandro Damilano, tecnico della specialità da trent’anni presenta così i suoi alfieri: «Rubino aveva fatto un in­verno di lavoro eccezionale, poi da febbraio è stato colpito da u­na serie di sfortune: una micro­frattura al piede sinistro e poi la pubalgia. Nonostante tre mesi di stop è riuscito a vincere l’impor­tante gara di Podebrady. Ha do­vuto rincorrere la condizione: non è andato in altura perché in altura ci si va quando si è in for­ma e non quando si deve mette­re “fieno in cascina” come inve­ce ha fatto la Nazionale di calcio. La sua incognita è la tenuta». Damilano è più fiducioso su Ivano Bru­gnetti: «Ha iniziato tardi la stagione perché doveva ancora decidersi su come programmarsi, però si è preparato bene in quota a Livigno. Può essere il so­lito Brugnetti: può vincere come può bucare la gara. Se arriva bene al 15° km sarà un rivale difficile da bat­tere per tutti». Si giocano la medaglia anche l’esuberante Chiara Ro­sa nel getto del peso e Christian Obrist nei 1500. Qua­lifiche la mattina ed eventuale finale in serata. Daniele Meucci e Andrea Lalli, invece, sperano in un buon piazzamento nella finale dei 10.000 metri. Impegna­ti anche Libania Grenot nei 400 metri, Elisa Cusma e Likas Riffeser negli 800, Nicola Vizzoni nel martello ed i velocisti Collio, Di Gregorio e Cerutti per centra­re la finale dei 100 metri di domani.
Questa mattina a Barcellona l’altoatesino insegue l’oro nella 20 km e cercherà poi il bis nella 50 km: «Sto bene ma nessuno c’è mai riuscito nello spazio di tre giorni»

avvenire.it

Volley, al Brasile il nono titolo in World League

CORDOBA. Il Brasile ha vinto la World League di pallavolo e si candida al ruolo di favorita ai Mondiali che si giocheranno in Italia dal 25 settembre al 10 ottobre. In finale i verdeoro hanno battuto la Russia, come nel 2007, con il punteggio di 3-1. La nazionale brasiliana ha così raggiunto il nono titolo in questa competizione, superando l’Italia che ne ha conquistati otto. Il Brasile capitanato da Giba ha vinto tutte le partite del torneo. La medaglia di bronzo è andata alla Serbia che ha sconfitto per 3-2 Cuba.

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