giovedì 26 agosto 2010

Calcio: Il vecchio abbonato in estinzione

Preoccupa il calo dei tifosi fidelizzati: meno 20% degli abbonamenti Reggono Inter e Genoa, ma il vuoto è causato dall’overdose da pay-tv
DI LUCA MAZZA - avvenire
L ’attesa è finita e sabato la serie A 2010-2011 prenderà il via. In crisi d’astinenza da partite ufficiali, e pronto a fare un sol boccone del campio­nato- spezzatino che la Lega-Calcio gli ha incautamente imposto, il tifoso si è trovato quest’estate a dover scegliere tra due di­versi “menu” in vista della stagione calci­stica. Il primo prevede una comoda vi­sione dal divano di casa, telecomando al­la mano, abbonamento alla pay-tv e tele­camere in grado di cogliere ogni piccolo particolare. Non sfuggirà nulla: dal replay con la prodezza del campione, alla mo­viola con il millimetrico fuorigioco non visto dall’assistente dell’arbitro.
Il secondo “menu” ha per antipasto la dif­ficoltà di trovare parcheggio nei pressi del­lo stadio, prosegue con la scomodità dei seggiolini sui quali si è costretti a vedere la partita e termina con un po’ di traffico per tornare a casa alla fine del match. Ri­sultato? La seconda opzione è stata scel­ta davvero da pochi tifosi e gli abbona­menti allo stadio hanno subito un calo complessivo del 20%.
Il Milan, protagonista di una campagna acquisti volta finora al risparmio e ravvi­vata solo poche ore fa dalla trattativa per Ibrahimovic, a meno di una settimana dalla chiusura ha registrato la sottoscri­zione di circa 20mila tessere. Poche, a fronte delle 27.885 della scorsa stagione. Attorno ai 18mila abbonamenti si è fer­mata la Roma (lo scorso anno erano 24.454) con seggiolini vuoti perfino nella calda Curva Sud.
Calo vistoso anche per la Juventus, dove il nuovo corso Agnelli-Marotta-Del Neri non convince pienamente i tifosi bianco­neri. Sono solo 12mila, infatti, coloro che hanno prenotato il loro posto fisso all’O­limpico di Torino (dodici mesi fa erano 19mila). Unica eccezione tra le “big” è l’In­ter. Freschi di triplete, orfani di Mourinho e con una Supercoppa italiana già in ba­checa, i nerazzurri, con oltre 36mila sot­toscrizioni, sono vicini al record di 40mi­la abbonamenti della passata stagione.
Per carità, la colpa gli spalti semivuoti non è da attribuire esclusivamente alle pay-tv. C’è da considerare la crisi economica, la delusione post-Sudafrica, le campagne acquisti poco esaltanti e, soprattutto, l’av­versione degli ultrà alla tessera del tifoso. Quest’ultimo fattore sembra essere quel­lo determinante per spiegare il caso del­la Lazio. La parte organizzata del tifo bian­coceleste, quella della Curva Nord, oltre ad essere in continua contestazione nei con­fronti del presidente Lotito ha deciso di boicottare la campagna abbonamenti proprio per la tessera del tifoso. Da 27.584 abbonati si è precipitati così a poco più di 7.000.
In difficoltà anche la Fiorentina, passata da più di 20mila abbonamenti agli attua­li 13mila, e il Parma, sceso da 13mila a 7mila . Il Napoli ha deciso di cominciare aprire la sottoscrizione delle tessere solo ai primi di agosto: l’inizio è incoraggian­te (quasi 10.000 posti già prenotati al San Paolo) ma bisognerà vedere se il trend po­sitivo continuerà fino alla chiusura, fissa­ta per il 12 settembre. Resistono invece Genoa, Samp, Bari e Palermo, che con­fermano più o meno il numero delle tes­sere della passata stagione. Il Cesena, in­vece, è un’isola felice. Con l’entusiasmo dei tifosi per la promozione nella massi­ma serie si è raggiunto il record di sem­pre: 8.300 abbonamenti. Per i tifosi ro­magnoli, non c’è divano che tenga. Que­st’avventura in serie A vogliono goderse­la dal vivo.


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